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ADMA on Line          |        Messaggio Mensile :    24 novembre 2016       

Maria ci invita a pregare per la pace

La Madonna ci invita a pregare per la pace e ci invita a essere in pace, per questo mondo che ha tanto bisogno di pace. La presenza e l'intercessione di Maria, i suoi messaggi, sono un invito costante a cambiare la vita, a non vivere più una vita egoistica, mondana, ma secondo il Vangelo. Vivendo la preghiera avremo la pace. Vivendo nella pace sentiremo il bisogno di testimoniare, perché se siamo nella pace, siamo con Dio, perché Dio è la nostra pace. Se diventiamo strumenti di pace, avremo la pace. In questo momento c'è bisogno di pregare per la pace nel mondo, nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nella Chiesa, ovunque... Il pericolo è che si preghi solo con le labbra...Tante volte parliamo di Dio senza avere un rapporto con Lui. Invece la preghiera consiste in un rapporto intimo con Dio, nel vivere in Lui, nel lasciarsi guidare da Lui.
In questo tempo festeggiamo i Santi e ricordiamo i defunti. I Santi ci sono dati come esempio da imitare, amici su cui contare, intercessori da invocare. È necessario conoscere e leggere la loro vita e sceglierne alcuni in particolare come amici nel cammino e nella lotta della vita.
Essere uomini e donne di pace vivendo nella rinuncia al peccato, nel digiuno, nella pratica della confessione sacramentale per essere interiormente purificati e rinnovati. Uno che prega, che si confessa e che digiuna, diventa una persona forte e retta, salda nella fede. Uno che sa dire di no al cibo, sa dire no anche al peccato. Da piccole cose nascono grandi cose. Anche pensare agli altri è digiuno. Oggi abbiamo troppe cose, ma c'è tanta povertà nello spirito. Poveri nella preghiera, poveri nella fede... La Madonna ci chiama ad essere in questo mondo missionari di gioia, missionari di speranza, missionari dal cuore grande... Ma per questo occorre la preghiera quotidiana che permette a Dio di vivere in noi. Il fatto che la Madonna viene tra noi vuol dire che il Cielo c'è, non è un'illusione, ma una realtà.
Questa presenza di Maria Ausiliatrice la avvertiamo anche nella nostra Associazione dove crescono gruppi, si propongono cammini di fede, si celebrano congressi, si vivono incontri che rinnovano il senso di appartenenza e spingono alla testimonianza del vangelo.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


Cammino formativo: Amoris Laetitia / d. Silvio Roggia SDB


3 - Lo sguardo rivolto a Gesù: la vocazione della famiglia / Il primo annuncio

Davanti alle famiglie e in mezzo ad esse deve sempre nuovamente risuonare il primo annuncio, ciò che è "più bello, più grande, più attraente e allo stesso tempo più necessario" (AL 58). Così papa Francesco dà inizio al terzo capitolo di Amoris Laetitia. Ciò che è "più bello, più grande, più attraente e allo stesso tempo più necessario" (EG 35) nell'annuncio del Vangelo è ciò che sta al cuore della nostra fede, quello che dopo la Pasqua ha dato inizio a tutto. Si àncora (getta l'àncora) su uno dei punti forti della Evangelii Gaudium, da cui prende la citazione qui riportata. Non c'erano ancora grandi trattati, biblioteche teologiche e università cattoliche. C'era un gruppetto di discepoli insieme a Maria e ai dodici, che con il loro annuncio tanto essenziale quanto incontenibile hanno trasformato il mondo più di qualunque altro movimento di pensiero, ideologia o filosofia.
Qual è dunque il concentrato di bellezza e grandezza così attraente e necessario per la famiglia che Francesco vuole proporci nella terza stazione della Amoris Laetitia, dopo aver sgranato con noi nel capitolo precedente i 'misteri dolorosi' che affliggono oggi tante famiglie? Il kerigma è lo sguardo di Gesù sulla famiglia.

