HOME   |   ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE    ADMA-ON-LINE 2007-2012   |  INFO SALESIANI DB VALDOCCO  

Via Maria Ausiliatrice 32 - 10152 Torino-Valdocco, Italia -- ADMA Primaria Valdocco  adma.torino@tiscali.it  
ADMA on Line          |        Messaggio Mensile :    24 febbraio 2017       

Maria ci invita a pregare e a deciderci per la santità

La missione materna di Maria nella storia della salvezza e nella vita della Chiesa è quella di invitare alla conversione a Dio, alla preghiera e alla penitenza. In un mondo segnato da guerre, violenze, disastri la Madonna ci chiede di fare una scelta, una scelta per Dio e per le cose di Dio. Satana spinge come sempre alla ribellione a Dio e alla sua volontà per togliere la pace dai cuori, dalle famiglie e dal mondo. Spinge a una vita fatta di comodità e di benessere, di indifferenza alle necessità del prossimo. Maria ci esorta: Pregate! Lottate! Decidetevi! La Madonna ci spinge a reagire di fronte a questo attacco del potere delle tenebre, che vuole distruggere tutto ciò che c'è di divino nel cuore degli uomini. Dobbiamo svegliarci dal sonno stanco delle nostre anime e accettare il forte messaggio alla conversione, che risuona nel tempo quaresimale e in modo speciale in quest'anno centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima.
Grazie a Dio e all'Ausiliatrice nella nostra Associazione vediamo gruppi, famiglie, giovani che si rinnovano nel segno della santità e della fraternità. Non si piegano alle ideologie del consumismo e dell'edonismo. Ci sono esperienze di vita cristiana e di forte testimonianza evangelica. L'esempio dei santi stimola ad una vita cristiana autentica, suscitando ammirazione e desiderio di condividere cammini di fede e di condivisione dei beni materiali e spirituali. Maria cammina con noi e ci sostiene, come abbiamo visto in questi anni e come è stato testimoniato nelle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana a Roma nel mese di gennaio (cfr. cronaca).
La forza dell'ADMA sta in gruppi che sotto la guida di Maria Ausiliatrice condividono un cammino di fede, di preghiera, di testimonianza nei quali ci si aiuta gli uni gli altri, ci si sostiene. Nascono così amicizie bellissime dove si sperimenta come la Madonna mette al nostro fianco persone che ci aiutano, ci comprendono, ci stimolano e a volte ci spingono sulla via della santità. Quando preghiamo, quando siamo in Dio, diventiamo persone di speranza, perché la nostra speranza è Dio, è la Madonna. Si, è vero: satana è forte, ma Dio è più forte e noi siamo con Dio. Certo la nostra umanità è fragile. Per questo la Madonna ci invita ad avvicinarci a Dio, alla preghiera, alla vita sacramentale, a farci guidare da un sacerdote e incamminarci sulla via della santità.
Invitiamo tutti i nostri soci e gruppi a preparare e vivere con intensità la Quaresima di questo anno curando momenti forti di preghiera, di rinnovamento spirituale in comunione con le Chiese locali e con la Famiglia Salesiana.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


Cammino formativo: Amoris Laetitia / d. Silvio Roggia SDB


5. L'amore che diventa fecondo

La famiglia è il luogo della vita
Il Dio della vita, attraverso cui 'tutte le cose sono state create', come si professa ogni domenica nel Credo, ha voluto incarnarsi e diventare uno di noi dentro la vita di una famiglia. La vita che nasce in seno alla famiglia ha un confine e un orizzonte che va molto al di là delle mura domestiche. Papa Francesco, nel capitolo quinto della Amoris Laetitia, lo dice con le parole del Concilio:
Tutti sappiamo che la vita dell'uomo e il compito di trasmetterla non sono limitati agli orizzonti di questo mondo e non vi trovano né la loro piena dimensione, né il loro pieno senso, ma riguardano il destino eterno degli uomini (GS 51, in AL 166).
La famiglia è il punto di incontro tra due direttrici su cui si gioca tutto il mistero della vita umana. La prima, orizzontale, è quella tra uomo e donna, fatti l'uno per l'altra proprio per la differenza che ci caratterizza: nel nostro corpo è iscritta la chiamata alla comunione. Tutti dobbiamo la nostra origine a questo incontro. Ma proprio nel generare la vita si apre un'altra direttrice, quella che ci fa tutti figli e ci lega, attraverso i genitori, alle generazioni prima di noi, preparandoci a fare lo stesso verso chi da noi nascerà. È la direttrice verticale. Sono i due assi portanti dell'architettura di ogni società umana, in ogni epoca e in ogni luogo. E al cuore della croce che graficamente emerge dal loro incontro sta il mistero della vita, il mistero di Dio. Fecondità e amore sono la sua vita dentro la nostra.

