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       ADMA on Line         |           Messaggio Mensile :    24 aprile 2015       

Maria ci esorta a pregare e lottare contro le tentazioni e il maligno

Maria Ausiliatrice è la Madonna dei tempi difficili che con la sua presenza ci guida nel cammino della conversione. È una madre sollecita e accorta per la salvezza dei suoi figli, soprattutto per quelli che sono chiusi alla grazia e non ascoltano i suoi appelli. La Madre ci esorta a resistere saldi nella fede contro la tentazione satanica di costruire un mondo senza Dio, dove l'uomo si illude di fare ciò che vuole. Per questo mondo non c'è né futuro né vita eterna. Guardiamo al Crocifisso-Risorto, teniamo in mano la Croce, dalla quale viene la salvezza del mondo e che rinnova in noi la vittoria di Cristo contro Satana.
In tale prospettiva accogliamo con riconoscenza l'annuncio di un grande avvenimento ecclesiale: "Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale; e dobbiamo fare questo cammino. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: "Siate misericordiosi come il Padre" (cfr Lc 6,36)… Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell'Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, Domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo e volto vivo della misericordia del Padre… Sono convinto che tutta la Chiesa, che ha tanto bisogno di ricevere misericordia, perché siamo peccatori, potrà trovare in questo Giubileo la gioia per riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione ad ogni uomo e ad ogni donna del nostro tempo. Non dimentichiamo che Dio perdona tutto, e Dio perdona sempre. Non ci stanchiamo di chiedere perdono. Affidiamo fin d'ora questo Anno alla Madre della Misericordia, perché rivolga a noi il suo sguardo e vegli sul nostro cammino: il nostro cammino penitenziale, il nostro cammino con il cuore aperto, durante un anno, per ricevere l'indulgenza di Dio, per ricevere la misericordia di Dio" (Papa Francesco 14 marzo 2015).
Prosegue il cammino di preparazione e di avvicinamento al VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice (Torino - Colle don Bosco 6-9 agosto 2015), grazie alla Provvidenza e alla disponibilità di tante persone e gruppi di buona volontà che stanno dando il loro contributo per la riuscita della manifestazione. Siamo grati per le iscrizioni già pervenute e per le manifestazioni d'interesse che, da diverse parti del mondo, ci fanno capire quanto la Famiglia Salesiana, amante di Maria Ausiliatrice, si stia mobilitando per essere presente a questo evento cosi significativo in occasione del Bicentenario della nascita di Don Bosco e dell'istituzione della festa liturgica di Maria Ausiliatrice. Per informazioni è possibile visitare il sito del Congresso o scrivere all'indirizzo: congresso@admadonbosco.org.
Auguriamo a tutti i nostri soci e gruppi di vivere con particolare devozione la novena e la festa di Maria Ausiliatrice, affidando in modo speciale a Lei il Congresso di agosto.

Sig. Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
Torino-Valdocco /Colle don Bosco - 6-9 agosto 2015

Hic domus mea, inde gloria mea
Dalla casa di Maria alle nostre case: la sua misericordia di generazione in generazione

