|   HOME PAGE   |   ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE    ADMA-ON-LINE 2007-2012   |  INFO VALDOCCO  |
 
Via Maria Ausiliatrice 32 - 10152 Torino-Valdocco, Italia    ADMA Valdocco: adma.torino@tiscali.it  
             ADMA on Line         |             Messaggio Mensile :    24 dicembre 2014        

Maria ci invita a essere portatori del Vangelo, uomini e donne di speranza

Abbiamo iniziato un nuovo anno liturgico e ci prepariamo a celebrare la solennità del S. Natale. Vivere il mistero del Natale significa comprendere il senso della vita. Nella società di oggi molte persone sono allo sbando e vagano qua e là senza una meta. Oggi è facile ingannarsi, smarrirsi, prendere strade sbagliate o vivere situazioni di sofferenza e di schiavitù da cui non si riesce a uscire. La Madonna, portando in grembo con ineffabile amore il Figlio di Dio e donandolo all'umanità nel silenzio della notte del S. Natale, ci ammonisce che solo nella preghiera possiamo comprendere chi siamo e dove andiamo. Nella preghiera attingiamo la luce e la forza necessarie per essere testimoni portando, a chi ha perso la strada, la luce, la speranza e l'amore del Vangelo. La Madonna vuole salvare tutti i suoi figli, ma lo può fare solo con noi e per mezzo di noi, attraverso il cammino della preghiera e l'apertura alla volontà di Dio. Maria Ausiliatrice ci è vicina e ci accompagna di giorno in giorno, intercedendo per noi. Con Maria, nel silenzio e nel raccoglimento della preghiera, camminiamo verso il Natale e prepariamo il nostro cuore perché sia la culla accogliente dove deporre il Bambino Gesù.
Con questo spirito vogliamo che Maria dalla sua casa rinnovi le nostre case, come ci invita a fare il cammino della nostra Associazione verso il VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice. Invitiamo tutti i gruppi a condividere il cammino formativo proposto mensilmente attraverso l'ADMAonline e a considerare ogni possibilità per partecipare a questo evento di Famiglia Salesiana nel bicentenario della nascita del nostro padre e fondatore don Bosco. Nel sito dedicato troviamo tutte le informazioni necessarie (cfr: http://www.congressomariaausiliatrice2015.org). Per ogni aiuto e chiarimento scrivere a: congresso@admadonbosco.org.
Ringraziamo Maria Ausiliatrice per i tanti segni di rinnovamento della nostra Associazione, per tutte le persone che con dedizione si impegnano e si dedicano a vivere lo spirito e la missione dell'ADMA. Anche in questo numero, nella parte dedicata alla cronaca, troverete tante belle notizie ed esperienze molto interessanti che mostrano la vitalità dell'Associazione e stimolano a maggior impegno e condivisione.
Auguriamo a tutti i nostri soci e gruppi, soprattutto quelli che vivono situazioni di prova e di sofferenza, che la grazia del S. Natale porti pace e gioia. La S. Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria benedica e custodisca la santità e la pace delle nostre case e delle nostre famiglie. Buon Natale e fecondo 2015, anno del bicentenario della nascita di don Bosco e dell'istituzione della festa liturgica di Maria Ausiliatrice.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale


CAMMINO FORMATIVO 2013-14: Da mihi animas, cetera tolle ( Roberto CARELLI sdb)


VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
Torino-Valdocco /Colle Don Bosco 6-9 agosto 2015

