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ADMA on Line          |        Messaggio Mensile :    24 maggio 2017       

Maria ci esorta a testimoniare la sua presenza

La nostra devozione a Maria Ausiliatrice, che in questo mese particolarmente sottolineiamo con la novena e la festa a Lei dedicate, ci impegna a testimoniare la sua materna presenza a tutti coloro che sono lontani da Dio o vivono situazioni di prova, come guerre, malattie, ingiustizie. Attraverso la preghiera e l'esempio siamo chiamati ad avvicinare i cuori lontani da Dio e dalla sua grazia. Maria Ausiliatrice è con noi e intercede per ciascuno di noi, affinché con amore e coraggio testimoniamo la fede ed esortiamo a guardare e a consacrarsi al suo Cuore Immacolato. Ella ci invia perché, come piccole luci del mondo istruite dal suo materno amore, brilliamo chiaramente di uno splendore pieno. La preghiera ci aiuterà, perché la preghiera salva noi, salva il mondo. Ci esorta a non avere paura di dire la verità, a non aver paura di cambiare noi stessi ed il mondo diffondendo l'amore, facendo in modo che suo Figlio sia conosciuto ed amato, affinché nella nostra vita regni l'amore: l'amore che vive, l'amore che attrae, l'amore che dà vita. A noi spetta riconoscerlo, viverlo e diffonderlo.
Un aspetto che caratterizza la nostra associazione è la sua dimensione popolare del carisma salesiano, che trova una espressione tipica nella pietà popolare. "La locuzione "pietà popolare" designa le diverse manifestazioni cultuali di carattere privato o comunitario che, nell'ambito della fede cristiana, si esprimono prevalentemente non con i moduli della sacra Liturgia, ma nelle forme peculiari derivanti dal genio di un popolo o di una etnia e della sua cultura. La pietà popolare, ritenuta giustamente un "vero tesoro del popolo di Dio", "manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere; rende capaci di generosità e di sacrificio fino all'eroismo, quando si tratta di manifestare la fede; comporta un senso acuto degli attributi profondi di Dio: la paternità, la provvidenza, la presenza amorosa e costante; genera atteggiamenti interiori raramente osservati altrove al medesimo grado: pazienza, senso della croce nella vita quotidiana, distacco, apertura agli altri, devozione". (Direttorio della Pietà popolare n. 9). Nella tradizione salesiana è bello ricordare la diffusione delle statue dell'Ausiliatrice nelle case, nei quartieri, portando in forma capillare la presenza di Maria e suscitando un movimento spontaneo di fede, di preghiera, di carità. Un'altra realtà in crescita nella nostra Associazione è la segnalazione di grazie ottenute per intercessione dell'Ausiliatrice, dei santi, beati, venerabili e servi di Dio della Famiglia Salesiana. È un modo concreto di vivere la Comunione dei Santi, sperimentare la vicinanza, l'intercessione, l'aiuto di tanti fratelli e sorelle che in Dio ci sostengono e ci accompagnano nelle prove e lotte della vita.
Siamo nel mese dell'Ausiliatrice; in tanti parti del mondo ci ritroviamo per onorare la Madonna con questo titolo. Esprimiamo a Lei il nostro grazie per come sta rinnovando la nostra Associazione e impegniamoci a far crescere i nostri gruppi dell'ADMA in quantità e qualità.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


