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       ADMA on Line         |             Messaggio Mensile :    24 gennaio 2015       

Maria ci invita a pregare e adorare suo Figlio Gesù

Maria ci dona suo Figlio, ce lo offre come Salvatore, come Principe della pace. Ella ci invita ad accoglierlo nei nostri cuori e nella nostra vita. Il cammino e la fedeltà alla preghiera sono apertura di cuore alla grazia e alla verità di Gesù Cristo come Salvatore del mondo. Adorare Gesù significa riconoscere che Lui è il Signore della nostra vita.
Il nostro filiale affidamento a Maria Ausiliatrice è espressione di fede nel trionfo dell'amore di Dio e del Cuore Immacolato di Maria, è garanzia a non perdere la speranza in un mondo segnato dalla sofferenza, dal dolore e dove spesso prevale l'odio, la violenza, la gelosia e l'invidia. Seguire Maria significa alimentare la speranza nel cuore, credere che Gesù è la vita del mondo, vivere il suo Vangelo che parla di amore, perdono e sacrificio.
Questo mese di gennaio è particolarmente significativo per tutta la Famiglia Salesiana in questo anno bicentenario della nascita del nostro padre e fondatore don Bosco. Vogliamo accogliere la strenna del Rettor Maggiore come un dono da vivere: "COME DON BOSCO, CON I GIOVANI, PER I GIOVANI!". La finalità primaria della Strenna non è di essere un programma pastorale per l'anno, ma piuttosto un messaggio creatore di unità e di comunione per tutta la Famiglia Salesiana. La Strenna ci invita ad avere il cuore pastorale di don Bosco per lasciarci coinvolgere nella trama di Dio nell'opera di salvezza dei giovani, attraverso la mediazione materna di Maria. Con i giovani, stando con loro e in mezzo a loro, e mostrando ad essi la nostra predilezione pastorale. Per i giovani, specialmente i più poveri, perché essi hanno diritto a incontrare modelli di riferimento credenti e adulti. Per i giovani attraverso l'incontro personale e l'accompagnamento educativo e spirituale. I giovani non solo dei destinatari, ma sono per noi un dono di Dio. In questa opera apostolica ed educativa il Rettor Maggior ricorda Mamma Margherita, madre ed educatrice di don Bosco e il suo ruolo nella storia dell'oratorio e degli inizi del carisma salesiano. Infine sottolinea il ruolo e la mediazione di Maria Santissima, la più insigne collaboratrice dello Spirito Santo. A Lei affidiamo tutto il mondo dei giovani, affinché essi, da Lei attratti, animati e guidati, possano conseguire, con la mediazione della nostra opera educativa, la statura di uomini nuovi per un mondo nuovo: il mondo di Cristo, Maestro e Signore" (cfr. Giovanni Paolo II, Iuvenum patris, n. 20).
Con questo spirito vogliamo che Maria dalla sua casa rinnovi le nostre case, come ci invita a fare il cammino della nostra Associazione verso il VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice. Invitiamo tutti i gruppi a condividere il cammino formativo proposto mensilmente attraverso l'ADMAonline e a fare il possibile per partecipare a questo evento di Famiglia Salesiana nel bicentenario della nascita del nostro padre e fondatore don Bosco. Nel sito dedicato troviamo tutte le informazioni necessarie (cfr: http://www.congressomariaausiliatrice2015.org). Per ogni aiuto e chiarimento scrivere a: congresso@admadonbosco.org.
Buon mese salesiano e felice festa del nostro padre e fondatore don Bosco.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale


CAMMINO FORMATIVO 2013-14: Da mihi animas, cetera tolle ( Roberto CARELLI sdb)


VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
Torino-Valdocco /Colle Don Bosco 6-9 agosto 2015

Hic domus mea, inde gloria mea
Dalla casa di Maria alle nostre case:
la sua misericordia di generazione in generazione