8. La casa, luogo dell'amore fraterno - Don Roberto Carelli

La fraternità è una declinazione essenziale dell'amore familiare ed ecclesiale: è insieme il frutto della fecondità naturale, perché i fratelli e sorelle nascono dall'amore degli sposi; ed è frutto della fecondità soprannaturale, perché con la sua Incarnazione e Passione il Figlio di Dio si è fatto nostro fratello e ci ha resi tutti fratelli e sorelle uniti nell'amore dell'unico Padre. La fraternità è a tal punto centrale nel lessico cristiano, che amore cristiano e amore fraterno tendono a identificarsi.
Fra cristiani è talmente ovvio chiamarsi fratelli e sorelle nel Signore, particolarmente tra consacrati e consacrate, che si corre il rischio di banalizzare i termini. Effettivamente, come osserva papa Francesco, fratello e sorella sono al tempo stesso "parole che il cristianesimo ama molto" e "parole che tutte le culture e tutte le epoche comprendono". È perciò necessario riconoscere che la fraternità nella fede e l'ideale della fratellanza universale sono dono di Dio, non di natura: sono frutto della Pasqua di Gesù, non opera delle mani dell'uomo. Dove si attenua la percezione del dono di Dio, l'ideale della fraternità cede il passo al principio etnico, al nazionalismo, all'egoismo familiare. In questo modo, invece che sprigionare i significati elementari dell'ospitalità e dell'uguaglianza, esso genera i significati contrari: esaspera le differenze, suscita diffidenze, estraneità, inimicizie, conflitti.
Istruttiva è la parabola della cultura moderna, nella quale l'ideale della fratellanza, fondato sul dato razionale dea comune umanità invece che sul dato di fede della paternità di Dio, ha generato i mostri della cultura individualistica, delle politiche nazionaliste e delle ideologie razziste, per capovolgersi infine nella filantropia del '68 o nel globalismo di oggi. Non si scappa: la fraternità si fonda nella famiglia e in Dio, non altrove! È frutto della generazione e della redenzione, non di un'istituzione o di una convenzione! È scritta nella carne e nel sangue dei genitori, ed è riscattata nella carne e nel sangue di Cristo! Non si può equivocare la "fraternità" cristiana con la "fratellanza" illuminista: la prima è concreta, l'altra è un'astrazione, l'una porta vita, l'altra semina morte. Come dice papa Francesco, "forse non sempre ne siamo consapevoli, ma è proprio la famiglia che introduce la fraternità nel mondo", ed è da lì "che si irradia sull'intera società"! Un vago umanitarismo, fondato sul sentimento della comune natura umana, risulta incompiuto e imperfetto, incapace di correggere quella spinta egoistica presente nel cuore dell'uomo. Per questo - soggiunge il papa - "anche la libertà e l'uguaglianza, senza la fraternità, possono riempirsi di individualismo e di conformismo".
La Scrittura conosce bene la bellezza e il dramma della fraternità. Da Caino e Abele, a Giacobbe ed Esaù, o Giuseppe e i suoi fratelli, alle parabole di Gesù (quella dei due figli e quella del padre misericordioso), la Scrittura fa emergere a più riprese il profilo ambivalente della fraternità: è esperienza insieme strutturante e ingombrante, genera la libertà ma anche la minaccia, rende capaci di scegliere ma non è oggetto di scelta, è avere la stessa origine ma destini diversi, è esperienza di unicità ma segnata dal confronto, è perenne tensione fra affetto e invidia, rivendicazione del proprio posto e capacità di fare posto. Ecco allora che da una parte la Scrittura può esclamare "quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme" (Sal 132,1), ma poi si chiede "perché dunque agite con perfidia l'uno contro l'altro profanando l'alleanza dei nostri padri?" (Mal 2,9). Approfondiamo la dialettica della fraternità con quattro osservazioni:

1. Il legame meno arbitrario e il più lungo. Come i genitori, i fratelli non si scelgono, si trovano. Ma diversamente dai genitori, sono il legame più durevole: precedono di molto l'essere sposi e sopravvivono alla morte dei genitori. Per questo è un legame rassicurante e ingombrante. Genera un'alleanza tanto forte quanto non scritta, ma rischia di essere più subita che voluta. È fonte di sicurezza, ma esige accoglienza e pazienza nell'accettare e riconoscere che l'altro è come me ma diverso da me, che molte cose ci accomunano, ma altre ci distinguono.
2. Legame di sangue e legame di fede. In termini generali, la fraternità è un legame fra pari, è far spazio ai propri simili: si impara in famiglia e si estende a tutto il mondo. Ne nasce la tensione fra consanguineità e comune umanità: da una parte i legami di sangue sono i più immediati e vincolanti - col rischio di essere poco liberi - mentre i legami di fede sono più discreti e liberi - col rischio di essere un po' anonimi; d'altra parte i legami di fede sono più determinanti e profondi dei legami di sangue, a meno che quelli di sangue siano anche legami di fede. Tra fratelli naturali è perciò importante che il legame non diventi vischioso, esclusivo, complice, mentre tra fratelli in Cristo è importante tenere Dio al centro, richiamare continuamente i motivi di fede che ci tengono insieme.
3. Legame fra pari e identità diverse. L'esperienza familiare maturata nel corso della storia e nella varietà delle culture conosce bene la dialettica fraterna fra complicità e rivalità, affetto incondizionato e litigio cronico. Essa sorge per mille motivi: i diritti di primogenitura, le rivalità per il riconoscimento, le preferenze genitoriali, le gelosie e le invidie che generano risentimento e giungono all'omicidio. L'arrivo di un fratello o di una sorella rappresenta sempre un evento critico: il dilemma è se ci sia spazio o si possa fare spazio ad altri, se il desiderio di essere unici agli occhi dei genitori possa essere insieme esclusivo e inclusivo. Da una parte si cresce all'ombra dei fratelli, d'altra parte si teme che i fratelli ci facciano ombra.
4. Il dramma della concordia e della discordia. Va poi tenuto conto che il legame fraterno, in quanto forma di prossimità orizzontale, necessita di molte attenzioni. Il rapporto è facile, ma diventa spesso sbrigativo. Tra fratelli e sorelle si deve allora coniugare immediatezza e rispetto, volersi bene e trattarsi bene. Terribili sono le discordie tra fratelli, e se gravi difficilmente guaribili: trattandosi di un'alleanza non scritta e inviolabile, spontanea e insieme obbligatoria, i fratelli e le sorelle sono i più disposti a difendersi e i più esposti a maltrattarsi, e i torti tra fratelli e sorelle, interrompendo la naturale ovvietà del legame, finiscono per accrescere il risentimento e rendere arduo il perdono.
La Parola di Dio in tema di amore fraterno è molto chiara: la bellezza dell'essere fratelli e sorelle è segnata da due più grandi fatiche del rapporto fraterno: gestire la rivalità con l'altro e integrare la novità dell'altro. La Bibbia documenta che il "giusto" in genere, e Gesù in particolare, vivono più dolorosamente i due principali rischi del rapporto fraterno: l'invidia e la presunzione. La prima ha la forma di un "non poter vedere" dovuto al continuo confronto: "tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta" (Sap 2); la seconda ha la forma del "presumere di vedere", dovuto al fatto che ci si conosce bene: "costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia". Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato". Cercavano allora di arrestarlo" (Gv 7).
Ne può venire un bell'esame di coscienza per i nostri rapporti fraterni in famiglia, in comunità, nell'associazione:
1. Quando il fratello è migliore di me è un modello vivente e un rimprovero vivente. Come lotto contro l'invidia, e come cresco in umiltà? so gioire dei doni dell'altro? Mi lascio ispirare e correggere dalle sue virtù? Evito di evitare e di giudicare?
2. Quando si è fratelli si pensa di conoscersi bene e si rischia di non conoscersi mai. So accettare la diversità dell'altro, coi suoi pregi e i suoi difetti? So ascoltarlo senza giudicarlo? So riconoscere, apprezzare e valorizzare i doni di Dio nel fratello, o li misconosco e li mortifico?
3. Di fronte a torti e incomprensioni, come riesco a superare il dispiacere e l'amarezza, la rabbia e il risentimento? So vincere le tentazioni del ripiegamento e della ribellione, dei rapporti congelati e formali, dello scoraggiamento e del cinismo? So rilanciare i rapporti fraterni facendo il primo passo nel cercare chiarimenti e chiedere/offrire perdono?
Signore Gesù, insegnaci ad amarci come tu ci hai amato, insegnaci "ad amarci gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiando nello stimarci a vicenda" (Rm 12,10), ad essere "tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili2 (1Pt 3,8).

150° DELLA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE

Il 27 aprile 1865 fu celebrata con grande solennità la posa della pietra angolare della erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice. Benedetta dal vescovo di Susa, mons. Odone, venne collocata dal duca Amedeo d'Aosta, figlio di Vittorio Emanuele II, con la partecipazione del sindaco, del prefetto e di altri insigni personaggi. Don Bosco pubblicizzò il fatto con un fascicolo commemorativo e lanciò una grandiosa lotteria. I lavori di costruzione, affidati all'impresa del capomastro Carlo Buzzetti, erano iniziati nell'autunno del 1863. Terminati gli scavi, nell'aprile del 1864, Don Bosco disse al Buzzetti: "Ti voglio dare subito un acconto per i grandi lavori". Così dicendo tirò fuori il borsellino, l'aprì e versò nelle mani di Buzzetti quanto conteneva: otto soldi, nemmeno mezza lira. "Sta' tranquillo! La Madonna penserà a provvedere il denaro necessario per la sua chiesa".