Cammino formativo: Amoris Laetitia / d. Silvio Roggia SDB


9. Accompagnare, discernere e integrare la fragilità

Il capitolo VIII di Amoris Laetitia è forse quello che ha fatto più discutere perché volge l'attenzione alla 'fragilità' che fa parte dell'amore umano nella vita di famiglia. Francesco ci invita a guardare le nostre fragilità con lo sguardo di Gesù:
"Illuminata dallo sguardo di Cristo, 'la Chiesa si volge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto, riconoscendo che la grazia di Dio opera anche nelle loro vite dando loro il coraggio per compiere il bene, per prendersi cura con amore l'uno dell'altro ed essere a servizio della comunità nella quale vivono e lavorano' [Relatio Synodi 2014, 24]" (AL 312).
L'attenzione a chi è fragile e ferito non è una eccezione alla regola, da nascondere in una piccola nota a piè di pagina. Al contrario: l'esempio e le parole di Francesco dal primo giorno della sua elezione fino a oggi ci chiedono di partire proprio da lì, proprio da chi fa maggiore fatica.
"Desidero qui ricordare ciò che ho voluto prospettare con chiarezza a tutta la Chiesa perché non ci capiti di sbagliare strada: 'due logiche percorrono tutta la storia della Chiesa: emarginare e reintegrare […]. La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi, è sempre quella di Gesù: della misericordia e dell'integrazione […]. La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero […]. Perché la carità vera è sempre immeritata, incondizionata e gratuita!' [Relatio Synodi 2014, 25]" (AL 296).
Questa è la lunghezza d'onda del capitolo VIII: piena accoglienza della novità evangelica sulla famiglia, da continuare a far risplendere e annunciare con gioia a tutti; e insieme vicinanza uno per uno a chi fatica e trova ostacoli sul suo cammino, senza escludere nessuno.
Il tempo di Pasqua è in perfetta sintonia con questo modo di intendere e di agire. Da un lato abbiamo il massimo di tutto ciò che Padre, Figlio e Spirito fanno e offrono per la nostra salvezza: passione, morte e resurrezione; Eucaristia; Pentecoste... Dall'altro questa immensità di vita è affidata alla testimonianza di gente fragile come noi: Pietro che rinnega e gli altri che fuggono via nel Getsemani; prima comunità cristiana ricca di fede ma anche con problemi, non solo quelli esterni legati alle persecuzioni: anche problemi e fragilità dei credenti, come ben testimoniano gli Atti degli apostoli e le lettere di Paolo.

La luce dell'ideale più pieno

In Evangelii Gaudium papa Francesco ha insistito sul diritto di tutti a ricevere la luce del Vangelo nella sua attraente bellezza, dando precedenza all'essenziale, senza filtri e senza appesantire l'annuncio con troppe cose che finiscono con oscurare anziché favorire l'accoglienza del buon seme (vedi EG 34-39).
Amoris Laetitia nel suo insieme è un vangelo, una buona notizia espressa per il nostro tempo sulla bellezza e grandezza dell'amore tra uomo e donna da cui nasce la famiglia, frutto della fede in Gesù, nostra via, verità e vita. In Lui diventiamo davvero umani e davvero figli del Padre.
"Il matrimonio cristiano, riflesso dell'unione tra Cristo e la sua Chiesa, si realizza pienamente nell'unione tra un uomo e una donna, che si donano reciprocamente in un amore esclusivo e nella libera fedeltà, si appartengono fino alla morte e si aprono alla trasmissione della vita, consacrati dal sacramento che conferisce loro la grazia per costituirsi come Chiesa domestica e fermento di vita nuova per la società" (AL 292).
E qui il papa usa lo stesso sistema educativo di don Bosco: prevenire il più possibile. Se ci si impegna con tutte le forze per far brillare questa luce, donandola a chi sta crescendo e si prepara alla vita di coppia, si gettano le fondamenta per far sì che la letizia dell'amore diventi davvero un progetto per tutta la vita. E se si investono generosamente le energie delle comunità cristiane per 'consolidare i matrimoni', tante situazioni di fragilità troveranno l'aiuto che permette di trasformare un momento di crisi in una opportunità di crescita.
"In nessun modo la Chiesa deve rinunciare a proporre l'ideale pieno del matrimonio, il progetto di Dio in tutta la sua grandezza: 'I giovani battezzati vanno incoraggiati a non esitare dinanzi alla ricchezza che ai loro progetti di amore procura il sacramento del matrimonio, forti del sostegno che ricevono dalla grazia di Cristo e dalla possibilità di partecipare pienamente alla vita della Chiesa'.[Relatio Synodi 2014, 26] La tiepidezza, qualsiasi forma di relativismo, o un eccessivo rispetto al momento di proporlo, sarebbero una mancanza di fedeltà al Vangelo e anche una mancanza di amore della Chiesa verso i giovani stessi. Comprendere le situazioni eccezionali non implica mai nascondere la luce dell'ideale più pieno né proporre meno di quanto Gesù offre all'essere umano. Oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture" (AL 307).

