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      ADMAonLine              |            Messaggio Mensile :    24 ottobre 2012         

Maria ci ricorda che solo in Dio
è la nostra pace e la nostra speranza



Come Associazione di Maria Ausiliatrice sentiamo che Maria ci chiama a vivere questo Anno della fede in modo tutto speciale. È un tempo di grazia da vivere sotto il suo sguardo, in profonda comunione d'anima con Lei per essere, sotto la sua guida, missionari dell'amore di Dio. E' chiamata ad una missione speciale per la quale Ella ci rende forti, ci riempie delle sue grazie, ci protegge dallo spirito del male, ci consola nei momenti difficili.
Il Concilio Vaticano II già nel titolo del Capitolo VIII della Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium: "La Beata Vergine Maria Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa", volle sottolineare il profondo rapporto di Maria con Cristo e con la Chiesa. "Si tratta del "nexus mysteriorum", dell'intimo collegamento tra i misteri della fede cristiana, che il Concilio ha indicato come orizzonte per comprendere i singoli elementi e le diverse affermazioni del patrimonio della fede cattolica… il capitolo sulla Madre di Dio, nel quale la figura di Maria, riletta e riproposta a partire dalla Parola di Dio, dai testi della tradizione patristica e liturgica, oltre che dalla ampia riflessione teologica e spirituale, appare in tutta la sua bellezza e singolarità e strettamente inserita nei misteri fondamentali della fede cristiana. Maria, di cui è sottolineata innanzitutto la fede, è compresa nel mistero di amore e di comunione della SS. Trinità; la sua cooperazione al piano divino della salvezza e all'unica mediazione di Cristo è chiaramente affermata e posta nel giusto rilievo, facendone così un modello e un punto di riferimento per la Chiesa, che in Lei riconosce se stessa, la propria vocazione e la propria missione. La pietà popolare, da sempre rivolta a Maria, risulta infine nutrita dai riferimenti biblici e patristici. Certo, il testo conciliare non ha esaurito tutte le problematiche relative alla figura della Madre di Dio, ma costituisce l'orizzonte ermeneutico essenziale per ogni ulteriore riflessione, sia di carattere teologico, sia di carattere più prettamente spirituale e pastorale. Rappresenta, inoltre, un prezioso punto di equilibrio, sempre necessario, tra la razionalità teologica e l'affettività credente. La singolare figura della Madre di Dio deve essere colta e approfondita da prospettive diverse e complementari: mentre rimane sempre valida e necessaria la via veritatis, non si può non percorrere anche la via pulchritudinis e la via amoris per scoprire e contemplare ancor più profondamente la fede cristallina e solida di Maria, il suo amore per Dio, la sua speranza incrollabile… l'imminente Anno della Fede possa rappresentare per tutti i credenti in Cristo un vero momento di grazia, in cui la fede di Maria ci preceda e ci accompagni come faro luminoso e come modello di pienezza e maturità cristiana a cui guardare con fiducia e da cui attingere entusiasmo e gioia per vivere con sempre maggiore impegno e coerenza la nostra vocazione di figli di Dio, fratelli in Cristo, membra vive del suo Corpo che è la Chiesa" (Benedetto XVI 8 settembre 2012).
Ringraziamo Maria Ausiliatrice per la ricchezza di vita con cui sta accompagnando la nostra Associazione in particolare in questo periodo con la celebrazione di Congressi e Incontri a livello nazionale o ispettoriale (cfr. cronaca).

Sig. Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale

       CAMMINO FORMATIVO 2012-2013: LA GRAZIA DELLA FEDE


2. La fede e la ragione
                                                                                                                  
(don ROBERTO CARELLI sdb)

