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      ADMAonLine              |            Messaggio Mensile :    24 Settembre 2012         

MARIA CI INVITA ALLA FIEREZZA DI ESSERE FIGLI DI DIO



E' con grande gioia che vogliamo preparaci a vivere l'Anno della fede, indetto dal papa Benedetto XVI, e che inizierà il prossimo 11 ottobre, nel 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II°. Per noi dell'ADMA è un anno significativo perché, come ci ricorda l'art. 1 del Regolamento, "L'affidamento di don Bosco a Maria Ausiliatrice ha trovato nell'Associazione una delle espressioni semplici e pratiche per la difesa della fede nel ceto popolare. "Noi cristiani dobbiamo unirci in questi tempi difficili. L'essere fra molti che fanno il bene ci anima senza avvedercene" . L'esperienza "ci fa vedere il mondo luminosissimo che Maria ha continuato dal cielo e con il più grande successo, la missione di Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei Cristiani che aveva cominciato sulla terra"" .
Maria Ausiliatrice ci invita ad essere portatori di pace e di bontà, in un mondo che non ha gioia e speranza perché non ha il cuore aperto a Dio. Maria Ausiliatrice, come "terribile esercito schierato a battaglia", non si arrende davanti a questa umanità che vive senza Dio e rischia di perdersi per sempre. Il suo desiderio più grande è farci conoscere suo Figlio Gesù Cristo, è che noi suoi figli siamo con Lei nella vita eterna e che viviamo nella gioia e nella pace. Per questo prega e ci aiuta affinché superiamo le nostre debolezze, perché possiamo avere un cuore puro, un cuore nuovo così da conoscere la luce della vera fede, essere capaci di portare la croce e saperci sacrificare per tutti quelli che non conoscono l'amore del Padre.
Con l'aiuto di Maria possiamo vivere con coerenza la nostra fede, riconoscere Gesù come nostro Salvatore e Redentore, non vergognarci né di lui, né del vangelo, per poter arrivare a vivere sempre con Dio nella gioia del paradiso. Alla fine della vita saremo riconosciuti come veri figli di Dio se su questa terra abbiamo riconosciuto Gesù davanti agli uomini con semplicità e franchezza, vincendo il rispetto umano, il compromesso e la mediocrità, testimoniando la nostra fede con l'onestà della vita, la purezza, la partecipazione alle gioie e alle sofferenze del prossimo, in mezzo alle prove e alle persecuzioni. Sperimenteremo la verità del salmo 83 che dice: "Beato l'uomo che decide nel suo cuore il santo viaggio. Passando per la valle pianto la cambia in una sorgente; anche la prima pioggia l'ammanta di benedizioni. Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion".
Pertanto viviamo con grande impegno questo anno condividendo gli orientamenti e le linee che la nostra Associazione ci propone per il 2012-2013 (cfr. www.admadonbosco.org ) in sintonia con la strenna del Rettor Maggiore e il cammino della Chiesa. Inoltre desideriamo ringraziare Maria Ausiliatrice per la crescita e la maturazione della nostra Associazione, in particolare per la scuola degli Animatori spirituali SDB e FMA della Spagna e per le iniziative a favore delle coppie e famiglie giovani (cfr. cronaca). Infine con gioia annunciamo che il VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice si terrà nel 2015 a Torino-Valdocco dal 6 al 9 agosto.

Sig. Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale

       CAMMINO FORMATIVO 2012-2013: LA GRAZIA DELLA FEDE


1. LA FEDE E LE RELIGIONI
                                                                                                                  
(don ROBERTO CARELLI sdb)

