HOME   |   ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE    ADMA-ON-LINE 2007-2012   |  INFO SALESIANI DB VALDOCCO  

Via Maria Ausiliatrice 32 - 10152 Torino-Valdocco, Italia -- ADMA Primaria Valdocco  adma.torino@tiscali.it  
ADMA on Line          |        Messaggio Mensile :    24 ottobre 2016       

Maria ci esorta a far sì che la preghiera sia vita

Don Bosco fonda l'Associazione di Maria Ausiliatrice perché stupito e sorpreso dalle innumerevoli grazie e miracoli che la gente attribuisce all'intercessione dell'Ausiliatrice: "Ogni angolo, ogni mattone di questo sacro edifizio ricorda un benefizio, una grazia ottenuta da questa augusta Regina del cielo". Maria è aiuto: occorre pregarla, invocarla, provocare la sua mediazione e il suo patrocinio.
Un aspetto tipico del socio ADMA è la capacità di riconoscere le grazie ricevute per intercessione di Maria Ausiliatrice, di don Bosco, dei santi e beati della Famiglia Salesiana e saper rendere grazie, segnalare tali favori ricevuti, dare un'offerta per le opere salesiane. I veri devoti dell'Ausiliatrice sanno riconoscere i segni della sua presenza e del suo amore e per questo la invocano e la ringraziano con cuore puro e aperto
Maria ci esorta ad ispirarci nella nostra vita terrena al suo esempio. La sua vita è stata intessuta di gioia, di dolore, di silenzio ed un'immensa fede e fiducia nel Padre Celeste. Con la sua esistenza ci ricorda che nulla è casuale: né il dolore, né la gioia, né la sofferenza, né l'amore. Sono tutte grazie che Dio ci dona e che ci conducono alla vita eterna. Maria ci insegna ad amare e pregare in Gesù e con Gesù, cioè pregare nel silenzio della propria anima e non soltanto recitare con le labbra. Si ama e si prega anche con il più piccolo gesto compiuto nel nome di suo Figlio; lo è la pazienza, la misericordia, l'accettazione del dolore ed il sacrificio fatto per gli altri.
Maria ci esorta a vivere la preghiera in unione con Dio, a sintonizzarci con lui, affinché tutta la preghiera sia vita. Solo così il nostro cuore si riempirà di pace e di gioia, sperimenteremo Dio vicino come un amico e parleremo con lui come qualcuno che conosciamo, con cui abbiamo famigliarità e lo sentiremo vivo nel nostro cuore. Maria vuole una preghiera che sia a tu per tu con Dio, un parlare con Gesù e ascoltare Gesù. Quando la preghiera dalla bocca entra nel cuore, nella mente, a quel punto diventiamo testimoni, perché noi senza Dio non possiamo vivere: siamo creati a Sua immagine e senza di Lui non possiamo vivere. Dio arriva al nostro livello, ci tira fuori da ogni tenebra e ci dice: "Guarda che stai sbagliando, ritorna, io sono qua come Padre misericordioso, sono qua come la tua speranza, la tua pace, la tua gioia, perché non troverai più gioia al di fuori di quella che ti do Io". Prendiamo la decisone di vivere in profonda comunione con Dio e di preferire l'amicizia con lui ad ogni altro bene. Maria è con noi e ci aiuta.
Desideriamo esprimere un particolare saluto al nuovo Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice, don Cristian Besso, che come Consiglio dell'ADMA Primaria abbiamo già avuto modo d'incontrare. Auguriamo a lui ogni bene per la sua missione e assicuriamo la nostra vicinanza e preghiera. L'articolo 9 del nostro Regolamento dice. "L'Associazione Maria Ausiliatrice è unita vitalmente al Santuario di Torino Valdocco. Si può dire che Maria non solo è intervenuta nella costruzione, secondo la testimonianza di Don Bosco, ma da lì ha esteso il suo patrocinio in tutto il mondo. Ecco perché l'Associazione è chiamata a tenersi unita a questo luogo sacro". Per tale vincolo carismatico e storico desideriamo crescere nella comunione e nella collaborazione con il Rettore della Basilica e tutta la comunità pastorale del santuario.


Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


Cammino formativo: Amoris Laetitia:
La realtà e le sfide della famiglia - Don Silvio Roggia SDB

Citando Giovanni Paolo II, papa Francesco inizia il secondo capitolo di Amoris Laetitia dicendo che "è sano prestare attenzione alla realtà concreta, perché 'le richieste e gli appelli dello Spirito risuonano anche negli stessi avvenimenti della storia', attraverso i quali 'la Chiesa può essere guidata ad una intelligenza più profonda dell'inesauribile mistero del matrimonio e della famiglia'" (AL 31).

