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      ADMAonLine               Messaggio Mensile :    24 febbraio 2013         

Maria ci invita a testimoniare la bellezza della fede

In questo Anno di grazia, in comunione con tutta la Chiesa, siamo chiamati ad essere dei testimoni, delle persone che vivono con un grande ideale nel cuore: credere in Gesù e nel vangelo. Ciò non solo è decisivo per la vita, ma aiuta a scoprire il fascino e lo stupore che la vita custodisce. "Noi vediamo come il tempo in cui viviamo continui ad essere segnato da una dimenticanza e sordità nei confronti di Dio. Penso, allora, che dobbiamo imparare la lezione più semplice e più fondamentale del Concilio e cioè che il Cristianesimo nella sua essenza consiste nella fede in Dio, che è Amore trinitario, e nell'incontro, personale e comunitario, con Cristo che orienta e guida la vita: tutto il resto ne consegue. La cosa importante oggi, proprio come era nel desiderio dei Padri conciliari, è che si veda - di nuovo, con chiarezza - che Dio è presente, ci riguarda, ci risponde. E che, invece, quando manca la fede in Dio, crolla ciò che è essenziale, perché l'uomo perde la sua dignità profonda e ciò che rende grande la sua umanità, contro ogni riduzionismo. Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, in tutte le sue componenti, ha il compito, il mandato di trasmettere la parola dell'amore di Dio che salva, perché sia ascoltata e accolta quella chiamata divina che contiene in sé la nostra beatitudine eterna. Il Concilio Vaticano II è per noi un forte appello a riscoprire ogni giorno la bellezza della nostra fede, a conoscerla in modo profondo per un più intenso rapporto con il Signore, a vivere fino in fondo la nostra vocazione cristiana. La Vergine Maria, Madre di Cristo e di tutta la Chiesa, ci aiuti a realizzare e a portare a compimento quanto i Padri conciliari, animati dallo Spirito Santo, custodivano nel cuore: il desiderio che tutti possano conoscere il Vangelo e incontrare il Signore Gesù come via, verità e vita. Grazie (Benedetto XVI 10 ottobre 2012).
Per realizzare tutto questo è indispensabile un forte cammino di preghiera, espressione di una fede fondata sulla roccia della parola di Dio e non in balia delle mode, della fluidità dei sentimenti, dell'instabilità della volontà. In questo Maria ci aiuta con molto amore e pazienza, ci insegna con il suo esempio l'umiltà, la sapienza e l'amore, ci rinvigorisce con la forza di Dio perché possiamo aprire i nostri cuori e diventare testimoni e portatori dell'amore di Dio.
Ringraziamo in particolare il Sig. Michele Belotti e i collaboratori del nostro sito web per la nuova versione grafica dell'ADMAonline e invitiamo a valorizzare sempre più nei nostri gruppi questo strumento di formazione e di comunione.

