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             ADMA on Line         |             Messaggio Mensile :    24 ottobre 2014        

Maria ci invita ad essere stelle splendenti

Maria, nostra Madre ed Ausiliatrice, ci esorta ad essere testimoni della fede nella gioia: il dono della fede riempie i cuori di gioia ed è nella gioia che deve essere diffuso. La fede si espande per irradiazione, come ama sottolineare Papa Francesco. La Madonna, stella dell'evangelizzazione, ci invita ad essere come le stelle che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli altri, affinché sperimentino la gioia della vita. Le stelle non parlano, ma irradiano luce e bellezza. Allo stesso modo noi dobbiamo essere delle stelle per i lontani, irradiando l'amore, la pace e la gioia. La Madonna desidera che diffondiamo il vangelo vivendolo nella gioia e alimentandolo nel nostro cuore con la preghiera. Solo così la nostra testimonianza sarà efficace: essere uomini e donne di fede e di preghiera, che portano la pace nel cuore e la diffondono verso ogni persona. Con tutto l'amore infiammato dell'anima riceviamo dentro di noi quella luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo e preghiamo perché la luce del vangelo ci accompagni sempre e in ogni luogo.
Ci siamo incamminati verso il VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice. Ogni gruppo locale e ogni socio, anche se non potrà essere fisicamente a Torino, è chiamato a condividere con tutta l'Associazione e con la Famiglia Salesiana questo itinerario che ci porta ad accogliere la gloria che irradia dal santuario di Maria Ausiliatrice di Torino a tutte le nostre case, alle nostre famiglie e ai gruppi, perché la misericordia di Dio si manifesti nella nostra vita e nella nostra storia. Con Maria Ausiliatrice vogliamo che Dio regni nelle nostre case, che il vangelo del perdono e della riconciliazione sia il lievito di una nuova umanità, e che la civiltà dell'Amore, profetizzata dal grande papa Paolo VI, beatificato il 19 ottobre 2014, diventi una realtà. Questo papa del Concilio nell'Evangelii nuntiandi (8 dicembre 1975) scriveva: "Al mattino della Pentecoste Maria ha presieduto con la sua preghiera all'inizio dell'evangelizzazione sotto l'azione dello Spirito Santo: sia lei la Stella dell'evangelizzazione sempre rinnovata che la Chiesa, docile al mandato del suo Signore, deve promuovere ed adempiere, soprattutto in questi tempi difficili ma pieni di speranza".
In comunione di preghiera sotto il manto dell'Ausiliatrice e guidati dal nostro padre e fondatore don Bosco.

Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale


CAMMINO FORMATIVO 2013-14: Da mihi animas, cetera tolle ( Roberto CARELLI sdb)



VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
Torino-Valdocco /Colle don Bosco 6-9 agosto 2015

Hic domus mea, inde gloria mea
Dalla casa di Maria alle nostre case: la sua misericordia di generazione in generazione

