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      ADMAonLine              |            Messaggio Mensile :    24 novembre 2012         


Maria ci invita alla santità e alla vita di grazia
Viviamo l'Anno della fede con Maria, Beata perché ha creduto


Oggi più che mai vogliamo lasciarci guidare da Maria, nostra madre e nostro aiuto, nel cammino della santità e della grazia, per combattere l'astuzia del maligno che seduce i cuori con il peccato, volendo la perdizione degli uomini. Maria ci chiama ad essere apostoli e portatori della luce della fede e dell'amore di Dio per coloro vivono nelle tenebre e nell'ombra della morte. Con Lei tutti possiamo vedere suo Figlio, adorarlo e vivere nell'amore e nella pace.
"Per fede Maria accolse la parola dell'Angelo e credette all'annuncio che sarebbe divenuta Madre di Dio nell'obbedienza della sua dedizione (cfr Lc 1,38). Visitando Elisabetta innalzò il suo canto di lode all'Altissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a Lui (cfr Lc 1,46-55). Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico Figlio, mantenendo intatta la verginità (cfr Lc 2,6-7). Confidando in Giuseppe suo sposo, portò Gesù in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode (cfr Mt 2,13-15). Con la stessa fede seguì il Signore nella sua predicazione e rimase con Lui fin sul Golgota (cfr Gv 19,25-27). Con fede Maria assaporò i frutti della risurrezione di Gesù e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore (cfr Lc 2,19.51), lo trasmise ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo Spirito Santo (cfr At 1,14; 2,1-4)" (Benedetto XVI Porta Fidei, 13).
Come Associazione di Maria Ausiliatrice l' Anno della fede ci tocca molto da vicino nella nostra identità, sapendo che don Bosco ha fondato l'Associazione con lo scopo di difendere e diffondere la fede tra il popolo di Dio attraverso la devozione all'Ausiliatrice.

Alcuni suggerimenti proposti a tutti i nostri soci e gruppi

" Seguire le catechesi del mercoledì del S. Padre Benedetto XVI dedicate a questa tematica.

" Curare la preghiera del Rosario. Con il Rosario, infatti, ci lasciamo guidare da Maria, modello di fede, nella meditazione dei misteri di Cristo, e giorno dopo giorno siamo aiutati ad assimilare il Vangelo, così che dia forma a tutta la nostra vita. Preghiamo il Rosario personalmente, in famiglia e in gruppo, ponendoci alla scuola di Maria, che ci conduce a Cristo, centro vivo della nostra fede. Si ponga l'intenzione speciale di pregare per il dono della fede per tutta la Chiesa ed in particolare per chi vive lontano da Dio e non crede in lui.

" Vivere un'ora di adorazione eucaristica al mese in spirito di riparazione, implorando la conversione dei cuori e la santificazione dei sacerdoti.

" Ogni socio, possibilmente in accordo con il proprio confessore o direttore spirituale, individui un punto su cui lavorare per un sincero cammino di conversione, scegliendo un gesto penitenziale che lo aiuti a viverlo con fedeltà e perseveranza, dando frutti di vera conversione, come ci ricorda S. Ambrogio: "dobbiamo portare frutti interiori, frutti di pudicizia, frutti di buona armonia, frutti di carità e d'amore, restando racchiusi entro l'unico grembo della madre Chiesa, affinché il vento non ci danneggi, la grandine non ci abbatta, l'arsura della passione non ci bruci, l'acqua delle tempeste non ci sconquassi".

"La figura di Maria ci orienta nel cammino. Questo cammino, come ci ha detto Benedetto XVI, potrà apparirci un itinerario nel deserto; sappiamo di doverlo percorrere portando con noi l'essenziale: il dono dello Spirito, la compagnia di Gesù, la verità della sua parola, il pane eucaristico che ci nutre, la fraternità della comunione ecclesiale, lo slancio della carità. È l'acqua del pozzo che fa fiorire il deserto. E, come nella notte del deserto le stelle si fanno più luminose, così nel cielo del nostro cammino risplende con vigore la luce di Maria, la Stella della nuova evangelizzazione, a cui fiduciosi ci affidiamo" (dal messaggio del Sinodo sulla nuova evangelizzazione).
Esprimiamo il nostro affidamento con la bellissima supplica di San Bernardo da recitare insieme al nostro Rosario nell'anno della Fede:
.
Guarda la stella, invoca Maria