CRONACA DI FAMIGLIA

FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE: ATTENZIONE E ANIMAZIONE DELL'ADMA
L'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nel corso del recente Capitolo Generale nell'articolo dedicato alla Consigliera per la Famiglia Salesiana ha assunto l'impegno di animazione con Salesiani, della nostra Associazione. Ringraziamo la Madre Yvonne e le sorelle dell'Istituto per questa attenzione all'ADMA, nell'impegno comune di promuovere la devozione a Maria Ausiliatrice. Riportiamo l'articolo:

129 bis. La Consigliera per la Famiglia salesiana offre orientamenti perché l'Istituto dia il suo apporto originale - femminile e mariano - alla crescita della comunione e della collaborazione nella Famiglia salesiana. Accompagna con particolare attenzione l'Associazione delle exallieve/i perché essi realizzino con responsabilità e autonomia la loro vocazione laicale. Condivide con i Salesiani di don Bosco l'animazione dell'Associazione dei Salesiani Cooperatori e dell'Associazione di Maria Ausiliatrice.

LA FAMIGLIA SALESIANA ALL'EXPO DI MILANO
Quest'anno si svolgerà EXPO 2015 a Milano (www.expo2015.org). Il tema è quello del cibo e dell'alimentazione "Nutrire il Pianeta, energia per la vita". Anche la Famiglia Salesiana sarà presente con un piccolo padiglione, chiamato "Casa don Bosco". Il tema sarà declinato secondo una prospettiva salesiana: "Educare i giovani, energia per la vita", con un approccio più ampio e coinvolgente, in cui fame e malnutrizione, lungi dall'essere solo una questione di produzione o disponibilità di cibo sano e sostenibile, riguardano direttamente l'educazione delle giovani generazioni. In questo processo di educazione e formazione integrale, la promozione e la protezione dei diritti di ogni persona, dei bambini e delle bambine, degli anziani e delle persone svantaggiate, delle donne e degli uomini, sono elementi fondanti e imprescindibili. A Duecento anni dalla sua nascita Don Bosco ha ancora molto da dire e da offrire ai genitori e agli educatori, alle Società Civili e a quella Internazionale: innanzitutto ricollocando al centro delle cure personali e delle agende politiche le giovani generazioni.
Il responsabile organizzativo per EXPO è don Claudio Belfiore del CNOS di Roma (Sacro Cuore). La struttura sarà strategicamente posizionata all'incrocio delle due "vie" principali di EXPO. È interessante sapere che ci saranno solo 3 Padiglioni gestiti direttamente da enti religiosi: Caritas, Stato del Vaticano e Salesiani. L'area a disposizione è di circa 750 mq di cui 240 circa saranno occupati dal padiglione, che è un piccolo capannoncino prefabbricato, che dovrebbe dare l'idea di una casa, proprio secondo lo stile di don Bosco. Il messaggio che si desidera comunicare è: "Don Bosco educa i giovani del Mondo". I tre slogan del padiglione salesiano sono "coltivare il sogno", "educare la persona", "nutrire il corpo".
C'è un accordo con EXPO per cui è possibile avere dei biglietti ad un prezzo estremamente scontato. Si deve fare riferimento all'indirizzo e-mail: ticket@expodonbosco2015.org; per info: info@expodonbosco2015.org (Stefano Uberti).

FILIPPINE - GIORNATA DELLA FAMIGLIA SALESIANA
Per celebrare la Giornata della Famiglia Salesiana il 14 febbraio 2015, circa 100 membri dell'ADMA insieme ad altri gruppi della Famiglia Salesiana si sono incontrati presso il Don Bosco College, a Canlubang-Laguna. La giornata è iniziata con la Santa Messa concelebrata nel Santuario Diocesano di Maria Ausiliatrice, presieduta da don Gerry Martin, SDB, Rettore del pre-noviziato. Dopo la Messa, c'è stato l' "Amazing Race" un momento di attività / giochi da tutti vissuto con gioia. L'attività è stata partecipata da sette gruppi comprendenti i giovani, i laici, le FMA e gli SDB. Nel pomeriggio ci sono state sia una breve rappresentazione che una mini-lotteria. Tutti hanno apprezzato la giornata della Famiglia Salesiana: "Corri, salta, grida, ma non peccare", diceva Don Bosco (Junifer).

