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      ADMA on Line            |       Messaggio Mensile :    24 dicembre 2013         

Maria ci invita ad aprire la porta del cuore

Nell'imminenza del S. Natale, Maria ci invita ad aprire la porta del cuore all'incontro con il nostro Salvatore e Redentore, così che il Signore operi nella nostra libertà e sciolti dalla schiavitù del peccato e delle tenebre, possiamo intraprendere il cammino della conversione del cuore e della vita, così da poter dire: "Mio Dio e mio tutto". Pregare col cuore significa aprirlo in modo tale che Dio vi possa entrare per potervi dimorare. Allora il cuore diviene il luogo della preghiera, dove si ascolta Dio e ci si rivolge a Lui con la fiducia dei figli.
"Quando Cristo entra nel cuore umano, vi porta con sé una duplice luce: la luce della coscienza che rivela i peccati del passato, e poi la luce della pace, la speranza della salvezza. La lanterna che Cristo porta nella mano sinistra è la luce della coscienza" (John Ruskin). "Ecco, io sto alla porta e busso..." (Ap. 3,20). È vero: Gesù sta alla porta del nostro cuore, giorno e notte. Anche quando ascoltiamo, ma dubitiamo sia proprio lui a parlare. Resta ed aspetta un nostro seppur minimo segnale, una seppur impercettibile risposta che gli permetta di entrare. Vuole che sappiamo che ogni qualvolta che lo invitiamo, egli viene sempre. Viene silenzioso e non visto, ma con infinito potere e amore. Porta con sé i preziosissimi Doni dello Spirito Santo. Viene con la sua Grazia e col suo desiderio di perdonarci e guarirci; con un amore fuori di ogni immaginazione, lo stesso amore che ha ricevuto dal Padre suo e nostro: "Come il Padre ha amato Me, così io ho amato voi..." (Gv. 15,10). Viene col desiderio ardente di consolarci e rafforzarci, rialzarci e trasfigurare le nostre ferite. Ci porta la sua luce per diradare le nostre tenebre e i nostri dubbi. Viene con la sua forza per portaci su di lui ed insieme portare quanto ci affatica; viene con la sua Grazia ad accarezzare il nostro cuore e trasformare la nostra vita; offre la sua pace alle nostre anime.
Ci chiede di aprire il nostro cuore a Lui, di riconoscerci peccatori, bisognosi della sua salvezza, del suo perdono, del suo amore, di avere l'umiltà di accogliere la sua misericordia e farci rinnovare da Lui. Essere cristiani è vivere e testimoniare la fede nella preghiera, nelle opere di carità, nel promuovere la giustizia, nel compiere il bene.
Nella gioia del S. Natale inviamo a tutti i nostri soci e gruppi dell'ADMA il nostro augurio, mentre ci rivolgiamo a Maria con le parole di papa Francesco nella sua esortazione Evangelii Gaudium: "Le chiediamo che con la sua preghiera materna ci aiuti affinché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un mondo nuovo. E' il Risorto che ci dice, con una potenza che ci riempie di immensa fiducia e di fermissima speranza: "Io faccio nuove tutte le cose" (Ap 21,5). Con Maria avanziamo fiduciosi verso questa promessa, e diciamole: Vergine e Madre Maria, tu che, mossa dallo Spirito, hai accolto il Verbo della vita nella profondità della tua umile fede, totalmente donata all'Eterno, aiutaci a dire il nostro "sì" nell'urgenza, più imperiosa che mai, di far risuonare la Buona Notizia di Gesù".

                          Sig. Lucca Tullio, Presidente - Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale


CAMMINO FORMATIVO 2013-2014: "Da mihi animas, cetera tolle"


4. Spiritualità del quotidiano e del lavoro

La vita ordinaria luogo di incontro con Dio
Don Bosco proponeva ai suoi primi collaboratori, così come ai giovani dell'oratorio, una maniera per vivere in profondità il Vangelo, senza staccarsi dalla vita: vivere alla presenza di Dio.
La vita di ogni giorno costituiva così per Don Bosco lo spazio naturale di perfezionamento di tutti gli uomini, il luogo di risposta alla vocazione umana e cristiana.
L'intuizione del valore del quotidiano ci porta a valorizzare tutto il creato come dono di Dio: la vita, la natura, le cose materiali prodotte dall'uomo, i rapporti interpersonali.
Solidali con il mondo e con la sua storia, condividiamo con le difficoltà e le gioie provenienti dal contesto sociale in cui siamo inseriti, cercando insieme di trovare in esso i segni della volontà di Dio.

