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ADMA on Line          |        Messaggio Mensile :    24 marzo 2017       

Maria ci invita a vivere profondamente la fede

Siamo nel cammino che ci porta alla Pasqua, centro e culmine della nostra fede e della vita della Chiesa. Oggi non è solo una società violenta e immorale che scandalizza, ma è la perdita della fede, della vera vita cristiana. Gli attacchi alla Chiesa non vengono solo dall'esterno, ma talvolta in modo anche più subdolo e devastante, dall'interno. Nella veglia pasquale siamo chiamati a rinnovare le promesse battesimali di rinuncia a satana, al mondo, al peccato e a rinnovare la nostra fede in Dio Trinità e nella Santa Chiesa. È un momento di grazia da preparare e vivere con responsabilità per ravvivare la fede apostolica, per vivere esemplarmente la vita cristiana, per cooperare alla giustizia e alla pace nel mondo. Il sogno di don Bosco delle "due colonne" è attuale anche oggi, quando venti e tempeste di ogni genere si abbattono sulla barca della Chiesa, tentando di distruggerla e di affondarla. Sappiamo però che "le porte degli inferi non prevarranno", che Maria a Fatima ha annunciato il trionfo del suo Cuore Immacolato. Il cammino della preghiera, la speranza della vita eterna e il lavoro su noi stessi ci portano ad accogliere la grazia di Dio, affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siamo uomini e donne dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti.
Il cammino quaresimale deve ravvivare nei nostri cuori quel fuoco, quella passione, quella "devozione" che caratterizzano ogni socio e ogni gruppo dell'ADMA, persone che riconoscono di essere salvate dall'amore di Dio e pongono la loro vita al servizio del Vangelo e del carisma di don Bosco per la salvezza dei giovani. Il 2 aprile ricorrono 175 anni della nascita di San Domenico Savio: un giovane che accolto nel cuore il dono fede, ha fatto di Gesù e di Maria i suoi amici e ha saputo costruire vere amicizie "per le cose dell'anima". Invochiamo la sua intercessione soprattutto per i nostri giovani e ragazzi dell'ADMA.
L'augurio di una santa Pasqua diventi per tutti noi dell'ADMA gioia e gratitudine per l'amore di Dio che ci redime e rinnovato affidamento a Maria Ausiliatrice, nostra Regina e Condottiera.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