O tu che nell'instabilità continua della vita presente t'accorgi di essere sballottato tra le tempeste senza punto sicuro dove appoggiarti,
tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella se non vuoi essere travolto dalla bufera.
Se insorgono i venti delle tentazioni e se vai a sbattere contro gli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria!
Se i flutti dell'orgoglio, dell'ambizione, della calunnia e dell'invidia ti spingono di qua e di là, guarda la stella, invoca Maria!
Se l'ira, l'avarizia, l'edonismo squassano la navicella della tua anima, volgi il pensiero a Maria!
Se turbato per l'enormità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza,
spaventato al terribile pensiero del giudizio, stai per precipitare nel baratro della tristezza,
e nell'abisso della disperazione, pensa a Maria!
Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria!
Maria sia sempre sulla tua bocca e nel tuo cuore.
E per ottenere la sua intercessione, segui i suoi esempi.
Se la segui non ti smarrirai, se la preghi non perderai la speranza, se pensi a lei non sbaglierai. Sostenuto da lei non cadrai, difeso da lei non temerai, con la sua guida non ti stancherai,
con la sua benevolenza giungerai a destinazione.
(S. Bernardo)

 

Sig. Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale

       CAMMINO FORMATIVO 2012-2013: LA GRAZIA DELLA FEDE


3. La fede e la chiesa
                                                                                                                  
(don ROBERTO CARELLI sdb)

