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ADMAonLine | Messaggio
Mensile : 24 gennaio 2012 |
Maria
ci invita a testimoniare la pace del cuore
Il mese di gennaio è un tempo particolarmente caro a tutta
la Famiglia Salesiana, soprattutto per la memoria del nostro
padre e fondatore don Bosco. Il Rettor Maggiore con la strenna
ci esorta a fare dei giovani la missione della nostra vita, attraverso
la conoscenza e l'imitazione del padre e maestro dei giovani.
"Attraverso i bisogni e le richieste dei giovani, Dio sta
chiedendo a ogni membro della Famiglia salesiana di sacrificare
se stesso per loro. Vivere la missione non è dunque un
attivismo vano, ma piuttosto un conformare il nostro cuore al
cuore del Buon Pastore, che non vuole che alcuna delle sue pecore
vada perduta...
E' consolante
vedere come in tutto il mondo la Famiglia salesiana si sta prodigando
per i giovani più poveri: ragazzi di strada, ragazzi emarginati,
ragazzi lavoratori, ragazzi soldato, giovani apprendisti, orfani
abbandonati, bambini sfruttati; ma un cuore che ama è
sempre un cuore che si interroga. Anche oggi, o forse oggi più
che mai, Don Bosco si pone domande. Attraverso la conoscenza
della sua storia, dobbiamo ascoltare gli interrogativi di Don
Bosco rivolti a noi. Cosa possiamo fare di più per i giovani
poveri? Quali sono le nuove frontiere nella regione dove lavoriamo,
nel paese in cui viviamo? Abbiamo orecchi per ascoltare il grido
dei giovani di oggi? Oltre alle già citate povertà,
quante altre appesantiscono il cammino dei giovani di oggi? Quali
sono le nuove frontiere in cui oggi dobbiamo impegnarci? Pensiamo
alla realtà della famiglia, alla emergenza educativa,
al disorientamento nell'educazione affettiva e sessuale, alla
mancanza d'impegno sociale e politico, al riflusso nel privato
della vita personale, alla debolezza spirituale, alla infelicità
di tanti giovani. Ascoltiamo il grido dei giovani e offriamo
risposte ai bisogni più urgenti e più profondi,
ai bisogni più concreti e a quelli spirituali".
Come Associazione di Maria Ausiliatrice vogliamo soprattutto
pregare e testimoniare perché il cuore di ogni uomo, e
soprattutto dei giovani, possa sperimentare la pace divina che
Gesù ci ha portato e che nessuno può distruggere.
Maria ci aiuta a far prevalere la pace che Dio dà a coloro
che ama e che nessuno può distruggere. Siamo chiamati
a vivere la grazia del battesimo, che non è un fatto del
passato o una formalità rituale, bensì segno sacramentale
dell'amore di Dio per ognuno di noi e della chiamata a testimoniare
questo amore.
Maria ci aiuta
a far sì che diventiamo seme di nuova umanità,
ad essere gemme di un albero che estenderà i suoi rami
in tutto il mondo. Per diventare primizia di una nuova umanità
dobbiamo chiedere perdono delle nostre omissioni, avere un cuore
puro, libero dal peccato e occhi puri per vedere e camminare
nella via di Dio. Occorre, allora, raddrizzare i sentieri della
nostra esistenza, perché l'amore di Dio possa nascere
e abitare in noi. Bisogna togliere gli ostacoli ad uno ad uno:
quelli posti dal nostro modo limitato di vedere, dalla nostra
volontà debole. E' necessario avere il coraggio di scegliere
fra una nostra strada e la sua per noi, fra la nostra volontà
e la sua volontà, fra un programma voluto da noi e quello
pensato dal suo amore onnipotente. E una volta presa questa decisione,
lavorare per adeguare la nostra volontà recalcitrante
alla sua, vivendo bene il momento presente che Dio ci dà
da vivere. Solo così comprenderemo l'amore di Dio e saremo
le mani tese di Maria verso questa umanità che ha sete
di Dio e della pace vera che solo lui può dare.
Che don Bosco interceda per tutti noi in questa magnifica avventura
che lui ha vissuto e che ci ha lasciato come preziosa eredità
per la salvezza della gioventù.