Il ciclo di catechesi di quest'anno, interamente dedicato al tema della fede, prende l'avvio con un atto di gratitudine nei confronti del Santo Padre Benedetto XVI. In un momento in cui la Chiesa è dolorosamente presa nella morsa dell'incomprensione del mondo e dei peccati dei suoi figli il Papa ci aiuta a "non farci vincere dal male, ma a vincere il male con il bene" (Rm 12,21), e ci riporta all'essenziale, a ciò che veramente conta, a quella fede che ci fa conoscere Dio, ci fa sperare in Lui e ci fa amare del Suo stesso amore. La gratitudine verso il Papa diventa doppia, se si considera che il tema della fede non è il frutto di una programmazione fatta "a tavolino", ma si ispira alla memoria di due eventi di capitale importanza per la fede stessa: il cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II (1962) e il ventesimo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (1992).
Meditare sulla fede in questo nostro tempo di "nuova evangelizzazione" è realizzare un triplice dono: per i credenti è rischiarare la mente, rinfrancare il cuore e ravvivare lo slancio missionario; per i non credenti è rilanciare la questione di Dio in un mondo che non può certo estirparla, ma tende a dimenticarla; per i credenti in altre religioni è onorare tutto ciò che è oggetto delle loro più profonde convinzioni e additarne il pieno compimento. Proprio in questa prima catechesi ci fermeremo sul significato che la fede riveste nei confronti dei due fenomeni degli uomini che cercano Dio lontano dalla religione e quelli che lo cercano nella religione. Sì, perché la fede ha a cuore gli uni e gli altri, ma al tempo stesso contesta allo stesso modo le forme di negazione irreligiosa di Dio e le forme religiose della sua manipolazione: tanto che il primo comandamento, col suo richiamo al culto dell'unico e vero Dio, pone un argine assoluto tanto ai tentativi di costruire o strumentalizzare l'immagine di Dio (come la superstizione, l'idolatria, la divinazione e la magia), quanto ai tentativi di pensare e vivere come se Dio non ci fosse (come nel secolarismo, nell'agnosticismo e nell'ateismo teorico o pratico) (cfr. CCC 2110-2132).
1. È un fatto che le forme dell'irreligione, prevalentemente occidentali, ma che assumono portata mondiale per via dei processi di globalizzazione, tendono a squalificare la fede a pura credenza soggettiva, priva di qualsiasi evidenza e oggettività, incapace di sostenere il dialogo tra le persone e inadatta a suscitare consenso nel dibattito pubblico. L'ovvietà che viene attribuita a questa opinione ha di che sorprendente! È proprio il contrario del modo con cui la fede si è sempre compresa, e cioè come punto di riferimento comune e affidabile per ogni uomo, esattamente perché la sua fonte e il suo oggetto non ha dimensioni umane ma è la rivelazione storica di Dio, e a questo titolo può esercitare la più forte resistenza ad ogni forma di irrazionalità e arbitrio soggettivo.
Certo, non si può semplicemente dimenticare che le fedi, in quanto rinviano a Dio come a un fondamento assoluto, hanno spesso legittimato forme di violenza fisica e morale, ma questo è semplicemente il caso massimo del mistero del male, che in ogni caso è perversione del bene. Non è peraltro difficile constatare che dove il bene è più grande, tanto più grande è il male che si sprigiona dal suo capovolgimento: se già un vaso di marmo può essere un oggetto decorativo o distruttivo, tanto più terribile può essere di volta in volta il nome di Dio, qualora l'uomo tenda ad impadronirsene invece che riconoscerne la signoria. Ci accontenteremo soltanto di ricordare che la fede cristiana si fonda su un Dio che è tutto amore, che è assolutamente incapace di violenza, ed è così poco interessato a difendere il proprio buon diritto a mano armata o a mortificare l'uomo con la sua onnipotenza, da non richiedere nessuno spargimento di sangue se non quello del proprio Figlio amorosamente consenziente. In breve, l'Assoluto cristiano non ha niente a che vedere con l'ostinata affermazione di sé, ma si identifica unicamente con l'incondizionata dedizione per gli altri!
