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ADMA on Line          |        Messaggio Mensile :    24 aprile 2017       

Maria ci invita ad aprire i nostri cuori alla misericordia di Dio

Il tempo pasquale che stiamo vivendo è un invito ad accogliere in noi l'amore misericordioso di Dio, che si è rivelato nella Pasqua del suo Figlio. Ognuno di noi è chiamato ad accogliere la grazia del Signore, a convertirsi al suo amore, a decidersi per una vita nuova, come ci esorta san Paolo: "Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce" (Ef 5, 8-9). Ci sono cristiani luminosi, pieni di luce, che cercano di servire il Signore; ci sono cristiani tenebrosi, che vivono una vita di peccato lontani dal Signore; ma ci sono anche i "cristiani del grigio", che vivono nel compromesso, nell'opportunismo, seminando confusione e creando fragilità e contro testimonianza.
La Pasqua ci esorta a vivere la vita nuova del Vangelo, a camminare nella novità del Signore Gesù, come ci stimola papa Francesco: "Un annuncio rinnovato offre ai credenti, anche ai tiepidi o non praticanti, una nuova gioia nella fede e una fecondità evangelizzatrice. In realtà, il suo centro e la sua essenza è sempre lo stesso: il Dio che ha manifestato il suo immenso amore in Cristo morto e risorto. Egli rende i suoi fedeli sempre nuovi, quantunque siano anziani, riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi" (Is 40,31). Cristo è il "Vangelo eterno" (Ap 14,6), ed è "lo stesso ieri e oggi e per sempre" (Eb 13,8), ma la sua ricchezza e la sua bellezza sono inesauribili. Egli è sempre giovane e fonte costante di novità. La Chiesa non cessa di stupirsi per "la profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio" (Rm 11,33). Diceva san Giovanni della Croce: "questo spessore di sapienza e scienza di Dio è tanto profondo e immenso, che, benché l'anima sappia di esso, sempre può entrare più addentro". O anche, come affermava sant'Ireneo: "[Cristo], nella sua venuta, ha portato con sé ogni novità". Egli sempre può, con la sua novità, rinnovare la nostra vita e la nostra comunità, e anche se attraversa epoche oscure e debolezze ecclesiali, la proposta cristiana non invecchia mai. Gesù Cristo può anche rompere gli schemi noiosi nei quali pretendiamo di imprigionarlo e ci sorprende con la sua costante creatività divina. Ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale. In realtà, ogni autentica azione evangelizzatrice è sempre "nuova". (Evangelii Gaudium n. 11).
Maria Ausiliatrice è con noi, per aiutarci affinché con determinazione diciamo SÌ a Dio, alla sua volontà e ai suoi comandamenti. Non siamo soli. Lei è con noi e intercede per noi. In tutti i nostri gruppi viviamo con grande fede la novena e la festa di Maria Ausiliatrice, chiedendo benedizioni speciali per le nostre famiglie e per tutta l'Associazione che sta vivendo una nuova primavera. Viviamo con papa Francesco il centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima. Il pontificato del papa è stato consacrato a Nostra Signora di Fatima: chiediamo per lui il dono del discernimento su come identificare le vie di rinnovamento per la Chiesa e preghiamo perché sia protetto nelle difficili ore della sofferenza, in modo da poter superare, nella carità, le prove che il rinnovamento della Chiesa gli presenterà.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