La chiesa, come suggerisce il termine stesso ("ecclesia" vuol dire chiamata, invito, convocazione, adunanza, dal greco ek-kaleo, "chiamare da"), è il luogo in cui ci si riunisce come famiglia di Dio e si impara ad essere famiglia, il luogo in cui la familiarità con Dio si svela come fondamento e compimento, guarigione e maturazione delle nostre relazioni familiari. Particolarmente le case di Maria svolgono bene questa missione, perché lì c'è la Madre, Colei che ha generato e educato l'umanità del Figlio di Dio e che ora educa noi uomini a vivere da figli di Dio. Ella assolve bene questo compito sia perché è piena di grazia e mediatrice di grazia, sia perché è la prima e la più alta fra tutte le creature: presente nel mistero dell'Incarnazione come Madre del Verbo, ella è la prima della creazione; Immacolata e Addolorata, è mistica aurora della Redenzione; Assunta in cielo alla destra del Figlio, è la Donna gloriosa, modello e traguardo della Chiesa. Perciò, come un giorno fu il Paradiso di Dio sulla terra ed ora è Regina del Cielo, così ella vive in pienezza la familiarità con Dio e gli uomini e ci educa a questa familiarità come nessuna madre al mondo sarebbe capace!
Proseguendo il nostro itinerario "dalla casa di Maria alle nostre case", appena ci poniamo alla scuola del vangelo, la nostra mente va ai luoghi in cui il sì di Dio all'uomo e il sì dell'uomo a Dio sono stati pronunciati per la prima volta all'unisono, realizzando quella nuova ed eterna alleanza d'amore tra Dio e l'uomo che sta al cuore del desiderio e del disegno di Dio. E allora la mente va al silenzio e all'umiltà della famiglia di Nazareth, dove Maria è stata annunciata e dove Gesù è stato allevato; va poi a Betlemme, dove fra lo stupore degli angeli, dei pastori e dei magi, il Figlio di Dio è stato accolto come figlio dell'uomo nelle cure di Maria e nella custodia di Giuseppe; va quindi al tempio di Gerusalemme, dove i genitori di Gesù sperimentarono in maniera nuova il mistero del Figlio, le cui radici non si trovano solo nella casa di Davide e nel grembo di Maria, ma in Cielo, nel seno del Padre.
Ma l'episodio forse più esemplare del culto di Dio come scuola di umanità è la Presentazione di Gesù al Tempio (Lc 2,22-40). Lì il mistero della famiglia si illumina e si dispiega come intreccio di generazioni e di vocazioni, dove i gesti e le parole umane si mescolano con i riti sacri e le profezie divine, e insieme realizzano la trama celeste della nostra vita terrena: c'è il Figlio, i genitori e i progenitori, c'è una giovane famiglia che si presenta ai sacerdoti e incontra due consacrati, ci sono uomini e donne con le loro specificità. E c'è un pellegrinaggio, un itinerario, al centro del quale vi è un'offerta, un sacrificio: Maria e Giuseppe portano Gesù bambino a Gerusalemme, lo presentano al Tempio e fanno ritorno a Nazareth, dove si dice che "il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui" (v. 40). Qui si impara che il frutto del sacrificio, atto centrale del culto e cuore dei legami familiari, è la felicità e la fecondità: quando offriamo noi stessi a Dio, Dio offre se stesso a noi, e quando gli presentiamo tutto quello che siamo riconoscendo che gli appartiene, Egli ce lo restituisce nella grazia del Figlio, per rendere anche noi capaci di fare della nostra vita un sacrificio a Lui gradito.
Torneremo a più riprese e con diverse prospettive su questo episodio evangelico così denso e affascinante, ma proprio il passaggio di grazia che si realizza nel pellegrinaggio della Santa Famiglia da Nazareth a Gerusalemme e ritorno ci dà l'occasione per approfondire la prima regola dei legami d'amore, ecclesiali e familiari: essi sono sempre comunione di persone, unità delle differenze, reciprocità asimmetriche. È bene metterlo in evidenza, perché la cultura che fa dell'uomo un individuo e dell'amore un sentimento, che confonde la libertà con l'arbitrio e la natura con la spontaneità, sotto il pretesto dell'uguaglianza e della parità svaluta ogni vincolo religioso (di sua natura verticale) e mortifica ogni legame familiare (di sua natura differenziato). Bisogna allora chiarire che le persone hanno tutte la stessa dignità, ma questa non è garantita in termini di uguaglianza e parità, che sono astratti e formali, incapaci di onorare la meravigliosa varietà e originalità e dell'uomo creato da Dio e per Dio. Ciò significa che nessuna forma d'amore e nessun livello di dialogo vengono favoriti silenziando e neutralizzando le differenze: l'originalità dei popoli non può essere globalizzata, il nome di "famiglia" non si addice ad ogni tipo di affetto, l'uomo e la donna non sono intercambiabili ma complementari, e tutto ciò che è maschile e femminile non è oggetto di scelta o preferenza, ma dono da accogliere e scambiare.
È però un fatto che proprio intorno ai valori della famiglia che si sta verificando una crisi non solo morale, ma antropologica, che non tocca più solo le condotte degli uomini, ma la visione stessa dell'uomo. Papa Francesco ne ha parlato con semplicità, chiarezza e vigore: "la famiglia è un fatto antropologico. Non possiamo qualificarla con concetti di natura ideologica, che hanno forza soltanto in un momento della storia e poi decadono. Non si può parlare di famiglia conservatrice o famiglia progressista: la famiglia è famiglia"! Essa deve tornare ad essere - così si sono espressi i Cardinali radunati al Sinodo della famiglia - "prima scuola di umanità", "scuola di amore", "scuola di comunione", "palestra di relazioni", "luogo privilegiato dove si impara a costruire relazioni significative, che aiutino lo sviluppo della persona fino alla capacità del dono di sé", "il luogo insostituibile - afferma papa Francesco nella lettera apostolica Evangelii Gaudium - dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri". Ma allora occorre ritrovare la comprensione e il gusto delle differenze e delle specificità sessuali, familiari e culturali; la percezione intelligente di cosa comporta il dare e il ricevere, il contenere e il trasmettere; la comprensione sapiente di ciò che è santo ed elevato e ciò che è misero e abietto. Di ciò che è innaturale, naturale o soprannaturale. Occorre soprattutto, alla luce della Parola, ridare spessore a tutto ciò che risponde al "sì" di Gesù e di Maria: l'"obbedienza della fede", la "sottomissione" a Dio e alla sua Legge, la docilità a chi nel Suo Nome ci precede e ci presiede: sta qui il cuore della vera libertà! Più di tutto, è decisivo interiorizzare la logica profonda del Vangelo: che il Signore si è fatto Servo, che la Vita viene dalla Sua morte, che chi è grande si fa piccolo e dei piccoli è la vera grandezza, che trattenere la vita è perderla e donarla è ritrovarla.
La scena della Presentazione al Tempio è in questo senso esemplare per tanti motivi. Raccogliamone alcuni, anche solo per accenno.

1. Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè - L'azione di Maria e Giuseppe è guidata dal desiderio di adempiere la Legge di Dio. Luca lo ripete più volte. La Santa Famiglia si sottomette alla Legge! Come spiega Congar, ciò vale anzitutto per la Madre: "Maria viene purificata, pur essendo la perla e la gloria d'Israele: si sottomette umilmente alla legge del Tempio, privo dell'arca della testimonianza, mentre lei stessa è il tempio dello Spirito Santo, l'Arca della Nuova Alleanza". E se Maria passa attraverso la Legge, è perché vi passa anche Gesù, il quale "viene riscattato secondo la legge di Mosè, eppure è lui il Redentore, e non soltanto di Israele, ma del mondo; è presentato al Tempio, ed è più grande del Tempio: è lui che santifica il tempio ed ogni offerta da fare a Dio". Giuseppe, da parte sua, appare come l'umile custode della Madre e del Figlio, si mette a loro servizio: Luca allude anche a questo più volte nel suo vangelo, insistendo sull'unità "del Bambino e della Madre", qui parlando della "loro purificazione". E se ciò allude a un privilegio di intimità con Gesù, allude anche a un comune destino di croce: rivolgendosi unicamente alla Madre - osserva Galot - "Simeone voleva indicare che a un titolo unico, a differenza di Giuseppe, ella sarebbe stata associata al tragico destino del Messia". Inequivocabili le parole che seguono: "anche a te una spada trafiggerà l'anima".

2. Portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore - Anche Gesù, che pure è Dio e Signore, a motivo della sua condizione di Bambino e della sua missione di Redentore ("doveva rendersi in tutto simile ai fratelli… allo scopo di espiare i peccati del popolo": Eb 2,17), è sottomesso alla Legge: Gesù non va al tempio, viene portato, e per ora non è Lui che si offre, ma viene offerto! Vale anche per il Figlio che non ci si dà la vita e la missione, le si riceve. Anzi, vale più drammaticamente per lui, che divenne Signore, non solo del suo popolo, ma di tutte le nazioni, facendosi Servo, prima assoggettandosi alla Legge, poi alla Croce: "mentre il riscatto dei primogeniti si giustificava con la storia del popolo giudaico - annota Galot - il gesto della presentazione di Gesù doveva assumere un orizzonte più universale: Colui che era destinato da Dio ad essere luce delle genti, doveva passare attraverso una particolare condizione d'umiliazione". Ad ogni modo, tra i genitori e il figlio, la sottomissione e il rispetto hanno anche qui una loro reciprocità: si deve infatti sapere che la Legge non prescriveva di portare il primogenito a Gerusalemme, ma solo di pagare il riscatto davanti a qualunque sacerdote, e dunque Maria e Giuseppe, presentando Gesù al tempio di Gerusalemme, pur non comprendendo ancora tutto, anzi, rimanendo stupiti di quanto si diceva di Gesù, manifestano fino a che punto considerano il figlio come proprietà di Dio.

3. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre - Non è irrilevante il fatto che i genitori portano l'offerta, ma sono Simeone ed Anna a offrirne il senso e la profondità, ad amplificarne la dimensione di ringraziamento ("ora lascia Signore che il tuo servo…") e quella di offerta ("egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione…"): è infatti dopo la dichiarazione di Simeone e l'intervento della profetessa Anna che Luca menziona il compimento, da parte di Maria e di Giuseppe, delle prescrizioni della legge. Dunque anche Giuseppe e Maria, i più coinvolti nell'evento di Gesù, dipendono dalla saggezza di due anziani consacrati, i quali, a differenza di due giovani sposi, più immersi nel presente, "hanno la vista lunga" nel guardare al passato e al futuro in avanti, tanto che i genitori "si stupivano delle cose che si dicevano di lui". D'altra parte, la saggezza dei due anziani trae beneficio dal dono che i due giovani genitori hanno ricevuto e che nel gesto rituale dell'offerta non trattengono per sé. Grandezza e umiltà di Simeone e Anna! In essi - osserva Congar - "si riassume tutta l'attesa di Israele, che profeticamente è pronta a cedere il posto alla realtà ed a lasciarsene sorpassare". Ecco la reciproca sottomissione che è propria dell'amore: l'attesa di Anna e Simeone si compie grazie all'accoglienza di Maria e Giuseppe, e questa trova la sua profondità messianica grazie alla qualità profetica di quella.

4. Anna si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme - Maria offre il Bambino e accoglie la parola di Simeone, mentre Giuseppe la custodisce nel silenzio; Simeone benedice e profetizza, mentre Anna loda e testimonia. L'uomo e la donna servono il Signore in maniera diversa. Simeone comprende - spiega Adrienne von Speyr, "che sarà necessaria un'opera di mediazione tra il Signore e gli uomini e che questo ruolo può competere solo alla Madre. Solo lei è così pura da non porre ostacoli né al rapporto con il Figlio, né a quello con gli uomini": gli Apostoli vengono dopo, e devono essere purificati e confermati. D'altra parte, Maria riceve una parola - parola che la riguarda intimamente - da Simeone: "non è la Madre - continua la von Speyr - ad avere il compito della rivelazione, cosa che in fondo non coinvolge mai la donna... Il suo ruolo è un altro: ha dato alla luce il Figlio che è il Verbo divino. Ha ricevuto il Verbo sotto forma delle parole dell'Angelo e nella forma del Figlio stesso. Anche successivamente sarà la donna più dell'uomo a sentire e ricevere le parole di Dio". Altro è l'accoglienza della Parola nel cuore e nel corpo, altra è la missione dell'annuncio apostolico.
Lasciamo che questa Parola, con tutta la profondità delle sue risonanze, illumini, guarisca e trasformi i nostri legami familiari e comunitari. Disponiamo i nostri cuori a vivere con frutto il tempo di Avvento e di Natale, mettendoci alla scuola di Betlemme, di Nazareth, del Tempio, e impariamo dalla Santa Famiglia cos'è l'amore e come Dio vuole che si ami. L'impegno di questo tempo sarà quello di un'obbedienza libera e affettuosa, paziente e grata, rispettosa e gioiosa tra sposi e spose, tra genitori e figli, tra nonni e nipoti, un'obbedienza capace di riconoscere e promuovere le differenze come mediazione della signoria di Dio. Signore Gesù, per intercessione di Maria Ausiliatrice, facci crescere come tu sei cresciuto, in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini!

CRONACA DI FAMIGLIA

LVIV (UCRAINA) - NUOVO GRUPPO ADMA
Il 24 maggio 2014 si è celebrata la fondazione del primo gruppo dell'ADMA a Lviv (Ucraina), animato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. In occasione della festa di Maria Ausiliatrice 8 aspiranti, dopo un anno di preparazione, hanno espresso durante la Messa solenne nella Parrocchia di Pokrova il loro impegno di adesione, iniziando ufficialmente il primo gruppo ADMA nel rito greco-cattolico. Attraverso una novena a Maria Ausiliatrice durata nove mesi e giornate di ritiro le aspiranti si sono preparate a questo passo. Per loro è stato un grande evento. La celebrazione è stata presieduta dal superiore della Circoscrizione speciale, don Onorino Pistellato e dai Salesiani della Parrocchia di Pokrova. Erano presenti anche altri gruppi della Famiglia Salesiana (FMA e Cooperatori Salesiani), giovani e bambini. Dopo la Messa si è svolta intorno alla Chiesa la processione con l'antica l'immagine di Maria Ausiliatrice della comunità dei Salesiani di Vynniki, portata dal gruppo dell'ADMA. La cerimonia si è conclusa con la benedizione di Maria Ausiliatrice, dopo la quale tutti i presenti si sono avvicinati e hanno onorato l'immagine di Maria Ausiliatrice. La festa è finita con la cena con la Famiglia Salesiana. Gli incontri dell'ADMA si svolgono ogni 24 del mese con la celebrazione della S. Messa e l'incontro formativo nella comunità delle FMA di Lviv (Suor Brygida Zurawska FMA).

