V CONGRESSO INTERNAZIONALE di
MARIA AUSILIATRICE
MEXICO / 16 - 20 Agosto 2007
RELAZIONI:
APERTURA:
17 agosto 2007
Contempliamo
Maria come la volle Don Bosco

Miei cari fratelli,
membri tutti della Famiglia Salesiana e
amici
di don Bosco:
dopo i saluti di benvenuto
ho l'onore di dichiarare ufficialmente aperto questo Congresso
Internazionale di Maria Ausiliatrice. E' per me, inoltre, grande
motivo di gioia che abbiate desiderato celebrarlo a Città
del Messico, dove Maria accompagnò fin dall'inizio lo
sforzo di evangelizzazione di questo Continente.
Desidero aprire questo Congresso
invitandovi a contemplare Maria Ausiliatrice così come
la sognò e volle don Bosco. Il restauro della Basilica
di Maria Ausiliatrice in Torino, che si è concluso quest'anno,
ci ha permesso di riscoprire non solo la bellezza di questo
monumento del nostro amato Fondatore
e Padre alla Santissima Vergine, ma anche apprezzare molto meglio
la sua visione di Chiesa.
Il senso ecclesiale di don
Bosco, che si esprimeva nel trinomio: amore a Gesù, presente
principalmente nell'Eucaristia, - devozione a Maria, madre e
modello della Chiesa - fedeltà al Papa, successore di
Pietro, si presenta in modo ammirabile nella sintesi che fece
don Bosco del titolo di Ausiliatrice con quello di Madre della
Chiesa. Don Bosco aveva inteso molto bene che il rinnovamento
della Chiesa doveva passare attraverso una matura pietà
mariana, convinto che dove si perde il senso della devozione
materna di Maria, si perde il senso della Chiesa come Madre.
Quando nell'anno 1865 iniziò
la costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice, Don Bosco
voleva precisamente fare questo per i suoi ragazzi dell'Oratorio
e per tutti i suoi collaboratori, benefattori e amici di Torino:
far loro sperimentare la maternità della Chiesa attraverso
la maternità di Maria, e, nello stesso tempo, far amare
la Chiesa attraverso la devozione a Maria Ausiliatrice.
La tela dell'abside con la
bellissima immagine della Vergine rappresenta tanto l'ecclesiologia
come la mariologia di don Bosco: Maria è figura delle
chiesa, madre e modello di essa, dove il volto della madre è
uguale al volto del Figlio, e dove appare sostenuta da Pietro
e Paolo, e circondata dagli apostoli ed evangelisti. In una parola:
una Chiesa apostolica e missionaria.
La Vergine di don Bosco è
una Regina, sì, coronata di dodici stelle e vestita di
sole, come la Donna-segno dell'Apocalisse, benché non
schierata per abbattere i suoi nemici, bensì amorosa,
provvidente, con le braccia aperte per donare e offrire suo Figlio.
Il Figlio, da parte sua, secondo le parole di don Bosco: "tiene
le braccia aperte, offrendo così le sue grazie e la sua
misericordia a chi ricorre alla sua Augusta Madre".
La Vergine di don Bosco "è
vestita di sole", piena di potere, perché immersa
in quel mare di luce che è Dio, immersa nel mistero della
Trinità, che illumina la sua persona e la sua missione.
Così è come la voleva don Bosco e così riuscì
a rappresentarla nella tela del Lorenzone, che colmo di emozione
esclamò: "Non sono io che dipingo. E' un'altra mano
che guida la mia".
La Vergine di don Bosco è
immagine della Chiesa, quella celeste che già celebra
le nozze dell'Agnello, e quella terrestre che cammina in questo
mondo, immersa pertanto nel mistero di Dio e avvolta nella sua
luce, però presente nelle nostre vicissitudini
storiche,
attenta alle nostre necessità, presente e viva nelle nostre
famiglie, come in tutte le case salesiane, idealmente rappresentate
nella Chiesa di Valdocco, che appare nella parte inferiore del
quadro.
E' qui la grande intuizione
di don Bosco, che ha unito il titolo di Maria Ausiliatrice e
Madre della chiesa, collocando il ruolo proprio della Vergine
nel cuore della missione della Chiesa, che protegge sotto il
suo manto tutti i suoi fedeli, li nutre e li fa maturare fino
alla pienezza della vita in Cristo.
Questo era ciò che don
Bosco voleva offrire ai suoi ragazzi in un momento di profondi
cambiamenti d'epoca, caratterizzati dalla nuova situazione sociale
e politica, per il passaggio da una società agricola di
tipo patriarcale a una nuova società, lanciata in un processo
di industrializzazione, che trasformò gradualmente l'ordine
sociale: la struttura familiare, il modo di procurarsi i mezzi
per la vita, e nella quale, come sempre, i giovani erano quelli
che maggiormente ne pagavano le conseguenze, rimanendo nella
povertà ed esposti alla perdizione.
Oggi come ieri, oggi come ai
tempi di don Bosco, i profondi cambiamenti sociali e culturali
in corso stanno avendo un enorme impatto sulla struttura famigliare,
sul tessuto sociale, sulla concezione della vita. La Chiesa,
e la Famiglia Salesiana in essa, è chiamata a proporre
e ad offrire Gesù e il suo vangelo, come lo fa Maria.
Come don Bosco, noi membri
della Famiglia Salesiana, rinnoviamo la nostra vocazione nella
chiesa di "pastori dei giovani" con la missione di
condurli a Cristo, l'unico che non delude le loro aspirazioni
più profonde e appaga la loro fame e sete di vita, di
felicità e di amore.
Nella realizzazione di questa
missione non siamo soli. Maria ci è stata data come Aiuto
potente contro il male nella lotta per la salvezza dei giovani.
Ausiliatrice che cura con amore di madre tutti quelli che si
incontrano attraversando questo mondo oscuro rappresentato ai
suoi piedi.
Mentre dichiaro aperto questo
Congresso di Maria Ausiliatrice, vi invito a confidare in Ella,
insieme con me, e a chiederle che benedica il nostro Congresso
a Lei dedicato.
O Maria Ausiliatrice,
Tu, immersa nel mare di luce della Trinità
ed assisa sopra un trono di nubi,
Tu, coronata di stelle
come Regina del cielo e della terra,
Tu, sostieni il Bambino, il Figlio di Dio,
che con le braccia aperte offre le sue grazie a chi viene a te.
Tu, circondata come da una corona umana
da Pietro, da Paolo, dagli Apostoli e dagli Evangelisti,
che ti proclamano loro Regina.
Tu, unisci il cielo e la terra,
Tu, Madre della Chiesa che sta già nella gloria celeste
e della Chiesa pellegrina nel mondo,
rendici costruttori instancabili del Regno,
riempici della passione del "Da mihi animas",
rendici segni dell'amore di Dio per i piccoli e i poveri,
proteggici dal nemico e nell'ora della morte
guidaci alla gloria eterna.
Amen.
Pascual Chavez V.
Città
del Messico, 17 agosto 2007