La legge della gradualità

Una delle migliori definizioni di don Bosco è stata quella di Pio XI, che lo aveva conosciuto di persona quando lui era ancora un giovane prete, e che lo ha poi da papa proclamato santo il giorno di Pasqua del 1934. Qual è il lavoro di don Bosco? "Il lavoro di Don Bosco è fare santi", amava dire Pio XI. Di fatti il fondatore dell'ADMA non ha mai rinunciato a proporre a tutti la santità. Non si è mai accontentato di traguardi a buon mercato per i suoi giovani. Però non è rimasto sul pulpito attendendo che chi fosse già perfettamente 'in grazia di Dio' venisse a sentire i suoi sermoni. Ha iniziato con le prigioni di Torino e, per dare casa a migliaia di ragazzi scartati dalla società, ha piantato la tenda nella periferia di Valdocco, che era a quei tempi l'equivalente degli slums più poveri e pericolosi delle grandi metropoli di oggi.
Io credo sia qui il segreto e la forza di quello che il papa ci chiede in questo capitolo. Non perdere mai di vista il cielo, senza rifuggire un solo angolo di questa terra, pur di essere vicini a tutti quelli che Dio ama di più, proprio perché in maggiore difficoltà. C'è uno splendido articolo delle Costituzioni dei Salesiani di don Bosco dove si dice che "Imitando la pazienza di Dio, incontriamo i giovani al punto in cui si trova la loro libertà. Li accompagniamo perché maturino solide convinzioni e siano progressivamente responsabili nel delicato processo di crescita della loro umanità nella fede" (Art. 38).
"San Giovanni Paolo II proponeva la cosiddetta "legge della gradualità", nella consapevolezza che l'essere umano 'conosce, ama e realizza il bene morale secondo tappe di crescita'.[Familiaris consortio , 34] Non è una 'gradualità della legge', ma una gradualità nell'esercizio prudenziale degli atti liberi in soggetti che non sono in condizione di comprendere, di apprezzare o di praticare pienamente le esigenze oggettive della legge. Perché anche la legge è dono di Dio che indica la strada, dono per tutti senza eccezione che si può vivere con la forza della grazia, anche se ogni essere umano 'avanza gradualmente con la progressiva integrazione dei doni di Dio e delle esigenze del suo amore definitivo ed assoluto nell'intera vita personale e sociale dell'uomo'[Ibid., 9: 90]" (AL 295).
Non è questa in definitiva la vita reale di ogni famiglia nel suo interno? I genitori senz'altro desiderano il meglio per i loro figli. La strada da percorrere insieme verso la meta non è però liscia e non obbedisce di scatto ai desideri di bene che si hanno nel cuore e ai buoni propositi che si prendono insieme. Ci sono difficoltà, limiti, condizionamenti esterni a volte molto pesanti. E ci sono poi tutte le fragilità e gli errori della vita personale. È stato così anche con la nuova 'famiglia' che ha accompagnato Gesù negli anni della sua vita pubblica: nonostante i Dodici avessero ascoltato il vangelo direttamente dalle labbra del Maestro, non sono mancate le fughe, i rinnegamenti e il tradimento.
"Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia 'immeritata, incondizionata e gratuita'. Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino. Ovviamente, se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell'ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non può pretendere di fare catechesi o di predicare, e in questo senso c'è qualcosa che lo separa dalla comunità (cfr Mt 18,17). Ha bisogno di ascoltare nuovamente l'annuncio del Vangelo e l'invito alla conversione. Ma perfino per questa persona può esserci qualche maniera di partecipare alla vita della comunità: in impegni sociali, in riunioni di preghiera, o secondo quello che la sua personale iniziativa, insieme al discernimento del Pastore, può suggerire" (AL 297).
Non posso fare a meno di guardare di nuovo a don Bosco, per cogliere quanto Francesco ci chiede di essere verso chi vive situazioni di fragilità, senza perdere di vista la forza rinnovatrice del vangelo. A pochi passi dalla casa in cui è cresciuto ai Becchi - in una famiglia provata dalla prematura morte del padre e da tante forme di povertà - c'è un monumento a Giovannino che cammina sulla corda. L'artista ha avuto un intuizione geniale: la corda è tesa non perché legata a due alberi, ma perché c'è un gruppo di angeli che fa il tiro alla fune con un gruppo di ragazzi. È su questa tensione tra cielo e terra che Giovanni cammina, col cuore in cielo, dritto verso quei ragazzi.
"'La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona. La Sposa di Cristo fa suo il comportamento del Figlio di Dio che a tutti va incontro senza escludere nessuno'.[Misericordiae Vultus , 12] Sa bene che Gesù stesso si presenta come Pastore di cento pecore, non di novantanove. Le vuole tutte" (AL 302).