URUGUAY - PELLEGRINAGGIO MARIANO ANNUALE
Il 2 settembre 2014 un gruppo di 64 membri dell'ADMA hanno vissuto il pellegrinaggio annuale mariano, visitando alcuni santuari mariani e dell'adorazione eucaristica nella città di Montevideo nella Repubblica Orientale dell'Uruguay: Libertà (dipartimento San José), Las Piedras (Canelones), La Tablada, Maturana, Colombo e Villa Colón (Dipartimento di Montevideo). Abbiamo iniziato l'itinerario con il santuario della Medaglia miracolosa, dove dopo una breve visita abbiamo recitato il rosario, raggiungendo il santuario dell'adorazione eucaristica di Cerrito de la Victoria, dove siamo stati ben accolti dal parroco, Padre Juan Silveira . Dopo la presentazione del santuario e la recita del secondo mistero del rosario è seguita la foto di gruppo con il parroco e l'animatore spirituale. Continuiamo il cammino verso la Grotta di Lourdes, pregando il terzo mistero e in questo luogo facciamo una sosta per un piacevole pranzo in comune. Quindi si prosegue verso il Santuario di Maria Ausiliatrice di Villa Colón, dove recitiamo il quarto mistero e il nostro animatore, Padre José Correa, celebra la Messa con canti di gioia e di ringraziamento. Concludiamo il pellegrinaggio al Santuario del Perpetuo Soccorso dove, dopo aver pregato il quinto mistero del rosario, ci deliziamo nel contemplare santuario con la bella struttura in stile basilicale e con le colorate vetrate che ci sollevano verso il cielo (Nelly Godoy).

CILE - X CONGRESSO NAZIONALE
In un ambiente naturale di cielo sereno e mare calmo, si è tenuto a La Serena, tra il 7 e il 9 novembre 2014, il X Congresso Nazionale dell'Associazione di Maria Ausiliatrice del Cile. Certamente il fervore mariano ha influenzato la massiccia convocazione che ha riunito più di 200 membri dell'Associazione provenienti da tutte le città, da Iquique a Punta Arenas, spinti dalla devozione a Maria Ausiliatrice. Spazi pieni, profonda riflessione, disponibilità alle attività, atmosfera familiare e gioia sono gli ingredienti di questa festa che si svolge da almeno 20 anni. Merita di essere evidenziata la collaborazione che la Comunità Educativa Pastorale della Scuola Industriale Salesiana "San Ramón" di La Serena, con Padre Luis Rendich, direttore della presenza salesiana, e con la Signora Henrietta Villalobos, Rettore, hanno generosamente fornito in modo che l'evento non solo potesse realizzarsi, ma anche pienamente riuscire. È stata una vera festa di Famiglia Salesiana, dal momento che tutti i gruppi hanno contribuito alla preparazione e allo svolgimento dei compiti necessari alla realizzazione del Congresso. È inoltre necessario evidenziare l'entusiasmo e l'impegno di tutti i partecipanti, per lo più anziani, alle varie attività svolte: conferenze, condivisione nei gruppi, progetti per il futuro dell'Associazione, liturgie e Messe, Pellegrinaggio, tempo libero, etc. La forma matura con cui si è svolto il Congresso mostra che l'Associazione è cresciuta in profondità e senso di appartenenza. Sono stati evidenziati come compiti per i prossimi anni: coinvolgere le famiglie dei membri dell'Associazione; ringiovanire i gruppi; rendere più fluida la comunicazione a tutti i livelli; condividere con più decisione la missione salesiana per i giovani più bisognosi. Certamente Maria Ausiliatrice, che sempre maternamente ci ha accompagnato, continuerà a farlo incoraggiandoci e facilitandoci il cammino da percorrere nei tempi che cambiano. A Lei e a tutti quelli che hanno partecipato a questo evento, grazie di cuore! (Padre Vincenzo Soccorso, Animatore ispettoriale).