Cammino formativo: Amoris Laetitia / d. Silvio Roggia SDB


8. Dove sono i figli? (AL 260)

Educare è inevitabile

Il capitolo settimo dell'Amoris Laetitia è dedicato alla famiglia come il luogo primario della educazione dei figli. È lì che inevitabilmente la vita di una persona prende forma. Così è stato per ciascuno di noi.
"I genitori incidono sempre sullo sviluppo morale dei loro figli, in bene e in male. Di conseguenza, la cosa migliore è che accettino questa responsabilità inevitabile e la realizzino in maniera cosciente, entusiasta, ragionevole e appropriata" (AL 259).
Papa Francesco pone come primo sottotitolo un interrogativo, che richiama alla memoria la domanda rivolta ad Adamo: 'Dove sei?' (Gn 3,9).
"Cerchiamo di capire 'dove' i figli veramente sono nel loro cammino? Dov'è realmente la loro anima, lo sappiamo? E soprattutto: lo vogliamo sapere?" (AL 261)
Questo sposta l'impegno educativo da un approccio 'quantitativo', di controllo dello spazio, che può diventare ossessivo - 'Non si può avere un controllo di tutte le situazioni in cui un figlio potrebbe trovarsi a passare' - a un impegno 'qualitativo'.
Riprendendo uno dei principi portanti della Evangelii Gaudium, Francesco lo ripropone con forza: "'Il tempo è superiore allo spazio' (EG 222). Si tratta di generare processi più che di dominare spazi" (AL 261).
Scommettere sul tempo significa accettare che la crescita è sempre un processo graduale, che esige pazienza. Richiede l'arte di saper attendere e allo stesso tempo di essere presenti, stimolare, e anche correggere, al momento opportuno e in modo appropriato. Il 'come' spendere insieme il tempo dell'educazione si articola in una grande varietà di forme, legate alla storia unica di ogni famiglia. Ma c'è un come NON farlo, che vale per tutti: "Una testimonianza di cui i figli hanno bisogno da parte dei genitori è che non si lascino trasportare dall'ira. Il figlio che commette una cattiva azione, deve essere corretto, ma mai come un nemico o come uno su cui si scarica la propria aggressività" (AL 269).
Il dinamismo vitale che rende il tempo in famiglia una stagione ininterrotta di crescita si chiama FIDUCIA.
"Lo sviluppo affettivo ed etico di una persona richiede un'esperienza fondamentale: credere che i propri genitori sono degni di fiducia. Questo costituisce una responsabilità educativa: con l'affetto e la testimonianza generare fiducia nei figli, ispirare in essi un amorevole rispetto. Quando un figlio non sente più di essere prezioso per i suoi genitori nonostante sia imperfetto, o non percepisce che loro nutrono una preoccupazione sincera per lui, questo crea ferite profonde che causano molte difficoltà nella sua maturazione" (AL 263).

La libertà è qualcosa di grandioso (AL 267)

Proprio perché si tratta del tesoro più grande - ciò che ci rende immagine di Dio - educare la libertà è un compito altissimo, molto impegnativo e per sua natura non determinato negli esiti. Non funziona la matematica del causa effetto come la si applica a tante altre attività umane. Chi educa un figlio si accorge che sta relazionandosi con un mistero: il mistero della vita umana in tutta la sua grandezza, che si concentra proprio nella libertà.
"La libertà è qualcosa di grandioso, ma possiamo perderla. L'educazione morale è un coltivare la libertà mediante proposte, motivazioni, applicazioni pratiche, stimoli, premi, esempi, modelli, simboli, riflessioni, esortazioni, revisioni del modo di agire e dialoghi che aiutino le persone a sviluppare quei principi interiori stabili che possono muovere a compiere spontaneamente il bene. La virtù è una convinzione che si è trasformata in un principio interno e stabile dell'agire. La vita virtuosa, pertanto, costruisce la libertà, la fortifica e la educa, evitando che la persona diventi schiava di inclinazioni compulsive disumanizzanti e antisociali" (AL 267).
Francesco incoraggia a fare tutto il possibile perché i figli percepiscano e facciano loro 'il gusto per il bene' (AL 265). Non è con la forza e la costrizione che si convince e ci si convince. Siamo in sintonia con Evangelii Gaudium dove l' 'attrazione' è il metodo più efficace per evangelizzare: "Tutti hanno il diritto di ricevere il Vangelo. I cristiani hanno il dovere di annunciarlo senza escludere nessuno, non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile. La Chiesa non cresce per proselitismo ma 'per attrazione'" (EG 14).
Questo non significa lasciar correre e non essere fermi quando è necessario.
"Ugualmente, è indispensabile sensibilizzare il bambino e l'adolescente affinché si renda conto che le cattive azioni hanno delle conseguenze. Occorre risvegliare la capacità di porsi nei panni dell'altro e di pentirsi per la sua sofferenza quando gli si è fatto del male" (AL 268).
Saper bilanciare con sapienza incoraggiamento e fermezza, facendo sì che la disciplina incoraggi il dinamismo interiore senza 'mutilare il desiderio' (AL 270), è una vera arte. L'educazione di fatti è un lavoro da artisti, come già il papa aveva espresso nei capitoli precedenti (AL 16).
Il mistero della libertà personale tuttavia sempre rimane tale. Anche quando si hanno genitori santi, umanamente molto maturi e ricchi di grandi capacità pedagogiche, quello che il figlio sceglie di diventare non è mai un prodotto programmabile. È molto bella l'attenzione che papa Francesco ha per le 'sante Moniche' di oggi, inchinandosi con rispetto difronte a tante mamme che soffrono per l'abbandono della fede (almeno apparente) da parte dei loro figli: "Desidero esprimere in modo speciale la mia gratitudine a tutte le madri che pregano incessantemente, come faceva santa Monica, per i figli che si sono allontanati da Cristo" (AL 289).