Il dono della madre e il dono del padre
Il dono reciproco e incondizionato delle vite tra un uomo e una donna li rende madre e padre, fin dal momento del loro sì. Ci vuole la completezza del darsi l'un l'altro per poter 'dare vita'.
"Le madri sono l'antidoto più forte al dilagare dell'individualismo egoistico. Sono esse a testimoniare la bellezza della vita" (AL 174).
Dai nove mesi della gravidanza l'amore materno 'dà corpo' alla vita in tutto quello che l'espressione può significare. Sognare nell'attesa, accogliere nella gioia - di cui le mamme devono avere cura! (AL 171) -, accompagnare nell'amore, i cui atti "passano attraverso il dono del nome personale, la condivisione degli sguardi, le illuminazioni dei sorrisi… questo è amore che porta una scintilla di quello di Dio" (AL 172).
Papa Francesco sottolinea con insistenza che il dono di sé del padre 'è tanto necessario quanto le cure materne' (AL 175).
…Vicino alla moglie per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze… Vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando sono spensierati e quando sono angosciati, quando di esprimono e quando sono taciturni, quando osano e quando hanno paura, quando fanno un passo spagliato e quando ritrovano la strada; padre presente, sempre (AL 177).
Quando papa Benedetto ha regalato all'Africa la lettera che ha seguito il Sinodo sulla Chiesa in quel continente (2009) ha usato una parola latina molto ricca di senso: 'Africae Munus'. Munus vuol dire insieme dono e impegno: quello che ricevi, come un talento, è fatto per esser 'impegnato' e dare frutto. Matri-monio contiene quella parola in radice. Il dono della maternità è così fondante che dà il nome al tutto, al matrimonio appunto. Ma non meno importante è il patri-monio, ciò in cui consiste la vera 'eredità' che si riceve dai genitori: la vita, l'educazione, il diventare persone, l'imparare a vivere e amare. Sono così essenziali l'uno per l'altro che non si può disgiungerli. L'amore che fa vivere infatti non è solo quello verso i figli. È anzitutto quello tra sposo e sposa, dall'inizio fino alla fine.

Non si tratta solo dell'amore del padre e della madre presi separatamente, ma anche dell'amore tra di loro, percepito come fonte della propria esistenza, come nido che accoglie e come fondamento della famiglia… Mostrano ai loro figli il volto materno il volto paterno del Signore (AL 172).
Rembrandt nella sua tela sul ritorno del figliol prodigo (1668) ha interpretato splendidamente questa maternità e paternità di Dio, di cui i genitori sono chiamati ad essere rivelazione e incarnazione, dando al Padre che accoglie il figlio sul suo grembo la robusta mano destra maschile - sulla spalla del figlio, per dargli forza - e, alla sinistra, la gentile mano femminile di una mamma, che si posa sul cuore del figlio, per consolare e guarire con la sua tenerezza.
Ò Torniamo con calma sul testo di quella parabola (Lc. 15,11-32), fissando tutta l'attenzione stavolta sul Padre. Se abbiamo davanti la immagine di Rembrandt contempliamo le mani del padre, una dopo l'altra.