Affrontiamo in questa seconda catechesi l'importantissimo tema del rapporto fra fede e ragione. È un fatto che appena si parla di religione si finisce sempre a discutere su religione e ragione o fede e scienza, e passa immancabilmente l'idea che le due grandezze sono incompatibili o il loro rapporto problematico. È evidente che abbiamo sulle spalle la pesante eredità della cultura moderna, che ci ha abituati a pensare fede e ragione come due grandezze esteriori e alternative: esteriori, perché la ragione sarebbe il campo dell'evidenza e dell'oggettività, mentre la fede quello dell'inevidenza e della soggettività; alternative, perché dove c'è una non ci può stare l'altra. Si dà quasi per scontato che per ragionare non serve credere, e che credere è rinunciare a ragionare. È triste constatare che in questo conflitto non ci sono vincitori: la ragione è ridotta a calcolo, la fede a salto nel buio, entrambe risultano incapaci di cogliere la verità. Il reciproco discredito ha impoverito entrambe, danneggiando sia credenti che non credenti: la ragione, limitandosi al campo del visibile, non sa comprendere il mondo degli affetti, e la fede, assegnata al campo dell'invisibile, non realizza una forma di conoscenza attendibile. Dice bene Giovanni Paolo II nell'Enciclica Fides et Ratio: "la ragione, privata dell'apporto della rivelazione, ha percorso sentieri laterali che rischiano di farle perdere di vista la sua mèta finale. La fede, privata della ragione, ha sottolineato il sentimento e l'esperienza, correndo il rischio di non essere più una proposta universale" (FR 48).
Di fatto, nel nostro tempo, alla crisi della fede fa riscontro il sonno della ragione. L'esaltazione della ragione e l'arroccamento della fede hanno indebolito l'una e l'altra, rendendole reciprocamente inservibili. La ragione, dimenticando il proprio limite creaturale, ha preteso di porsi come criterio di giudizio nei confronti della fede, e la fede, per difendere il proprio specifico, ossia il riferimento a Dio e alla Sua rivelazione, è diventata culturalmente irrilevante. Da qui il "divorzio fra fede e cultura" che Paolo VI additava come il male principale del nostro tempo. Inoltre la ragione, concentrandosi sul conoscere piuttosto che sull'essere, invece di sottolineare la capacità della ragione di conoscere la verità, "ha preferito sottolineare i suoi limiti e i suoi condizionamenti", ma così "la legittima pluralità di posizioni ha ceduto il passo ad un indifferenziato pluralismo, fondato sull'assunto che tutte le posizioni si equivalgono" e riducendo ogni conoscenza a opinione: anche la religione, invece di essere riconosciuta come rapporto con l'assoluto, viene svalutata a grandezza culturale (FR 5). Fra le conseguenze più vistose vi è il capovolgimento del rapporto fra scienza e fede: la scienza, il cui sapere è per se stesso riduttivo, appare come senz'altro affidabile, mentre la religione, che riguarda il senso profondo delle cose, è ritenuta inevitabilmente inaffidabile. In realtà, è bene ricordare che "la verità viene raggiunta non solo per via razionale, ma anche mediante l'abbandono fiducioso ad altre persone, che possono garantire la certezza e l'autenticità della verità stessa. La capacità e la scelta di affidare se stessi e la propria vita a un'altra persona costituiscono certamente uno degli atti antropologicamente più significativi ed espressivi" (FR 33). Ad ogni modo, ammonisce Giovanni Paolo II, una ragione e una fede deboli non fanno né il proprio gioco né il gioco l'una dell'altra: "è illusorio pensare che la fede, dinanzi a una ragione debole, abbia maggior incisività; essa, al contrario, cade nel grave pericolo di essere ridotta a mito o superstizione. Similmente, una ragione che non abbia dinanzi una fede adulta non è provocata a puntare lo sguardo sulla novità e radicalità dell'essere" (FR 5). Alla ragione e alla fede non fa bene una figura "debole", ma una figura "umile": la ragione ha interesse a tener conto che anch'essa, come ogni realtà creata, è ferita e bisognosa di redenzione; e la fede non deve mai dimenticare che la Rivelazione che la fonda si è attestata nella sapienza della croce: "Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti… ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono" (1Cor 1,27-28)
Tra l'altro la separazione di fede e ragione è globalmente responsabile di quella che Benedetto XVI ha chiamato "emergenza educativa", per la quale "le giovani generazioni sono esposte alla sensazione di essere prive di autentici punti di riferimento" (FR 6), e che si evidenzia particolarmente nella scissione fra razionalità e affettività di cui soffrono i nostri ragazzi: colpiti da stimoli eccessivi, realizzano identità fragili, e invasi da troppe informazioni, stentano a raggiungere una visione unitaria delle cose. Urge ritrovare, come si è espresso il Comitato della Conferenza Episcopale Italiana sul tema della sfida educativa, il duplice bene di "una razionialità affettiva e di un'affettività ragionevole". Del resto, tutti i grandi maestri spirituali hanno insegnato la persona matura si manifesta nell'equilibrio di raziocinio e immaginazione, quando gli affetti alimentano pensieri buoni e i pensieri orientano affetti stabili.