Cammino formativo: Amoris Laetitia / d. Silvio Roggia SDB


7. L'amore che diventa fecondo

Annunciare il Vangelo della famiglia oggi

Questo è il sottotitolo che papa Francesco ha scelto per presentare 'alcune prospettive pastorali', nel sesto capitolo della Amoris Laetitia. Dice 'della' e non 'alla'. Con chiarezza e forza la famiglia è presentata come la PROTAGONISTA principale della pastorale che la riguarda. La famiglia è essa stessa Vangelo, buona notizia, forza missionaria di prima grandezza per la Chiesa e per il mondo.
I Padri sinodali hanno insistito sul fatto che le famiglie cristiane, per la grazia del sacramento nuziale, sono i principali soggetti della pastorale familiare, soprattutto offrendo "la testimonianza gioiosa dei coniugi e delle famiglie, chiese domestiche" (Relatio Synodi 2014, 30). Per questo hanno sottolineato che "si tratta di far sperimentare che il Vangelo della famiglia è gioia che "riempie il cuore e la vita intera", perché in Cristo siamo "liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall'isolamento" (Evangelii gaudium, 1). Alla luce della parabola del seminatore (cfr Mt 13,3-9), il nostro compito è di cooperare nella semina: il resto è opera di Dio". (AL 200 - Relatio Synodi 2014, 31)
È una rivoluzione copernicana per la vita delle comunità cristiane: la famiglia non è più da guardare come 'il problema' o 'il malato' a cui prestare cure e attenzioni da parte di esperti che sanno cosa prescrivergli. La famiglia è il 'principale soggetto' e il suo vangelo è anzitutto quella gioia in cui papa Francesco riconosce l'essenza della vita nuova portata da Gesù: Evangelii GAUDIUM, Amoris LAETITIA.
Non si tratta soltanto di valorizzare le famiglie per qualche consulenza su temi specifici e circoscritti; la Chiesa è famiglia ed è fatta per sua natura di famiglie: la parrocchia è una 'famiglia di famiglie' (AL 202).
Il Vangelo della famiglia è risposta alle attese più profonde della persona umana: alla sua dignità e alla realizzazione piena nella reciprocità, nella comunione e nella fecondità (AL 201)
Un Vangelo così ricco è fatto per essere annunciato, o meglio ancora, per esser seminato. Cooperare nella semina, con inesauribile speranza, sapendo che 'il resto è opera di Dio'. È una 'conversione missionaria' (AL 201) richiesta a tutta la Chiesa, valorizzando al meglio quanto è già presente all'interno dell'essere famiglia.
Giovanni Paolo II, a cui papa Francesco rimanda, legge nella vita quotidiana degli sposi i segni sacramentali del mistero grande dell'amore che in loro si incarna. Uomo e donna sono i ministri del sacramento del matrimonio non solo durante quell'ora passata davanti all'altare nel giorno delle nozze.
Nei battezzati, le parole e i gesti si trasformano in un linguaggio che manifesta la fede. Il corpo, con i significati che Dio ha voluto infondere in esso creandolo, "si trasforma nel linguaggio dei ministri del sacramento, coscienti che nel patto coniugale si manifesta e si realizza il mistero" (AL 213 - Giovanni Paolo II, Catechesi 27 giugno 1984).
Il significato procreativo della sessualità, il linguaggio del corpo e i gesti d'amore vissuti nella storia di una coppia di coniugi, diventano una "ininterrotta continuità del linguaggio liturgico", e "la vita coniugale diventa, in un certo senso, liturgia" (AL 215 - Giovanni Paolo II, Catechesi 4 luglio 1984).
Questo mistero/ministero/servizio vede gli sposi come unici protagonisti in un 'giudizio' da cui dipende letteralmente la vita: quella loro e dei loro figli, che è anche la vita e il futuro della chiesa e del mondo. Nessuno può sostituirsi a loro in questo che è in assoluto il compito più importante tra tutto ciò che si fa e si decide nel mondo. Il papa lo riafferma con le parole del Concilio:
I coniugi [...], di comune accordo e con sforzo comune, si formeranno un retto giudizio: tenendo conto sia del proprio bene personale che di quello dei figli, tanto di quelli nati che di quelli che si prevede nasceranno; valutando le condizioni sia materiali che spirituali della loro epoca e del loro stato di vita; e, infine, tenendo conto del bene della comunità familiare, della società temporale e della Chiesa stessa. Questo giudizio in ultima analisi lo devono formulare, davanti a Dio, gli sposi stessi (Gaudium et spes, 50 - in AL 222)
Ò Ritorniamo a uno dei testi più usati nella celebrazione delle nozze: il capitolo 5 della lettera di san Paolo agli Efesini. La qualità dell'amore tra gli sposi è per natura e vocazione specchio della qualità dell'amore tra Cristo e noi suo corpo, sua Chiesa. Questo è il Vangelo DELLA famiglia.