La pastorale della chiarezza misericordiosa

Papa Francesco lascia intendere che non tutti sono entusiasti dell'approccio che lui propone difronte alle fragilità della vita matrimoniale e familiare.
"Comprendo coloro che preferiscono una pastorale più rigida che non dia luogo ad alcuna confusione. Ma credo sinceramente che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità: una Madre che, nel momento stesso in cui esprime chiaramente il suo insegnamento obiettivo, 'non rinuncia al bene possibile, benché corra il rischio di sporcarsi con il fango della strada'[EG 45]" (AL 308).
Non c'è qui lo spazio per entrare nel dialogo vivace che Amoris Laetitia ha suscitato, soprattutto sulla possibilità di accedere all'eucaristia da parte di chi vive in situazioni non conformi al matrimonio cristiano. C'è un bell'intervento del cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del pontificio consiglio per i testi legislativi, che credo possa essere illuminante per chi desidera conoscere e riflettere ulteriormente su questo tema. È accessibile attraverso questo link: https://goo.gl/9eC0B4

Semi da sgranare

Il sicomoro di Zaccheo e la prima pietra
Può essere illuminante accompagnare la riflessione sul capitolo VIII dell'Amoris Laetitia con la meditazione di due passi evangelici che indicano la prospettiva e la 'linea pastorale' che Gesù segue difronte a due situazioni di fragilità, decisamente irregolari e contrarie allo standard della legge mosaica così come era vissuta nel suo tempo.
Luca: 19,1-10 Zaccheo scendi subito, oggi voglio fermarmi a casa tua
Giovanni: 8,1-11 Nessuno ti ha condannata? Neppure io ti condanno. Va', e d'ora in poi non peccare più.

Il 24 del mese: un profondo segno mariano che crea famiglia

Il salesiano Luis Valpuesta, di venerata memoria, era una persona appassionata per il giornalismo minore, attraverso la diffusione di piccoli e semplici fogli. Don Luis diffuse molti volantini guidato dal suo zelo evangelico. Uno di loro era titolato "Dire 24 è dire María Ausiliatrice". Il 24 è più di un semplice numero. La celebrazione del 24 è segno della profonda dimensione mariana della Famiglia Salesiana, che genera gioia, fiducia, dinamismo apostolico e la rende famiglia. I Regolamenti Generali dei Salesiani di Don Bosco indicano esplicitamente questo segno unitivo quando parlano del dialogo con il Signore.
La commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice non nacque in modo casuale. Questo gesto ispirato di pietà popolare mariana germogliò da una comunità viva che sperimentava quotidianamente la materna protezione di Maria Ausiliatrice. Quella comunità era la casa salesiana di Montevideo (Uruguay) e da qui passò al mondo intero. Don Paolo Albera, del Consiglio superiore visitò le case salesiane dell'America in nome del Rettor Maggiore, il Beato Michele Rua. Quando don Albera arrivò nel 1899 a Montevideo incontrò la piacevole sorpresa della celebrazione del 24 di ogni mese in onore di Maria Ausiliatrice dei cristiani. Comunicata la bella notizia a Torino, don Rua non ebbe il tempo di introdurre tale commemorazione nella Basilica di Maria Ausiliatrice in Valdocco e raccomandarla a tutte le case salesiane.
Quando don Pablo Albera fu nominato secondo successore di don Bosco, raccomandò la diffusione in tutte le case salesiane di questa pratica mariana. Lo fece con poche parole, ma sentite e programmatiche, piene di affetto per la Vergine, anzi ricche di spirito ecclesiale e salesiano: "C'è una cosa, dice don Albera, che mi interessa sommamente e a cui si dia, come già avviene nel Santuario di Valdocco, tutta la solennità possibile alla commemorazione del 24 di ogni mese della potente Ausiliatrice del popolo cristiano, a cui dirigere le più vive suppliche secondo le intenzioni del Santo Padre e per il bene della nostra Società".
La celebrazione del 24 continua a restare viva. In ogni luogo ha le sue manifestazioni che esprimono tutta la gratitudine, la fiducia, l'appassionato amore a Maria Ausiliatrice. Il 24 di ogni mese è, per solennità e manifestazioni, come una replica del 24 maggio, festa di Maria Ausiliatrice dei cristiani, che, come dice don Bosco al termine della "Lettera da Roma" (1884), è il preludio alla festa che celebreremo tutti insieme in Paradiso.
Nelle celebrazioni del 24 non manca la Benedizione ideata da Don Bosco e il canto "Rendidos a tus plantas", la comunicazione e la fraternità attorno alla Madre di Dio. Sono celebrazioni che ravvivano il "Da mihi animas", sono 24 aperti, "in uscita". Celebrare l'Ausiliatrice deve renderci consapevoli che anche noi dobbiamo essere "Aiutanti". Sarebbe ben poco se ciò che abbiamo pregato restasse nel tempio e non uscisse alle periferie, alla vita. Sappiamo che il cardinale Jorge Mario Bergoglio di Buenos Aires, oggi papa Francesco, era il primo che arrivava ogni 24 alla Basilica di Maria Ausiliatrice nel quartiere di Almagro e pregava molto tempo, salendo fino all'edicola della Vergine. È vero "dire 24 è dire Maria Ausiliatrice" (Miguel Aragón Ramírez, sdb).