2. Le case di Maria e i luoghi della grazia - Don Roberto Carelli

È una legge dello spirito: le cose più preziose sono le più vulnerabili, e i valori più elevati sono i più emarginati. Accade così anche per il mistero della "casa", per l'umanissima esperienza dell'abitare, dell'appartenere, dell'ospitare, dell'edificare ambienti favorevoli ai legami d'amore e alla crescita della vita. Dispiace ma non meraviglia: in una cultura che riduce l'uomo a individuo, tutto ciò che è "casa" viene in qualche modo calpestato: i templi di Dio si svuotano, mentre si riempiono i santuari del consumo e si moltiplicano le liturgie dell'intrattenimento; le famiglie soffrono e si dividono, e intanto si promuove il riconoscimento civile di qualunque aggregato affettivo; anche il corpo della donna, con la legalizzazione delle pratiche abortive, da grembo della vita diventa luogo di morte.
Eppure quella della "casa" è un'esperienza radicale, che avvolge la vita di tutti in molti modi: la nostra prima e ultima casa è Dio, perché tutto esiste nel fuoco del suo Amore; c'è poi il mondo, la casa di tutti: lo splendore del "cosmo", che in greco significa "ordine" e "bellezza", ci dice che l'uomo si muove in un ambiente sensato, che in mille modi richiama la verità, la bontà e la bellezza del Creatore; inoltre la nostra vita viene accolta non in uno spazio anonimo, ma nella terra e nella storia di un popolo: senza il dono della lingua e della cultura di una nazione la nostra vita non sarebbe vita umana, espressione di quella libertà che ci rende originali rispetto a tutte le creature che abitano la terra; c'è poi il nido familiare, luogo degli affetti più intimi e cari: in famiglia si sviluppa il corpo, si accende il pensiero, viene plasmato il nostro cuore, è lì che si impara a vivere e amare; e in essa c'è la mamma, la prima casa dell'uomo: in lei riceviamo il dono dell'esistenza, è lei il primo volto che incontra il nostro volto, in lei Dio pone la prima indimenticabile notizia di Sé come Amore e Tenerezza. Infine, edificate fra il cielo e la terra, fra la dimora di Dio e le case degli uomini, ci sono le chiese, i luoghi dove Dio si fa presente tra gli uomini e dove agli uomini è dato di sostare alla presenza di Dio! Senza queste case abitate dal mistero, il cielo sarebbe inaccessibile, e il mondo sarebbe chiuso in se stesso!
Il punto è che anche come cristiani dobbiamo guarire da alcune malattie antiche e moderne che fraintendono e mortificano il mistero della "casa" e del "tempio". Pensiamo con che facilità, di fronte a tanta gente che va in pellegrinaggio, visita santuari, accende candele votive e recita novene a Maria o ai Santi, insorgono di continuo dubbi e obiezioni: "ma se Dio è dappertutto, perché andare in Chiesa? In fondo, se il culto cristiano è spirituale, perché tante pratiche? Non è superstizione e bigottismo"? "E se è vero che Dio sa tutto e conosce il nostro cuore, perché pregare, perché confessarsi, perché offrire sacrifici? Non ci toglie dignità e libertà di coscienza? "E poi perché tutto questo amore per Maria: non basta Gesù? Non c'è il rischio di adorare una creatura e metterla sullo stesso piano del Creatore"? "E perché Maria ha parlato a Don Bosco della Chiesa come della sua casa? non è la casa di Gesù? E perché ha parlato della sua gloria? Non è in gioco la gloria di Dio?"
Parliamoci chiaro: qui occorre uscire decisamente dagli schemi rigidi degli spiritualisti e quelli liquidi dei secolaristi, dalle visioni nostalgiche dei tradizionalisti e quelle ideologiche dei progressisti! Da una parte vi è infatti chi riduce il culto a rito, la fede a dottrina, la carità a opera assistenziale; ma d'altra parte ci sono quelli per cui ogni dogma è dogmatismo, ogni rito è ritualismo, ogni morale è moralismo. Gli uni, preoccupati dell'identità cristiana, impugnano la dottrina contro il dialogo; gli altri, in nome dell'apertura al mondo, richiamano le esigenze del dialogo svalutando il valore di verità della dottrina. I primi però, pur sentendosi spirituali, si legano troppo alle cose, mentre i secondi, pur essendo secolari, disprezzano le piccole cose. Due posizioni - lo si capisce - cristianamente impensabili: dal momento che Gesù è vero uomo e vero Dio, che è la Parola fatta carne, il cristiano cercherà sempre di dire la verità nella carità e di fare la carità nella verità, ed eviterà con ogni cura di separare dottrina e morale, teoria e pratica, valori universali e costumi concreti.
Vediamo dunque di mettere un po' di ordine e di dare un po' di luce. La domanda teologica che tiene conto di tutte le obiezioni intellettuali e gli squilibri ecclesiali a cui abbiamo fatto cenno può essere così formulata: perché la grazia si localizza? perché Dio vincola la sua presenza e la sua azione a certi luoghi e certi tempi?

1. Prima di ogni risposta, una prima avvertenza è quella ben espressa da due grandi pensatori come Marcel e De Lubac: stiamo attenti a non trasformare il mistero in un problema! Dio, nella sua sapienza infinita, ha scelto di fare così: pur essendo Lui stesso la nostra dimora, ha voluto trovare in noi la sua dimora! E dunque è bene interrogarsi non tanto per obiettare, quanto per comprendere! E questo è possibile, perché il mistero della Grazia ci supera, ma non è irragionevole.