Libera nos Domine
Con uno sguardo realistico il papa e i padri sinodali toccano le grandi sfide che la famiglia si trova ad affrontare nel mondo odierno. Una accanto all'altra diventano come l'accorata litania di richieste di aiuto che quand'ero bambino si recitava, ancora in latino, durante le 'rogazioni', quando il parroco di buon mattino in processione benediva le campagne e i vigneti delle Langhe dove sono cresciuto: 'A fulgure et tempestate…. Libera nos Domine!'.
Individualismo esasperato che snatura i legami familiari; il ritmo della vita attuale, lo stress, l'organizzazione sociale e lavorativa, fattori culturali che mettono a rischio la possibilità di scelte permanenti; confondere la genuina libertà con l'idea che ognuno giudica come gli pare; un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come non ha fatto sì che il matrimonio non sia più desiderabile e attraente, ma tutto il contrario; si trasferisce alle relazioni affettive quello che accade con gli oggetti e con l'ambiente: tutto è scartabile, ciascuno usa e getta, spreca e rompe, sfrutta e spreme finché serve; viviamo in una cultura che spinge i giovani a non formare una famiglia, perché mancano loro possibilità per il futuro; le crisi coniugali frequentemente si affrontano in modo sbrigativo e senza il coraggio della pazienza, della verifica, del perdono reciproco, della riconciliazione e anche del sacrificio; la società dei consumi può anche dissuadere le persone dall'avere figli anche solo per mantenere la loro libertà e il proprio stile di vita; una sensazione generale di impotenza nei confronti della realtà socio-economica che spesso finisce per schiacciare le famiglie; lo sfruttamento sessuale dell'infanzia costituisce poi una delle realtà più scandalose e perverse della società attuale; le migrazioni rappresentano un altro segno dei tempi da affrontare e comprendere con tutto il carico di conseguenze sulla vita familiare; l'eutanasia e il suicidio assistito sono gravi minacce per le famiglie in tutto il mondo; le famiglie sono spesso malate di un'enorme ansietà… Libera nos Domine!
Tenere ben saldi i piedi per terra non distoglie affatto lo sguardo dal guardare in alto e vedere lontano. Papa Francesco a chiusura di questo secondo capitolo con le parole dei vescovi della Colombia afferma con altrettanta forza che difronte a queste situazioni in cui le famiglie oggi vivono abbiamo tutte le ragioni per sperare e trasformare la vita con la forza della carità.
Le realtà che ci preoccupano sono sfide. Non cadiamo nella trappola di esaurirci in lamenti autodifensivi, invece di suscitare una creatività missionaria. In tutte le situazioni 'la Chiesa avverte la necessità di dire una parola di verità e di speranza. […] I grandi valori del matrimonio e della famiglia cristiana corrispondono alla ricerca che attraversa l'esistenza umana'. Se constatiamo molte difficoltà, esse sono - come hanno affermato i Vescovi della Colombia - un invito a 'liberare in noi le energie della speranza traducendole in sogni profetici, azioni trasformatrici e immaginazione della carità' (AL 57).