A ben vedere, la figura di una ragione separata dalla fede è implausibile, totalmente incapace di rendere conto dei modi con cui l'uomo si rapporta alla realtà e agli altri, dei modo con cui conosce e ama. È facile constatarlo: fidarsi di qualcuno senza controllare nulla, o pretendere di controllare tutto senza fidarsi di nessuno, sono modi semplicemente scadenti di stare al mondo. Quando in una relazione non si usa la ragione, facilmente si scade nella manipolazione e nel conflitto, e quando manca la fiducia, si cade allora nel sospetto e nella paura. La vita dell'uomo intreccia sempre affidamenti e accertamenti: può farlo più o meno bene, ma sempre l'uomo tende ad affidarsi e sempre ci tiene ad accertarsi. A riprova, difficilmente l'uomo si accontenta di sole promesse, e mai lo convincono i puri ragionamenti. A tutti piace invece incontrare persone ragionevoli e affidabili. Anche Dio è dello stesso parere: nel documento del Concilio sulla Parola di Dio si dice infatti che "l'economia della rivelazione avviene con eventi e parole intimamente connessi tra loro, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, e le parole dichiarano le opere e chiariscono il mistero in esse contenuto" (DV 2). Insomma, la ragione non è estranea all'ambito della fede e la fede non è meno che una forma di conoscenza: "esiste una conoscenza che è peculiare della fede. Questa conoscenza esprime una verità che si fonda sul fatto stesso di Dio che si rivela, ed è verità certissima perché Dio non inganna né vuole ingannare" (FR 8).
Ora, la bella notizia del Vangelo è che la fede è insieme luce e forza, conoscenza e amore. Certo, la fede è fiducia illimitata in Dio, ma Dio neanche si sogna di mortificare la ragione e la libertà dell'uomo. Al contrario, la fede in Dio rende intelligenti e liberi, partecipi della sapienza e della bontà di Dio! Infatti, quando Gesù chiama i discepoli a seguirlo, non chiede di rinunciare alla ragione e alla libertà, ma dicendo loro "venite e vedete" (Gv 1,39), le richiede espressamente! Nella fede, "intelletto e volontà esercitano al massimo la loro natura spirituale", affinché il soggetto possa compiere atti pienamente liberi e personali (FR 13). Tanto che Gesù, quando chiede di credere in Lui non lo dice a scapito del pensare e del decidere di sé - è ciò che ci rende uomini! - ma proprio a loro vantaggio: "conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv 8,11). In pratica, per maturare nella fede, occorre guardarsi bene dall'opporre testa e cuore, riflessione e devozione! In breve: no al secolarismo, no allo spiritualismo. La Chiesa, alla quale è affidata la "diaconia della verità" (GS 16), non smette di ripetere che sia la ragione che la fede sono capaci di verità e concorrono al suo ritrovamento: "beato l'uomo che medita sulla sapienza e ragiona con l'intelligenza, considera nel cuore le sue vie, ne penetra con la mente i segreti" (Sir 14,20) E garantisce che non solo la fede fa bene alla ragione, in quanto le impedisce di esaltarsi (razionalismo) e di limitarsi (irrazionalità), ma anche che la ragione fa bene alla fede, in quanto le evita di scadere in assenso cieco (fideismo) e in costrizione (fondamentalismo). Da qui la duplice formula classica del credo ut intellegam e intellego ut credam: il credere aiuta a capire e il capire aiuta a credere. Ciò si fonda sul fatto che la verità è una sola, che riguarda la mente e il cuore, e che Dio è l'unico termine della nostra ricerca di verità e del nostro desiderio di bene: "il Dio creatore è anche il Dio della storia della salvezza. Lo stesso e identico Dio, che fonda e garantisce l'intelligibilità e la ragionevolezza dell'ordine naturale delle cose, è il medesimo che si rivela Padre di nostro Signore Gesù Cristo" FR 34).
Come vivere gli insegnamenti di questa catechesi? Ci permettiamo un paio di suggerimenti:
1. A fronte di una generazione che ha vissuto le pratiche della fede, ma non ha saputo renderne ragione alle giovani generazioni, il primo impegno è quello di appassionarsi alla verità della fede e alla sua intima ragionevolezza, in modo tale da "essere sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. E questo con dolcezza e rispetto" (1Pt 3,15). Ciò significa formazione e buone letture, obbedienza ai pastori e coraggio della testimonianza, retta dottrina e retta condotta: perché si capisce davvero soltanto ciò che si vive.
2. A fronte di una ragione ferita dal peccato, che oscilla fra pretese smisurate e caduta di ogni pretesa, il secondo impegno è quello che Benedetto XVI ha felicemente espresso nell'invito ad "allargare gli spazi della ragione". Questa è certamente un'impesa complessa, ma da parte del popolo di Dio richiede preghiera e adorazione, immersione e contemplazione delle cose di Dio, supplica e intercessione per chi ha il compito di assicurare, approfondire e trasmettere in maniera integra le verità della nostra fede: il Papa, i Vescovi, i teologi, i predicatori e i catechisti.