Alla scuola di San Francesco di Sales

Don Bosco si ispirò a San Francesco di Sales riconoscendolo come maestro d'una spiritualità semplice perché essenziale, popolare perché aperta a tutti, simpatica perché carica di valori umani e perciò particolarmente disponibile all'azione educativa. Nella sua opera fondamentale (Trattato dell'amore di Dio o Teotimo) il santo vescovo di Ginevra parla di 'estasi'. Tale parola non indica tanto fenomeni spirituali straordinari, quanto, secondo l'etimologia del termine, l'uscita da sé e il protendersi verso l'altro; è l'esperienza di chi si lascia attrarre, convincere e conquistare da Dio, penetrando sempre più nel Suo mistero.
Per San Francesco di Sales sono tre le forme di estasi:
- l'estasi intellettiva: è stupore per ciò che Dio è, ma anche meraviglia per le grandi opere che ha compiuto nella creazione e tuttora compie nella vita delle persone e nella storia degli uomini; è uno sguardo che matura se ci si applica alla meditazione della Parola: è la Parola, infatti, che apre gli occhi e fa vedere le cose con lo sguardo stesso di Dio;
- l'estasi affettiva: è fare esperienza personale dell'amore di Dio per noi, così che cresce il desiderio di corrispondervi, e, nutriti da tale amore, siamo disposti a donare talenti e vita per la sua gloria e la causa del Regno; suppone costante vigilanza, purificazione del cuore, pratica della preghiera;
- l'estasi dell'azione e della vita: per San Francesco di Sales, è quella che corona le altre due, perché quella intellettiva potrebbe risolversi in pura speculazione e quella affettiva in semplice sentimento. L'estasi dell'azione invece rivela una generosità ed una gratuità che possono venire solo da Dio; e si trasforma in dedizione concreta e dinamica per il bene delle persone in svariate forme di carità.

Il dono del lavoro e la professionalità

Don Bosco insegnava ai suoi giovani di impegnare il tempo in compiti utili alla vita personale o comunitaria in forma sana, educativa e creativa. Egli stesso fu esempio di una vita tutta dedita al lavoro e volle che i suoi Salesiani si caratterizzassero per lo spirito di intraprendenza e laboriosità.
Guardando a questa esperienza, vediamo in Valdocco una vera scuola del lavoro: in essa si è sviluppata una pedagogia del dovere che educa a questa forma pratica di vivere la spiritualità.
Il lavoro, concepito come parte integrante del progetto di Dio su tutti gli uomini, ci porta a difendere la dignità di ogni lavoro e dell'uomo come soggetto di esso. Questa consapevolezza valorizza lo sforzo congiunto e individuale dei Salesiani e dei laici per educare i giovani.
Da noi, e secondo le caratteristiche della nostra vocazione specifica, si esige professionalità, cioè la maggior perfezione possibile nel proprio lavoro. Ciò comporta di assumere volonterosamente la fatica, l'impegno costante e la formazione permanente richiesta. La disciplina e il senso del dovere diventano per noi cammino di ascesi, misura concreta della nostra maturazione spirituale.

Lavoro e temperanza

L'esercizio della carità apostolica include l'esigenza di conversione e di purificazione, ossia la morte dell'uomo vecchio perché nasca, viva e si sviluppi l'uomo nuovo che, a immagine di Gesù Apostolo del Padre, è pronto a sacrificarsi quotidianamente nel lavoro apostolico. Donarsi è svuotarsi e svuotarsi è lasciarsi colmare da Dio, per farne dono agli altri. Distacco, rinuncia, sacrificio, sono elementi irrinunciabili, non per gusto di ascetismo, ma semplicemente per la logica dell'amore. Non c'è apostolato senza ascetica e non c'è ascetica senza mistica. Chi mette tutto se stesso a servizio della missione non ha bisogno di penitenze straordinarie; bastano, se accolte con fede ed offerte con amore, le difficoltà della vita e le fatiche del lavoro apostolico.
L'ascesi raccomandata da Don Bosco ha diversi aspetti: ascesi di umiltà per non sentirsi altro che servi davanti a Dio; ascesi di mortificazione, per rendersi padroni di sé, custodendo i propri sensi e il proprio cuore e vigilando perché la ricerca del comodo non inaridisca la generosità; ascesi del coraggio e della pazienza per poter perseverare nell'azione quando ci si scontra con la dura realtà; ascesi di abbandono quando gli avvenimenti ci portano più vicino alla croce di Cristo.