La sapienza nascosta nella genealogia
C'è una lettura nel breviario in cui sant'Agostino sedici secoli fa tirava le orecchie ai suoi fedeli di Ippona quando rimpiangevano i 'bei tempi andati' e si lamentavano dei guai del presente. Ogni tempo ha le sue sfide e i suoi doni ed è in ogni caso la palestra migliore che abbiamo per esprimere il meglio di noi stessi, dal momento che è l'unica a nostra disposizione. Ma dal passato si può imparare a non spaventarci o scoraggiarci per l'oggi.
Visto che abbiamo già scomodato le litanie nei paragrafi precedenti rimaniamo sulla stessa lunghezza d'onda e diamo uno sguardo a quella lunga litania di nomi con cui inizia il vangelo di Matteo, dove ci presenta l'albero genealogico fino a "Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo" (Mt 1:16). È un concentrato di storia nella forma più stringata possibile: ogni generazione racchiusa in un semplice nome.
Eppure quei nomi dicono tanto. Mostrano curve pericolose, momenti radiosi ma anche notti buie e tenebrose tra gli antenati della famiglia di Nazareth, in cui Dio ha scelto di nascere e crescere.
Non c'è bisogno di andare a sfogliare il passato di ognuno di loro. Prendiamo solo due versetti, il 5 e il 6, perché si rifanno a un anello di questa catena particolarmente importante e noto: Davide.
"Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria".
È una splendida icona del passato della famiglia di Gesù proprio perché ha il sapore degli alti e bassi di ogni nostra storia familiare. Racab è la prostituta di Gerico che con il suo stratagemma favorisce l'ingresso degli Israeliti nella terra Promessa (secondo capitolo del libro di Giosuè). Rut è una straniera, migrata nel territorio di Israele da Moab, al di là del Mar Morto, a causa della carestia, ed è lei la nonna di Davide. Quanto a Salomone non è facile dimenticare le circostanze della sua nascita, con Davide che si invaghisce di Betsabea spiata dall'alto mentre fa il bagno, con i passaggi dal male al peggio che orchestra, fino a far uccidere Uria suo marito per coprire l'adulterio che lui, il re, aveva compiuto (2 Samuele cap. 11).
Parola di Dio! Certamente. La nostra storia così com'è: è proprio lì che Dio è venuto a piantare la sua tenda, a farsi carne, a farla diventare storia di salvezza.
"Ogni uomo è una storia sacra": è uno dei grandi libri di Jean Vanier, fondatore delle comunità dell'Arca, esperto delle sofferenze di milioni di famiglie nel mondo. Ogni nostra storia racchiude in sé lo stesso mistero di morte e resurrezione che c'è dentro la storia dell'umanità tutta intera, raffigurata senza sconti nel racconto che va da Adamo alle nozze dell'Agnello con la nuova Gerusalemme, con cui si chiude l'ultima pagina della Bibbia.
Forse che la vicenda di Maria da Nazareth al Cenacolo, con quella stazione che ha il peso di un AMEN senza fine sotto la croce (STABAT MATER!), è stata meno impegnativa, meno innervata di tempi difficili? È consolante vedere che l'inizio del ministero di Gesù coincide con una vicenda famigliare che parte subito in salita, fin dal giorno delle nozze, ed è Maria, in quella borgata di contadini a 14 km da casa sua, a trasformare un momento critico in quello che "a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui" (Gv 2:11).
Non meno incoraggiante è vedere che gli inizi della famiglia della Chiesa, con Maria che fa da madre di Giovanni e degli altri, così come Luca ce lo racconta nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli, non fu 'rose e fiori': le persecuzioni, la frode di Anania e Saffira, i problemi legati al crescere della comunità, dove "quelli di lingua greca mormoravano contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove" (At 6:1), la dispersione dopo la lapidazione di Stefano… Sono i giorni della Pentecoste ma non sono immuni dalle fatiche che anche noi abbiamo finora incontrato, con cui oggi abbiamo a che fare e che saranno parte del pellegrinaggio in questa valle di lacrime per i secoli dei secoli. Lasciamo che Papa Francesco ce lo ripeta:
Se constatiamo molte difficoltà, esse sono - come hanno affermato i Vescovi della Colombia - un invito a 'liberare in noi le energie della speranza traducendole in sogni profetici, azioni trasformatrici e immaginazione della carità' (AL 57).