      CRONACA DI FAMIGLIA


VENEZUELA - XXIII ASSEMBLEA E XXIV INCONTRO NAZIONALE

Dal 31 agosto al 2 settembre abbiamo celebrato la XXIII Assemblea e il XXIV Incontro Nazionale dell'ADMA del Venezuela presso la Casa di Ritiro dei Padri Paúles nella città di Caracas. Si diede particolare spazio ai 21 giovani che parteciparono. Erano rappresentati 15 gruppi locali: Caracas (La Dolorita, Sarría y Boleíta); Barquisimeto, Coro, El Vigía, Maracaibo y San Felix; además de la asistencia de las Asociaciones locales de La Vega, Amazonas, Valencia Centro y El Consejo, Judibana, Puerto La Cruz (Sección Divino Niño) y Pan de Azúcar. Dopo il saluto della Presidente nazionale ci fu la relazione del cammino realizzato nell'anno 2011-2012 e la presentazione del cammino dei vari gruppi. Il 1 di settembre ci fu la relazione del professor Arturo Díaz sul tema: "Verso una nuova evangelizzazione", in sintonia con la lettera di convocazione dell'Anno della fede. Il Padre Luis Azzalini presentò il cammino formativo dell'ADMA a livello mondiale in preparazione al bicentenario della nascita di don Bosco, mentre Karina Barrios, Referente Nazionale del Movimento Giovanile Salesiano, portò il suo saluto. Nella giornata di domenica dopo le "mañanitas" alla Vergine Ausiliatrice, furono presentante dai giovani alcune proposte per la formazione dell'ADMA giovanile a livello nazionale: - presentare una chiara identità mariana, offrendo stimoli graditi ai giovani, come animazione, musica, teatro, canto, sport, insieme agli elementi di una buona formazione cristiana, creando un ambiente di famiglia; - realizzare un incontro annuale dei gruppi giovanili mariani; - organizzare un pellegrinaggio annuale al santuario mariano locale; - avviare con i preadolescenti, dopo la prima comunione, oratori domenicali, portandoli a vivere progressivamente la loro consacrazione a Maria, con incontri settimanali e avviandoli a semplici esperienze di servizio sociale. Abbiamo concluso le attività con una coreografia molto significativa dove gli adulti hanno chiesto ai giovani la "loro presenza giovanile" e i giovani hanno risposto "di voler assumere il loro impegno in questa società, prendendo don Bosco come Padre, Maestro e Amico". La messa domenicale fu presieduta dal Padre José María Estébanez, delegato per la Famiglia Salesiana, che ci spronò a ringiovanire l'ADMA, sorpreso dalla presenza di tanti giovani (Ingrid González de Gómez - Presidente Nazionale).