Tutti fatti per essere padre e madre
Se siamo fatti a sua immagine diventare 'sicut Pater', come ci ha insegnato il giubileo della misericordia, è l'unica strada per imparare a vivere in pienezza. Dare la vita in tutte le forme in cui la vita ci chiede di farlo e ci insegna a farlo. È interessante che il nome 'padre' e 'madre' si addice benissimo sia a chi ci ha generati e cresciuti, e sia a chi ha dato la vita per tanti figli di altri - figli di Dio - come Teresa di Calcutta o don Bosco, madre Teresa, padre dei giovani.
Questa fecondità dell'amore oggi sembra essere particolarmente a rischio. Francesco incoraggia le famiglie a saper coniugare nell'amore sia l'onore e il rispetto verso i genitori, sia il coraggio di andare oltre e iniziare una nuova casa.
Una società di figli che non onorano i genitori è una società senza onore. È una società destinata a riempirsi di giovani aridi e avidi. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. 'L'uomo lascerà suo padre e sua madre' (Gen 2,24)… I genitori non devono essere abbandonati né trascurati, tuttavia, per unirsi in matrimonio occorre lasciarli, in modo che la nuova casa sia la dimora, la protezione, la piattaforma e il progetto, e sia possibile diventare realmente 'una sola carne'… Il matrimonio sfida a trovare un nuovo modo di esser figli (AL 189/190).
Ò Mc. 10:1-16 È bello leggere e meditare insieme su tutti e 16 i versetti, dove si trovano uniti il dono dell'amore tra uomo e donna e il dono della vita, di cui i bambini che Gesù accoglie e benedice sono l'incarnazione.

Fecondità allargata
Da questa fecondità si sviluppa tutto il vivere umano. Dall'essere fratelli in casa si impara la fraternità che tiene insieme i popoli. Nella memoria di cui gli anziani sono custodi si trova la strada giusta per andare oltre: 'una famiglia che ricorda è una famiglia che ha futuro" (AL 193). La famiglia è l'incarnazione più immediata e evidente su questa terra di cosa vuol dire 'dare la vita'.
Adozione e affido sono due espressioni alte della fecondità incontenibile a cui maternità e paternità aprono la strada (AL 179/180).
La famiglia non deve pensare a se stessa come a un recinto chiamato a proteggersi dalla società. Non rimane ad aspettare, ma esce da sé nella ricerca solidale. In tal modo diventa un luogo di integrazione della persona con la società e un punto di unione tra il pubblico e il privato. I coniugi hanno bisogno di acquistare una chiara e convinta consapevolezza riguardo ai loro doveri sociali. (AL 181)

Prima abbiamo ricordato Rembrandt che con la sua arte ci fa capire come ci ama il cuore di Dio. C'è un altro grandissimo dell'arte, un giovane che a ventitré anni ha tratto fuori dal marmo la figura di Maria che dopo cinque secoli continua a incantare il mondo intero per la sua bellezza. Il genio di Michelangelo nella sua Pietà dice quanto 'allargata' è la fecondità di chi sa dare tutto di sé dando la vita. Maria che tiene tra le braccia Gesù deposto dalla croce non è raffigurata come la madre di un trentenne, ma con le stesse fattezze del volto e del corpo che aveva a Betlemme dopo il parto. È lì sotto la croce che dà vita al corpo di Cristo che siamo tutti noi, sue membra, suoi veri figlie e figli. Una maternità passata attraverso le doglie di un parto così difficile, dopo tutti quegli anni di gestazione da Betlemme, all'Egitto, a Nazareth, a Gerusalemme, che si compiono nell'ora terribile della croce. La fecondità di Maria è illimitata e sa trasformare la notte in giorno, il dolore in speranza, la morte in vita. Affidarsi a lei, e in lei confidare, rende fecondi e trasformanti anche i passaggi più difficili della vita delle nostre famiglie.
Ò Gv. 19:25-42 Prova a unire la contemplazione del testo evangelico con la contemplazione della Pietà che Michelangelo ci ha posto davanti agli occhi.