Vangelo in cammino

La bellezza e la ricchezza dell'amore nell'essere sposi, genitori e figli ha bisogno del tempo per dispiegarsi, germogliare, fiorire, portare frutto. Uno dei principi base della vita delle persone e della società espresso nell'Evangelii Gaudium è che il tempo è più grande dello spazio (EG 222). Non potrebbe esser più vero se si guarda alla vita della famiglia.
Imparare ad amare qualcuno non è qualcosa che si improvvisa, né può essere l'obiettivo di un breve corso previo alla celebrazione del matrimonio. In realtà, ogni persona si prepara per il matrimonio fin dalla nascita (AL 208).
Anche a questo riguardo la famiglia è Vangelo. Di fatto i quattro vangeli sono una esperienza di pellegrinaggio. In modo originale e ciascuno con un suo carattere inconfondibile, Marco, Matteo, Luca e Giovanni narrano il pellegrinaggio che da Nazareth porta alla Pasqua di Gesù, per raggiungere i confini del mondo e della storia. La famiglia è un pellegrinaggio di salvezza. Ogni passaggio e tappa ha un suo dono da offrire.
Nel fidanzamento e nei primi anni di matrimonio la speranza è quella che ha in sé la forza del lievito, quella che fa guardare oltre le contraddizioni, i conflitti, le contingenze, quella che fa sempre vedere oltre. E' quella che mette in moto ogni aspettativa per mantenersi in un cammino di crescita (AL 219).
Un cammino che non è senza fatiche e che al contempo stimola ed esige passi di maturazione. Papa Francesco li riassume in 7 passi e 7 abilità, che sono come il codice della crescita dalla A alla Z perché 'la gioia dell'amore' sia il frutto che segue la semina e la paziente cura dell'albero della vita, dentro la famiglia.
Il cammino implica passare attraverso diverse tappe che chiamano a donarsi con generosità: dall'impatto iniziale caratterizzato da un'attrazione marcatamente sensibile, si passa al bisogno dell'altro sentito come parte della propria vita. Da lì si passa al gusto della reciproca appartenenza, poi alla comprensione della vita intera come progetto di entrambi, alla capacità di porre la felicità dell'altro al di sopra delle proprie necessità, e alla gioia di vedere il proprio matrimonio come un bene per la società. La maturazione dell'amore implica anche imparare a "negoziare". (AL 220)
Papa Francesco subito aggiunge che negoziare non è da intendersi come una difesa di interessi egoistici, tirando le cose sempre a proprio vantaggio. Quel che intende invece è "un esercizio dell'amore vicendevole, perché questa negoziazione è un intreccio di reciproche offerte e rinunce per il bene della famiglia. In ogni nuova tappa della vita matrimoniale, occorre sedersi e negoziare nuovamente gli accordi, in modo che non ci siano vincitori e vinti, ma che vincano entrambi. In casa le decisioni non si prendono unilateralmente, e i due condividono la responsabilità per la famiglia, ma ogni casa è unica e ogni sintesi matrimoniale è differente" (AL 220).
Indica con una frase che non potrebbe essere più ricca nella sua semplicità qual è il punto d'arrivo, il frutto maturo del cammino:
La missione forse più grande di un uomo e una donna nell'amore è questa: rendersi a vicenda più uomo e più donna. Far crescere è aiutare l'altro a modellarsi nella sua propria identità. (AL 221)
In sintonia con il pellegrinaggio del vangelo il cammino avrà necessariamente tempi di crisi. Amoris Laetitia insegna ad accogliere questi momenti difficili come tempi di grazia, invitando le famiglie che sono più avanti nel cammino a essere le prime a sostenere e incoraggiare quelle che si trovano in difficoltà.
Bisogna aiutare a scoprire che una crisi superata non porta ad una relazione meno intensa, ma a migliorare, a sedimentare e a maturare il vino dell'unione. Non si vive insieme per essere sempre meno felici, ma per imparare ad essere felici in modo nuovo, a partire dalle possibilità aperte da una nuova tappa. Ogni crisi implica un apprendistato che permette di incrementare l'intensità della vita condivisa, o almeno di trovare un nuovo senso all'esperienza matrimoniale. In nessun modo bisogna rassegnarsi a una curva discendente, a un deterioramento inevitabile, a una mediocrità da sopportare. Al contrario, quando il matrimonio si assume come un compito, che implica anche superare ostacoli, ogni crisi si percepisce come l'occasione per arrivare a bere insieme il vino migliore. È bene accompagnare i coniugi perché siano in grado di accettare le crisi che possono arrivare, raccogliere il guanto e assegnare ad esse un posto nella vita familiare. I coniugi esperti e formati devono essere disposti ad accompagnare altri in questa scoperta, in modo che le crisi non li spaventino né li portino a prendere decisioni affrettate. Ogni crisi nasconde una buona notizia che occorre saper ascoltare affinando l'udito del cuore. (AL 232)
Quanto Papa Francesco offre come esempio di 'accompagnamento' è molto vicino a quanto l'ADMA famiglie, sorta nell'ADMA primaria di Valdocco, sta ora vivendo. Diventa un forte incoraggiamento e un nuovo stimolo missionario per moltiplicare questa esperienza di Chiesa e di Famiglia Salesiana nata dall'Ausiliatrice, che ha come protagonisti proprio le famiglie:
Occorre incoraggiare gli sposi a un atteggiamento fondamentale di accoglienza del grande dono dei figli. Va sottolineata l'importanza della spiritualità familiare, della preghiera e della partecipazione all'Eucaristia domenicale, incoraggiando le coppie a riunirsi regolarmente per promuovere la crescita della vita spirituale e la solidarietà nelle esigenze concrete della vita (AL 223).
Ò Emmaus: l'esperienza pasquale di 'Vangelo in cammino' e accompagnamento che trasforma la crisi in un inizio di nuova vita. Luca 24,13-35