2. Venendo a qualche cenno di risposta, diciamo anzitutto che la grazia si localizza perché noi siamo localizzati, viviamo nello spazio e nel tempo, esistiamo nel nostro corpo, nel corpo sociale e nel corpo di Cristo che è la Chiesa. E dunque il tempio, il corpo di Gesù, la Chiesa e le chiese sono la "declinazione" dell'amore di Dio, la testimonianza della sua condiscendenza verso di noi, piccole e povere creature. Al tempo stesso, il desiderio di Dio abitare fra le nostre case fino a fare di noi la sua casa esprime e garantisce la verità, la bontà e la bellezza della nostra finitezza: Dio ci elegge a partner di un'alleanza d'amore, assume la nostra bassezza perché ci vuole alla sua altezza! Tutto ciò è proprio dell'amore: Dio non teme la nostra finitezza e noi non dobbiamo temere la sua infinità, perché nell'amore chi è grande si abbassa e chi è piccolo viene innalzato, chi è Signore si fa servo e chi è servo viene fatto amico.

3. Ancora, la grazia ha tempi e luoghi, perché l'amore umano, come l'amore divino, è concreto e differenziato. Come in famiglia non c'è solo affetto, ma l'affetto si esprime e si sviluppa nei gesti e nelle opere, così nelle chiese e nei santuari l'incontro con Dio si esprime e si realizza nei segni e nei gesti liturgici, in presenze specifiche e grazie particolari.

4. Più profondamente, la grazia cerca ospitalità nel mondo degli uomini, perché gli uomini vengano ospitati nel mondo di Dio. Qui si spiega il fascino inconfondibile delle case di Dio. Nelle chiese il cielo e la terra si incontrano: in esse il mistero si fa presenza e le cose vengono rese partecipi del mistero, ed è per questo che la vita cristiana, come si vedeva splendidamente in Don Bosco, diventa un camminare con i piedi per terra e col cuore in cielo, vivere tra le cose visibili come se si vedesse l'invisibile, interpretare la vita già innestati nella vita eterna.

5. Ad ogni modo, percorrendo con sguardo semplice le Scritture sul tema del "tempio", molte cose sul modo di fare di Dio si chiariscono subito. Fin dall'Antico Testamento, attraverso le parole del profeta Natan, Javhè si rivela come colui che prima respinge e poi però per accetta il proposito del re Davide di costruirgli uni tempio: il Dio che ha creato i cieli e che i cieli non possono contenere è lo stesso Dio che desidera abitare sulla terra. Le case di Dio ci dicono allora che la grandezza di Dio si compone con l'umiltà, l'onnipotenza con la debolezza, perché questo è il miracolo dell'amore: fare spazio all'altro e prendere spazio nell'altro, dilatare il cuore dell'altro e farsi piccoli per potervi abitare. L'Incarnazione conferma definitivamente lo stile umile e meraviglioso di Dio: il Verbo si fa carne per la potenza dello Spirito e nell'umiltà del grembo di Maria: la piccola Ancella del Signore, che dall'eternità abita nel cuore di Dio, ora diventa nella storia, la più bella dimora di Dio! Dal mistero di Cristo si giunge infine al mistero cristiano, e la logica è la stessa: come la verità del Tempio di Gerusalemme si compie nel nuovo tempio che è il Corpo di Cristo, così il Corpo di Cristo, mediante l'effusione dello Spirito e il dono dell'Eucaristia, trasforma in tempio spirituale tutti coloro che credono in Lui, e le chiese cristiane sono allora i luoghi in cui si viene edificati come "tempio santo nel Signore", come "dimora di Dio per mezzo dello Spirito" (Ef 2,21-22).

Se questo è il mistero del tempio, allora due cose ci vengono subito suggerite, e saranno il nostro impegno principale in questa seconda tappa del cammino.