FILIPPINE SUD - I CONGRESSO

L'8 settembre, giorno della Natività di Maria, l'Associazione di Maria Ausiliatrice dell'Ispettoria delle Filippine sud (ADMA-FIS) ha celebrato, presso la "St. Louis School-Don Bosco" di Dumaguete City, il suo primo congresso. Vi hanno preso parte i membri dell'Associazione delle sedi di Victorias, Negros Occidental, Cebu e Dumaguete. Il congresso ha avuto come tema "ADMA ieri e oggi: continuando la grande devozione di San Giovanni Bosco a Maria Ausiliatrice". Nel corso della mattinata è stata celebrata la messa, presieduta da don Roland Guiao, Vicario ispettoriale, e concelebrata da diversi altri salesiani: don Daniel Elemia, animatore spirituale di Dumaguete; don Godofredo Atienza, animatore dei di Victorias e Cebu; don Wilbert Dianon, don Vernil Lopez e don Nestor Impelido, Delegato ispettoriale per l'ADMA Nord, che ha anche tenuto l'omelia. Nel corso della giornata la signora Demetria Locsin, uno dei primi membri dell'ADMA, e gli altri membri senior di Dumaguete sono stati premiati per l'amore e la devozione a Gesù e a Maria Ausiliatrice, l'impegno instancabile per l'associazione e l'esempio dato ai membri più giovani. Apprezzata è stata anche la presenza dei responsabili dell'ADMA dell'Ispettoria delle Filippine nord, nelle persone di Maria Junifer Maliglig e Rheena May Lim, rispettivamente Presidente e Vice Presidente. Le attività si sono concluse con la benedizione di Maria Ausiliatrice e la preghiera di affidamento. Al termine della giornata i membri dell'ADMA hanno espresso la propria soddisfazione per le esperienze di comunione e condivisione vissute, guardando al prossimo congresso ispettoriale del 2013.

COMUNITÀ SHALOM (PALAZZOLO - ITALIA) - MISSIONE DI EVANGELIZZAZIONE

Anche quest'anno, in modo più intenso e partecipato, il gruppo dell'ADMA Giovanile della comunità Shalom di Palazzolo (Brescia) ha animato, dal 5 al 16 settembre e con la guida di don Pierluigi Cameroni, la missione di evangelizzazione nella parrocchia di Mozzo (Diocesi di Bergamo). Una cinquantina di giovani della comunità fondata da Suor Rosalina Ravasio ha portato l'annuncio del vangelo e la propria testimonianza di vita a oltre 3.000 famiglie suscitando un grande interesse e partecipata risposta da parte della gente. In tutta la missione è stato proposto in forma anche visiva il sogno profetico di don Bosco delle due colonne. Hanno partecipato anche alcune coppie dell'ADMA di Torino e di Nave che hanno portato la loro esperienza, mentre don Roberto Carelli ha offerto due significativi contributi sulla vita coniugale e famigliare. Questa esperienza, che vede giovani provenienti da storie di devianza e trasgressione diventare strumenti di evangelizzazione, esprime la perenne novità dell'azione dello Spirito e insieme attua in modo inedito l'impegno della Chiesa per una nuova evangelizzazione alla vigilia dell'anno della fede.

ECUADOR - VIII CONGRESSO NAZIONALE -

Nel città di Olmedo, provincia de Loja, si è svolto l'VIII Congresso Nazionale con la partecipazione di 135 soci, 7 sacerdoti salesiani e diocesani, religiose. All'apertura il sindaco, il Dr. Jorge Márquez, ci ha onorato della sua presenza. Il cantone di Olmedo è la cuna di molte vocazioni religiose salesiane, francescane e anche per la diocesi. Furono sviluppati due temi: "Maria Ausiliatrice nella vita di don Bosco" e "Maria discepola e missionaria", esposti dai sacerdoti salesiani Jorge Molina e Luis Mosquera, che diedero anche messaggi profondi per confermare la devozione e l'affidamento a Maria. D'altro lato come Maria fu presente nella vita di don Bosco in una forma percepita, amata, attiva e stimolante, così tale atteggiamento deve essere presente in modo speciale nei soci dell'ADMA. Maria Ausiliatrice sempre offre la sua mano, ancor più nei tempi difficili e questa è la ragione per mantenere viva la confidenza piena e la devozione profonda. È bello vedere che l'Associazione conta la presenza di giovani disposti a continuare questa devozione e relazionarsi con i centri ADMA, per scambiare esperienze e apprendere da ognuno. I partecipanti nelle diverse attività mostrarono gioia, impegno e solidarietà, che culminarono nella notte culturale, nel corso della quale furono presentati vari numeri artistici in onore di Maria Ausiliatrice. Nell'eucaristia di chiusura 12 persone fecero l'impegno di adesione. Fu un momento di grande emozione, vedendo ancora una volta, quanto è viva la devozione alla nostra Madre (Ing. Jeaneth Barahona Reportera de ADMA).