Abitare oltre i limiti della propria casa

"La famiglia è l'ambito della socializzazione primaria, perché è il primo luogo in cui si impara a collocarsi di fronte all'altro, ad ascoltare, a condividere, a sopportare, a rispettare, ad aiutare, a convivere. Il compito educativo deve suscitare il sentimento del mondo e della società come 'ambiente familiare', è un'educazione al saper 'abitare', oltre i limiti della propria casa. Nel contesto familiare si insegna a recuperare la prossimità, il prendersi cura, il saluto. Lì si rompe il primo cerchio del mortale egoismo per riconoscere che viviamo insieme ad altri, con altri, che sono degni della nostra attenzione, della nostra gentilezza, del nostro affetto" (AL 276).
Questo passaggio è splendido. La vita sociale è innestata nella vita domestica di ogni famiglia come il tralcio si innesta nella vite. Non c'è nulla di più importante per ogni civiltà e nazione della famiglia. Il valore di un parlamento o qualunque altra struttura politica o amministrativa non è neppure paragonabile al valore della famiglia, sempre decisamente più grande, più fondante. I governi che non sanno riconoscere questa verità del vivere umano e non agiscono di conseguenza, finiscono col compromettere e rovinare anche tutto il resto.
Il volto 'sociale' della famiglia rimanda a tante altre realtà e temi di grandissima portata educativa.
Tre in particolare:

TECNONOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE

"L'incontro educativo tra genitori e figli può essere facilitato o compromesso dalle tecnologie della comunicazione e del divertimento, sempre più sofisticate. Quando sono ben utilizzate possono essere utili per collegare i membri della famiglia malgrado la distanza. I contatti possono essere frequenti e aiutare a risolvere difficoltà. Deve però essere chiaro che non sostituiscono né rimpiazzano la necessità del dialogo più personale e profondo che richiede il contatto fisico, o almeno, la voce dell'altra persona. Sappiamo che a volte questi mezzi allontanano invece di avvicinare, come quando nell'ora del pasto ognuno è concentrato sul suo telefono mobile, o come quando uno dei coniugi si addormenta aspettando l'altro, che passa ore alle prese con qualche dispositivo elettronico. In famiglia, anche questo dev'essere motivo di dialogo e di accordi, che permettano di dare priorità all'incontro dei suoi membri senza cadere in divieti insensati (AL 278)"

ALLEANZA TRA LE FAMIGLIE E LE COMUNITÁ CRISTIANE

Conosciamo il proverbio africano: 'Ci vuole un intero villaggio per far crescere un bambino'. Anche Papa Francesco lo ha citato in più di una occasione. Qui ricorda come sia indispensabile per una buona socializzazione dei figli che le famiglie e le comunità cristiane a cui appartengono creino una buona sinergia, una vera alleanza - con la ricchezza biblica di questa parola. Fa riferimento in particolare alla iniziazione cristiana e alla 'importanza delle scuole cattoliche' (AL 279).