Quando a Gesù presentano i cocci del matrimonio, chiedendo il suo parere su quanto sia sufficiente come movente per 'scrivere l'atto di ripudio' e mandar via la moglie 'come Mosè ci ha ordinato' (nota l'ipocrisia nel modo in cui si gira la questione), chiede a tutti di ripartire dal principio, da come Dio ci ha voluti, dal 'kerygma' della nostra genesi. "Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così" (Mt 19,8). (AL 62)
Ò Può essere illuminante riandare sia al testo di Matteo (19,1-15) che a quello della Genesi (1,26 / 2,18-25) a cui il Vangelo rimanda.
Se si guarda al mistero grande dell'amore tra uomo e donna con gli occhi di Gesù tutto diventa dono. "Il matrimonio è un "dono" del Signore" (AL 61) in tutto ciò che lo caratterizza. Il 'gift' è 'free, total, faithful, fruitful': libero, totale, fedele, fecondo. Questo è il cuore, ciò che sta al principio dell'amore coniugale e della vita della famiglia. Perché è anche il 'kerigma' dell'amore di Dio in Gesù, diventato 'figlio dell'uomo' attraverso lo Spirito nel grembo di Maria: dono libero, totale, fedele e fecondo di tutta la sua vita a noi tutti. Tra l'amore di Dio per l'umanità, fatto carne nell'amore di Cristo per la sua Chiesa di cui la croce è il compimento, e l'amore tra uomo e donna, c'è una vicinanza così grande che è difficile esprimerla se non usando la stessa parola che si usa per l'eucaristia: è sacramento.
L'amore nunziale è sacramento dell'amore della Trinità. Nella famiglia umana, radunata da Cristo, è restituita la "immagine e somiglianza" della Santissima Trinità (cfr Gen 1,26), mistero da cui scaturisce ogni vero amore. (AL 71) Il sacramento del matrimonio non è una convenzione sociale, un rito vuoto o il mero segno esterno di un impegno. Il sacramento è un dono per la santificazione e la salvezza degli sposi, perché "la loro reciproca appartenenza è la rappresentazione reale, per il tramite del segno sacramentale, del rapporto stesso di Cristo con la Chiesa. Gli sposi sono pertanto il richiamo permanente per la Chiesa di ciò che è accaduto sulla Croce" (AL 72, la citazione da Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio 13).

Sotto questo sguardo divino tutto si fa dono, con una fecondità e bellezza che va ben oltre quello che noi potremmo immaginare o organizzare solo con le nostre forze. Primo tra i doni è l' 'una caro': diventare una sola carne. L'unione sessuale, vissuta in modo umano e santificata dal sacramento, è a sua volta per gli sposi via di crescita nella vita della grazia. È il "mistero nuziale". Il valore dell'unione dei corpi è espresso nelle parole del consenso, dove i coniugi si sono accolti e si sono donati reciprocamente per condividere tutta la vita (AL 74). Dono diventa ogni altro passo del vivere insieme, compresi quelli più normali e nascosti della vita domestica. Su questo punto è molto bello il riferimento che Francesco fa alla visita che Paolo VI, ora beato, fece a Nazareth nel 1964. "Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi che cos'è la famiglia, cos'è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile; ci faccia vedere come è dolce ed insostituibile l'educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell'ordine sociale" (Paolo VI, Discorso a Nazareth, 5 gennaio 1964) (AL 66)