5. Di generazione in generazione - Don Roberto Carelli

Quanto è preziosa una casa! È il luogo dell'amore e della vita, perché l'amore tende alla vita e la vita è il frutto dell'amore. È la dimora della famiglia, dove fiorisce il "patrimonio" di un "matrimonio", l'opera di un padre e di una madre: al centro sta sempre il legame tra le generazioni. È il punto di incontro del genere e della generazione, dove l'intimità degli sposi si trasforma nella fecondità dei genitori, dove i bambini nascono e diventano figli, dove ci si appartiene e si diventa liberi, dove ci si assomiglia e si diventa originali. La casa è il crocevia delle generazioni: in essa i giovani crescono e i vecchi non vengono abbandonati, e la melodia dell'amore diventa duetto nuziale e polifonia familiare. È così vero, che quando non avviene, la casa diventa prigione, i sentimenti risentimenti, i legami catene pesanti, le eredità beni da accaparrarsi o pesi di cui sbarazzarsi.
La profondità dei legami generativi è ben illustrata da mons. Camisasca in un recente intervento sulla bellezza della famiglia: "la parola generare contiene il riferimento a un'origine, génos. La stessa parola ci collega con il genere maschile e femminile e con la genealogia, cioè con un filo che unisce generati e generandi. Il generare non è solo un'azione in avanti - pro-creare - ma ci fa anche guardare all'indietro, al fatto che i generanti, i genitori, sono essi stessi generati, essi stessi dei figli. Ogni figlio ha un nome proprio, ma ha anche un cognome, vale a dire fa parte di una storia familiare, ha una genealogia, porta su di sé i geni di molte generazioni, sia da parte della madre che da parte del padre, e ha un rapporto diretto con i nonni che spesso se ne prendono cura".
Ricordare tutto questo fa bene: in una società di individui ossessionati dai diritti, che parla d'amore e mortifica i legami, che ospedalizza il nascere e il morire, che medicalizza la maternità e squalifica la paternità, che identifica l'educazione con il disagio, che punta sull'efficienza e perde in gratuità, che allestisce ambienti neutrali e non personali, che induce a condotte competitive piuttosto che cooperative, è bello potersi ritrovare a casa, in una dimora dove si è attesi e desiderati, circondati di cose buone e persone care, affidabili e responsabili, comprensive e misericordiose, unite nella diversità e orientate a un destino comune che alimenta la fiducia e la speranza. È importante richiamare il mistero della casa come luogo della generazione e delle generazioni, perché i tre assi della famiglia (l'alleanza fra i generi, l'evento della generazione ed il dialogo fra le generazioni), separati l'uno dall'altro, si trovano in stato di sofferenza: matrimoni sempre più instabili, inverno demografico, rottura con la tradizione come perdita di memoria e caduta di speranza.
Parlare della casa come incontro fra le generazioni ci porta all'essenziale, al fatto che in tutti i sensi siamo figli: procediamo da chi ci precede, amiamo perché amati, generiamo perché anzitutto generati. Tutto, nella vita naturale come in quella soprannaturale, è generazione, trasmissione di vita e amore. Nel disegno di Dio, la prima parola è proprio "generazione": in Dio stesso c'è un Figlio, non l'autosufficienza, ma lo scambio di bene e di beni (Ef 1,3). Dietro la creazione vi è l'eterna generazione del Figlio, non c'è un Architetto, ma un Padre (Gv 1,1-3)! Il destino dell'uomo sta nella chiamata a diventare figli nel Figlio (Ef 1,4-5), a rivestire i sentimenti del Figlio (Fil 2,5 e Col 3,12) e raggiungere la piena maturità di Cristo (Ef 4,13). Il centro del disegno risiede nel mistero dell'Incarnazione, in quel misterioso scambio nel quale il Figlio di Dio si è fatto figlio dell'uomo, perché i figli dell'uomo venissero fatti figli di Dio, dove l'"Unigenito" si fa "Primogenito" di molti fratelli (Rm 8,29), cosicché non siano più solo creati ma generati, non solo fatti esistere ma resi partecipi della vita del Figlio (Gv 1,12-13). E tale disegno si realizza in una storia che procede di generazione in generazione: anche Gesù, che viene da Dio, ha una genealogia umana (Mt 1,1-17), discende dal cielo e ha discendenza davidica, è Figlio del Padre che è nei cieli e una Madre sulla terra (Mt 1,18.20). Tutto poi si concentra nel mistero adorabile del Natale, fra la grotta di Betlemme e la casa di Nazaret, fra lo spazio domestico della Santa Famiglia e lo spazio liturgico del Tempio di Gerusalemme: Dio ha preso dimora fra noi (Gv 1,14).