EDUCAZIONE SESSUALE

Papa Francesco sottolinea sull'importanza di 'una positiva e prudente educazione sessuale' (AL 280), tanto più necessaria in contesti sociali che non facilitano una crescita sana in questo campo così fondamentale per la vita. "Non serve riempirli di dati senza lo sviluppo di un senso critico davanti a una invasione di proposte, davanti alla pornografia senza controllo e al sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualità" (AL 281).
Francesco mette anche in guardia da chi riduce l'educazione sessuale al 'proteggersi' "trasmettendo un atteggiamento negativo verso la naturale finalità procreativa della sessualità, come se un eventuale figlio fosse un nemico dal quale doversi proteggere. Così si promuove l'aggressività narcisistica invece dell'accoglienza… E' importante invece insegnare un percorso sulle diverse espressioni dell'amore, sulla cura reciproca, sulla tenerezza rispettosa, sulla comunicazione ricca di senso. Tutto questo, infatti, prepara ad un dono di sé integro e generoso che si esprimerà, dopo un impegno pubblico, nell'offerta dei corpi. L'unione sessuale nel matrimonio apparirà così come segno di un impegno totalizzante, arricchito da tutto il cammino precedente" (AL 283).

Trasmettere la fede

Se la famiglia è l''inevitabile' per l'educazione ed è come la 'vite' su cui si innesta la vita sociale di ogni nazione, essa è anche "il luogo dove si insegna a cogliere le RAGIONI e la BELLEZZA della fede, a PREGARE e a SERVIRE il prossimo" (AL 287). Queste quattro parole, che ho scritto in stampatello, sono la sintesi del Catechismo della Chiesa Cattolica, fatto di quattro parti: 1. Ciò che crediamo - RAGIONI - 2. Ciò che celebriamo - BELLEZZA - 3. Ciò che viviamo come discepoli di Gesù - SERVIRE - 4. …in dialogo con il Signore - PREGARE. La vita di famiglia è la migliore catechesi incarnata che si possa avere.
"La fede è dono di Dio, ricevuto nel Battesimo, e non è il risultato di un'azione umana, però i genitori sono strumento di Dio per la sua maturazione e il suo sviluppo. Perciò è bello quando le mamme insegnano ai figli piccoli a mandare un bacio a Gesù o alla Vergine. Quanta tenerezza c'è in quel gesto! In quel momento il cuore dei bambini si trasforma in spazio di preghiera. La trasmissione della fede presuppone che i genitori vivano l'esperienza reale di avere fiducia in Dio, di cercarlo, di averne bisogno, perché solo in questo modo 'una generazione narra all'altra le tue opere, annuncia le tue imprese' (Sal 144,4)" (AL 287).

Semi da sgranare

" Dove sono i figli?

Prendo sul serio le domande di Papa Francesco, dirette personalmente a me e alla mia famiglia: "Cerchiamo di capire 'dove' i figli veramente sono nel loro cammino? Dov'è realmente la loro anima, lo sappiamo? E soprattutto: lo vogliamo sapere?" (AL 261) "Chi è capace di prender sul serio i giovani? Chi li aiuta a prepararsi seriamente per un amore e grande e generoso?" (AL 284)
" Trasmettere la fede
La portata evangelizzatrice della famiglia è immensa, dentro e "anche al di fuori dello stesso ambiente familiare" (AL 289). Le fatiche e le difficoltà con cui oggi si deve fare i conti sono innumerevoli. Ma questo non spegne il potenziale missionario della mia/nostre famiglie. Come ridare vigore al 'fuoco di pentecoste' che sta dentro il focolare domestico, proprio lì dove io vivo?
" Romani 12
Il capitolo 12 della Lettera ai Romani è una Lectio Divina (cioè 'come Dio legge') delle relazioni di famiglia e di comunità, quando sono volte a far crescere e educare vicendevolmente tutti. 21 versetti in tutto: vale la pena usarli come uno specchio, per rivedere il cammino fatto fin qui, e come una finestra sul domani, per il sentiero che intendiamo percorrere da qui in poi.