Inseparabile da questo abbraccio d'amore divino umano è il dono dei figli. Il bambino che nasce "non viene ad aggiungersi dall'esterno al reciproco amore degli sposi; sboccia al cuore stesso del loro mutuo dono, di cui è frutto e compimento".[CCC 2366] Non giunge come alla fine di un processo, ma invece è presente dall'inizio del loro amore come una caratteristica essenziale che non può venire negata senza mutilare lo stesso amore. (AL 80). Ne consegue - e qui Francesco usa parole forti - che l'educazione è parte integrante del dono che i genitori sono chiamati a fare di sé stessi ai loro figli e nessuno può usurpare loro questo diritto-dovere. "Mi sembra molto importante ricordare che l'educazione integrale dei figli è "dovere gravissimo" e allo stesso tempo "diritto primario" dei genitori. Non si tratta solamente di un'incombenza o di un peso, ma anche di un diritto essenziale e insostituibile che sono chiamati a difendere e che nessuno dovrebbe pretendere di togliere loro. Lo Stato offre un servizio educativo in maniera sussidiaria, accompagnando la funzione non delegabile dei genitori, che hanno il diritto di poter scegliere con libertà il tipo di educazione - accessibile e di qualità - che intendono dare ai figli secondo le proprie convinzioni". (AL 84).

Concepimento pieno di grazia

Quando da piccolo andavo al catechismo, all'inizio di dicembre, durante la novena dell'Immacolata, il parroco tirava fuori una parola che proprio non capivo cosa volesse dire: il protovangelo. Sapeva più di prodotto farmaceutico che di una cosa di chiesa. Il 25 marzo 1858 a Lourdes Maria dice a Bernardette, parlando il suo stesso dialetto 'Que soy era Immaculada Counceptiou', e lei di corsa va alla casa del parroco ripetendo quelle parole che non capisce, per non dimenticarle.
Il 'kerigma' del Vangelo sulla famiglia e del Vangelo che è la famiglia stessa per il mondo, sono già tutti racchiusi qui, in questo 'protos', in questa prima buona notizia che non è fatta di alcuna parola: qualcosa di cui nessuno allora si accorse, ma che ha cambiato tutta la storia. Il concepimento di Maria, nove mesi prima della sua nascita. Ogni volta che diciamo un'Ave Maria gettiamo l'àncora su questo inizio di tutto, kerigma e kairos della nostra vita da qui fino al fondo dell'eternità.
Ò Meditiamo con calma quei versetti Luca 1,26-38. Lì si vede chiaramente come Dio ci concepisce, come ci desidera, come sogna che la nostra vita diventi: ci vuole pieni di grazia (che è la traduzione evangelica della parola 'immacolata'). E non è una utopia, perché nostra madre è così, dall'inizio alla fine, e ci è stata data sotto la croce perché così anche noi lo potessimo diventare. Ma quell'Ave è il sacramento, il segno visibile di un'altra concezione che avviene proprio in quel momento a Nazareth. È lì che 'il verbo si è fatto carne'. Difatti celebriamo l'annunciazione il 25 marzo, esattamente nove mesi prima di Natale. E il fatto che si tratti dello stesso giorno dell'anno scelto per quel dialogo con Bernardette, con quel nome che lei non sa cosa vuol dire: anche questo dettaglio è un piccolo 'kerygma' che non può passare inosservato per chi vuol bene alla vergine, nostra madre.
"Non posso non affermare che, se la famiglia è il santuario della vita, il luogo dove la vita è generata e curata, costituisce una lacerante contraddizione il fatto che diventi il luogo dove la vita viene negata e distrutta. È così grande il valore di una vita umana, ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano" (AL 83).

