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La facciata richiama quella della chiesa di S. Giorgio Maggiore a Venezia, del Palladio. Sul campanile di destra è raffigurato l'arcangelo Gabriele nell'atto di offrire una corona a Maria; sul campanile di sinistra l'arcangelo Michele sventola una bandiera con la scritta "Lepanto".
Delle due fasce
di altorilievi tra le colonne, l'una rappresenta S. Pio V che annunzia la vittoria
di Lepanto (1571), l'altra rappresenta Pio VII che incorona Maria
SS. nel Santuario di Savona dopo la sua liberazione dalla prigionia
napoleonica (1814). Il Santuario
di Maria Ausiliatrice è nato dal cuore, dal coraggio di
Don Bosco e dalla sua grande Fu un'impresa segnata da avvenimenti straordinari e da difficoltà enormi: Don Bosco non si stancava di ripetere che era la Madonna che voleva la chiesa e Lei stessa, dopo avergli indicato persino il luogo dove doveva sorgere, gli avrebbe anche fatto trovare i mezzi necessari.
Poi, conducendomi
ancora un po' d'accanto, in un tratto di terreno coltivato, quasi
innanzi alla facciata della seconda chiesa, mi soggiunse:
"In questo
luogo dove i gloriosi Martiri di Torino Avventore, Solutore e
Ottavio offrirono il loro martirio,
![]() Così
dicendo, avanzavo un piede posandolo sul luogo dove avvenne il
martirio e me lo indicò con precisione... Intanto io mi
vidi circondato da un numero immenso e sempre crescente di giovani;
ma guardando la Signora, crescevano anche i mezzi ed il locale,
e vidi poi una grandissima chiesa, precisamente sul luogo dove
mi aveva fatto vedere che avvenne il martirio dei santi della
Legione Tebea, con molti edifici tutto all'intorno e con un bel
monumento nel mezzo". Le tappe erano
dunque tutte previste: prima "la chiesa piccola e bassa" ossia la cappella Pinardi nel 1846;
poi "l'altra
chiesa assai più "Qui la mia casa, di qui la mia gloria". Il desiderio di ubbidire alla voce della Madonna e di testimoniare venerazione e riconoscenza a Lei che aveva dato tante prove di benevolenza alla nascente Congregazione, ed anche ragioni di ordine pastorale e pratico, spinsero Don Bosco ad affrettare i tempi della costruzione. Intanto, per l'acquisto del campo e del legname per la recinzione si erano spese 4.000 lire; l'economo Don Savio, rimasto senza soldi, consigliava di aspettare, ma Don Bosco gli replicò: "Comincia a fare gli scavi; quando mai abbiamo cominciato un'opera avendo già i denari pronti? Bisogna bene lasciar fare qualcosa alla Divina Provvidenza". I lavori, affidati
all'impresa del capomastro Carlo Buzzetti, iniziarono nell'autunno
del 1863. Terminati gli scavi, nell'aprile del 1864, Don Bosco
disse al Buzzetti:"Ti
voglio dare subito un acconto per i grandi lavori".
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