1. Assecondiamo i modi di fare della Grazia! Non cerchiamo una fede intellettualistica, sempre in cerca di spiegazioni, né una fede moralistica, troppo attenta alle nostre condotte: sono tutti modi che nascondono ancora tanto orgoglio. Andiamo piuttosto a Dio con semplicità, imparando a gustare le pratiche che lungo i secoli il popolo di Dio ha riconosciuto come autentiche. E guardiamoci dal disprezzare la pietà popolare: piuttosto, ed è l'impegno che Don Bosco ha affidato in maniera particolare ai membri dell'Adma, promuoviamola con la pratica convinta, l'esempio umile e gioioso, la proposta serena e coraggiosa. Su questo punto sono d'accordo i mistici, i maestri e i pastori. Ascoltiamo Grignion de Montfort:
Il falsario non altera, di solito, che l'oro e l'argento e rarissimamente gli altri metalli, perché non ne vale la pena. Così lo spirito maligno non falsifica tanto le altre devozioni quanto quelle a Gesù e a Maria - la devozione alla santa Comunione e quella alla santa Vergine - perché esse sono, tra le devozioni, ciò che l'oro e l'argento sono tra i metalli. È dunque importantissimo conoscere le false devozioni alla santissima Vergine: 1. i devoti critici: criticano quasi tutte le pratiche di pietà che le persone semplici compiono ingenuamente e santamente in onore della Madonna. Mettono in dubbio tutti i miracoli e i racconti riferiti da autori degni di fede, si irritano nel vedere la gente semplice e umile inginocchiata a pregare Dio innanzi ad un altare o ad un'immagine di Maria; 2. i devoti scrupolosi: sono persone che temono di disonorare il Figlio onorando la Madre, di abbassare l'uno innalzando l'altra…
Dello stesso parere era anche sant'Ignazio, che alla fine degli Esercizi esortava così:
Si lodino le reliquie dei santi, venerando quelle e pregando questi; approvando stazioni, pellegrinaggi, indulgenze, giubilei, crociate e candele accese nelle chiese. Si lodino le disposizioni sui digiuni e le astinenze, come quelle sulla quaresima, sulle quattro tempora, sulle vigilie, sui venerdì e sul sabato; come pure si lodino le penitenze, non soltanto interne ma anche esterne. Si lodino gli ornamenti e gli edifici delle chiese, come pure le immagini, venerandole secondo ciò che rappresentano.
E di recente, a rilanciare la pietà popolare con tutto il suo potenziale missionario in vista della nuova evangelizzazione, è intervenuto anche papa Francesco nella lettera Evangelii Gaudium:
Nella pietà popolare si può cogliere la modalità in cui la fede ricevuta si è incarnata in una cultura e continua a trasmettersi. In alcuni momenti guardata con sfiducia, è stata oggetto di rivalutazione nei decenni posteriori al Concilio. È stato Paolo VI nella sua Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi a dare un impulso decisivo in tal senso. Egli vi spiega che la pietà popolare "manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere" e che "rende capaci di generosità e di sacrificio fino all'eroismo, quando si tratta di manifestare la fede"… Il camminare insieme verso i santuari e il partecipare ad altre manifestazioni della pietà popolare, portando con sé anche i figli o invitando altre persone, è in se stesso un atto di evangelizzazione. Non coartiamo né pretendiamo di controllare questa forza missionaria!... Solamente a partire dalla connaturalità affettiva che l'amore dà possiamo apprezzare la vita teologale presente nella pietà dei popoli cristiani, specialmente nei poveri.. Chi ama il santo Popolo fedele di Dio non può vedere queste azioni unicamente come una ricerca naturale della divinità. Sono la manifestazione di una vita teologale animata dall'azione dello Spirito Santo che è stato riversato nei nostri cuori.

2. Come nelle sue case Maria ci educa all'ordine e alla bellezza nella lode e nel servizio di Dio, così la Madonna vuole educarci a fare delle nostre case delle chiese domestiche, dove circola affetto e si respira Dio, dove ci si presta attenzione e si presta servizio, dove i rapporti sono familiari e insieme rispettosi, dove si è attenti ai tempi e agli ambienti comuni, dove si ha cura dell'ordine e della bellezza delle stanze e degli oggetti, dove non si lasciano al caso i tempi del lavoro e del riposo, come quelli della parola e quelli del silenzio.
Così potremmo sintetizzare l'impegno del mese: liturgie ben celebrate e case ben ordinate. Per dirla con parole liturgiche: puntiamo ad essere "fedeli nel servizio, ardenti nella lode"!

Preghiera in occasione del VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
Hic domus mea, inde gloria mea
Dalla casa di Maria alle nostre case: la sua misericordia di generazione in generazione

O Dio Padre, che per la tua gloria
e ad onore della Vergine Maria,
ispirasti al tuo servo San Giovanni Bosco
di edificare un tempio in onore della Madre di Dio,
invocata "Ausiliatrice dei cristiani",
ascolta la nostra fiduciosa preghiera.
L'apostolo dell'Ausiliatrice era convinto
che la Madonna stessa aveva costruito la sua casa,
dalla quale si sarebbe irradiata la sua gloria.
Anche noi proclamiamo con gioia
che Maria è la casa d'oro adornata dei doni dello Spirito,
l'aula regale illuminata dal Sole di giustizia,
la città santa allietata da fiumi di grazia,
l'arca dell'alleanza che porta l'autore della nuova legge,
Gesù Salvatore del mondo.
Ti supplichiamo affinché, custodendo la grazia dei Sacramenti,
le nostre case siano luogo di comunione, perdono e solidarietà.
La tua misericordia si riveli anche nella nostra generazione
più forte di ogni forma di divisione e di violenza,
e l'educazione alla vita buona del vangelo
sia trasmessa alle nuove generazioni.
Per Cristo Nostro Signore. Amen!