Dopo aver chiarito che la fede non è estranea al mondo della religione e della ragione, ma ha il potere, in forza del legame con Gesù, Figlio di Dio e Verità del mondo, di rendere ogni uomo più religioso e più ragionevole, in questa terza catechesi scopriremo che la fede non è anzitutto un atto individuale, ma un atto essenzialmente ecclesiale. Di fronte al sentire comune, che riduce la fede a credenza soggettiva o a condizionamento culturale, la fede cristiana, fondata sull'affidabilità e la ragionevolezza della Parola di Dio, trova solide radici nella storia di un popolo radunato da Dio per essere luce di tutte le nazioni.
Raccogliendo i motivi per cui non si può credere senza la Chiesa, il primo è di ordine generale e riguarda il modo di essere di Dio e dell'uomo. Poiché Dio è in se stesso comunione d'amore e l'uomo è creato a sua immagine e somiglianza, senza gli altri l'uomo non può fare nulla, né esistere, né conoscere, né amare. L'identità dell'uomo si costituisce e si sviluppa nei legami, quelli a cui è fin dall'inizio affidato e quelli a cui di volta in volta si affida. Tutto il modo di percepire di una persona, il suo bagaglio di conoscenze e di sentimenti, l'insieme dei suoi desideri e convinzioni, dei valori che professa e delle cose per cui darebbe la vita, sono anzitutto eredità familiari, culturali, civili e religiose. Per l'uomo credere è normale, il contrario no, e senz'altro sono infinitamente di più le cose di cui ci si fida che quelle di cui ci si accerta.
Poiché l'uomo non esiste mai senza gli altri, ma sempre nell'ordine del dono e della fede - ecco un secondo motivo per cui la fede è non è mai un "io credo" senza essere anche un "noi crediamo" - la teologia cristiana ha sempre insegnato che esistono diversi modi di conoscere, tutti altrettanto legittimi. Si conosce per evidenza empirica (constatazione dei fatti) o per evidenza logica (rigore dei ragionamenti), ma, specialmente nelle cose più importanti della vita, quelle che riguardano l'ordine del cuore, si conosce anche per testimonianza, cioè sull'autorità competente ed onesta di altri: come diceva il Card. Newamn, "credere è in sostanza accettare una verità che la nostra ragione non può raggiungere, sulla base di una testimonianza". In questo senso la fede non è una forma di conoscenza debole, ma la più appropriata a ciò che è veramente umano.
Tanto è vero - terzo motivo che spiega la socialità della fede - che la rivelazione di Dio posta a fondamento della fede ha preso la forma dell'alleanza con un popolo, e si è realizzata in una storia della salvezza attestata nella Scrittura, trasmessa dai Profeti e dagli Apostoli (cfr. Ef 2,20), e radicata, prima e dopo tutto, nella storia di Gesù, il "testimone fedele e verace", assolutamente autorevole perché eletto da Dio come principio della creazione, Primogenito dei risorti e Signore della storia (Ap 1,5 e 3,14). In altre parole, proprio perché Dio è Dio, mistero d'amore in sé inaccessibile, la fede vi passa attraverso le molte mediazioni storiche, personali e collettive, della Sua santità. Per questo riconosciamo Abramo come "padre di tutti i credenti" (Rm 4,11.18). e per questo Maria, avendo "creduto nell'adempimento della Parola di Dio" è dichiarata "beata" (Lc 1,45). Se la fede non può non essere ecclesiale, è perché la rivelazione di Dio è sempre oggetto di traditio, di trasmissione viva e personale: è affidata alla predicazione degli Apostoli, alla scrittura degli Evangelisti, alla testimonianza interiore dello Spirito, alla custodia autorevole del Magistero (CCC 74-87). Perciò la fede non è mai puramente soggettiva, ma è sempre "attestata", nel duplice senso del termine di "messa in un testo" (Scrittura) e "testimoniata con la vita" (Tradizione): "la fede cristiana non è una religione del Libro. Il cristianesimo è la religione della Parola di Dio, non di una parola scritta e muta, ma del Verbo incarnato e vivente" (CCC 108).
Come Benedetto XVI ha ripetuto con forza in un recente discorso ai Catechisti sul tema della nuova evangelizzazione - ecco la quarta considerazione sull'impossibilità di credere da soli -la fede è insieme un atto personale e un atto sociale: "la conversione è certo innanzitutto un atto personalissimo, è personalizzazione. Ma la vera personalizzazione è sempre anche una nuova e più profonda socializzazione. L'io si apre di nuovo al tu, in tutta la sua profondità, e così nasce un nuovo noi… Non si può evangelizzare con sole parole; il vangelo crea vita, crea comunità in cammino; una conversione puramente individuale non ha consistenza". E infatti il Catechismo, subito dopo l'articolo dedicato all'"io credo", dedica un articolo intero al "noi crediamo" (CCC 166-175). Lì si chiarisce molto bene che la fede, come libera risposta dell'uomo all'iniziativa di Dio che si rivela, è senz'altro un atto personale, "ma non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l'esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere" (CCC 166). Passaggio davvero splendido: l'analogia fra il venire alla fede e il venire all'esistenza rende perfettamente l'idea che la fede è una generazione di fede, una trasmissione di vita nuova, di conoscenza nuova, di amore nuovo. La fede è l'atto battesimale che ci fa nascere a Dio e al tempo stesso ci rende membri della Chiesa.
Da qui discendono un paio di implicazioni che aiutano a interiorizzare il carattere ecclesiale della fede e a distogliere i giovani dalla tentazione a risolvere la fede in una decisione arbitraria, frutto di emozioni momentanee o di ragionamenti frettolosi, di cattivi esempi o di conformismo. Giustamente il Papa ha puntualizzato che "è la Chiesa il primo soggetto della fede. Nella fede della Comunità cristiana ognuno riceve il Battesimo, segno efficace dell'ingresso nel popolo dei credenti per ottenere la salvezza" (Porta fidei, 10). In altre parole, ciò che Dio ha suscitato in Cristo è anzitutto la comunità credente della Chiesa, ed è in essa che ogni uomo può credere. avere accesso alla fede è allora innestarsi nella fede della Chiesa, e credere è un atto personale ma non individuale, libero ma non arbitrario, intimo ma non privato. E se tutto ciò è vero, allora la Chiesa non solo è lo spazio della fede, ma è anche la Madre e l'Educatrice della fede. Anche qui uno splendido passaggio del Catechismo: "è anzitutto la Chiesa che crede, e che così regge, nutre e sostiene la mia fede. È innanzitutto la Chiesa che confessa il Signore, e con essa e in essa, anche noi siamo trascinati e condotti a confessare… La salvezza viene solo da Dio; ma, poiché riceviamo la vita della fede attraverso la Chiesa, questa è nostra Madre… Ed essendo nostra Madre, è anche l'educatrice della nostra fede" (CCC 168.169). Davvero vale per la fede ciò che esprime la famosa sentenza di san Cipriano: "non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre".
Va infine ricordato che l'ecclesialità della fede non oscura il riferimento a Dio, ma lo rende possibile e lo arricchisce. Lo rende possibile, perché l'atto di fede, per quanto passi attraverso l'ascolto della Parola, la celebrazione di un sacramento o dall'incontro con un testimone, è sempre in definitiva rivolto a Dio e realizza un'effettiva esperienza di Lui. Verissima è perciò la classica affermazione di San Tommaso: "l'atto del credente non si ferma all'enunciato, ma raggiunge la realtà". D'altra parte, il carattere ecclesiale della fede è una ricchezza per la fede, perché la santità della Chiesa è la più splendida attestazione di cosa Dio sappia fare nella vita degli uomini e delle donne che confidano in Lui.
Come vivere la catechesi di questo mese? Proponiamo alcuni interrogativi personali e un'indicazione comunitaria. 1. Ciascuno si chieda: cos'è per me la fede, una convinzione solitaria o una professione pubblica? Come vivo la fede: da solo o come famiglia, comunità, popolo? E come curo la mia fede: mi dibatto forse ancora fra molti dubbi e obiezioni? sono superficiale nel conoscere le verità della fede e negligente nella formazione? E come prego: in maniera solo spontanea o solo formale? o so fare mia la preghiera della Chiesa? mi rivolgo a Dio da solo o con l'aiuto di Maria e dei Santi, dei fratelli e delle sorelle? sono grato nei confronti di tutti quelli che pregano e offrono sacrifici per me? e io, a mia volta, so pregare e fare sacrifici per gli altri? 2. Nelle nostre comunità occorre prendere coscienza che la fede è qualcosa di così bello, ricco e profondo, che fondamentalmente va celebrata e professata: essa non matura accumulando conoscenze e osservando delle leggi, ma alimentando la mente e il cuore attraverso atti di lode e di ringraziamento specialmente liturgici, e testimoniandola agli altri con il coraggio della parola e l'umiltà del servizio.