ARGENTINA - PRIMO CONGRESSO NAZIONALE DI MARIA AUSILIATRICE

Dal 21 al 23 settembre presso il santuario nazionale di Nostra Signora de Lujan, si è svolto il Primo Congresso di Maria Ausiliatrice dell'Argentina, promosso dall'ADMA e coordinato dagli animatori ispettoriali Pe. Luis Timossi e Pe. Aldo Tobares. Oltre 400 membri della Famiglia Salesiana hanno condiviso una forte esperienza di fede e di fraternità, meditando e sperimentando come Maria Ausiliatrice è stata presente nella vita di don Bosco. Il Pe. Luis Timossi attraverso una profonda lettura del sogno dei nove anni ha evidenziato come Maria è stata la plasmatrice del carisma salesiano. Don Pierluigi Cameroni, Animatore mondiale dell'ADMA, ha incontrato tutti i presidenti dei gruppi locali e ha offerto una riflessione su come Maria ha manifestato la "sua gloria" nella vita di Don Bosco, nella realtà del santuario di Torino, nella fondazione dell'ADMA e come è presente oggi nella vita della Chiesa. Suor Marta Riccioli, FMA, ha comunicato in modo esperienziale la bellezza e l'impegno ad essere anche noi oggi la mano di Maria Ausiliatrice che aiuta e consola. L'animazione dei giovani salesiani del postnoviziato, la presenza di tanti bambini e ragazzi, diversi giovani dell'ADMA giovanile hanno dato un tono festoso all'incontro. Il regionale don Natale Vitali e gli ispettori dell'Argentina, Pe. Angel Artime e Pe. Manuel Cayo, hanno condiviso interamente l'esperienza come un grande dono di rinnovamento per tutta la Famiglia Salesiana dell'Argentina nel nome dell'Ausiliatrice. Il Congresso si è concluso con una solenne e partecipata celebrazione nel santuario di Nostra Signora di Lujan, presieduta da Mons. Agostino Radrizzani, salesiano, Arcivescovo di Mercedes-Lujan.

Honduras - IV Congresso ADMA del Centro America

Dal 26 al 30 settembre 2012, presso il centro "Tres Rosas" (Valle de Angeles - Honduras), si è svolto il IV Congresso ADMA del Centro America, con la partecipazione di circa 200 soci provenienti da Panama, Honduras, Guatemala, Costa Rica, El Salvador, Nicaragua. In un clima di grande gioia e fraternità si sono condivise giornate di intensa di preghiera, formazione e di filiale amore all'Ausiliatrice. Nella celebrazione di apertura hanno portato il loro saluto il Cardinale di Tegucigalpa, Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, salesiano, che ha invitato a irradiare con la forza della speranza cristiana il messaggio cristiano, e il Nunzio Apostolico in Honduras Mons. Luigi Bianco. Il lavoro delle giornate, guidato da don Pierluigi Cameroni, Animatore mondiale dell'ADMA, e sviluppato attraverso le relazioni, il confronto di gruppo, la condivisione di esperienze è stato incentrato sulla presentazione dell'identità dell'ADMA e sulle linee di rinnovamento dell'Associazione, ponendo attenzione al coinvolgimento e alla formazione delle famiglie giovani e ai gruppi dell'ADMA giovanile. Momento intenso è stata la celebrazione eucaristica del 29 settembre nel corso della quale oltre 20 nuovi membri dei gruppi di Tegucigalpa hanno manifestato la loro adesione all'Associazione. Di rilievo l'impegno posto dai gruppi ADMA dell'Honduras, coordinati dalla Presidente Sig.ra Carmen De Cordova, nel preparare e coordinare il Congresso e l'appoggio dato dall'Ispettore Pe. Hernandez Alejandro nel continuare l'impegno di diffusione dell'ADMA nei paesi del Centro America, come espressione della dimensione popolare del carisma salesiano.


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