GUATEMALA - RITIRO ANNUALE
Il ritiro annuale dell'ADMA del Guatemala si è tenuto dal 14 al 16 di novembre 2014 in Chibajché Carchá Alta Verapaz, nella casa dei Padri Salesiani, coordinato da P. Guido Maroto, Salesiano e animatore all'Associazione. I temi proposti furono: "Dalla Casa di Maria nelle nostre case", a cura del P. Guido Maroto; "Reti sociali", a cura del P. Gerardo Hernández; "I frutti concreti che accompagno la vita degli associati: la preghiera, la contemplazione e la vita liturgica sacramentale", a cura del P. Roger Castillo; "Il Vangelo della gioia", a cura del P. Agustín Vásquez; "Testimoni della radicalità evangelica", a cura del P. Guido Maroto. Parteciparono alle celebrazioni eucaristiche, nel ministero della Confessione e all'Ora Santa anche i padri Vittorio Castagna, Melvin Perez e Pedro Medrano. Fu presentato anche un video con il discorso del Rettor Maggiore, Don Angel Fernandez, fatto durante la sua visita in Guatemala nell'incontro con i sacerdoti, i religiosi e i laici. Le conclusioni del ritiro furono che i membri dell'ADMA devono evangelizzare come il Signore ci chiede, cercando la pecorella smarrita, con l'amore e la gioia, come sottolinea spesso il Santo Padre Francesco, e come ha fatto Don Bosco, avvicinando i bambini e i giovani a Gesù affinché salvino la loro anima, utilizzando la Parola di Dio, lo sport, le attività culturali, dando buona testimonianza, facendo opere di carità, utilizzando le reti sociali e insegnando a chi le usa in modo sbagliato, perché imparino ad usarle per cercare Dio e fare il bene (Otoniel Cifuentes).

CHIERI (TORINO) - CASA S. TERESA
Domenica 23 novembre 2014 don Pierluigi Cameroni e il Sig. Tullio Lucca, Presidente dell'ADMA Primaria, hanno incontrato la comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Chieri per presentare l'ADMA e la santità nella Famiglia Salesiana. Suor Manuela Robazza, direttrice della comunità, ha manifestato la gioia sua e di tutta la comunità per questo incontro di Famiglia Salesiana. Alcuni segni mariani hanno sottolineato questo incontro: la preghiera nella cappella della comunità dove è venerata una statua di Maria Ausiliatrice, inviata da don Bosco ancor prima della venuta delle suore; il Diploma di erezione e di aggregazione firmato dal Rettor Maggiore dell'epoca don Paolo Albera. La cosa che ha stupito tutti è stata la data di tale documento ben conservato: il 24 novembre 1914: esattamente cento anni fa! Segno di una storia che merita di essere rinnovata.
La presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Chieri risale al 1878. Furono proprio Don Bosco e Madre Mazzarello a volerlo perché fosse una casa a servizio dei giovani. L'opera custodisce alcuni ricordi molto importanti, legati alla memoria di Don Bosco: una sua lettera, la scrivania su cui si dice abbia scritto parte delle prime regole delle FMA e una poltrona su cui ogni tanto si riposava. Oggi è un importante centro educativo che grazie alla Scuola dell'Infanzia, alla Scuola Primaria e al centro di Formazione Professionale accoglie ogni giorno oltre 700 bambini, ragazzi e giovani.
Il giorno successivo, 24 novembre, dopo la celebrazione eucaristica, suor Marilena Balcet, animatrice ispettoriale dell'ADMA ho ricordato il centenario di fondazione dell'ADMA della casa. Ancora una volta Maria Ausiliatrice precede e indica il desiderio che la sua Associazione si rinnovi e si diffonda sempre più.


                                 INFO ADMA        -        INFO ADMA        -        INFO ADMA        -       INFO ADMA   

ADMA Primaria di Torino-Valdocco:

ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
E-mail: adma.torino@tiscali.it 
                                   
 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA -
E-mail: tullio.lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI - Casa Generalizia SDB - Via della Pisana 111, ROMA
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 | CELL. 3401452349 |
E-mail: pcameroni@sdb.org
                                   
Siti Internet:    www.donbosco-torino.it    |    www.admadonbosco.org


  |   HOME PAGE   |   ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE    ADMA-ON-LINE 2007-2012   | INFO VALDOCCO  |


     
Visita Nr.