Sig. Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore spirituale




Cammino formativo 2012-2013: La grazia della fede

6. La fede e la conversione (don Roberto Carelli)

Affrontiamo in questa sesta catechesi uno dei punti più decisivi per comprendere e vivere la fede. L'atto di fede, che è dono di Dio e abbandono in Lui, è in ogni caso un atto pienamente umano, e particolarmente impegnativo, perché comporta un radicale cambiamento di mentalità: l'abisso che separa i pensieri e le vie di Dio dai pensieri e dalle vie dell'uomo (cf. Is 55,9) è colmato solo dalla "metanoia", un capovolgimento di convinzioni e un cambiamento di abitudini che comporta la morte dell'uomo vecchio e la nascita dell'uomo nuovo, l'interruzione di ciò che si dava per scontato e la disponibilità ad accogliere le sorprese di Dio: "se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate: ecco, ne sono nate di nuove" (2Cor 5,17).
Tutta la Scrittura è attraversata dal duplice invito alla fede e alla conversione: l'annuncio della fede è inseparabile dall'appello alla conversione. La manifestazione pubblica di Gesù, che sta al centro della storia della salvezza e ne inaugura il compimento, inizia con queste parole: "il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15). La fede è sempre continuità e rottura, stabilità e novità: continuità, perché è sempre in gioco la riuscita dell'uomo, ma anche rottura, perché l'edificio della grazia non sorge sul terreno del peccato; stabilità, perché si fonda sulla fedeltà di Dio e sulla roccia della sua Parola, ma anche novità, a motivo della gratuità e della sovrabbondanza dei doni di Dio, che sorpassano ogni merito e ogni desiderio. La fede chiede dunque conversione, perché credere è lasciarsi spiazzare dall'iniziativa di Dio, che imprevedibilmente contesta, adempie e supera i desideri e i giudizi dell'uomo.
Anche la predicazione dei Profeti e degli Apostoli, che preparano la venuta del Messia e proclamano che Gesù è il Signore, è un continuo e vibrante appello alla conversione del cuore e della vita, unico sacrificio a Dio gradito, senza il quale ogni altra offerta è ipocrisia. Alta è la voce di Isaia: "smettete di presentare offerte inutili, l'incenso è un abominio per me… non posso sopportare delitto e solennità… lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene" (Is 1,13-16). Similmente san Paolo: "vi esorto dunque, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto" (Rm 12,1-2).
L'ascolto della Scrittura chiarisce anche che la conversione stessa, come la fede, prima di essere un impegno dell'uomo, è un dono di Dio: il rinnegamento di sé che è richiesto al cristiano è anzitutto il frutto dell'abbandono di Cristo. È Lui che entrando nel mondo ha detto: "non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà" (Eb 10,5-7). Per meno del Suo sacrificio, si legge nella Lettera agli Ebrei, non avremmo neanche preso coscienza dei nostri peccati! Similmente, con accenti di commossa gratitudine, si esprime san Pietro: "egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti (1Pt 2,24-25).
Il messaggio biblico della conversione, senza il quale non si accede all'orizzonte della fede, è tanto più urgente oggi, in quanto abbiamo smesso di riferire la realtà al mistero e incliniamo a ridurre ciò che ci supera ed è oggetto di fede al controllo della ragione e alle possibilità della nostra iniziativa. Viviamo in una cultura in cui l'uomo, dopo essersi elevato contro Dio, si ritrova ripiegato su se stesso, divinizzando le misure del proprio desiderio; un uomo ingenuo e presuntuoso, continuamente esposto alla tirannia dell'opinione e del sentimento immediato, erroneamente convinto che gli affetti debbano essere assecondati nella loro spontaneità, e non sottomessi alla ragione e regolati dalla volontà.
Da qui l'emergenza educativa dei nostri giorni: ai nostri giovani si dice che al cuore non si comanda, che il sentimento amoroso giustifica qualunque scelta, che non ci sono verità ma solo preferenze, che non esistono colpe ma solo sbagli, che bisogna star bene per poter fare il bene, che bisogna amare prima se stessi per poter amare il prossimo, che Dio è contento se io sono contento, e così via. Vera religione non sarebbe accordo con la volontà di Dio, ma accordo di Dio con la nostra volontà: come se il benessere psicofisico, la libertà interiore, la sintonia con gli altri, la soddisfazione delle opere fossero punti di partenza e non d'arrivo, come se fossero semplici diritti a costo zero. Ecco il punto: passa l'idea di una religione senza redenzione, di una fede senza conversione, di un cristianesimo senza croce, di una vita di grazia senza memoria del peccato originale, di un accordo mistico senza alcuna fatica ascetica.
erto che a confronto della cultura d'epoca, la cultura cristiana è davvero una meraviglia: è più appagante e più realistica! Nella resa della conversione l'uomo comprende che senza fede farà solo ciò che gli è possibile, ma solo nella fede farà anche l'impossibile: a Maria è annunciato che "nulla è impossibile a Dio" (Lc 1,37), al paralitico è data salute e salvezza, la supplica del Centurione viene esaudita, i cinquemila vengono sfamati, Pietro cammina sulle acque, Zaccheo restituisce quattro volte tanto, a Lazzaro è ridata la vita, al ladrone è promesso il Paradiso. E il segreto è sempre lo stesso: convertirsi e credere, sbilanciarsi dall'io a Dio, perdere l'appoggio su se stessi e riporre la propria fiducia in Gesù, lasciarsi accecare per vedere la luce, farsi poveri in spirito per entrare nella gioia del Regno. Forti le parole di De Caussade nel suo famoso trattatello sull'abbandono alla Divina Provvidenza: "è questo il segreto della sapienza divina: impoverire i sensi arricchendo il cuore; il vuoto degli uni fa la pienezza dell'altro... Le tenebre qui tengono il posto della luce, la conoscenza è un'ignoranza e si vede non vedendo… Non vedete che misurate coi sensi e la ragione quel che non si può misurare che con la fede? Occorre fede verso tutto quello che è divino. Se noi vivessimo senza interruzione della vita della fede, saremmo in un continuo scambio con Dio, parleremmo con lui faccia a faccia".
Eppure anche tra i credenti, come gli ultimi Pontefici hanno ripetutamente denunciato, circola l'opinione che non si debba convertire, che non sia necessario né opportuno: nonostante il mandato esplicito di Gesù stesso, "spesso si ritiene che ogni tentativo di convincere altri in questioni religiose sia un limite posto alla libertà. Sarebbe lecito solamente esporre le proprie idee ed invitare le persone ad agire secondo coscienza, senza favorire una loro conversione a Cristo ed alla fede cattolica. È invece pacifico che "l'evangelizzazione di Gesù conduce del tutto naturalmente l'uomo a un'esperienza di conversione", e che "il primo annuncio ha come suo scopo specifico la conversione, che poi rimane una costante nella vita cristiana" (EN 24.139). Anche il Catechismo dice con chiarezza che "la prima opera della grazia è la conversione" (CCC 1989), tanto è vero che Gesù, dichiarando di non esser venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori, lega strettamente l'annuncio del Regno all'opera di conversione (Mc 2,17), parla inoltre della gioia del Padre per ogni peccatore che si converte (Mt 26,28), fa della Confessione il suo primo dono di Risorto (Gv 20,23), affida infine agli Apostoli la missione di chiamare a conversione (Lc 24, 47).
Il compito di questo mese, che vede l'inizio del tempo di Quaresima, che è tempo di conversione, sarà quello di confrontarsi seriamente con quelle esigenze della fede che chiedono un cambio di mentalità. Ecco le principali. Convertirsi:
1. è riconoscere che Gesù è l'unico Signore, Lui la Via, la Verità e la Vita, che solo in Lui ci è rivelato il volto di Dio come Padre buono e misericordioso e la sua volontà di renderci suoi figli, che "in nessun altro c'è salvezza, né è dato agli uomini altro nome nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" (At 4,12);
2. è rinunciare alla propria volontà per consegnarsi alla volontà di Dio, perché "nella tua legge è la mia gioia" (Sal 118,77);
3. è disperare di sé e diffidare delle proprie risorse, impegnarsi a fondo e affidarsi senza riserve, consapevoli che "è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo" (Sal 118,8);
4. è convincersi che salvare la propria vita è perderla e perderla è ritrovarla, che i beni si custodiscono donandoli mentre trattenerli è perderli, che in fin dei conti "la tua grazia vale più della vita" (Sal 62,3);
5. è farsi consapevoli che è inutile proteggere il corpo e perdere l'anima, che è stolto affannarsi per la propria vita e dimenticare la vita eterna, che vale la pena vivere coi piedi per terra e lo sguardo al cielo, perché "la nostra patria è nei cieli" (Fil 3,20);
6. è affrontare le prove sapendo che il sacro è imparentato col sacrificio, che dietro il buio della Croce c'è la luce della Risurrezione, che è meglio patire il male che commetterlo ed è meglio soffrire ancora piuttosto che smettere di amare, che il male va vinto con il bene e l'odio con il perdono, perché "non c'è amore più grande di chi dà la vita" (Gv 15,13).