Nel tempo di Natale, in maniera del tutto particolare, tutto parla di generazione e di casa, non in maniera intimistica, ma come crocevia di una storia salvifica che procede "di generazione in generazione" (Lc 1,50, espressione che ricorre nella Scrittura altre 40 volte). Il mistero di Dio si attua nella genealogia di un popolo per estendersi a tutte le genti: la logica di Dio è "genealogica". Esemplare la parola profetica di Natan a Davide: "fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti… Il Signore ti farà una casa… Susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere... Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio" (2Sam 7,10-14). E la liturgia risponde: "canterò in eterno l'amore del Signore, di generazione in generazione… un amore edificato per sempre… ho giurato a Davide, mio servo. Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono" (Sal 88,2-5). Cerchiamo dunque di approfondire la preziosità dei legami fra le generazioni ritornando di nuovo all'episodio della Presentazione al Tempio, consapevoli che la nostra identità è tanto più solida quanto più profonde sono le sue radici, e che un popolo che perde le proprie radici è votato alla sterilità e alla morte.
Come già abbiamo osservato, la scena ci mostra l'intreccio di tre generazioni: c'è il Generato, ci sono i Genitori, ci sono i Progenitori. Questi - Simeone e Anna - rappresentano la memoria e la profezia, quella ricchezza di storia e di mistero senza la quale l'evento non viene colto come passaggio di Dio. Occorre non perdere di vista questa circostanza, perché oggi è proprio la più dimenticata: non ci sono stati mai così tanti anziani, ma l'anzianità non è mai stata così tanto disprezzata. In questo senso, colpisce davvero la forza con cui papa Francesco, nei suoi interventi sull'educazione, parla dell'importanza delle radici di un popolo come energia di futuro: "primo aspetto dell'educazione è la memoria delle proprie radici. Un popolo che non ha memoria delle proprie radici perde uno dei pilastri più importanti della sua identità… Se si perdono le radici, il tronco lentamente si svuota e muore, e i rami si piegano verso terra e cadono… Qualsiasi progresso slegato dalla memoria delle origini che ci permettono di esistere è finzione e suicidio… Non ci può essere educazione nello sradicamento". È per questo che il papa coglie spesso l'occasione per parlare dei nonni, per richiamare l'affetto e il rispetto che è loro dovuto e per denunciare la piaga di troppi anziani, trascurati, maltrattati o abbandonati. I nonni sono importanti perché sono un anello della vita, e perciò "un popolo che non custodisce e non rispetta i nonni non ha futuro, perché non ha memoria… I nonni sono la saggezza della famiglia, la saggezza di un popolo. E un popolo che non ascolta i nonni, è un popolo che muore"!
Nessuno come Maria può aiutarci a cogliere queste profondità generative. Lei è la protagonista del Natale. È la Casa di Dio, l'Arca dell'Alleanza, la Tenda del Convegno, il Santuario di Dio, la Genitrice di Dio. È da lei che si va per incontrare Gesù. È lei che offre il Figlio insieme al Padre. A Betlemme Gesù si trova fra le sue braccia, a Gerusalemme viene offerto dalle sue braccia. In Maria il mistero dell'Incarnazione è intimità familiare e storia di un popolo, è generazione umana innestata nella generazione divina. "In lei, nel suo corpo - scrive Ermes Ronchi nel libro Le case di Maria - "la linea dell'invisibile e la linea del visibile nella storia della salvezza si incontrano. La sua casa è carica di cielo... Senza il corpo di Maria, il Vangelo perde corpo, diventa gnosi o l'ideologia o codice morale".
Ma scendiamo un po' in profondità.