Iniziativa e duttilità

Il desiderio di fare il bene impegna a cercare le vie più adatte per realizzarlo. In gioco sono: la lettura corretta dei bisogni e delle possibilità concrete, il discernimento spirituale alla luce della Parola di Dio, il coraggio di prendere iniziative, la creatività nell'individuare soluzioni inedite, l'adattamento alle mutevoli circostanze, la capacità di collaborazione, la volontà di verifica.
Don Filippo Rinaldi ricorda ai Salesiani - e la sua affermazione è valida per tutti i Gruppi della Famiglia Salesiana -: "Questa elasticità di adattamento a tutte le forme di bene che vanno di continuo sorgendo nel seno dell'umanità è lo spirito proprio delle nostre Costituzioni; e il giorno in cui si introducesse una variazione contraria a questo spirito, per la nostra Società, sarebbe finito".
Sono molte le parole di Don Bosco che raccomandano lo spirito di iniziativa: "Nelle cose che tornano a vantaggio della pericolante gioventù o servono a guadagnare anime a Dio io corro avanti fino alla temerità". "Si accondiscenda proprio sempre molto dove si può; pieghiamoci alle esigenze moderne, anche ai costumi e alle consuetudini dei vari luoghi, purché non si abbia a fare contro coscienza".
Non è solo un problema di strategie, ma un fatto spirituale, perché comporta un continuo rinnovamento di se stessi e della propria azione in obbedienza allo Spirito e alla luce dei segni dei tempi.

ATTILIO GIORDANI E' VENERABILE

Lo scorso 9 ottobre 2013 papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto relativo alle virtù eroiche del Servo di Dio Attilio Giordani, Laico e Padre di famiglia, Cooperatore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco; nato a Milano (Italia) il 3 febbraio 1913 e morto a Campo Grande (Brasile) il 18 dicembre 1972. Attilio Giordani, marito e padre esemplare, animatore dell'oratorio e catechista, missionario ed evangelizzatore, figura attualissima di Salesiano Cooperatore, ora è Venerabile.
Ha scritto il Rettor Maggiore don Pascual Chávez:
Attilio Giordani è modello di vita famigliare. Egli fu nella sua famiglia marito e padre presente, ricco di grande fede e serenità, in una voluta austerità e povertà evangelica a vantaggio dei più bisognosi. Il matrimonio con Noemi, nel maggio 1944, per Attilio non è solo una parola "data", ma è soprattutto un "sacramento" di Cristo di cui si sforza di esprimere la santità e la indissolubilità con la vita di ogni giorno e con l'educazione dei figli. La famiglia resta unita perché Attilio e Nomi si sostengono con la preghiera e praticano la carità.
Attilio Giordani è modello di pratica del Sistema Preventivo vissuto nell'oratorio. A nove anni, iniziò a frequentare l'Oratorio S. Agostino dei Salesiani di Milano. Lì, giovane per i giovani, si impegna con costanza nell'animazione gioiosa dei gruppi: per decenni è un solerte catechista e un animatore salesiano geniale, semplice e sereno. Conosce e usa tutti gli strumenti educativi del Sistema Preventivo per animare i suoi ragazzi: cura della liturgia, formazione, presenza e gioco in cortile, valorizzazione del tempo libero, teatro; organizza passeggiate con i giovani dell'oratorio, compone canti, scenette, si inventa lotterie di beneficenza, cacce al tesoro parrocchiali e olimpiadi per ragazzi, senza mai dimenticare il centro della gioia cristiana: l'amore di Dio e del prossimo. Rivela l'arte dell'educatore, ponendo al centro della sua missione educativa l'annuncio del vangelo e il servizio catechistico, vissuto con creatività e credibilità.
"Attilio Giordani è modello di santità salesiana laicale, vissuta nella gioia. Divenuto Salesiano Cooperatore vive la fede entro la propria realtà di laico, ispirandosi al progetto di vita apostolica di don Bosco. Egli costruisce la sua personalità di uomo e di cristiano nell'allegria. Il suo umorismo è l'espressione diretta di una coscienza dominata dalla fede in Cristo. Inoltre testimonia con coraggio e con bontà gioiosa la sua fede cristiana anche in ambienti o situazioni difficili come nel periodo del servizio militare e di guerra o nella sua professione di impiegato, vivendo nel mondo senza essere del mondo, andando contro corrente. Conclude la sua vicenda terrena condividendo con la sua famiglia la scelta missionaria, lasciando come testamento l'entusiasmo di una vita donata per gli altri: "La nostra fede deve essere vita" e "La misura del nostro credere si manifesta nel nostro essere".
I gruppi della Famiglia Salesiana coinvolgono numerosi laici nella loro missione. Siamo consapevoli che non vi può essere un coinvolgimento pieno, se non c'è anche una condivisione dello stesso spirito. Vivere la spiritualità salesiana come laici corresponsabili nell'azione educativa pastorale diventa un impegno fondamentale. La simpatica figura di Attilio Giordani è in tal senso una fonte di ispirazione per la formulazione di una spiritualità laicale salesiana.
In questo Anno della fede e nell'ultimo anno di preparazione al bicentenario della nascita di don Bosco, la testimonianza di Attilio Giordani è davvero un dono prezioso che ci stimola a formare laici salesiani fortemente identificati e decisamente impegnati a portare il messaggio del vangelo in famiglia, nell'educazione e nella vita sociale e politica. Concludo questo mio messaggio rinnovando l'invito a promuovere un movimento di preghiera affinché possiamo presto venerare Attilio tra i membri glorificati della nostra Famiglia Salesiana e invocarlo come intercessore speciale per le famiglie e per i nostri oratori".