CRONACA


CARACAS-DOLORITA (VENEZUELA) - Partecipazione dell'ADMA Giovanile alla beatificazione di Suor Maria Troncatti il 24 novembre a Macas (Ecuador)

RODEO DEL MEDIO (ARGENTINA) - NUOVO CONSIGLIO LOCALE: Presidente: Lidia Cechin de Rodriguez; Vice: Micaela Guevara;Tesoriera: Rosa Sardon de Cruz; Segretaria: Gladys Sanchez de Basile; collaboratrici: Cristina Sarmiento de Tobar (pro-segretaria) e Maria Croizier de Tejada (pro-tesoriera). Siamo molto felici e orgogliosi di continuare questo bel lavoro con una grande squadra di persone che si sono già impegnate nell'Associazione e siamo sicuri che la grande devozione che sentono per la nostra Madre Maria Ausiliatrice le incoraggerà a continuare la grande opera che il nostro Maestro Don Bosco ci ha affidato. Inoltre vogliamo evidenziare l'impegno della attuale vice-presidente che ha solo 18 anni ed è stata eletta dall'assemblea che ha messo la sua fiducia in lei.

SRI LANKA - RITIRO DI NATALE Come gruppo ci siamo riuniti il 21 dicembre 2012 per avere un giorno di raccoglimento e di condivisione nella gioia e nella felicità che Gesù ha portato ai nostri cuori. C'è stata una conferenza sull'Unità a cui è seguito un tempo per le confessioni. La S. Messa è stata presieduta dall'ispettore, Fr. Nihal Liyanage, e concelebrata da Fr. Sunil Perera e Fr. Milinda. Dopo si sono svolti alcuni giochi di società che hanno aiutato ad incontrarsi e a conoscersi. E' seguito il pranzo di Natale, preparato da ciascun gruppo. Anche Fr. Dickson, Vice Provinciale, e Fr. Felix Mallawarachchi erano presenti per la funzione. Oggi ho ricevuto il bollettino ADMAonline e l'ho tradotto in Sinhala e distribuito tra i membri dell'ADMA (Fr. Sunil Perera, Animatore spirituale).