- Il testo dice che Maria incontra "Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele" (Lc 2,25). Era una vita che attendeva, ed ora ecco la gioia: l'Atteso è arrivato. Ed egli lo riconosce, perché è l'amore che rende acuta la vista, e ci voleva tanto amore per attendere così. Viene in mente Simone Weil: "amare è attendere"! E io, a che cosa tendo, chi attendo, a cosa attendo? Con quanta fedeltà, con quale speranza?
- Continua il racconto, e dice che Simeone "prese il bambino tra le braccia e benedisse Dio" (Lc 2,28): la lode e la benedizione sono il primo passo della preghiera rivolta a Dio ed è il gesto più importante dei nonni e dei genitori verso i loro figli! Verso Dio, il primato della lode, verso i propri cari, il primato della benedizione! La lode e la benedizione hanno un primato, perché "la fede pone al centro non quello che io faccio per Dio, ma quello che Dio fa per me" (E. Ronchi). La benedizione è il nucleo dell'amore, perché l'amore in fondo dice questo: "è bene che tu esista", "sei un dono per me"! E io, so benedire il mio sposo o la mia sposa, i miei figli, gli amici, le persone che mi fanno del bene? So, come don Bosco, che non basta amare, che è importante un amore dimostrato?
- Nel suo canto di lode, Simeone dice: "i miei occhi hanno visto la tua salvezza", una salvezza che non riguarda solo il popolo ebreo ma tutte le genti (Lc 2,30-32). Dove tutti vedono solo l'infante, uno dei tanti, Simeone e Anna scorgono la salvezza di Dio. E io, attendo la salvezza? e quale salvezza? e da chi la attendo? ho un desiderio bruciante, pungente della novità di Dio? O mi accontento di troppo poco? O lascio scorrere il tempo tra piccoli dolori e piccoli piaceri, sostanzialmente rassegnato? Quali abitudini, schemi, pregiudizi, valutazioni affrettate mi impediscono di scoprire la presenza del nuovo di Dio?
- Resta il fatto che Anna e Simeone sono due anziani, il testo lo sottolinea, ricordando la storia della loro fedeltà al tempio e all'attesa del Messia (Lc 2,26.36). Non è mai scontato che i vecchi, e in genere il vecchio che è in noi sappia accogliere il nuovo, l'altro, il bambino. Spesso vi è la paura che i figli non possano, non riescano, non vogliano nutrire e perseguire i grandi ideali che gli abbiamo proposto. Da qui tanto attaccamento al tempo passato e tanta diffidenza verso i giovani e sfiducia verso il futuro. Ecco il punto: la vecchiaia può essere un tempo di grazia, ma può essere vissuto solo come una disgrazia. Può essere un tempo di grazia, ma non lo è automaticamente, perché da un lato è il tempo della debolezza, della malattia e del venir meno della vita terrena, e dall'altro è il tempo della maturità, della saggezza e della testimonianza di ciò che conta per la vita eterna.
È un tempo di grazia se si assume il compito grande che è proprio dei nonni: "ai nonni - dice papa Francesco - è affidato un compito grande: trasmettere l'esperienza della vita, la storia di una famiglia, di una comunità, di un popolo; condividere con semplicità una saggezza, e la stessa fede: l'eredità più preziosa"! Ma la vecchiaia, invece che il tempo della saggezza, può diventare il tempo della stoltezza. E qui ci vuole molta vigilanza. I nonni corrono facilmente il rischio di vivere di rimpianti per il passato o di rassegnazione per i propri difetti, di ansia per la salute o rigidezza nelle abitudini, di attaccamento ai beni terreni e di pretese nei confronti dei figli; la prospettiva della vita eterna non sfiora, se non come paura della morte. Per questo la Parola di Dio invita gli anziani a uno stile di vita edificante per i figli e i nipoti: "gli anziani siano sobri, dignitosi, assennati, saldi nella fede, nell'amore e nella pazienza. Ugualmente le donne anziane si comportino in maniera degna dei credenti" (Tt 2,2-3). Più di tutto, gli anziani devono comprendere che l'eredità più grande da consegnare ai figli è la vita di fede e la testimonianza della verità. La memoria delle radici è tanto più convincente quanto più le radici sono profonde, quanto più affondano nel mistero di Dio. Citando il grande poeta Clemente Rebora, il quale scriveva che "il tronco s'inabissa ov'è più vero", papa Francesco, rivolgendosi ai nonni, ha commentato semplicemente così: "le radici si alimentano della verità".