Il concepimento della Famiglia Salesiana

L'8 di dicembre a mezzogiorno in punto si dice un'Ave Maria in tutta la Famiglia Salesiana. È il compleanno del nostro concepimento, avvenuto, a dire di don Bosco, l'8 dicembre 1841 nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi, a poche centinaia di metri dal municipio di Torino. Quel giorno prima di dir messa salva un giovane migrante, che si era rannicchiato in chiesa per ripararsi un poco dal freddo, dai maltrattamenti del sacrista, e dopo la messa inizia con lui un dialogo che nelle sue memorie riconoscerà come il 'protos', il primo passo della sua missione: comincia con una semplice Ave Maria detta con tutto il cuore. Alla fine della sua vita guardando indietro dirà che tutto è nato da quell'Ave.
Che sia il giorno della concezione nella nostra famiglia lo prova un altro fatto, in cui la storia della Chiesa e la storia salesiana sono all'unisono. L'8 dicembre 1854 viene proclamato il dogma della Immacolata Concezione (3 anni e 3 mesi prima di quelle parole che Bernardette non capisce, anche se sono nel suo dialetto). A Valdocco si fa festa per l'evento e tra i ragazzi dell'Oratorio c'è Domenico Savio. Nei mesi successivi di sua iniziativa dà vita a una compagnia, dedicata all'Immacolata, con lo scopo di farsi amici i nuovi arrivati, aiutando in questo modo don Bosco nella sua missione. Quando nel 1859, il 9 di dicembre, don Bosco fa la proposta a un gruppo di più grandi di iniziare la Congregazione Salesiana su 19 che diranno di sì 17 vengono da quella compagnia fondata da Domenico Savio qualche anno prima.

Semi da sgranare…

" Con quale sguardo leggo il 'grande mistero' della mia vita e in particolare quello della mia famiglia? So vedere segni della grandezza e bellezza dell'amore, da cui tutto è nato e a cui tutto è diretto?
" Qual è il valore dell'Ave Maria nella mia preghiera? Come riesco ad unire la mia vita con quella di Gesù guardando alla madre sua e madre mia, affidando a lei ogni passo? Pensando alla fede di don Bosco, quanto sta crescendo la mia fiducia filiale nell'Ausiliatrice?
" L'amore tra Cristo e la Chiesa, di cui il matrimonio è chiamato ad essere sacramento/segno visibile, ha la sua pienezza sulla croce. Contemplando la croce e Maria ai suoi piedi, le sofferenze e difficoltà che incontro possono apparire in un'altra luce: da ostacoli diventare opportunità per un amore ancora più grande.
" Immacolata concezione: con Maria canto il Magnificat per tutti gli inizi a cui devo la vita: il mio concepimento, la nascita, il battesimo… fino a ciò che ha dato il via alla mia appartenenza alla Famiglia Salesiana.

CRONACA DI FAMIGLIA

León (Spagna) - Assemblee zonali
Il giorno 10 settembre a Santiago de Compostela e il giorno 24 a León, hanno avuto luogo le Assemblee dei Consigli locali dell'ADMA della zona di León. Ha presieduto le due assemblee la Presidente di zona, Marta Celada Domíngez, mentre gli incontri sono stati coordinati dall'Animatore zonale, don Eleuterio Lobato.
Dopo i saluti abbiamo alcuni momenti di preghiera alla nostra Madre Maria Ausiliatrice. Quindi lavoriamo secondo l'ordine del giorno inviato dalla Presidente. Facciamo memoria dell'anno passato, e prepariamo il programma per l'anno 2016-2017, secondo le linee guida e gli impegni fissati dalla Primaria e le attività di programmazione dell'Ispettoria "Giacomo il Maggiore". Prendiamo in considerazione la Strenna del Rettor Maggiore, Don Angel Fernandez Artime per il 2017: "Siamo una famiglia! Ogni casa scuola di vita e di amore" e gli interventi di don Pierluigi Cameroni, suor Maria Luisa Miranda FMA e il signor Tullio Lucca alla Scuola dei Delegati svoltosi a El Escorial (Madrid) nel luglio scorso.
Dopo la sessione di lavoro, celebriamo l'Eucaristia in onore di Maria Ausiliatrice, presieduta dal delegato don Eleuterio, che ci incoraggia ad essere strumenti di Maria Ausiliatrice in questi tempi difficili per la Chiesa e per i giovani. Terminiamo ciascuna delle assemblee con la convivenza fraterna, condividendo la mensa con i doni del Signore (Don Arcadio Cuadrado).