Il decreto di irrilevanza della fede promulgato dalle società secolari, malgrado le molte ragioni storiche che ne stanno all'origine, stupisce davvero. E pensare che la fede, così come i cristiani la comprendono, è davvero una cosa meravigliosa. La fede, già solo come fiducia nella bontà delle cose, come affidamento ad altri e affidabilità per altri, è il modo giusto di stare al mondo, l'unico modo per rapportarsi a ciò che nella vita è davvero importante. Poiché l'uomo non è istintivo come un animale né intuitivo come un angelo, egli è irriducibile a ciò che è semplicemente visibile o semplicemente sottratto alla visibilità: non vive mai nell'ordine dei puri fatti o dei puri ragionamenti, ma sempre e solo nell'ordine dei doni e della libertà di riconoscerli e di corrispondervi, nell'ordine delle promesse e nella libertà di accordare o non accordare credito al loro possibile adempimento. In questo senso, l'uomo è radicalmente un essere credente: la fede non si aggiunge alla sua natura in maniera esteriore, ma la qualifica intimamente: egli nasce affidato a qualcuno e a qualcuno sempre si affida, in bene e in male. Non vi è perciò alternativa al credere: da vedere è solo a chi credere, cosa credere, e con quanta radicalità.
Se poi si viene direttamente alla visione cristiana, allora, diversamente dall'opinione estremamente sommaria che circola nella cultura diffusa, la quale riduce il credere al ritenere o meno che Dio esista e fa della fede una modalità del sentire piuttosto che del conoscere, la fede dischiude una ricchezza di significati che lascia senza parole! Chi crede fa esperienza di Dio: "chi crede in me crede in colui che mi ha mandato" (Gv 12,44); supera il giudizio: "chi crede in lui non è condannato" (Gv 3,18), "riceve il perdono dei peccati" (At 10,43), "è giustificato in tutte le cose" (At 13,49); vince inoltre la morte: "chi crede in me, anche se muore vivrà" (Gv 11,27); ed entra nella vita: "il giusto vivrà per la sua fede" (Gal 3,11); entra precisamente nella vita di Dio: "chi crede in me ha la vita eterna" (Gv 6,43); di conseguenza trova solidità e felicità, sazietà e fecondità: "chi confida nel Signore è come un albero piantato lungo l'acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell'anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti" (Ger 17,7-8), "sarà saziato" (Prv 28,25) e farà anch'egli le opere di Gesù "e ne farà di maggiori" (Gv 14,12).
2. Anche di fronte al mondo delle religioni il Vangelo è una buona notizia, perché la fede onora, riscatta e porta a compimento tutto quanto vi è di buono in ogni religione: "la Chiesa riconosce nella altre religioni la ricerca, ancora nelle ombre e nelle immagini, di un Dio ignoto ma vicino, poiché è lui che dà a tutti vita e respiro ad ogni cosa, e vuole che tutti gli uomini siano salvi. Pertanto la Chiesa considera tutto ciò che di buono e di vero si trova nelle religioni come preparazione al Vangelo" (CCC 843). La forma cattolica della fede è infatti per sua natura universale e inclusiva, non esclusiva o escludente. Lo è per molte buone ragioni. Anzitutto perché riconosce che l'uomo è in quanto tale un essere religioso, radicalmente orientato a Dio e intimamente desideroso di conoscerlo. È qui notevole che il primo capitolo del Catechismo esordisca proprio con queste parole: "il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell'uomo, poiché l'uomo è stato creato da Dio e per Dio" (CCC 27). In altre parole, l'uomo "desidera" Dio perché viene "de-sidera", appunto da Dio!
Certo, le religioni presentano in se stesse molti lati oscuri e molte incongruenze fra di loro, ed è anche vero che l'intimo e originario legame con Dio "può essere dimenticato, misconosciuto e perfino esplicitamente rifiutato". Eppure, "malgrado le ambiguità che possono presentare, le loro forme d'espressione sono così universali che l'uomo può essere definito un essere religioso" (CCC 29.28). L'universalità del fatto religioso è una certezza talmente radicata nella fede che la Chiesa non ha mai smesso di affermare che l'uomo è capace di conoscere validamente Dio già con le forze naturali, e questo perché la sua natura è originariamente creata dalla grazia e chiamata alla grazia, è misteriosamente configurata ad immagine di Dio e destinata a una piena partecipazione alla vita di Dio: e dunque Dio, in quanto principio e fine di tutte le cose, "può essere conosciuto con certezza con il lume naturale della ragione umana partendo dalle cose create" (DV 6). Vi è in effetti nell'uomo una nozione di Dio tanto misteriosa quanto reale, che, prima ancora della rivelazione, e come preparazione ad essa, gli proviene dalla bellezza della creazione e dalla profondità del cuore umano, particolarmente dalla voce della coscienza che indica il bene morale, che aspira all'infinito e cerca la felicità, che non sa fermarsi ai beni finiti, ma anela a ciò che è incondizionato (cfr. CCC 31-35).