CRONACA DI FAMIGLIA

BARI
Il 24 ottobre 2013 tre nuove socie hanno espresso la loro adesione all'Associazione: Genchi Maddalena, Giacquinti Carmela, Sscimiotto Giacoma. Il gruppo è animato dal Direttore Parroco del SS. Redentore di Bari, Don Mario Sangiovanni e attualmente risulta composto da 52 soci. Il Consiglio è così costituito: Presidente: Grandolfo Misceo; Vice-Presidente: Cassano Nicola; Segretario: Allegrini Emanuella Tesoriere: Losavio Antonia; Consiglieri: Cardinale Anna Maria, Franco Rosaria, Patruno Domenica, Tomasicchio Domenica, Volpicella Maria Pia.

SICILIA - INCONTRO REGIONALE CONSIGLI ADMA
Il 10 novembre 2013 a S. Cataldo (Caltanisetta) si è svolto l'incontro regionale dei Consigli dell'ADMA della Sicilia. Circa 150 partecipanti che hanno riflettuto sul sogno di don Bosco dei Dieci Diamanti! Nel corso dell'incontro una ventina di giovani hanno fatto domanda di entrare a far parte dell'Associazione!

PRESENTAZIONE ADMA ALLA CONSULTA DELLA FAMIGLIA SALESIANA DELL'ISPETTORIA MERIDIONALE
Sabato e domenica 9 e 10 novembre don Pierluigi Cameroni, Animatore spirituale mondiale, è stato invitato da don Angelo Santorsola, Delegato ispettoriale della Famiglia Salesiana per l'Ispettoria Meridionale, a presentare a tutti i membri della Consulta ispettoriale l'Associazione di Maria Ausiliatrice. La riunione si è svolta presso la casa salesiana di Soverato (Catanzaro) ed è stato un gioioso incontro di conoscenza e di comunione reciproca per approfondire la storia, l'identità e la missione dell'ADMA.
Don Pierluigi ha avuto anche modo di incontrare il gruppo ADMA di Soverato (Catanzaro), un gruppo composto da oltre 20 associati e rinnovato nel 2010 con l'elezionE della presidente, Sig.ra Nadia Rombolà e dei membri del Consiglio. Fu il parroco del tempo, don Tobia Carotenuto, a promuovere tale rinnovamento, oggi continuato dall'attuale direttore dell'opera salesiana don Luigi Martucci.