Siamo famiglia! Ogni casa, scuola di Vita e di Amore
La strenna che il successore di don Bosco don Ángel Fernández Artime ha dato alla Famiglia Salesiana per il 2017 non è una novità da aggiungere ai tanti compiti che già si hanno. É la natura più intima dell'essere famiglia, sia in casa che in comunità, un invito a diventare con coraggio quello che siamo per vocazione e per grazia di Dio.
La storia dell'ADMA di questi ultimi anni dimostra la concretezza di questa verità. Quando, con l'Eucaristia e Maria, Dio diventa 'di casa', nonostante tutti i limiti e le sfide del nostro tempo, la famiglia non può non diventare 'scuola di vita e di amore'

Semi da sgranare
" L'incrocio della vita e dell'amore
Il punto di incontro tra l'asse orizzontale sposo e sposa, e l'asse verticale genitori e figli… con al centro di questa croce il mistero della vita. Contemplo con gratitudine (qualunque fossero le circostanze) il mistero della mia origine come figlio/a.
Affido con fiducia nella preghiera il dono/responsabilità a cui sono chiamato/a di comunione e di fecondità, secondo la mia età e la mia vocazione.

" Fecondità allargata
Seguendo l'invito di Papa Francesco guardo alle opportunità e agli appelli che chiedono di 'dare vita', di crescere nell'amore, nell'ambiente in cui vivo: come persona, come famiglia, come comunità. Ringrazio per quanto mi sta aiutando a rispondere con generosità; chiedo coraggio per quei passi ulteriori che ancora rimangono aperti e 'in attesa' di fronte a me/noi.

CRONACA DI FAMIGLIA

GIORNATE DI SPIRITUALITÀ DELLA FAMIGLIA SALESIANA 2017

Dal 19 al 22 gennaio si è celebrata a Roma la 35a edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana. Hanno partecipato circa 500 persone di 21 gruppi della Famiglia Salesiana, provenienti da differenti paesi del mondo. Per l'ADMA, con il presidente Tullio Lucca e l'Animatore spirituale don Pierluigi Cameroni, erano presenti circa 30 soci provenienti da diverse regioni d'Italia, dalla Spagna e dal Brasile.
La strenna di quest'anno Siamo Famiglia! Ogni casa scuola di vita e di amore ha orientato le riflessioni, le relazioni, le testimonianze e le ricche condivisioni, portando a riflettere e a confrontarsi sull'essere famiglia, sulla significatività, sull'appartenenza, sul far parte di una comunità fondata su legami perenni come l'Amore. Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ricordando le parole che Papa Francesco ha consegnato a Torino-Valdocco nel 2015. "Voi mi avete educato con l'affetto, non perdete mai questo modo di educare", ha insistito sul continuare il lavoro educativo "a partire dall'affetto, che è parte del nostro patrimonio, e che genera accoglienza, conduce a tenere le porte aperte, soprattutto la porta della nostra casa, più ancora, la porta del nostro cuore".
Tra le varie relazioni di particolare interesse quella di don Andrea Bozzolo SDB, con la lettura salesiana della Amoris Laetitia, che ha esortato a convergere nel favorire un volto più "familiare" della Chiesa, come afferma il documento del papa al n. 87: La Chiesa è famiglia di famiglie, costantemente arricchita dalla vita di tutte le Chiese domestiche. Pertanto, "in virtù del sacramento del matrimonio ogni famiglia diventa a tutti gli effetti un bene per la Chiesa. In questa prospettiva sarà certamente un dono prezioso, per l'oggi della Chiesa, considerare anche la reciprocità tra famiglia e Chiesa: la Chiesa è un bene per la famiglia, la famiglia è un bene per la Chiesa. La custodia del dono sacramentale del Signore coinvolge non solo la singola famiglia, ma la stessa comunità cristiana". Ciò significa che per un verso l'istituzione ecclesiale deve declinarsi maggiormente "a misura di famiglia", in modo da realizzare al meglio la sua figura di "popolo di Dio" che cammina nella storia; per l'altro, le famiglie devono scoprire nella comunità ecclesiale lo spazio vitale entro cui vivere la propria storia, superando la forte tentazione del ripiegamento nel privato cui le espone la nostra cultura.