ADMA PRIMARIA - PELLEGRINAGGIO MEDJUGORJE
In occasione dell'anno della Fede l'ADMA Primaria di Torino Valdocco ha promosso un pellegrinaggio a Medjugorje dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio 2013. Circa trenta giovani accompagnati da Don Enrico Lupano e con la presenza di giovani famiglie hanno voluto affidare a Maria, regina della Pace, il loro cammino di Fede. Il pellegrinaggio è stata l'occasione per approfondire i punti fondamentali del messaggio che da più di trent'anni viene rivolto al mondo da Medjugorje: Pace, Fede, Conversione, Confessione, Digiuno, Preghiera. Proprio il messaggio della Pace ha assunto un colore del tutto particolare alla luce del messaggio del 25 dicembre 2012 in occasione del quale Gesù, che per la prima volta ha parlato a Medjugorje, ha dichiarato "Io sono la vostra pace". Medjugorje è stata soprattutto occasione di cammino spirituale, alla scuola di Gesù e Maria, grati delle innumerevoli testimonianze di persone convertite o comunità fiorite attorno alla presenza preveniente di Maria, come ad esempio Nancy e Patrick, due coniugi canadesi che hanno lasciato tutto per costruire un luogo di accoglienza per sacerdoti e religiosi in difficoltà o suor Milena che con coraggio e grande fede ha sottolineato la centralità della preghiera del cuore come mezzo per cercare e trovare la Pace.

TORINO - ADMA PRIMARIA - RITIRO FAMIGLIE ADMA
Domenica 13 gennaio 2013, festa del Battesimo di Gesù, si è svolto il consueto ritiro di Natale del gruppo famiglie dell'ADMA e il rilancio degli impegni per il tempo ordinario. Hanno partecipato circa 160 adulti e più di 100 bambini e ragazzi suddivisi nelle varie fasce di età. Inoltre si sono collegate in streaming 11 famiglie che hanno seguito la catechesi di don Roberto Carelli. Il tema è stato "La fede e i sacramenti", in linea con il cammino annuale proposto sull'Admaonline. Ci ha dato molta gioia approfondire il legame strettissimo fra la vita sacramentale e la nostra fede, riscoprire quanto sia necessario 'vivere' in concreto e affidare ogni cosa a Gesù per le mani di Maria per capirne sempre più a fondo la fecondità per le famiglie. Al termine della Santa Messa don Roberto ha radunato tutti i bambini intorno all'altare per donare loro una Benedizione Speciale. E' stato un momento semplice ma molto bello: ciascuno di noi genitori ha portato i propri figli, e anche chi non era fisicamente presente è stato ricordato nella preghiera. Pareva di udire in diretta la voce di Gesù: "Lasciate che i bambini vengano a me..." (Marchisio Rosanna).

GIORNATE DI SPIRITUALITÀ DELLA FAMIGLIA SALESIANA 2013
Giunta alla XXXI edizione, questa esperienza di studio, unità e condivisione carismatica, ha visto la partecipazione di circa 400 persone provenienti da 28 nazioni. Il tema, ispirato alla Strenna del Rettor Maggiore, è dedicato alla pedagogia di Don Bosco. All'edizione 2013 sono 23 i gruppi rappresentati. Per l'ADMA vi erano circa 30 soci con il Presidente Sig. Tullio Lucca. I testi delle relazioni, i video, le fotografie, e le risorse audio sono disponibili su http://gfs.sdb.org/it/ L'ADMA è stata anche presente con 5 giovani del gruppo di Torino a cui vogliamo lasciare la parola per condividere le loro impressioni e riflessioni.

I giovani sanno vivere? Sanno interpretare la vita? Sanno assaporarne il significato? Per aiutarli a rispondere positivamente a queste domande dobbiamo seguire le parole del Rettor Maggiore e evidenziare il concetto di pedagogia vocazionale. Nell'ambito educativo diventa a questo punto necessario trasmettere, tramite noi stessi, la bellezza della vita, in quanto dono di Dio. Occorre essere quelle "finestre" da cui possa filtrare la luce di Dio. Se riuscissimo a fare questo, avremo lasciato davvero tanto ai nostri ragazzi e potremmo definirci educatori (Alessandro Ferrucci).