CUBA - VIII Incontro Nazionale di ADMA
Nella Casa di incontro delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Penalver (La Havana), dal 15 al 17 novembre 2013 si sono riuniti i rappresentanti dei consigli dei gruppi locali dell'ADMA di Cuba. Associate dei Gruppi di Santiago de Cuba, Manzanillo, Güines, Santa Clara, Manguito e La Habana (Parrocchia San Juan Bosco, Iglesia María Auxiliadora, La Jata - Peñalver) si sono incontrate sotto la guida del Pe. Miguel Angel Fernandez, Delegato dei Salesiani a Cuba e della signora Anna Gloria Alvarez, Presidente Nazionale dell'ADMA, insieme al Consiglio di Coordinamento.
Le principali linee guida del Meeting, proposte dal Pe. Miguel Angel Fernandez, si sono ispirate alla recente Strenna del Rettor Maggiore. La Spiritualità, uno dei temi presenti in questo terzo anno di preparazione al bicentenario della nascita di Don Bosco, fu presentata dal Pe. Manuel Morancho, Incaricato della Pastorale Giovanile della Delegazione.
Uno dei momenti salienti dell'incontro è stata la preghiera comune, seguendo il gesto del Santo Padre, Papa Francesco che ha consacrato il mondo al Cuore Immacolato di Maria, preghiera unita all'intenzione dell'ADMA internazionale e diretta ad affidare alla Vergine la missione dell'Associazione soprattutto verso i giovani. Si è sentita la presenza del gruppo ADMAGiovani della Parrocchia San Giovanni Bosco di La Víbora (Habana), frutto del lavoro e della testimonianza degli associati e della Presidente Nazionale.
La testimonianza dell'amore filiale per la Vergine è motivo per assumere gli impegni dell'Incontro e di rivitalizzazione per i diversi gruppi che continuano a crescere in questa Cuba salesiana, seminando il seme del servizio e della crescita nella fede con l'aiuto di Maria Ausiliatrice nostra Madre e Maestra. Ella ha fatto tutto, è stato più che uno slogan in questo incontro, affermò la Presidente. Dopo tre anni la Vergine ha reso possibile questo soddisfacente incontro delle sue associate, con uno spirito di riconciliazione e di fraternità. Con nuovo respiro spirituale e una rinnovata fede in Cristo, l'ADMA continua il suo lavoro come gruppo attivo della Famiglia Salesiana a Cuba.

TORINO - RITIRO ADMA GIOVANI
Domenica 24 novembre una ventina di giovani del gruppo di Torino si sono ritrovati per condividere una giornata di formazione con la presenza di don Pierluigi e don Enrico Lupano, e con due coppie di sposi animatori: Cecilia e Sergio, Chiara e Davide. È stata presentata l'esperienza di Domenico Savio nella fondazione della Compagnia dell'Immacolata, come realtà carismatica e da rinnovare nel tempo con forme ed espressioni nuove. Nel momento di condivisone è emerso il forte messaggio di crescere nel cammino della fede, di usare bene il tempo che Dio ci concede, di costruire amicizie positive e relazioni dove ci si aiuta e ci si corregge, di essere ancorati alle colonne dell'Immacolata e dell'Eucaristia, di testimoniare la propria fede. Come Domenico Savio essere "stelle che brillano, stelle che guidano, stelle che vivono".

ROSARIO (ARGENTINA) - INIZIO ADMAFAMIGLIA
Il 24 novembre inizia ufficialmente, presso la parrocchia Maria Ausiliatrice di Rosario, un cammino di formazione per costituire un gruppo ADMA Famiglie. Nella foto: Juan Cruz, Zu Vera, Gloria Beatriz Acosta, Normita Regueira, Mechi Vivar, Yanina Asensio, Diego Aranda, Luciano Piñeiro e Juan C. Marangoni. Con il gruppo il Pe. Aldo Tobares, Animatore Spirituale Ispettoriale ARN.


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 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA (incarico fino a 2014) -
E-mail: Tullio.Lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI |Istituto Salesiano | Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 | CELL. 3401452349 |
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