Il nesso fondamentale tra Pastorale Giovanile e Pastorale Familiare è stato messo al centro della riflessione e della pastorale salesiana grazie alla Strenna di quest'anno. Già da molto tempo diverse realtà della Famiglia Salesiana hanno realizzato cammini e proposte per accompagnare le famiglie nelle sfide odierne. Alcune di queste iniziative sono state presentate durante le Giornate di Spiritualità. In tale prospettiva come ADMA rendiamo grazie al Signore e a Maria Ausiliatrice per il cammino di rinnovamento percorso in questi anni proprio nell'attenzione e nell'accompagnamento della famiglia, attraverso percorsi specifici, fondati sulle colonne dell'Eucaristia e di Maria. L'esperienza vissuta è stata presentata durante le Giornate da Tullio e sua moglie Simonetta, da una coppia di sposi Chiara e Davide Ricauda e da due giovani dell'ADMA, Elisabetta ed Elena, alla luce del motto: "Affida, Confida e Sorridi" Cfr

Come ADMA In questi giorni è maturata la consapevolezza di essere chiamati nel cammino della Chiesa e della Famiglia Salesiana, a dare una risposta ai bisogni della famiglia per portare le due colonne, Eucarestia e Maria, nelle case e aprire la pastorale famigliare a quella giovanile, nello spirito di Don Bosco. Dobbiamo agire a due livelli: rafforzare l'esperienza in atto a Torino e diffonderla negli altri gruppi dell'Associazione con la gradualità e l'empatia adatta alla situazione di ogni realtà. Siamo infatti consapevoli che occorre accompagnare le diverse realtà associative tenendo conto delle differenze storiche, cultuali e anagrafiche. Gli strumenti che abbiamo individuato sono: preghiera, sviluppo di una rete di relazioni personali tra gruppi, famiglie, consacrati e sacerdoti, realizzazione di sussidi e una conoscenza delle altre realtà di Famiglia Salesiana con le quali collaborare. Oggi più che mai, "è necessaria l'unione della Pastorale Giovanile e della Pastorale Famigliare, per realizzare una proposta educativa profonda e di vero cambiamento.
Al termine delle Giornate di Spiritualità, il Rettor Maggiore ha invitato ciascuno dei partecipanti e tutta la Famiglia Salesiana nel mondo: "Sentiamoci inviati come missionari salesiani in mezzo alle famiglie di tutto il mondo".

LOMÉ (TOGO) - INCONTRO SULLA STRENNA
Abbiamo condiviso la strenna del Rettor Maggiore e accolto le sue indicazioni. Promuoviamo la pastorale familiare e, soprattutto, la catechesi. Quindi abbiamo bisogno di sensibilizzare i genitori circa i problemi che affliggono le nostre famiglie oggi ed esortarli a tornare al tipo di famiglia proposto dal Rettor Maggiore (Antoine Sassou, ADMA Lomé Togo).

UNA NOVENA A MARIA AUSILIATRICE PER DON THOMAS UZHUNNALIL
Sono ormai passati oltre 10 mesi da quando don Thomas Uzhunnalil SDB è stato rapito in Yemen. La Congregazione e la Famiglia Salesiana, che sin dall'inizio hanno incessantemente esortato a pregare per la sua liberazione, hanno sostenuto questa speciale intenzione con la novena a Maria Ausiliatrice celebrata dal 15 al 23 gennaio 2017 e per il giorno della commemorazione del 24 gennaio 2017, fiduciosi nell'intercessione della Madre del Salvatore. Quando a Don Bosco veniva richiesta qualche grazia, egli era solito rispondere: "Se volete ottenere grazie dalla S. Vergine fate una novena" (MB IX, 289).
L'iniziativa, proposta dalla nostra Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) Primaria di Torino, ha subito trovato il pieno sostegno e il rilancio del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, che ha invitato tutti i Salesiani e i membri della Famiglia Salesiana a partecipare con fede e devozione.
"Come Associazione ci sentiamo particolarmente impegnati a pregare per i sacerdoti, e per questo desideriamo chiedere l'intervento di Maria Immacolata Ausiliatrice per il pronto rilascio di Don Tom" hanno spiegato il signor Tullio Lucca e don Pierluigi Cameroni, rispettivamente Presidente e Animatore Spirituale dell'ADMA. Tale iniziativa ha avuto una grande accoglienza in tutto il mondo salesiano e anche a livello ecclesiale con numerose iniziative che hanno visto la partecipazione di tanti gruppi. Continuiamo a pregare per questa intenzione.