CRONACA DI FAMIGLIA

Filippine - Incontro ADMA con l'Animatore spirituale
Sabato 1° aprile 2017 in occasione della visita di don Pierluigi Cameroni, Animatore spirituale, per promuovere la causa del Servo di Dio don Carlo Braga è stato organizzato un incontro a Manila per i soci dell'ADMA dell'area metropolitana, con la partecipazione dei membri del Consiglio ispettoriale Filippine Nord e una significativa partecipazione dei giovani dell'ADMA di San Idelfonso a Makati. Don Pierluigi ha presentato le linee dell'ADMA, invitando a continuare il cammino in atto con l'attenzione alle famiglie e ai giovani. Hanno portato il loro saluto la Presidente Maria Junifer e l'animatore spirituale ispettoriale don Remo Bati. Nel pomeriggio don Pierluigi ha presieduto l'eucaristia nel santuario nazionale di Maria Ausiliatrice a Paranaque, mentre domenica 2 aprile presso la Parrocchia di S. Idelfonso, dove vi è una fervente realtà di ADMA Giovanile con ragazzi animati dal parroco don Antony Molavino. In tutti questi incontri si è sperimentata la dimensione popolare dell'ADMA, attraverso una capillare devozione alla Madonna con la diffusione delle statue di Maria Ausiliatrice nelle famiglie per la recita quotidiana del S. Rosario, con catechesi semplici e con l'animazione marina dei gruppi dei giovani, dei ragazzi e dei bambini. Nella tarda mattinata di domenica c'è stato l'incontro con il Consiglio Ispettoriale dell'ADMA presieduto dalla Sig.ra Maria Junifer Maliglig, dove si sono condivise esperienze ed orientamenti, richiamando il rinnovamento dell'ADMA con l'attenzione e l'accompagnamento delle famiglie, la cura della crescita dell'identità e della responsabilità dei laici e la valorizzazione della religiosità popolare.