TORINO STURA
Nel cuore della periferia di Torino vi è un Villaggio, denominato "SNIA", in cui è situata la Scuola Materna gestita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Parecchi anni fa un gruppo di persone hanno dato vita all'Associazione ADMA.
Sabato 21 febbraio 2015 l'animatore spirituale mondiale, don Pier Luigi Cameroni, e il presidente, Sig.Tullio Lucca, sono venuti per una visita e un incontro di preghiera in occasione del bicentenario di San Giovanni Bosco: gioia e stupore generale. La partecipazione è stata numerosa e molto calorosa; come chiamati dal dolce suono di una campana sono arrivati i devoti di Maria Ausiliatrice dai paesi vicini, insieme a vari gruppi della Famiglia Salesiana e simpatizzanti. È stato un incontro bellissimo. Un incontro di preghiera e di riflessione sul momento difficile che stiamo attraversando. Il messaggio di don Bosco è di non abbattersi ma di avere fiducia nella nostra Madre e Ausiliatrice. Tanta fede, tanta semplicità, tanta amicizia. In periferia si può guardare al futuro, con i piedi per terra ma con gli occhi rivolti al cielo. La Santa Messa è stata il termine ma anche l'inizio di questo indimenticabile incontro (Tullio Gazziero).

TUXTLA GUTIERREZ (CHIAPAS - MESSICO) - RITIRO REGIONALE
Anche quest'anno, come i precedenti, abbiamo riunito i membri della regione del Chiapas, per realizzare il nostro ritiro annuale, dal tema: "Rinfrancate i vostri cuori", Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2015. Partendo dall'insistenza della "globalizzazione dell'indifferenza", riflettiamo sulla Famiglia Salesiana, verso la quale non dobbiamo restare indifferenti. La sede del ritiro era presso la Parrocchia di San Giovanni Apostolo a Tuxtla Gutierrez - Chiapas.
Dopo l'accoglienza, siamo andati nella Cappella del Santissimo Sacramento, dove si è tenuto un momento di preghiera esperienziale dei Salmi, a cura della Professoressa June Esperanza Pascasio, membro dell'ADMA di Chiapa de Corzo; questo ci ha aiutato ad entrare in comunicazione con Dio e a mettere le basi della riflessione che ci ha portato a interiorizzare il messaggio del Papa. Il tema del messaggio è stato sviluppato da alcuni nostri fratelli dell'ADMA, che hanno una vasta esperienza nella cura pastorale della parrocchia: Víctor Manuel Castillejos, Carmelita Galdámez e Esperanza de Jesús Enriquez.
Ci restarono ben impresse le tre parti del documento:
1. Se un membro soffre, tutti soffrono con lui (1 Cor 12,20). La Chiesa.
2. Dov'è tuo fratello? (Gn 4,9). La parrocchia e le comunità.
3. Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8). Il credente.
Al termine dell'Eucaristia sono state accolte 5 nuove socie per il Parral e due per Villaflores.
Ringraziamo Dio per la sua protezione poiché tutti sono arrivati in modo sicuro ai loro luoghi di origine e con il desiderio di continuare ad essere Chiesa. La risposta al messaggio del Papa è stata molto chiara e ora cominciamo a viverla (Carmelita Galdámez Alegría).

MADRID (SPAGNA) - INCONTRO ZONALE
Il 28 febbraio 2015 è iniziata la convivenza dei consigli, presso l'ADMA di "La Elipa" in occasione del 50° anniversario di fondazione. Si tratta di una parrocchia affidata a R. P. Agostiniani Recolletti. Accompagnati dalla reliquia di don Bosco 13 consigli locali si riuniscono nella sala parrocchiale, in un clima fraterno e intenso. Dopo la condivisione della vita di ciascun gruppo ci trasferiamo nel tempio, dove adoriamo il Santissimo con grande raccoglimento, poi celebriamo la Santa Eucaristia, presieduta da don Luis Fernando Alvarez, animatore spirituale della Elipa, concelebrata dall'Arciprete della zona, dal vicario parrocchiale e dagli animatori SDB delle associazioni presenti. Terminiamo con un pasto semplice, con la gioia di aver condiviso le nostre esperienze e la preghiera comune (Bianco Somoza Gloria - Presidente ADMA zona Madrid).