      CRONACA DI FAMIGLIA


FILIPPINE - PASAY CONGRESSO DISTRETTUALE.

Il 15 settembre 2012, i gruppi ADMA si sono riuniti per il Congresso Distrettuale di Pasay svolto a San Juan Nepomuceno in Malibay, Pasay City. Vi hanno partecipato i membri dei seguenti gruppi: San Juan Nepomuceno, Maria Consolatrice degli Afflitti, Sto. Nino e Maria Auxiladora, San Giuda, Auxilium, Santa Maria Mazzarello, Parrocchia di San Ildefonso, Immacolata Concezione, i membri del Consiglio nazionale e gli animatori spirituali: Suor Carina Chavez, nuova animatrice FMA, e Fr. Nestor C. Impelido, SDB. Dopo un breve e significativo discorso fatto da p. Impelido, c'è stata una presentazione del "sogno dei nove anni"di Don Bosco, letto, approfondito e meditato. E' seguito un momento di condivisione per riflettere come gli aspetti della storia del "sogno dei nove anni" dovrebbero guidare i membri dell'ADMA nel loro impegno e come possano incidere nella vita di ciascuno, nei propri piani, nella famiglia e nelle relazioni, poiché come Don Bosco fu guidato da Maria nei suoi sforzi, anche i membri dell'ADMA saranno indirizzati verso la strada giusta e buona. L'incontro è stato particolarmente benedetto perché si è svolto nel giorno della festa della Madonna Addolorata. La Messa è stata celebrata da p. Impelido e undici membri dei gruppi di Pasay sono entrati a far pienamente dell'Associazione (Junifer).