Semi da sgranare

" La famiglia protagonista

Cambiare prospettiva (rivoluione copernicana!) richiede sforzo e richiede tempo. Provo a guardare la famiglia (mia e nostre) con questa nuova visione a cui mi invita il papa: famiglia come Vangelo e come missione, soggetto della pastorale. Come fare qualche passo in avanti per sintonizzarci meglio con la vocazione/missione della famiglia così come la presenta AL?

" Famiglia in cammino

Nel pellegrinaggio di Emmaus in cui tutti ci troviamo (come persone e come famiglie) ci sono dei passi avanti che io posso fare e ci sono dei passaggi che posso aiutare altri a compiere, soprattutto là dove la crisi rende il cammino più difficile. Affido, confido e con speranza e generosità lascio che il Signore ispiri quei passi concreti che la carità suggerisce.

CRONACA DI FAMIGLIA

ADMA PRIMARIA - PRIMI PASSI IN FAMIGLIA
La gioia dell'amore, che Papa Francesco ci invita ad approfondire nell'esortazione apostolica "Amoris Laetitia", può diventare realtà? Noi crediamo che la risposta a questa domanda, che corrisponde ai desideri più profondi e veri che ciascuna coppia di sposi ha nel cuore, sia affermativa: certo che si può, ma bisogna imparare come fare. Così come i bambini quando nascono non sanno camminare o parlare, anche gli sposi devono imparare i segreti per essere felici e sposati, devono conoscere la grammatica della relazione, degli affetti, dell'essere uomo e donna con le loro differenze e la loro complementarietà. I giovani sposi devono essere formati e accompagnati per poter assaporare la bellezza del matrimonio, per vivere la grazia che opera 24 ore su 24 e che aiuta a superare le immancabili fatiche, per comprendere l'importanza di non isolarsi e di costruire reti di relazioni, per assaporare la gioia del dialogo e del perdono, per vivere affidati a Colui che sa indicare la strada a ogni famiglia, per aprirsi al dono della vita e alla gioia di diventare genitori.
Ecco allora un cammino per accompagnare a compiere i "Primi passi in famiglia". Questo percorso è pensato per giovani coppie nei primi anni del matrimonio o prossime al grande passo (non si tratta di un corso prematrimoniale) desiderose di formarsi, condividere esperienze, creare relazioni. In questo percorso i giovani sono accompagnati da coppie sposate più grandi che stanno facendo un cammino nell'ADMA e da sacerdoti esperti della "Famiglia" che insieme li aiutano ad approfondire i doni che hanno ricevuto o riceveranno nel sacramento del matrimonio che è vivo ed efficace e opera realmente nella loro vita. E la risposta a questa proposta è stata davvero bella: più di trenta coppie si sono presentate al primo incontro al quale hanno partecipato con molta attenzione e interesse. E allora con gratitudine affidiamo a Gesù e a Maria questo cammino, confidiamo che lo sosterranno e siamo certi che alla fine il sorriso accompagnerà tutte queste giovani coppie.
Il 14 gennaio all'istituto Sacro Cuore di Torino si è tenuto il primo incontro di "Primi passi in famiglia"; un percorso per le giovani coppie organizzato dall'ADMA primaria in collaborazione con i salesiani dell'Ispettoria e la pastorale giovanile Piemonte Valle D'Aosta. Attraverso la relazione di Don Andrea Bozzolo 60 giovani sono stati accompagnati da cinque coppie dell'ADMA famiglie a conoscere la grammatica della relazione, degli affetti, del loro essere uomini e donne con le loro differenze e le loro complementarietà.