13 maggio: centenario apparizioni della Madonna a Fatima

In occasione del centenario delle apparizioni della Madonna ai tre pastorelli, papa Francesco si recherà a Fatima dove, con ogni probabilità, canonizzerà i due veggenti più giovani, Giacinta e Francesco Marto. Perché la Madonna di Fatima sembra tanto importante per lui, come del resto lo è stata per i suoi due predecessori? I sorprendenti eventi avvenuti a Fatima nel maggio 1917 hanno avuto luogo mentre il mondo si immergeva nel XX secolo - un secolo che avrebbe visto due guerre mondiali, genocidi su vasta scala, l'invenzione della bomba atomica e la rapida affermazione di tecnologie che avrebbero trasformato il mondo e la razza umana.
La devozione del pontefice a Nostra Signora di Fatima indica un legame storico e significativo del pontificato con le profezie di Fatima. San Giovanni Paolo II ha visitato Fatima tre volte, nel 2000 ha beatificato Giacinta e Francesco ed è stato anche responsabile dell'affidamento del Terzo Millennio al Cuore Immacolato di Maria di fronte alla statua della Madonna domenica 8 ottobre 2000, quando più di 1.400 vescovi erano presenti per la Messa del Giubileo. Anche Papa Benedetto XVI ha sostenuto con vigore Fatima e ha visitato il santuario nel maggio 2010, quando tra le altre cose ha detto: "Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l'umanità sin dai suoi primordi: "Dov'è Abele, tuo fratello? […] La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!" (Gen 4, 9). L'uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo… Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima, quando la Madonna domanda: "Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?" (Memorie di Suor Lucia, I, 162). Con la famiglia umana pronta a sacrificare i suoi legami più santi sull'altare di gretti egoismi di nazione, razza, ideologia, gruppo, individuo, è venuta dal Cielo la nostra Madre benedetta offrendosi per trapiantare nel cuore di quanti le si affidano l'Amore di Dio che arde nel suo. In quel tempo erano soltanto tre, il cui esempio di vita si è diffuso e moltiplicato in gruppi innumerevoli per l'intera superficie della terra, in particolare al passaggio della Vergine Pellegrina, i quali si sono dedicati alla causa della solidarietà fraterna. Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità".
Nella famosa visione di Papa Leone XIII, Satana ha affermato che se avesse avuto cent'anni avrebbe distrutto la Chiesa. È interessante notare che la data era il 13 ottobre 1884. Emergono due "date di Fatima". Il tentato omicidio di papa Giovanni Paolo II ha avuto luogo il 13 maggio 1981. Papa Francesco ha consacrato il mondo a Nostra Signora di Fatima il 13 ottobre 2013. Le apparizioni sono iniziate il 13 maggio 1917 e sono terminate con il miracolo del sole il 13 ottobre dello stesso anno. Quando ha celebrato la consacrazione a Nostra Signora di Fatima nell'ottobre 2013, Papa Francesco ha affermato: "La sua statua, venuta da Fatima, ci aiuta a sentire la sua presenza in mezzo a noi. C'è una realtà: Maria sempre ci porta a Gesù… Alla misericordia di Dio, lo sappiamo, nulla è impossibile! Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo 'sì' ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell'antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre".