CRONACA DI FAMIGLIA

CORNWALL (CANADA) - GRUPPO LA NATIVITÀ
Il 22 ottobre 2014, nella città di Cornwall, Ontario, si è costituito un nuovo gruppo ADMA, chiamato La Natività. Dopo due anni di intensa preparazione con la loro animatrice, suor Roberte Johnson, undici signore si sono impegnate a vivere e a diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice nella loro famiglia e nel loro ambiente. Il vescovo locale, Mons. Marcel Damphousse, celebrò l'Eucaristia e con gioia presiedette alla cerimonia d'impegno del nuovo gruppo. Essendo al Capitolo Generale a Roma, la Provinciale, Suor Elisabeth Purcell, inviò un messaggio di augurio e d'incoraggiamento per questo nuovo gruppo. Suor Alphonsine Roy, responsabile della Famiglia Salesiana, venne da Toronto per partecipare alla cerimonia d'impegno e colse l'occasione per congratularsi con la nostra cara suor Roberte, per la sua devozione e amore per la Madonna, dando vita ai tre gruppi dell'ADMA esistenti in Canada: San Benedetto a Toronto, San Domenico Savio a Montreal e La Natività a Cornwall. Suor Francine Guillemette e le sorelle della comunità hanno partecipato di buon grado agli incontri mensili; la loro presenza accogliente e il loro interesse hanno permesso a questo bel gruppo pieno di vitalità di sentirsi a proprio agio, mentre impara a conoscere e a vivere il carisma salesiano. Dopo aver ricevuto il Regolamento e le dovute medagliette, il gruppo e tutti noi abbiamo fraternizzato. Ringraziamo Dio per questo nuovo germoglio spuntato sulla nostra terra canadese. Che Maria Ausiliatrice accompagni e aiuti a crescere nella fede e nell'amore della Madonna questo nuovo gruppo ADMA.

LA HABANA (CUBA) - X INCONTRO NAZIONALE
Nella casa salesiana Santa Maria Mazzarello delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Peñalver Guanabacoa dal 14 al 16 novembre 2014 si è svolto il X Incontro dell'ADMA di Cuba. Si sono riuniti i rappresentanti di tutti i consigli locali: Santiago de Cuba, Manzanillo, Camagüey, Santa Clara, Manguito-Amarillas-Céspedes (Matanza), con l'animatrice spirituale Suor Nancy Leonor Quiste, Chiesa Maria Ausiliatrice (Habana Vieja), Parrocchia San Juan Bosco e ADMA Giovani (Víbora, La Habana) e La Hata (Peñalver, Guanabacoa), con l'animatrice spirituale Suor Rosa Angelica Rodriguez. L'incontro è stato guidato dall'Animatore spirituale nazionale e delegato della Famiglia Salesiana P. Miguel Ángel Fernández e dalla signora Anna Gloria Alvarez Torres, Presidente Nazionale dell'ADMA insieme al Consiglio di Coordinamento.
Si è iniziato, come in tutti i nostri incontri, ringraziando "Colei che ha fatto tutto" e dedicando questo ringraziamento come omaggio postumo a Suor Lina Pegoraro chiamata dal Signore il 30 ottobre. Lei è stata testimone della fede nella gioia ed era una di quelle stelle risplendenti che con la sua vita illuminava tutti. È sempre stata un forte baluardo dell'ADMA, per questo l'abbiamo ricordata in questo incontro di condivisione fraterna e allegra, veramente salesiano, sottolineato dalla presenza dell'ADMA giovanile.
Nel bicentenario del nostro fondatore, abbiamo ricordato con un rosario meditato la sua santa mamma, Margherita Occhiena. Nella parte formativa della riunione siamo stati fortunati ad avere P. Bruno Roccaro che ci ha presentato la figura del Servo di Dio P. José Vandor, facendoci conoscere dove ha trascorso l'infanzia e la gioventù, i diversi luoghi dove visse, incoraggiandoci a chiedere la sua intercessione presso il Signore per ottenere qualche grazia per la sua beatificazione. Il P. Manuel Morancho (Delegato per la Pastorale Giovanile) ha presentato i messaggi inviati dal nostro Rettor Maggiore. Il delegato P. Miguel Ángel Fernández ci ha ricreato con i suoi temi di "Storie salesiane", legati ai nostri valori e alla nostra spiritualità. Come ADMA non poteva non far conoscere le indicazioni del Papa Francesco inviate in occasione della celebrazione della nostra patrona Maria de la Caridad del Cobre. Seguire Maria alla luce di tre verbi: rallegrarsi (irradiare la fede), alzarsi (servire con tenerezza e misericordia) e perseverare (rimanere nell'amore di Dio e degli altri).
L'incontro si è concluso con l'Eucaristia celebrata dal nostro Delegato, P. Miguel Ángel Fernández, offrendo al Signore il servizio che più caratterizza ogni ADMA locale.
Come diciamo sempre: "Lei ha fatto tutto", per la gloria di Dio e il bene delle anime. Da questi incontri la nostra ADMA parte rafforzata e rinnovata nel continuare a servire nella vigna del Signore in questa terra cubana (Anna Gloria Alvarez Torres).