TORONTO (CANADA)
Il nostro gruppo ADMA di Toronto ha avuto un altro anno pieno di grazia e di benedizioni sotto la guida e l'intercessione di Maria, Aiuto dei Cristiani.
Il 24 gennaio abbiamo rinnovato il nostro impegno con la nostra Santissima Madre e la sua Associazione, con il rinnovamento solenne dell'impegno durante la celebrazione della messa in onore di San Francesco di Sales. Abbiamo festeggiato poi con un momento di fraternità. Il tempo condiviso è stato ricco di grande gioia e di unità, condividendo le benedizioni del giorno.
Noi continuiamo a incontrarci con scadenza mensile e abbiamo tre ritiri annuali sotto la guida del nostro animatore spirituale P. John Puntino, SDB. I nostri incontri consistono nella recita del rosario, nella formazione spirituale, nella lettura delle Scritture con la condivisione di fede. Concludiamo i nostri incontri con la benedizione di Maria Aiuto dei Cristiani. È incoraggiante e gratificante vedere come lo spirito del nostro gruppo stia crescendo sotto la protezione della nostra Madre. Fr. John rivede tutto il materiale che studiamo nelle nostre riunioni, condividendo la sua maturità spirituale e guidandoci nella nostra formazione di fede.
Dato che il nostro gruppo ha scelto di studiare ciò che promuove una maggiore consapevolezza di sé, quest'anno abbiamo continuato in questo cammino attraverso lo studio delle diverse caratteristiche e qualità che rendono una spiritualità sana. Più diventiamo consapevoli delle nostre debolezze, più non possiamo fare a meno di crescere in una più profonda comprensione e accettazione della grande misericordia e dell'amore di Gesù, e così facendo, ci rendiamo più capaci di condividere il suo amore e la sua misericordia con gli altri. E, naturalmente, facciamo tutto questo per intercessione e sotto la guida della nostra Madre, Maria Ausiliatrice. Così potremo continuare a crescere nell'amore verso Dio e tra di noi e, guidati dalla Madonna, santificarci mentre continuiamo il nostro cammino sulla terra (Margaret Pupulin - Presidente, ADMA - Toronto).

PUGLIA - ASSEMBLEA REGIONALE
In concomitanza con i festeggiamenti programmati per la Venerabilità di padre Francesco Convertini, la domenica 12 febbraio i gruppi ADMA della Puglia hanno celebrato la loro Assemblea regionale a Cisternino. Oltre 130 i partecipanti accompagnati dalla Presidente Ispettoriale, Sig.ra Michelina Fares, e dall'Animatore spirituale don Angelo Draisci. La presenza di don Pierluigi Cameroni, Animatore mondiale, ha permesso di presentare sia il profilo spirituale e virtuoso del Padre Convertini, sia il cammino associativo dell'ADMA circa la Pastorale famigliare, in sintonia con la strenna del Rettor Maggiore. Nel pomeriggio la Presidente ha consegnato ufficialmente ai gruppi presenti il Diploma di Aggregazione all'ADMA Primaria e il Decreto di Erezione dell'Ispettoria Salesiana Meridionale "Beato Michele Rua", come segno di comunione e di volontà di rinnovamento dell'Associazione (Michela e Dino Fares).