Sulla base del desiderio religioso presente in ogni uomo e sulla sua capacità naturale di averne conoscenza, la fede onora e riscatta il patrimonio delle religioni anche il fatto che essa non è radicalmente estranea rispetto ad esse: il motivo fondamentale è che Gesù, "con la sua incarnazione, si è unito in certo modo ad ogni uomo" (GS 22), e poi perché, di conseguenza, non vi è nessun uomo né alcuna religione che non sia ordinata alla Chiesa, la quale, a sua volta, assume in pienezza tutto quanto vi è di autentico in ogni uomo e in ogni cultura. Da qui i diversi livelli di comunione che la Chiesa cattolica intrattiene con le altre forme di religiosità: ai cattolici viene rivolto il monito di guardarsi dal disprezzare e rinnegare la grazia speciale ricevuta senza alcun merito personale: ne va della loro salvezza eterna (LG 14); agli ortodossi e agli evangelici è richiamata l'unità indotta dalla comune fede battesimale (LG 15); gli ebrei vengono riconosciuti come il popolo eletto, il popolo della prima alleanza e della promessa, e i musulmani fanno unità con la Chiesa per la fede nel Dio creatore; la Chiesa non è infine estranea ad ogni uomo che cerca Dio con cuore sincero e rettitudine di vita, assicurando che la Provvidenza di Dio non fa mancare ad essi gli aiuti in ordine alla salvezza (LG 16). Compresa l'idea che la Chiesa non è esteriore alle religioni, ma è come il cuore del mondo, la lampada sul monte e il lievito nella pasta, è importante mostrare a tutti, specialmente ai giovani, quanto sia erronea e pericolosa la risoluzione relativistica del fatto religioso. Ciò significa che non è vero, se non a livello superficiale, che si è cattolici perché nati in Italia, o musulmani perché nati in Arabia, ma si è cattolici per annunciare a tutti il volto di Dio che Dio stesso ha rivelato nel suo Figlio, e per Suo espresso mandato, in forza del Suo potere e godendo della Sua presenza: "mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,18,20).
Come dunque testimoniare agli uomini e alle donne che cercano Dio nella religione o fuori dalla religione la bellezza della fede, tenendosi lontani da ogni forma di acquiescenza (anche se per ragioni di dialogo) e di intransigenza (anche se per amore di verità)? Vi è un contrassegno della fede autentica che è immancabile, e che tra l'altro è tratto tipico dello spirito salesiano: la gioia! Il nesso fra la fede e la gioia è molto stretto. Ed è convincente! La fede dà gioia e si manifesta nella gioia, perché credere è il frutto dell'incontro con l'amore di Dio e rende capaci di amare dell'amore di Dio. Non a caso il Rettor Maggiore, in corrispondenza al secondo anno di preparazione alla celebrazione del secondo centenario della nascita di Don Bosco, mettendo in primo piano la sua esperienza educativa, richiama il "vangelo della gioia" come uno degli aspetti che caratterizza tutta la storia di Don Bosco e che mostra tutto l'accordo fra l'umano e il cristiano che qualifica il suo Sistema preventivo in corrispondenza ad una "pedagogia della bontà". "Don Bosco ha intercettato il desiderio di felicità presente nei giovani e ha declinato la loro gioia di vivere nei linguaggi dell'allegria, del cortile e della festa; ma non ha mai cessato di indicare Dio quale fonte della gioia vera".
Due sono le indicazioni educative che ne vengono: 1. coltivare ciò che dà gioia vera: non quella effimera ed euforica, illusoria e deludente, proveniente da tutte quelle esperienze che portano via la gioia promettendo soddisfazioni passeggere e paradisi artificiali che intorpidiscono il cuore, avviliscono l'animo, distruggono i sogni, rendono schiavi, allontanano dal gusto delle cose di Dio e minacciano la salvezza eterna; ma quella che mette radici, che perdura nel tempo, che regge alle prove, che permane anche nel dolore, che trova motivo nel fatto che Gesù c'è, che è presente e operante, e che ci aspetta il Paradiso insieme a Maria e i santi; 2. custodire la gioia alimentando il legame strettissimo fra felicità e moralità, fra "santa allegria" ed "esatto adempimento del proprio dovere", per realizzare quella bontà fatta di opere buone e di affabilità d'animo che è al tempo stesso testimonianza dell'amore di Dio e carta vincente per l'educazione dei ragazzi.