COACALCO (MESSICO) - PRIMO GRUPPO ADMA GIOVANILE
Primo gruppo ADMA Giovanile del Messico. Si tratta di cinque giovani che hanno iniziato questo cammino: - Sergio Vazquez, Daniel Barrera, Aaron Toledo, Laura Estrella, Diana Rizo. Animatore spirituale è il P. Vazquez Castro José Luis.

GELA - ATTO DI AFFIDAMENTO DEI BIMBI A MARIA AUSILIATRICE.
4 dicembre 2014. Anche quest'anno si è svolto questo particolare momento per tutti i fanciulli e le famiglie che ne hanno fatto richiesta. I bimbi presenti si sono mostrati incuriositi e quelli più grandicelli partecipi e gioiosi. Al termine della celebrazione c'è stata la benedizione da parte di don Calogero Di Gregorio a ogni bimbo e foto ricordo. La serata si è conclusa con caramelle per i bimbi e per tutti i presenti. Gesù e Maria Ausiliatrice, stelle del nostro cammino, ci aiutino a portare avanti queste semplici tradizioni salesiane che rendono il cuore felice. Certi ricordi, per i nostri piccoli, rimarranno sempre nel corso della loro vita. Come Mamma Margherita, le famiglie consacrano alla Beata Vergine i loro figli. È bello, allora, ascoltare sia l'atto di affidamento di una mamma a Maria, sia quello di consacrazione da parte di uno dei nostri piccoli alla carissima Madre (Luigina Ciaramella presidente regionale ADMA Sicilia).

GWANGJU (COREA DEL SUD)
Il giorno 8 dicembre 2014, festa dell'Immacolata, abbiamo ricevuto il Diploma di aggregazione all'ADMA Primaria di Torino. 16 neo aspiranti, posano per una foto ricordo. Al centro della foto, la signora Kim Lucia, che tiene con devozione il Diploma di aggregazione. Alla sua sinistra sta Suor Lee Susanna, animatrice spirituale, alla sua destra l'Ispettrice Suor Choi Silvia e poi Suor Nho Angela.


Ricordiamo nella preghiera ed esprimiamo il nostro rendimento di grazie per il P. Giuseppe Occhio, salesiano, che il Signore ha chiamato a sé il 13 dicembre 2014 a Etobicoke, Ontario (Canada), grande diffusore e animatore dell'ADMA in terra canadese. Maria Ausiliatrice lo accolga nel giardino salesiano!


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ADMA Primaria di Torino-Valdocco:

ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
E-mail: adma.torino@tiscali.it 
                                   
 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA -
E-mail: tullio.lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI - Casa Generalizia SDB - Via della Pisana 111, ROMA
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 | CELL. 3401452349 |
E-mail: pcameroni@sdb.org
                                   
Siti Internet:    www.donbosco-torino.it    |    www.admadonbosco.org


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