Il kairos delle devozioni mariane
KAIROS è una delle parole più preziose del greco evangelico: è il 'giorno della salvezza' che ascoltiamo nella lettura della Messa che apre il cammino quaresimale, il momento favorevole, il compimento delle promesse. Ma è la stessa parola che si usa per dire primavera o autunno, cioè la traduzione nel greco dei vangeli del termine 'stagione'.
Il 3 Novembre 1846 è stata la stagione/kairos per il ritorno a Torino di don Bosco, dopo la lunga convalescenza a seguito della malattia che lo aveva quasi portato alla tomba e da cui lo avevano salvato le preghiere dei suoi ragazzi. Fa tutta la strada a piedi (33 km) insieme a sua madre, Margherita, a cui ha chiesto di venire a fare da mamma ai suoi ragazzi.
Margherita faceva parte della confraternita di Maria Addolorata a Castelnuovo, la cui presidente era la mamma di Giuseppe Cafasso, il santo prete quattro anni più vecchio di don Bosco, sua guida in tutto. Mettiamo insieme i tasselli di questo mosaico. Giovanni Bosco cresce ai Becchi imparando a pregare la Madonna sotto il titolo dell'Addolorata, nella prima stagione della sua vita segnata dalla morte del padre, dalla povertà che spesso diventa miseria, dal dover fare il migrante fuori casa per tre anni a causa delle incomprensioni col fratello Antonio… L'Addolorata, madre dei dolori, è una presenza che dà la forza per continuare in quella piccola casa dei Becchi, e gli fa da maestra per 'rendersi umile, forte e robusto', in vista di un domani non meno impegnativo di quanto sta già sperimentando nella sua infanzia.
A Chieri Giovanni adolescente impara a fidarsi senza riserve alla 'Madonna delle Grazie' a cui lo fa affezionare l'amico Comollo… Tra le grazie che riceve, per cui tutta la Famiglia Salesiana è immensamente grata a Maria, c'è quella di dire di sì alla sua vocazione e entrare in seminario: passaggio per nulla scontato o facile in quella stagione giovanile vissuta a Chieri. Un 'kairos' che risolutivamente si compie, a detta di don Bosco stesso, il nono giorno della novena sul 'che fare della mia vita', che lui e Comollo avevano fatto proprio all'altare della Madonna delle Grazie nel duomo di Chieri.
Ed eccoli qui ora, Giovanni e Margherita, che a piedi arrivano a Valdocco, con la mamma che si consola scherzando della stanza vuota quando entra in Casa Pinardi: "Ai Becchi ogni giorno dovevo darmi da fare per metter in ordine, pulire i mobili, lavare le pentole. Qui potrò riposare molto di più". A dieci minuti c'è il santuario della Consolata. La prima statua di Maria che don Bosco porta a Valdocco è una Madonnina di carta pesta raffigurante proprio lei: Maria sorgente di ogni consolazione perché è stata colei che più di ogni altro ha accolto lo Spirito Consolatore, la 'Consolata'. Di nuovo: una sintonia perfetta tra questa presenza di Maria, questa 'devozione', e la stagione di vita che don Bosco sta vivendo. Don Bosco e mamma Margherita diventeranno ben presto la famiglia di centinaia di orfani, saranno la sorgente di consolazione e conforto per tanti figli che han perso il calore di una casa.
Lasciandoci accompagnare da Maria, che sa farsi vicina nel modo più giusto ad ogni nuova stagione della vita, come le mamme san fare, 'ogni stagione/kairos è perfetta e su misura per noi e per chi si sta intorno'. Ogni stagione ci offre una opportunità in più per crescere nell'amore. E se la forma che prende è quella della croce non perdiamoci di coraggio. Nessuno più di lei sa di che si tratta e nessuno meglio di lei può farla diventare il kairos più prezioso di tutti, dove 'non c'è amore più grande'.

Semi …da sgranare

" Provo a prendere sul serio l'invito di Papa Francesco a 'non cadere nella trappola di esaurirmi in lamenti autodifensivi' difronte alle contrarietà e i problemi. È possibile chiamare per nome le difficoltà, e insieme 'liberare in noi le energie della speranza traducendole in sogni profetici, azioni trasformatrici e immaginazione della carità', proprio come lui sta facendo nella guida della Chiesa.
" Siamo nel periodo dell'anno in cui ricordiamo con tutti i santi anche i nostri defunti. Provo a rileggere con occhi di misericordia e di lode la storia della mia famiglia, il mio albero genealogico: le radici del passato fin dove ne ho consapevolezza, e anche le ramificazioni del presente, nella mia parentela: è storia sacra, come lo è ogni persona.
" Con riconoscenza ripercorro le 'devozioni mariane' che hanno accompagnato le stagioni della mia vita: potrebbe tradursi in una stupefacente scoperta di come Maria sia stata la mano della Provvidenza per ogni 'kairos' che ho vissuto. E se guardo in avanti la sua presenza diventa senz'altro 'un invito a 'liberare in noi le energie della speranza'.

Preghiera di Madre Teresa per la famiglia

Padre del Cielo, ci hai dato un modello di vita
nella Santa famiglia di Nazareth.

Aiutaci, Padre amabile, a fare della nostra famiglia
un'altra Nazareth, dove amore, pace e gioia regnino;
che sia profondamente contemplativa,
totalmente eucaristica e vibrante di gioia.

Aiutaci a rimanere insieme nella gioia e nel dolore
attraverso la preghiera in famiglia.

Insegnaci a vedere Gesù nei membri
della nostra famiglia,
specialmente a scoprire il Tuo Volto
nascosto nella loro povertà.

Che il Cuore Eucaristico di Gesù renda i nostri cuori
miti e umili come il Suo e aiutaci a fare
i nostri doveri nella famiglia in santità.

Fa che possiamo amarci l'un l'altro
come Dio ama ognuno di noi ogni giorno di più,
perdonarci scambievolmente
come Tu perdoni i nostri peccati.