FILIPPINE - DEVOZIONE A MARIA AUSILIATRICE
Come un regalo perfetto per Don Bosco, il Santuario Nazionale di Maria Ausiliatrice in Parañaque City, Filippine, è in prima linea nel diffondere la devozione al titolo mariano che Don Bosco proponeva ai suoi figli non solo per vedere cosa sono i miracoli, ma anche e soprattutto, per esprimere la devozione filiale alla Madonna, che considerava maestra, guida e madre. Questo è particolarmente vero questo anno in cui celebriamo anche il bicentenario dell'istituzione della festa liturgica di Maria Ausiliatrice.
Il 24 del mese il Santuario tiene la commemorazione in onore di Maria Ausiliatrice. Con il nuovo rettore del Santuario, p. Remo Bati, sono state introdotte nuove iniziative che hanno portato a una rapida crescita dei devoti. In primo luogo, poco prima della Messa si bruciano le lettere con le richieste scritte e deposte nel box situato presso il Pilgrim Center: è un segno per invocare l'intercessione di Maria Ausiliatrice presso suo Figlio. C'è anche una breve processione con l'immagine di Maria Ausiliatrice, mentre si recita il rosario. Alla conclusione i devoti offrono fiori alla Madonna. Questo segna anche l'inizio della Messa. Alle 7:00 del mattino si celebra una Messa di guarigione o si fa una preghiera di guarigione per i fedeli. Fr. Remo ha riconosciuto due miracoli che attribuisce all'intercessione di Maria Ausiliatrice: uno riguarda un uomo che rilasciato un calcolo; un altro riguarda una persona che è venuta al Santuario con le stampelle, da quando ha avuto problemi di gotta, ma ha camminato comodamente, subito dopo la Messa di guarigione. Una suora Francescana, Sr. Mary Edna, ha condiviso la sua esperienza di come Maria Ausiliatrice è stata strumento della sua guarigione e ora "la usa" per promuoverne la devozione.
Fr. Remo ricorda che la preparazione alla festa annuale di Maria Ausiliatrice, il 24 maggio, è in pieno svolgimento. Tra le altre cose, non vede l'ora di pubblicare un coffee-table book (un album fotografico) in onore di Maria Ausiliatrice, riguardante circa 32 parrocchie e cappelle, che portano il nome di Maria Ausiliatrice.
Il 24 febbraio p. Anthony Paul Bicomong, Provinciale delle Filippine Nord, ha benedetto una statua a grandezza naturale di Maria Ausiliatrice, accolta con grande gioia dai pellegrini, soprattutto tra i giovani, in quanto essi mettono la loro foto con la Madre di Dio nel loro account di social media.
I Salesiani e gli aspiranti delle tre case di formazione, hanno prodotto un video documentario (video documentary) sul santuario diocesano di Maria Ausiliatrice, situato nella diocesi di San Pablo.

VÍBORA (LA HABANA - CUBA) - MEMORIA DI MARIA DOLORES HERRERA VALENZUELA
Il 19 marzo è morta Maria Dolores Herrera Valenzuela, missionaria instancabile e catechista della Parrocchia San Juan Bosco - La Víbora (La Habana). Era molto attiva e membro entusiasta della Famiglia Salesiana. Ha animato l'ADMA locale e assistito alle riunioni dell'ADMA Nazionale. Collaboratrice entusiasta nelle attività estive. La gioia e disponibilità l'hanno caratterizzata in tutti i suoi impegni pastorali. Grande fu il suo apostolato nella Caritas. Grazie Signore per averci dato questa sorella così piena di entusiasmo che andava alla ricerca delle pecore con gioia pasquale (La comunità salesiana di San Juan Bosco-Víbora).


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