      CRONACA DI FAMIGLIA


MATUNGA, MUMBAI (INDIA).

L'Associazione di Maria Ausiliatrice, ha aggiunto cinque nuovi membri alla sua famiglia. Il 24 maggio 2012 era la data scelta per onorare Maria Aiuto dei cristiani con il loro impegno solenne. La Messa è stata celebrata con i membri dell'ADMA e le loro famiglie nella cripta del Santuario della Madonna di Don Bosco. I nuovi membri hanno fatto il loro impegno, guidati dal Presidente dell'ADMA, il signor Marian D'Souza. Sono stati consegnati l'ADMA cards, i distintivi benedetti, insieme con il testo del Regolamento. I nuovi membri sono stati accolti nella Famiglia Salesiana. Una festa di benvenuto è stata organizzata dai membri dell'ADMA senior, presso la Casa Provinciale. Tutti i presenti poi si sono congratulati con il loro animatore spirituale, p. Wilfred D'Souza, che ha celebrato i cinquanta anni della sua prima professione. In precedenza, il 5 Maggio il Consiglio dell'ADMA di Mumbai, ha tenuto l' elezione per le cariche di Presidente, Vice Presidente, Segretario e Consiglieri. Estendiamo i nostri migliori auguri ai nuovi eletti affinché possano dare il loro meglio per portare l'ADMA ad ogni famiglia.

ALCAMO (TRAPANI) - PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE - 22/27 GIUGNO 2012

Lo scorso giugno, in occasione del trentunesimo anniversario dell'inizio delle apparizioni, un bel gruppetto dell'ADMA di Alcamo, assieme ad altri amici e colleghi di lavoro, ci siamo recati in pellegrinaggio a Medjugorje. Alla partenza le aspettative erano ben diverse. Molti, pur avendo visto i frutti su altre persone, nutrivano un po' di diffidenza, mentre altri erano timorosi di immergersi in un clima intenso di preghiera perché le loro vite non erano abituate al silenzio. Carichi di tali sentimenti, siamo arrivati nella terra santa di Medjugorje, avendo come primo impatto il caldo secco di quella terra benedetta! Subito siamo stati introdotti in una dimensione diversa, dove il tempo non era più nostro, il programma delle giornate non era più nostro, ma vissuto secondo i ritmi degli impegni della parrocchia e di ciò che la Madonna riservava per i pellegrini. Infatti abbiamo avuto la grazia di vivere due apparizioni straordinarie sul Podbrdo, il 22 ed il 25 giugno. Abbiamo così vissuto le tappe fondamentali di quel santuario a cielo aperto, cioè la salita alla collina delle apparizioni, alla croce blu, e la via crucis sul Krizevac. Ma i momenti fondamentali sono stati il Rosario quotidiano, la Messa e l'Adorazione Eucaristica. E proprio questi momenti hanno segnato il cuore di ognuno. La semplicità e l'intensità della preghiera hanno coinvolto tutti e in maniera più intensa proprio coloro che nutrivano dubbi. Eravamo partiti con tante domande da porre alla nostra Madre, ma siamo tornati con la consapevolezza che l'unica richiesta da fare è diventare santi: toglierci il peso delle nostre resistenze e iniziare il cammino verso la beatitudine eterna. (Diego Pitò).