ADMA PRIMARIA - PRIMI PASSI IN FAMIGLIA
Quaranta coppie hanno partecipato, in clima di gioia e di allegria, alla prima edizione di "Primi passi in famiglia, percorso organizzato dall'ADMA e dalla Pastorale Giovanile della Circoscrizione Salesiana del Piemonte e della Valle d'Aosta dedicato alle giovani coppie, che stanno vivendo i primi anni del matrimonio o che ne hanno già fissato la data (anche se non si tratta di un corso prematrimoniale).
La proposta è una delle iniziative della Famiglia Salesiana in risposta all'esortazione apostolica Amoris Laetitia ed alla Strenna del Rettor Maggiore, per promuovere l'accompagnamento delle famiglie soprattutto nei primi anni di vita.
Come i bambini quando nascono non sanno camminare o parlare, così anche gli sposi hanno bisogno di imparare i segreti per essere felici e sposati a partire dalla grammatica della relazione, degli affetti, dell'essere uomo e donna con le loro differenze e complementarietà. I giovani sposi desiderano essere formati e accompagnati per assaporare la grazia del matrimonio che opera 24 ore su 24 e aiuta a vivere in pienezza e a superare le immancabili fatiche. Comprendono facilmente l'importanza di non isolarsi, ma di costruire reti di relazioni, di assaporare la gioia del dialogo e del perdono. Gradualmente scoprono la bellezza del vivere affidati e così aprirsi al dono della vita e alla gioia di diventare genitori.
Il percorso è anche stata l'occasione di sperimentare la comunione e complementarietà tra gli stati di vita, infatti l'equipe che ha accompagnato con grande spirito di comunione le giovani coppie era composta da coppie di sposi, suore e sacerdoti.
Si sono approfondite la bellezza e ricchezza del Sacramento del matrimonio, i capisaldi di una viva vita di coppia - la desatellizzazione, il segreto del perdono, l'importanza della preghiera e della direzione spirituale - e quelli dell'essere genitori. Ma soprattutto si è acquisita la consapevolezza che nel matrimonio occorre mettere Gesù al centro per imparare a dirsi "grazie", "scusa" e "permesso" e che si vince facendo vincere il noi.
Tutto è stato vissuto nello stile salesiano ed in spirito di famiglia, per offrire non solo un'occasione di formazione, ma anche di condivisione di esperienze e di creazione di relazioni tra coppie. Il ciclo di incontri si è concluso con il Ritiro a Muzzano il 1° e il 2 aprile, dove le coppie hanno approfondito le dimensioni della spiritualità coniugale, godendo anche dell'intervento dell'Ispettore Don Enrico Stasi.
Con gratitudine affidiamo queste e tutte le giovani coppie a Gesù e a Maria, confidiamo che le sosterranno, certi che alla fine il sorriso le accompagnerà nel loro cammino.

Timor Est - Ritiro quaresimale
L'Associazione Maria Ausiliatrice (ADMA) di Timor Leste si è riunita il 31 marzo - 1° aprile 2017 presso la Comunità di San Domenico di Lospalos per il ritiro quaresimale a livello nazionale. I partecipanti provenivano da diverse case: Fatumaca, Venilale, Baucau, Dili, Maliana (Kailako), Laga, Quelicai, Vemasse, Bucoli, Fuiloro e Lospalos, per un totale di 305 partecipanti. C'erano la presidente nazionale Maria Fatima Belo con tutto il Consiglio, insieme all'animatore Spirituale Nazionale P. Manuel da Silva Ximenes, SDB. P. Rolando Fernandez, missionario delle Filippine da 34 anni a Timor Est, è stato il predicatore del ritiro, dal tema: "Comunione Cristo? Vivere come Lui!".

Giappone - Primo ritiro spirituale dell'AMA
Durante il meraviglioso periodo primaverile vicino al lago Kawaguchi ai piedi del Monte Fuji si è svolto il primo ritiro spirituale di 40 membri provenienti dai due gruppi ADMA del Giappone (quello di Tokyo iniziato nel 2010 e quello di Hamamatsu nel 2012). Il ritiro è stato guidato dall'animatore spirituale p. Angel Yamanouchi e dal Provinciale p. Mario. Due salesiani hanno aiutato per confessioni in altre lingue (Don Dong Tan Hien in Vietnamita e Fr Ambrosio da Silva in portoghese e inglese). C'era anche Sr. Teresita Matsumoto animatrice FMA.
Durante il ritiro abbiamo celebrato l'adesione di 23 nuovi membri del gruppo di Hamamatsu: 9 brasiliani, 7 giapponesi, 5 peruviani e 2 filippini. Siamo anche contenti della presenza di numerosi candidati di diverse nazionalità interessati a diventare membri dell'ADMA.
L'adesione di 23 nuovi membri è stata introdotta con la preghiera del Rosario animata dal gruppo di Tokyo in 3 lingue (giapponese, portoghese e spagnolo) con brevi meditazioni di p. Angelo su Maria modello del discepolato cristiano. È seguito il tempo delle confessioni. Nel clima spirituale della Pentecoste i 23 nuovi membri hanno pronunciato la formula di impegno e la benedizione eucaristica ha confermato ancora una volta la volontà di testimoniare, come membri dell'ADMA e come discepoli di Gesù, nella società giapponese. È seguita l'agape fraterna. (P. Mario Yamanouchi - Ispettore).


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