V Congresso ADMA del Centro America
Attorno al motto "Maria, madre e maestra della famiglia" si è svolto, dal 28 settembre al 1° ottobre in Nicaragua, il V Congresso dell'Associazione dei Devoti di Maria Ausiliatrice ADMA del Centro America. L'incontro, che ha visto la partecipazione di 120 soci, ha avuto luogo presso la Scuola Calasanzio a Managua e si è aperto con una cerimonia presieduta dal cardinale Leopoldo Brenes, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Managua, con la presenza di don Pierluigi Cameroni, animatore spirituale mondiale dell'ADMA, dell'ispettore don Alejandro Hernandez, della Sig.ra Margarita Ramirez, Presidente Nazionale dell'ADMA del Nicaragua e dei rappresentati dei gruppi della Famiglia Salesiana.
Obiettivo principale è stato quello di presentare il rinnovamento della Associazione di Maria Ausiliatrice con un'attenzione privilegiata alla famiglia, alla luce del cammino percorso dall'ADMA in questi anni e in sintonia con il cammino della Chiesa e della Famiglia Salesiana.
I gruppi di lavoro hanno condiviso esperienze e riflessioni partendo dai contributi offerti da don Pierluigi Cameroni e relativi alla lettura della Carta d'identità della Famiglia Salesiana nella prospettiva propria del socio ADMA, dell'identità e del ruolo del consiglio locale e del rinnovamento dell'ADMA attraverso la famiglia, con la presentazione dell'esperienza maturata in questi anni nell'ADMA Primaria di Torino.
Sabato 1° ottobre, i partecipanti hanno condiviso una giornata speciale nella città di Granada celebrando l'Eucaristia nella Chiesa di Maria Ausiliatrice e visitando la casa natale della Beata Maria Romero Menenses. "L'impegno di evangelizzazione dell'ADMA deve essere rinnovato attraverso la famiglia, diventando segni della gioia di essere figli di Dio", ha osservato Don Pierluigi durante la sua omelia, ricordando ai membri dell'associazione l'impegno di evangelizzazione secondo lo spirito salesiano di don Bosco.
A conclusione del Congresso l'Ispettore don Hernandez ha sottolineato il ruolo dell'ADMA nella Famiglia Salesiana, invitando tutti i soci a curare la propria formazione salesiana e mariana e stimolando l'impegno e la responsabilità dei laici nell'animare e promuovere l'Associazione. In tale prospettiva è stato un grande segno di speranza la presenza di alcuni giovani provenienti dal Nicaragua, Honduras e Guatemala.

Cordoba (Argentina) - II Congresso Nazionale di Maria Ausiliatrice
Dall'8 al 10 ottobre 2016 nel Collegio Pio X di Cordoba si è svolto il II Congresso Nazionale di Maria Ausiliatrice, sul tema "Ausiliatrice mostraci Gesù". Vi hanno partecipato 230 persone dei vari gruppi della Famiglia Salesiana.
Tre le idee chiave: Eucaristia, Misericordia, Famiglia, che a loro volta si tradurranno in azioni correlative: consegna, missione e annuncio. Tale scelta si ispira sia al Giubileo della Misericordia che all'XI Congresso Eucaristico Nazionale; inoltre ci si è ispirati ai Sinodi sulla famiglia e al Congresso Internazionale di Maria celebrato lo scorso anno a Torino.
Durante il congresso sono stati presentati quattro temi:
1. "La Vergine nella storia dell'Argentina", in omaggio al paese in occasione della celebrazione del bicentenario della sua indipendenza. Il tema è stato esposto da Padre Gabriel Romero SDB, Ispettore del nord Argentina (ARN) e da Myriam Giuliano.
2. "La spiritualità salesiana è una spiritualità eucaristica: di consegna!", a cura del Padre Vicente Roberto Ricchetti, SDB.
3. "Maria, madre e maestra della nostra missione", a cura di suor Dora Maria de la Paz Aguirre e suor Silvia Adriana Gomez, FMA.
4. "La famiglia chiamata a mostrare Gesù", a cura di Maria Ines Escribana Ursino.
L'Eucaristia di domenica 9 è stata presieduta dall'Arcivescovo di Cordoba, monsignor Carlos Josév Ñáñez.