SICILIA - PELLEGRINAGGIO REGIONALE -

Il 24 giugno 2012 ha avuto luogo il settimo Pellegrinaggio Regionale Mariano dell'ADMA della Sicilia. Si è svolto fra Cefalù e Gibilmanna con la partecipazione dell'Ispettore, don Gianni Mazzali, degli animatori regionali don Edoardo Cutuli e suor Carmelina Cappello, della presidente regionale Luigina Ciaramella e del vicario del vescovo di Cefalù. Erano presenti i centri di Adrano, Calatabiano, Capaci, Catania Maria Ausiliatrice, Catania San Francesco, Gela, Lercara Friddi, Marsala, Modica, Palermo Arenella, Palermo Ranchibile, Sant'Agata di Militello e Taormina: circa quattrocento associati ADMA. La relazione di don Gianni Mazzali, è stata "Maria sposa e madre". Don Edoardo Cutuli ha ricordato che il pellegrinaggio deve continuare nella nostra vita e dovunque andremo sarà sempre una peregrinazione della fede, dove Maria sempre ci precede. Sono state distribuite al presidente di ogni centro locale le corone del Santo Rosario con l'immagine della pala che si trova nel santuario di Maria Ausiliatrice a Torino. Nel pomeriggio siamo saliti al santuario della Madonna di Gibilmanna, dove abbiamo pregato il Rosario, celebrato la Santa Messa, a cui è seguita la processione Eucaristica attorno al Santuario (Nerina Petitto).

SPAGNA - SCUOLA ANIMATORI ADMA -

Nella Casa di Spiritualità "San Jose" dell'Escorial-Madrid ha avuto luogo la X edizione della Scuola per Delegati della Famiglia Salesiana di Spagna e Portogallo. Vi hanno partecipato, dal 25 al 28 luglio, i Delegati dei Salesiani Cooperatori, dell'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e degli exallievi di Don Bosco, per un totale di circa 115 persone. Ognuno dei tre gruppi della Famiglia Salesiana ha seguito un percorso tematico proprio dedicando del tempo alla presentazione della figura del delegato salesiano alla luce dei propri documenti e sul pensiero originario che Don Bosco aveva sulle tre realtà. Poi, ciascun gruppo si è soffermato su temi particolari: gli exallievi sull'impegno nella pastorale giovanile; i Salesiani Cooperatori il Progetto di Vita Apostolica e, l'ADMA il commento al Regolamento. Alcuni appuntamenti quotidiani come l'Eucaristia, la preghiera comune e una serata di convivialità ad Aranjuez, hanno favorito la condivisione e lo scambio familiare tra i partecipanti. La relazione finale è stata tenuta dal Vicario del Rettor Maggiore, don Adriano Bregolin, che ha presentato la Carta d'Identità Carismatica della Famiglia Salesiana. Il Rettor Maggiore, Don Pascual Chávez, è intervenuto via telefono esprimendo la sua grande vicinanza e affetto ai gruppi della Famiglia Salesiana. Tra i relatori e gli ospiti erano presenti, tra gli altri: don José Pastor Ramírez, Delegato Mondiale degli exallievi salesiani; don Pier Luigi Cameroni, animatore spirituale dell'ADMA; don Giuseppe Casti, Delegato Mondiale dei Salesiani Cooperatori..
Gli Animatori Spirituali dell'ADMA della Spagna e del Portogallo che hanno partecipato erano oltre 30 SDB, FMA ed alcuni laici. Particolarmente ricche le relazioni proposte sia sotto il profilo di rilettura storica della storia dell'ADMA, in chiave di "memoria" in senso biblico, a cura di Suor María Dolores Ruiz, sia la trattazione del ruolo e compito dell'animatore, nella prospettiva dell'ecclesiologia di comunione, a cura di don Antonio Mª Calero. Molto apprezzate le relazioni sulla formazione dei soci, il commento al Regolamento, la presentazione dell'esperienza delle Famiglie dell'ADMA Primaria, la trasmissione degli orientamenti e delle linee operative per l'anno 2012-2013 in sintonia con la strenna del Rettor Maggiore e l'evento ecclesiale dell'Anno della fede.
Significativo il vedere le persone contente di aver partecipato e vissuto a questa scuola, di essere cresciuti nel senso di appartenenza all'ADMA e alla Famiglia Salesiana.
La presenza dei delegati dei Cooperatori e degli Assistenti degli Exallievi per un totale di oltre 130 persone ha fatto di questo incontro una grande opportunità di crescita nel comune spirito salesiano e nel senso di appartenenza alla Famiglia Salesiana. In particolare come ADMA nella revisione finale sono stati evidenziati i seguenti punti:

A).- In rapporto ai gruppi presenti:
1.- Quanto abbiamo fatto, vissuto e ricevuto in questi giorni, deve arrivare a tutti i membri dei nostri gruppi locali.
2.- La comunione spirituale manifestata nella sua dimensione mariana dall'amore e dalla devozione di tutti i gruppi a Maria Ausiliatrice, nostra Madre e Maestra, come elemento costitutivo del carisma salesiano. Salesiano.
3.- Accogliamo l'impegno di vivere e promuovere la devozione a Maria Ausiliatrice tra tutti i gruppi della Famiglia Salesiana, secondo la consegna dato dal Rettor Maggiore nel VI Congresso Internazionale di Czestochowa.