Sig.
Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale
CAMMINO FORMATIVO
2011-2012
5. Maria Ausiliatrice nella
fondazione della congregazione Salesiana (don Pierluigi Cameroni)
Lo Spirito
Santo suscitò, con l'intervento materno di Maria, don
Bosco per essere apostolo dei giovani e fondatore di un nuovo
carisma nella Chiesa. La Vergine Maria occupa nella vita di don
Bosco fondatore un posto straordinario: sono pochi i fondatori
nella vita dei quali Maria è intervenuta come nella vita
di don Bosco, con la stessa sollecitudine materna, la stessa
continuità, la stessa ricchezza di avvenimenti, la stessa
ampiezza di vedute, la stessa fecondità di opere, anche
carismatiche. Da ciò maturò in don Bosco una percezione
globale che nel tempo sempre più si consolidò e
si precisò: Maria è una persona viva, risorta che
interviene attivamente nella storia e nella vita delle persone,
anche in forma prodigiosa.
La fede di
don Bosco in Gesù Risorto, sperimentata e promossa con
l'amore all'Eucaristia, fu accompagnata da quella in Maria come
donna viva e attiva nella vita della chiesa e dell'umanità,
nella sua storia vocazionale e nella sua missione pastorale.
Colpisce l'affermazione fatta da don Josef Aubry, grande esperto
di spiritualità salesiana, che diceva: "Rendiamoci
conto che la devozione di Don Bosco verso Maria è stata,
per un decimo, la manifestazione di un cuore spontaneamente sensibile
e il frutto di un'educazione intensamente mariana; e, per nove
decimi, la risposta alle iniziative impreviste di Maria che hanno
fatto irruzione nella sua vita sotto diverse forme" (J.
AUBRY, Apostoli salesiani con Maria, in A. PEDRINI, La Madonna
dei tempi difficili, LAS, Roma, 1980 p. 137).
MARIA BUONA
PASTORA - All'origine
della vocazione e missione di don Bosco Maria si rivela come
la Buona Pastora dei giovani. Il primo intervento è senz'altro
il sogno dei nove anni dove Giovannino Bosco riceve da Cristo,
Buon Pastore, l'annuncio della sua vocazione, il campo specifico
della sua missione, l'indicazione di uno stile pastorale ed educativo
improntato a mansuetudine, bontà e amorevolezza. E Gesù
dà a Giovannino Maria come Maestra e Buona Pastora che
a sua volta indica a Giovannino la missione pastorale. Il gregge
salesiano appartiene fin dalle origini al Buon Pastore e alla
Buona Pastora. Questo sogno si ripeterà diverse volte,
con particolari sempre nuovi: "La seconda domenica di ottobre
di quell'anno (1844) dovevo partecipare ai miei giovanetti che
l'Oratorio sarebbe stato trasferito in Valdocco. Ma l'incertezza
del luogo, dei mezzi, delle persone mi lasciavano veramente sopra
pensiero. La sera precedente andai a letto col cuore inquieto.
In quella notte feci un nuovo sogno, che pare un'appendice di
quello fatto ai Becchi quando avevo nove anni. Io giudico bene
di esporlo letteralmente.
Sognai di vedermi
in mezzo ad una moltitudine di lupi, di capre e capretti, di
agnelli, pecore, montoni, cani ed uccelli. Tutti insieme facevano
un rumore, uno schiamazzo o meglio un diavolìo da incutere
spavento ai più coraggiosi. Io volevo fuggire, quando
una Signora, assai ben messa a foggia di pastorella, mi fece
cenno di seguire ed accompagnare quel gregge strano, mentre Ella
precedeva. Andammo vagando per vari siti; facemmo tre stazioni
o fermate. Ad ogni fermata molti di quegli animali si cangiavano
in agnelli, il cui numero si andava ognor più ingrossando.