CRONACA DI FAMIGLIA

MOZAMBICO - ASSEMBLEA DELL'ADMA
Maputo, Mozambico - febbraio 2017 - Il 5 febbraio si è svolta l'assemblea dell'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) del Mozambico, guidata da don Donatien Mambela, assistente spirituale dell'ADMA in Mozambico, accompagnato dal Superiore della Visitatoria del Mozambico, don Marco Biaggi, e dal suo Vicario don Francisco Pescador. L'ADMA è in forte espansione nel paese, con 12 centri e 530 soci.

MESSINA (ITALIA) - RIPARTE L'ADMA DEL DOMENICO SAVIO
Il 21 marzo 2017 abbiamo ripreso l'ADMA nella Comunità del Domenico Savio di Messina. Abbiamo un diploma firmato da don Ricaldone (24 maggio 1933), due anni dopo la costituzione della nuova Comunità. Poi, circa 40 anni fa, l'ADMA si è fermata. Oggi è stata una grande festa dell'Ausiliatrice, c'era tanta gente (anche giovani), famiglie e un bel clima di preghiera. L'altare di Maria Ausiliatrice della nostra Concattedrale è molto bello e restaurato da due anni. Spero possa continuare sempre ad Maiorem Dei gloriam! (Don Gianni Russo).

HIALEAH (FLORIDA - STATI UNITI)
Un gruppo molto vivo e ben animato che conta ben 17 aspiranti. Accompagnato con zelo dal parroco padre Manuel Alvarez e dalla Sig.ra Maria Acosta. La foto presenta l'incontro avvenuto in occasione della festa di don Bosco di quest'anno con la presenza del padre Tom Dunne, SDB e di suor Denise Sickinger, FMA.

Il cielo risponde
Maggio 2016, dopo 2 mesi di visite mediche e analisi a tappeto mi arriva la diagnosi: carcinoma uterino al IV stadio, con metastasi a linfonodi, fegato e ossa, inoperabile e trattabile solo con chemioterapia. È stato come andare a sbattere contro un muro, ero terrorizzata, presa da mille paure. Paura di non farcela, paura per la mia famiglia, per mio marito, per i nostri cinque figli. Non riuscivo neanche più a pregare. Ma qualcuno lo ha fatto per me: sono stata subito circondata dalle preghiere e dall'affetto di tutte le famiglie dell'ADMA (Associazione di Maria Ausiliatrice) e, senza esagerare, di tutta la grande Famiglia Salesiana, una vera potenza di Dio! Così sono iniziate le novene al Venerabile Don Giuseppe Quadrio, questo grande sacerdote che mi ha preso sotto la sua protezione. L'ho perfino sognato, una notte, che mi copriva con una coperta dorata… Ma torniamo alle novene: era una emozione grandissima per me vedere tante famiglie (e tanti bambini e giovani!) lì a pregare per me, mi sentivo quasi indegna. E le grazie non si sono fatte attendere: ho tollerato benissimo le cure, nonostante tutti mi avessero prospettato innumerevoli effetti collaterali. E intanto continuavo ad affidarmi con tutta me stessa, offrendo la mia malattia per la fede dei miei figli. Ripetevo spesso: "Signore, se tu vuoi puoi guarirmi". Poi dopo tutti questi mesi di terapia, la PET di poche settimane fa: le lesioni tumorali sono scomparse tutte, sono guarita! Per i medici, quasi un miracolo; per me e mio marito, almeno una grande grazia ricevuta per intercessione di Don Quadrio e per la fede di tanti amici ma anche di tanti sconosciuti che hanno pregato per me. Ho il cuore pieno di gioia e di gratitudine, mi sento davvero parte di una grande famiglia di famiglie che camminano insieme sotto la guida di Gesù e di Maria Ausiliatrice. Si cari amici, posso testimoniare che la fede fa miracoli e voglio ringraziarvi tutti per l'amore che mi avete donato, certa che Dio ve ne restituirà il centuplo sia quaggiù che in Paradiso! (Maria Pia Gallo - ADMA - Torino).


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                                    Signor TULLIO LUCCA -
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