Questo viaggio a Roma è stato proprio un regalo; il tema era in pratica quello che avevo sviluppato nella mia tesina di maturità e che sento essere parte di me: il sistema preventivo, l'onesto cittadino e il buon cristiano, l'aspetto vocazionale, l'amore per la persona… Ho riscoperto l'importanza della preghiera costante e la consapevolezza di sentirsi amati sempre. Questa esperienza arriva al momento giusto della mia vita, in cui mi sono stati affidati diversi incarichi soprattutto all'interno dell'oratorio e sto capendo che cosa fare del mio futuro (Agnese Ottonello).

Si deve aver la gioia di vivere perché essa è in Cristo, poiché tutto quello che abbiamo ci è stato donato da Lui. Ho poi iniziato a domandarmi come portare tutto questo nella vita di tutti i giorni, a scuola o in università o al lavoro. Molteplici conferme di una possibilità di vita, frutto del sistema educativo salesiano, sono state le testimonianze presentate: dalla scuola di Bamberg, Germania, che ha impostato le sue didattiche e strategie educative sui temi e attività circensi per ragazzi e giovani a rischio di emarginazione sociale, alla banda musicale di Poiares nota in Portogallo e anche all'estero per le sue esibizioni di qualità, al recital messo in scena dai postnovizi di Nave "D'argento vivo". Ora che siamo tornati a casa tocca a noi rilanciarci sul cammino della vita valorizzando gli strumenti presentati: il Vangelo della Gioia, la Strenna, Don Bosco con il suo carisma e il suo sistema preventivo, l'unità e la ricchezza della Famiglia Salesiana, l'appartenenza al proprio gruppo, l'importanza della dedizione ai giovani. Io cercherò, con tutti i miei limiti e difficoltà, di usarli perché voglio vivere così, da buon cristiano e da onesto cittadino (Federico Delfino).

Le giornate di spiritualità della Famiglia Salesiana a Roma sono state occasione di grande arricchimento personale e hanno fatto nascere in me il desiderio di conoscere più a fondo la figura di Don Bosco: un padre, un maestro ed un amico. Egli, infatti, é e sarà sempre un esempio, una guida e un compagno di vita! "Siate altri Don Bosco" é stato uno dei messaggi donatici dal Rettor Maggiore, Don Pascual Chávez, e che ha suscitato in me il desiderio di impegnarmi a portare i giovani al Signore. Tutto questo attingendo forza e speranza da Lui e dal suo Amore (Federica Lucca).

Sono molto contento di aver partecipato a queste giornate belle ed intense. Si è parlato di oratorio ed impegno nel sociale, campi in cui sono direttamente coinvolto. Mi ha colpito molto l'intervento di don Bruno Ferrero sulla forza educativa di don Bosco, esempio ancora attuale per noi: "l'educatore non può non volere la felicità dei ragazzi". La felicità consiste nel seguire l'esempio dei santi, per essere a nostra volta portatori di Luce verso gli altri (Giulio Aiassa).

TORONTO (CANADA) - Quest'anno per l'ADMA di Toronto è stato meraviglioso, pieno di molte benedizioni. Il 22 gennaio abbiamo rinnovato il nostro impegno all'ADMA recitando la nostra promessa solenne durante la celebrazione della messa in onore di S. Francesco di Sales. Abbiamo festeggiato poi con un momento di rinfresco e di fraternità. P. Joseph Occhio, SDB, continua ad essere il nostro animatore spirituale. Rivede tutto il materiale che studiamo nei nostri incontri, condivide la sua carica spirituale e ci guida nella nostra formazione alla fede. Siamo veramente grati a Dio per averci benedetti con un sacerdote saggio e umile. La sua sapienza e intelligenza spirituale sono una guida nella nostra formazione alla fede. Che Dio lo benedica con la forza e la buona salute per continuare il suo lavoro all'interno della nostra comunità. Desideriamo continuare a incontrarci ogni mese per ricevere il nostro nutrimento spirituale. Questo momento di formazione spirituale e di condivisione è diventato parte integrante della nostra vita, mentre ci sforziamo di essere servitori buoni e fedeli di Gesù qui sulla terra, con l'aiuto della nostra amorevole e benedetta Madre. I nostri incontri consistono nella recita del rosario, un tempo di formazione spirituale e di condivisione. P. Occhio conclude con la Benedizione di Maria Ausiliatrice. Quest'anno il nostro gruppo ha chiesto un altro ritiro così da avere tre ritiri annuali. È incoraggiante e consolante vedere come lo spirito del nostro gruppo stia crescendo sotto la guida della nostra Madre benedetta (Margaret Pupulin Coordinatrice, ADMA Toronto)


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                                    Signor TULLIO LUCCA (incarico fino a 2014) -
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