CONGO - PREGHIERE PER LA LIBERAZIONE DI DON TOM UZHUNNALIL
Il 24 gennaio a Lubumbashi i membri dell'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) hanno celebrato la messa nel giorno di Maria Ausiliatrice e San Francesco di Sales, durante la quale hanno pregato per la liberazione di don Tom Uzhunnalil e per la sua salute. I membri dell'ADMA hanno deciso di continuare a pregare per don Tom nelle rispettive famiglie e comunità

Due nuovi Venerabili nella Famiglia Salesina:
padre Francesco Convertini e padre José Vandor

Il 20 gennaio 2017 Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e nel corso dell'udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i decreti riguardanti le virtù eroiche dei Servi di Dio Francesco Convertini, salesiano missionario in India, e José Vech Vandor, salesiano missionario a Cuba, sacerdoti professi della Società di San Francesco di Sales. La Venerabilità è il riconoscimento da parte della Chiesa che un Servo di Dio ha praticato in grado eroico le virtù teologali della fede, speranza e carità verso Dio come verso il prossimo, e le virtù cardinali della prudenza, giustizia, temperanza e fortezza e le altre virtù connesse.
"Sono un nuovo dono alla nostra Famiglia e una conferma del cammino di santità fiorito dal carisma dato da Dio alla Chiesa attraverso il nostro padre Don Bosco". Così afferma il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, in una lettera inviata ai Salesiani e ai Responsabili dei gruppi della Famiglia Salesiana.
Nella missiva il Rettor Maggiore ripercorre le biografie dei due venerabili salesiani: "La vita di don Convertini è ricca di espressioni eroiche legate alla sua carità, alle sue penitenze e al suo fascino come uomo di Dio che porta 'l'acqua di Gesù che salva'. Migliaia i Battesimi da lui conferiti. Si spogliava di tutto per donare ai poveri. (…) Dormiva sempre per terra. Digiunava a lungo. (…) Don Francesco Convertini è senza dubbio un modello di vita salesiana missionaria". Su don Vandor il Rettor Maggiore osserva: "si dimostrò capace di comprendere il popolo cubano, facendo proprie le sue speranze, i suoi timori e le sue aspettative. Fu 'messaggero di verità e speranza' e operatore di pace (…) e si rivelò un vero parroco dal cuore del Buon pastore, con lo stile del sistema preventivo di san Giovanni Bosco".
I due religiosi rappresentano validi modelli anche in relazione a quest'anno particolarmente dedicato, attraverso la Strenna del Rettor Maggiore, alla famiglia. L'azione pastorale di don Convertini fu segnata dalla sua vita familiare marcata da lutti, fede e affetto; mentre don Vandor, nato e cresciuto in una famiglia cristiana e laboriosa, ebbe sempre una speciale attenzione alle famiglie. "Questi due Venerabili ricordano a tutta la Famiglia Salesiana che oggi la famiglia rappresenta una grande frontiera della nostra missione pastorale ed educativa" afferma il Rettor Maggiore, prima di concludere: "vi auguro che possiate davvero ispirarvi a questi esempi di santità salesiana, conoscendone la testimonianza e chiedendo per loro intercessione la grazia del miracolo che apra la via alla beatificazione".
Il testo completo della lettera è disponibile sul sito sdb.org


                                 INFO ADMA        -        INFO ADMA        -        INFO ADMA        -       INFO ADMA   
ADMA Primaria di Torino-Valdocco:

ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
E-mail: adma.torino@tiscali.it 
                                   
 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA -
E-mail: tullio.lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI - Casa Generalizia SDB - Via della Pisana 111, ROMA
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 | CELL. 3401452349 |
E-mail: pcameroni@sdb.org
                                   
Siti Internet:    www.donbosco-torino.it    |    www.admadonbosco.org


   HOME PAGE   |   ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE    ADMA-ON-LINE 2007-2012   |  INFO SALESIANI DB VALDOCCO  


     
  Visita Nr. http://counter.digits.net/wc/-d/4/scudum