Torino - ADMA Primaria - Giubileo Mariano nell'Anno della Misericordia

In occasione del Giubileo mariano nell'Anno Santo della Misericordia sabato 8 e domenica 9 ottobre 2016 circa 150 membri dell'ADMA Famiglie di Torino sono convenuti a Roma per partecipare all'evento. In un clima di grande fede e di gioia di appartenere alla Chiesa è stato bello rinnovare la nostra fede sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo e venerare le tombe dei martiri presso le Catacombe di san Callisto. Il momento culminante è stata la partecipazione alla S. Messa presieduta dal papa in Piazza San Pietro con miglia di pellegrini. Nell'omelia papa Francesco ispirandosi alla Parola di Dio della domenica ha evidenziato un aspetto proprio dell'Associazione di Maria Ausiliatrice, quello del ringraziamento: "In questa giornata giubilare ci viene proposto un modello, anzi, il modello a cui guardare: Maria, la nostra Madre. Lei, dopo aver ricevuto l'annuncio dell'Angelo, lasciò sgorgare dal suo cuore un cantico di lode e di ringraziamento a Dio: "L'anima mia magnifica il Signore…". Chiediamo alla Madonna di aiutarci a comprendere che tutto è dono di Dio, e a saper ringraziare: allora, vi assicuro, la nostra gioia sarà piena. Solo colui che sa ringraziare, sperimenta la pienezza della gioia".
Salutando all'Angelus i pellegrini convenuti per il Giubileo mariano il papa ha detto: "Con voi vorrei ripetere le parole che san Giovanni Paolo II pronunciò l'8 ottobre del 2000, nell'Atto di Affidamento giubilare a Maria: "O Madre vogliamo affidarti il futuro che ci attende. L'umanità può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo a un ammasso di macerie". In questo bivio, la Vergine ci aiuti a scegliere la vita, accogliendo e praticando il Vangelo di Cristo Salvatore.

Bilbao (Spagna) - Inizio nuovo anno associativo
Ogni cosa ha la sua fine e il suo principio. C'è un tempo per terminare un corso e c'è n'è uno per iniziarne un altro. Il giorno 22 Ottobre 2016, in Deusto, ha avuto luogo l'inizio ufficiale del corso ADMA della zona nord. Abbiamo la presenza dell'ispettore don Juan Carlos Pérez Godoy, che aveva promesso qualche mese fa di essere presente, ed è stato con noi per tutta la mattinata, condividendo il nostro pranzo in famiglia e un momento di festa insieme.
Si inizia con l'Eucaristia, presieduta dall'Ispettore, che ci lascia come ricordo queste tre parole: conoscenza, devozione e imitazione. Come risposta dei partecipanti vengono offerte nell'Eucaristia 16 lampade accese (una per associazione) come segno della nostra vigilanza alla presenza del Signore e della Madonna nella nostra vita.
L'animatore della Zona Nord, don Arcadio Cuadrado, completa la mattinata con una esposizione sulle attività svolte durante lo scorso anno e una riflessione sul senso di appartenenza alla Associazione. Su questo punto continua il dialogo sia durante il lavoro dei gruppi che nella condivisione comunitaria.
Hanno partecipato circa 120 persone provenienti da tutte le Associazioni della Zona Nord e che porteranno ai loro centri le preoccupazioni e i desideri di questa giornata vissuta con intensità e impegno (Cuadrado Arcadio).