Il gruppo ADMA di Cruzeiro (Brasile) ha accolto con gioia il Diploma di aggregazione all'ADMA Primaria di Torino.

Vaticano - Mons. Octavio Ortiz Arrieta è Venerabile
(ANS - Città del Vaticano) - Il 14 febbraio 2017, nella Sessione ordinaria dei Cardinali e Vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi, è stato espresso all'unanimità parere positivo in merito alla fama di santità e all'esercizio delle virtù eroiche del Servo di Dio Octavio Ortiz Arrieta, nato a Lima (Perù) il 19 aprile 1878 e morto a Chachapoyas (Perù), il 1° marzo 1958, primo salesiano peruviano e vescovo di Chachapoyas per 37 anni.
Egli nacque a Lima il 19 aprile 1878. Nel dicembre 1893 entrò nella scuola professionale aperta dai Salesiani per i ragazzi più bisognosi come allievo falegname, poi passò tra gli studenti. Fece l'anno di noviziato a Callao e nel 1902 emise i voti perpetui nelle mani di Don Paolo Albera, visitatore straordinario. Continuò nella medesima casa come assistente, maestro, studente di filosofia e poi di teologia. Nel 1906 venne mandato a fondare una nuova scuola professionale nella città di Piura. Il 27 gennaio 1907 venne ordinato sacerdote. Dopo l'opera di Piura, don Ortiz fu chiamato a dirigere le opere di Cuzco e Callao.
Qui, mentre si dedicava al lavoro con i giovani, il 21 novembre 1921 lo raggiunse la nomina di vescovo della lontana diocesi di Chachapoyas, sulla Cordigliera Andina del Nord. Venne ordinato vescovo nel Tempio di Maria Ausiliatrice a Lima l'11 giugno 1922. La cittadina di Chachapoyas sorge a 2300 metri di altezza, mentre la diocesi comprendeva allora un territorio di 95.200 km2 e una popolazione di 250.000 anime. Dopo un mese di viaggio il novello vescovo raggiunse la sua sede episcopale, vacante da cinque anni. La sua vita fu un continuo viaggiare: per lunghi giorni a cavallo, a piedi, sulla cordigliera, nelle foreste, sui fiumi. Saliva fino a vette ghiacciate per poi scendere in torride vallate.
Fin dall'inizio organizzò Missioni ed Esercizi Spirituali per la gente e per i sacerdoti. Estese questo intenso programma, variato di anno in anno, a tutti i centri della sua diocesi. Catechesi e predicazione, cura dei sacerdoti e dei seminaristi, promozione delle vocazioni furono il lavoro semplice e concreto di tutti i suoi 37 anni di episcopato. Conservò sempre lo stile salesiano: amabile, accogliente, abitualmente allegro, vicino alla gente. I giovani riempivano le sale del suo vecchio palazzo episcopale. Con la passione del catechismo nel cuore, lo insegnava tutte le volte che il tempo glielo permetteva. Fu un organizzatore nato: realizzò otto Visite pastorali; celebrò tre Sinodi diocesani e organizzò un ben riuscito Congresso Eucaristico; riordinò gli archivi parrocchiali; creò Associazioni e Confraternite; pubblicò un giornale.
Quando la sede arcivescovile di Lima rimase vacante, il Nunzio Apostolico a nome del Papa gliela offrì. Monsignor Ortiz ringraziò e declinò la proposta, dicendo che aveva "sposato" la sua diocesi, e voleva rimanere tra la gente dei suoi pueblos fino alla morte. Morì a Chachapoyas il 1° marzo 1958, all'età di 79 anni.

Il 18 aprile ricordiamo il 148° di fondazione dell'Associazione di Maria Ausiliatrice


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