B).- In riferimento all'ADMA.
1.- Assumiamo gli orientamenti e gli impegni per l'anno 2012-2013, specialmente il rapporto tra pastorale giovanile e pastorale famigliare.
2.- Come frutto del dialogo sopra i temi presentati:
2-1.- L'ADMA è un'associazione laicale: promuoviamo la corresponsabilità e la sussidiarietà.
2-2.- Conoscere, valorizzare, rispettare e consegnare a tutti, il Regolamento commentato dell'ADMA, così come la Carta d'identità carismatica della Famiglia Salesiana, come strumenti che ci aiutano a vivere il nostro cammino di santità.
2-3.- Curare e accompagnare la formazione dei nuovi soci e continuare quella dei Consigli locali.

ADMA SICILIA - ESERCIZI SPIRITUALI -

Quest'anno, gli Esercizi Spirituali ADMA Sicilia si sono svolti dal 13 al 15 luglio presso il santuario della Madonna di Gibilmanna. Eravamo 39 partecipanti, provenienti dai centri locali di Calatabiano, Capaci, Catania Maria Ausiliatrice, Catania San Francesco, Gela, Lercara Friddi, Palagonia, Palermo Ranchibile, i simpatizzanti di Giarre, Riposto e Siracusa, gli Animatori regionali suor Carmelina Cappello e don Edoardo Cutuli, la presidente Luigina Ciaramella e il relatore, padre Mario Gullo. Il tema "MARIA, Figlia, Madre e Sposa della SS. Trinità e Ausiliatrice di Speranza della Famiglia Salesiana nel Cammino Verso la Santità". All'inizio degli esercizi spirituali a ricordare le nostre radici salesiane sono stati portati all'altare dei simboli: la fontanella e il pozzo a rappresentare rispettivamente, Valdocco e Mornese (Nerina Petitto).

ADMA PRIMARIA - ESERCIZI SPIRITUALI FAMIGLIE GIOVANI

"L'amore e i suoi frutti. Catechesi su Matrimonio e Eucaristia". E' questo il tema formativo che ha accompagnato gli Esercizi spirituali delle coppie e famiglie giovani dell'ADMA, svoltisi in due turni dal 5 al 17 agosto 2012, con la partecipazione di oltre 70 famiglie, nel suggestivo ambiente alpino di Pracharbon (Valle d'Aosta). L'itinerario degli esercizi proposto e animato con grande passione da don Roberto Carelli ha sviluppato i seguenti contenuti: 1. La realtà della famiglia ha radici divine e destini divini. 2. In Gesù Dio ha reso umano l'amore divino e divino l'amore umano. 3. L'Eucaristia realizza l'ideale delle nozze. 4. Amore e vita, nuzialità e fecondità sono una cosa sola. 5. Nell'Eucaristia si trova la salvezza e la pienezza dei legami d'amore. 6. Il destino dell'uomo e del cosmo è l'unità. L'esperienza condivisa tra famiglie e coppie giovani ha fatto sperimentare la bellezza di comunione e di sostegno reciproco tra le diverse vocazioni nella compagine ecclesiale. Contemporaneamente i figli di queste coppie hanno condiviso una settimana di campo formativo preparato e animato con la generosa collaborazione di alcuni genitori e di alcuni giovani dell'ADMA guidati da don Enrico Lupano. Don Pierluigi Cameroni, il Sig. Lucca Tullio, presidente dell'ADMA e alcune coppie, nelle "buone notti" hanno presentato e condiviso il cammino fatto in questo anno a favore delle famiglie e culminato con la partecipazione al VII Incontro mondiale di Milano; hanno raccontato la loro esperienza di adesione e di appartenenza all'ADMA.


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ADMA Primaria di Torino-Valdocco:

ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
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 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA (incarico fino a 2014) -
E-mail: Tullio.Lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI |Istituto Salesiano | Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
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