TORINO - VALDOCCO XXII GIORNATA MARIANA

Domenica 13 ottobre 2012, in un clima di comunione, di gioia e di sentita presenza di Maria, l'Associazione di Maria Ausiliatrice, con la partecipazione di oltre 300 persone, ha vissuto la XXII Giornata Mariana, incentrata sulla presentazione, da parte dell'animatore spirituale don Pierluigi Cameroni, della Carta d'Identità carismatica della Famiglia Salesiana. Ha fatto seguito una carrellata di testimonianze ed esperienze proposte in forma giovanile e vivace: dalla storia di conversione e dalle canzoni del cantautore Roberto Bignoli, con la coreografia delle ragazze della comunità Shalom, alla presentazione dell'ADMA Giovanile di Torino; dalla partecipazione delle Famiglie ADMA al Congresso mondiale delle famiglie di Milano, alla presentazione del cammino formativo dell'anno fatta da don Roberto Carelli. Nel pomeriggio, nel santuario di Maria Ausiliatrice, dopo la recita del Santo Rosario, si è svolta la solenne concelebrazione eucaristica presieduta don Pietro Mellano, economo della Circoscrizione Piemonte-Valle d'Aosta, nel corso della quale 42 persone dell'ADMA Primaria, di Mornese, di Ivrea, di Nave (Brescia) e della comunità Shalom di Palazzolo S/O (Brescia), sono entrate a far parte dell'Associazione. In questa celebrazione si è voluto aprire solennemente, come ADMA, l'Anno della fede, ricordando che don Bosco fondò e promosse l'Associazione di Maria Ausiliatrice con l'intento di difendere e sviluppare la fede nel popolo di Dio.

RUMIA (POLONIA) - INCORONAZIONE DEL QUADRO DI MARIA AUSILIATRICE

Il 12 ottobre 2012, mons. Slawoj Leszek Glódz, arcivescovo di Gdansk, ha presieduto la cerimonia d'incoronazione del quadro di Maria Ausiliatrice della chiesa di Rumia, oggetto di profonda devozione da parte della popolazione locale. I salesiani dell'Ispettoria "Sant'Adalberto", i membri della Famiglia Salesiana e i devoti di Maria Ausiliatrice attendevano questo momento da 12 anni. La solenne cerimonia è avvenuta in occasione del 75° anniversario dell'arrivo dei Salesiani a Rumia, nella regione della Pomerania. Presenti alla celebrazione gli Ispettori don Marek Chmielewski, di Pila, e don Slawomir Lubian, di Varsavia, alcuni ex parroci della chiesa, i sacerdoti cresciuti nella parrocchia, rappresentanti delle autorità comunali, membri della Famiglia Salesiana e un grandissimo numero di fedeli e devoti a Maria, provenienti da tutta la Polonia e anche dall'estero. La messa è stata concelebrata da ben 116 sacerdoti. Le corone - simili a quelle dipinte nel quadro di Maria Ausiliatrice di Torino - sono state progettate da un noto artista di Gdansk, Mariusz Drapikowski. Esse rappresentano degli ex-voto, con i quali i sacerdoti, i parrocchiani e lo stesso artista hanno voluto esprimere il loro ringraziamento a Maria per le tante grazie ricevute. Lo stesso quadro di Maria Ausiliatrice costituisce un ex-voto: venne commissionato dai Salesiani di Rumia a don Wladyslaw Sulecki un artista di Jaroslaw, e venne offerto dagli operai di una conceria locale, miracolosamente scampati al crollo di una parete del complesso, ancora in costruzione, nel quale si erano riuniti. La cerimonia dell'Incoronazione è stata una manifestazione di quanto il quadro sia onorato dai fedeli del luogo, che qui pregano sperimentando continuamente grazie quali guarigioni, conversioni, riscoperta della propria vocazione oppure abbandono dalle dipendenze.

Accogliamo con gioia i nuovi gruppi di Pindamonhangaba (Brasile San Paolo) con 70 soci ed eretto il 24 settembre 2012 e di Comodoro Rivadavia (Argentina) eretto il 5agosto 2012.


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                                    Signor TULLIO LUCCA (incarico fino a 2014) -
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Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI |Istituto Salesiano | Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
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