Aiutaci, o Padre amabile, ad accettare tutto quello
che Tu ci dai e a donare tutto quello che Tu ci prendi,
con un grande sorriso.

Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia, prega per noi.
San Giuseppe, prega per noi.
Santi Angeli Custodi, siate sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen

Madre Teresa di Calcutta
preghiera composta nel 1994, anno mondiale della famiglia

CRONACA DI FAMIGLIA

In data 12 settembre 2016 è stata inaugurata la nuova versione del sito web dell'ADMA http://www.admadonbosco.org/
Con una veste grafica più accattivante, una diversa organizzazione dei contenuti e alcune nuove sezioni offre ai visitatori più ampie opportunità di informazione, comunicazione e formazione.
Un grazie a tutti coloro che hanno collaborato a questo lavoro di ristrutturazione del nostro sito
.
COACALCO (MESSICO) - ADMAGIOVANI
Il 13 e 14 agosto il gruppo giovanile ADMA del Centro Giovanile Salesiano di Coacalco (Messico) ha avuto il ritiro dal tema "Maria Ausiliatrice Madre di misericordia", a cui hanno partecipato circa 30 giovani tra i 16-21 anni provenienti dai villaggi circostanti. Si sono lasciati con una grande soddisfazione e con l'impegno di essere misericordiosi sull'esempio di Maria, con il solo scopo di arrivare a Gesù.

GUARUJÁ, BRASILE - NUOVO GRUPPO ADMA
Il 13 settembre 2016 don Natale Vitali, Consigliere per la Regione America Cono Sud, ha accolto l'immopegno dei membri del primo gruppo dell'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), nella città di Guarujá.

INDIA - LA FAMIGLIA SALESIANA INCONTRA I DELEGATI MONDIALI
New Delhi - settembre 2016 - Il 15 settembre il Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, don Eusebio Muñoz, il Delegato Mondiale dei Salesiani Cooperatori, don Giuseppe Casti, e il Delegato Mondiale delle Volontarie di Don Bosco, don Joan Lluís Playà, hanno visitato l'Ispettoria di New Delhi (INN), incontrando e animando i rappresentanti dei vari gruppi della Famiglia Salesiana dell'Ispettoria INN.

LUBUMBASHI - CONGO
"A settembre abbiamo fatto il nostro incontro di formazione sull'Amoris laetitia; i partecipanti hanno discusso sulla famiglia oggi. Abbiamo deciso di condividere l'esortazione di Papa Francesco ogni mese. Incoraggiamo i giovani a scoprire la gioia della vita familiare con Maria Ausiliatrice. Visitiamo le scuole e le parrocchie salesiane per diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice e al Santissimo Sacramento. Dio benedica tutti i membri di ADMA in il mondo. Restiamo uniti in Maria Ausiliatrice. (P. Albert KABUGE).

Intenzione missionaria
Perché tutti i Salesiani di Don Bosco riscoprano la gioia e la responsabilità dell'evangelizzazione

Testimone di santità
Don Rosario Stroscio, superiore religioso, così conclude l'annuncio del decesso del Servo di Dio don Francesco Convertini (1898-1976), missionario in India: "Quelli che hanno conosciuto Don Francesco, ricorderanno sempre con amore i piccoli avvisi e le esortazioni che egli soleva dare in confessione. Con la sua vocina così debole, eppure così piena di ardore: "Amiamo le anime, lavoriamo solo per le anime... Avviciniamo il popolo... Trattiamo con esso in modo che il popolo capisca che l'amiamo...". Tutta la sua vita fu una magnifica testimonianza della tecnica più fruttuosa del ministero sacerdotale e del lavoro missionario. Possiamo sintetizzarla nella semplice espressione: "Per vincere anime a Cristo non c'è mezzo più potente della bontà e dell'amore!"".


                                 INFO ADMA        -        INFO ADMA        -        INFO ADMA        -       INFO ADMA   

ADMA Primaria di Torino-Valdocco:

ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
E-mail: adma.torino@tiscali.it 
                                   
 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA -
E-mail: tullio.lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI - Casa Generalizia SDB - Via della Pisana 111, ROMA
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 | CELL. 3401452349 |
E-mail: pcameroni@sdb.org
                                   
Siti Internet:    www.donbosco-torino.it    |    www.admadonbosco.org


   HOME PAGE   |   ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE    ADMA-ON-LINE 2007-2012   |  INFO SALESIANI DB VALDOCCO  


     
Visita Nr.