CRONACA DI FAMIGLIA


CUYO (ARGENTINA) - RITIRO FAMIGLIA SALESIANA
Il 24 agosto 2014 si è tenuto in San Juan il ritiro spirituale dell'ADMA, aperto a tutta la Famiglia Salesiana della zona di Cuyo (Argentina). Predicatore fu il P. Rubén Romero, SDB, che svolse il tema "Un luogo, un tempo", invitando i partecipanti a mettersi, come i discepoli, ai piedi di Gesù per vivere un incontro personale con Lui, per conoscere in forma profonda e vitale la Parola di Dio, per verificare la vocazione a cui ogni persona è chiamata e per rafforzare le radici della fede. Parteciparono le case salesiane di Mendoza (Mendoza-Centro, Rodeo del Medio, Ceferino, San Rafael), San Luis e San Juan, promotrice e organizzatrice dell'incontro. Fu un ritiro di silenzio, dove si è vissuto con intensità ogni momento: il Rosario pellegrino, l'adorazione eucaristica, la S. Messa (Stella Maris Correa de Recio - Presidente ADMA ARN).

NITERÓI (BRASILE) - IV CONGRESSO NAZIONALE
Dal 5 al 7 Settembre 2014 si è svolto il IV Congresso Nazionale di Maria Ausiliatrice promosso dall'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e dall'Ispettoria di Belo Horizonte (BBH) sul tema "Ausiliatrice, la Vergine di Don Bosco". Al congresso hanno partecipato oltre 120 membri dell'ADMA, il Consigliere per la Regione America Cono Sud, don Natale Vitali, e l'Ispettore BBH, don Orestes Fistarol.

FILIPPINE SUD - SECONDA CONVENTION
Il 6 settembre 2014 si è svolta presso il Don Bosco Technology Center di Cebu la seconda Convention dell'ADMA delle Filippine Sud dal tema: "Il cammino dell'ADMA: Up Close and Personal". Vi hanno preso parte membri dell'ADMA di Cebu, Dumaguete, Victorias e Davao City oltre alla Presidente e al Segretario dell'ADMA Nord. La Santa Messa è stata celebrata da P. George Militante, SDB (Superiore Provinciale-FIS) e otto membri ADMA hanno fatto la loro adesione. I nuovi soci hanno ricevuto il Regolamento e la tessera dell'ADMA dal p. Militante, la medaglia da p. Godofredo Atienza, SDB (Animatore FIS) e il distintivo da Maria Junifer L. Maliglig (Presidente FIN). Nel pomeriggio hanno visitato la Cappella di Maria Ausiliatrice in Buhisan, Cebu City, hanno recitato il Rosario e offerto fiori. Inoltre hanno fatto un pellegrinaggio alla cappella di S. Pedro Calungsod (Maria Junifer).

SAN JUAN (ARGENTINA) - IMPEGNO NUOVI SOCI
L'8 settembre 2014, in occasione della Natività di Maria SS.ma, abbiamo celebrato la giornata dell'ADMA. Circa un anno fa abbiamo iniziato una felice esperienza di formazione di coppie, sapendo che queste sono i pilastri della famiglia, sono i responsabili dell'educazione dei bambini e dei giovani. Con molta gioia cinque coppie hanno fatto il loro impegno di adesione nell'Associazione di Maria Ausiliatrice. La celebrazione fu presieduta dal direttore dell'opera di San Juan P. Orlando Sanchez (sdb), accompagnati nel canto dal P. Rubén Romero (sdb), per diversi anni animatore dell'ADMA di San Juan. Successivamente tutti i soci hanno rinnovato il loro impegno di fedeltà alla Vergine nel carisma salesiano (Stella Maris Correa de Recio - Presidente ADMA San Juan ARN).

ADMA GIOVANI TORINO
Un saluto dall'ADMAGiovani di Torino in seduta di lavoro e di programmazione!!! Vi aspettiamo per il Congresso del 2015!!!

POTENZA (ITALIA)
Il 31 maggio 2014 il gruppo ADMA di Potenza ha festeggiato l'adesione di 10 nuovi soci. Nella foto insieme ai nuovi soci il Direttore Parroco don Italo Pasquale Sammarro sdb, l'Animatore spirituale don Vincenzo Adesso sdb, il Presidente Pecoraro Rocco.


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