Belo Horizonte (Brasile) - Primo Gruppo ADMA
Il 22 ottobre 2016 grazie alla determinazione del padre Didimo Pereira do Amaral e del padre Jurandyr Azevedo Araujo dopo più di un anno di preparazione attraverso incontri mensili, con ore di formazione, momenti di adorazione e l'Eucaristia, incontri di fraternità, è iniziato il primo gruppo ADMA nella Parrocchia Cristo Luz dos Povos, in Belo Horizonte, MG, Brasile.
Sei candidati, dopo un ritiro spirituale, durante la celebrazione nella Comunidade Imaculada Conceição hanno espresso il loro impegno e adesione all'ADMA. Don Orestes Carlinhos Fistarol, Ispettore, ha presieduto la Messa, concelebrata da don Jurandyr Azevedo Araujo, consegnando a ciascuno un distintivo e il Regolamento. Questi i nomi dei primi soci di questo nuovo gruppo: Neusa dos Reis da Silva; Noscia Maria Gomes de Oliveira; Antônio de Oliveira Filho; Maria Aparecida Mota; Maria Madalena da Silva Amaral; Otto Ribeiro da Silva.

Sicilia -Incontro Consigli locali
Nei giorni 22 e 23 ottobre i gruppi ADMA della Sicilia hanno vissuto momenti significativi della loro storia per la visita di animazione fatta sia dal Presidente, Tullio Lucca, che dall'Animatore spirituale, don Pierluigi Cameroni, dell'ADMA Primaria. Gli incontri, rivolti in modo speciale ai membri dei Consigli locali e aperti a tutti i soci, si sono svolti a S. Gregorio (Catania) e ad Alcamo (Trapani). Circa 200 i partecipanti in rappresentanza dei quasi trenta gruppi presenti nell'isola.
Il Sig. Tullio Lucca ha condiviso alcune linee di animazione dell'Associazione, sottolineando il ruolo dei consigli locali e presentando il cammino dell'ADMA Famiglie. Interessante la condivisone della vita dei vari gruppi, il saluto dell'Ispettore don Giuseppe Ruta, la numerosa presenza dei giovani dell'ADMA di Messina, Parrocchia SS. Pietro e Paolo, segno di speranza e di futuro.
Questi incontri, che hanno risvegliato in tutti i partecipanti la gioia dell'appartenenza all'ADMA e il desiderio di rinnovare il proprio impegno come associati. Ha scritto il Presidente Regionale, Giuseppe Auteri: "Siamo tante stelle sparse sulla Sicilia; con la nostra devozione a Maria Ausiliatrice formiamo uno Stellario a Maria. Grazie a tutti i Centri ADMA. Grazie a Don Cameroni e a Tullio Lucca".

Honduras
Il gruppo ADMA della parrocchia Maria Ausiliatrice di Comayaguela in Tegucigalpa (Honduras) durante una celebrazione con il padre Giuseppe Leo, Animatore spirituale. Si tratta di un gruppo di giovani e adulti uniti nell'amore a Maria Ausiliatrice.

Intenzione missionaria
Perché nella Regione Cono Sud sappiamo riconoscere nella pietà popolare delle parrocchie dove lavoriamo la forza evangelizzatrice che viene dallo Spirito Santo, per essere sempre più vicini ai semplici e ai poveri.

Testimone di santità
Il Beato Luigi Variara (1875-1923), apostolo dei lebbrosi e fondatore delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, così scrisse alle sue figlie spirituali poco prima di morire: "Santifichiamo gli istanti di vita che ancor ci restano, perché il raccolto durerà in eterno. Ah, quanto godo pensando al cielo! Li ci troveremo tutti e saremo eternamente felici. Per adesso viviamo uniti nello spirito: obbedienti, umili, puri, mortificati, ma solo per amore... Non vi lascio orfane, poiché le mie preghiere sono incessanti per voi nel desiderio di vedervi tutte sante".


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ADMA Primaria di Torino-Valdocco:

ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
E-mail: adma.torino@tiscali.it 
                                   
 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA -
E-mail: tullio.lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI - Casa Generalizia SDB - Via della Pisana 111, ROMA
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 | CELL. 3401452349 |
E-mail: pcameroni@sdb.org
                                   
Siti Internet:    www.donbosco-torino.it    |    www.admadonbosco.org


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