Dopo avere molto camminato mi sono trovato in un prato, dove
quegli animali saltellavano e mangiavano insieme senza che gli
uni tentassero di nuocere agli altri. Oppresso dalla stanchezza
volevo sedermi accanto ad una strada vicina, ma la pastorella
mi invitò a continuare il cammino. Fatto ancora breve
tratto di via, mi sono trovato in un vasto cortile con porticato
attorno alla cui estremità vi era una chiesa. Allora mi
accorsi che quattro quinti di quegli animali erano diventati
agnelli. Il loro numero poi divenne grandissimo. In quel momento
sopraggiunsero parecchi pastorelli per custodirli. Ma essi si
fermavano poco e subito partivano. Allora succedette una meraviglia:
molti agnelli si cambiavano in pastorelli, che crescendo prendevano
cura degli altri.
Crescendo i
pastorelli in gran numero, si divisero e andavano altrove per
raccogliere altri strani animali e guidarli in altri ovili. Io
volevo andarmene, perché mi sembrava tempo di recarmi
a celebrar messa, ma la pastora mi invitò a guardare al
mezzodì. Guardando vidi un campo in cui era stata seminata
meliga, patate, cavoli, barbabietole, lattughe e molti altri
erbaggi. - Guarda un'altra volta, mi disse, e guardai di nuovo.
Allora vidi una stupenda ed alta chiesa. Un'orchestra, una musica
strumentale e vocale mi invitavano a cantar messa. Nell'interno
di quella chiesa era una fascia bianca, in cui a caratteri cubitali
era scritto: Hic domus mea, inde gloria mea. Continuando nel
sogno volli domandare alla pastora dove mi trovassi, che cosa
voleva indicare con quel camminare, con le fermate, con quella
casa, chiesa, poi altra chiesa. Tu comprenderai ogni cosa quando
cogli occhi tuoi materiali vedrai di fatto quanto ora vedi cogli
occhi della mente. Ma parendomi di essere svegliato, dissi: Io
vedo chiaro e vedo cogli occhi materiali; so dove vado e quello
che faccio. In quel momento suonò la campana dell'Ave
Maria nella chiesa di S. Francesco ed io mi svegliai (GIOVANNI
BOSCO, Memorie dell'oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815
al 1855, Introduzione, note e testo critico a cura di ANTONIO
DA SILVA FERREIRA, Roma LAS, 1991 pp. 129-139).
Fu così
forte in don Bosco la convinzione della presenza di Maria nella
sua opera e nella fondazione della congregazione e insieme la
grave responsabilità di cui era stato investito che arriverà
ad affermare: "La Vergine Maria mi aveva indicato in visione
il campo nel quale io dovevo lavorare. Possedevo dunque il disegno
di un piano, premeditato, completo, dal quale non potevo e non
volevo assolutamente staccarmi. Io ero in modo assoluto responsabile
della riuscita di questo. Vedevo chiaramente le fila che dovevo
tendere, i mezzi che dovevo adoperare per riuscire nell'impresa;
quindi non potevo e non volevo espormi al rischio di mandare
a vuoto un tale disegno col sottoporlo in balìa del giudizio
e della volontà di altri" (MB III 247).
MARIA L'IMMACOLATA
- Successivamente
il clima ecclesiale degli anni intorno al 1850 portò don
Bosco a onorare Maria nel suo mistero di Immacolata: una Madonna
da contemplare, ma anche da invocare, da sperimentare vicina
e attiva. E Maria intervenne facendo comprendere a don Bosco
come questo privilegio avesse a che fare con la sua missione.
L'Immacolata mandò a don Bosco il primo ragazzo, povero
e abbandonato, Bartolomeo Garelli, l'8 dicembre 1841 e, dopo
un'Ave Maria fervente, don Bosco iniziò con lui la sua
missione evangelizzatrice. Don Bosco sempre considerò
quell'incontro come un intervento della Madonna e la festa dell'Immacolata
come un giorno particolare di grazia: "di tutto noi siamo
debitori a Maria e tutte le nostre cose più grandi ebbero
principio e compimento nel giorno dell'Immacolata" (MB XVII
510).
L'8 dicembre
1854, giorno della proclamazione del dogma dell'Immacolata, un
altro giovane, Domenico Savio, entrato da pochi mesi all'oratorio
di Valdocco si consacra a Maria. Dopo pochi mesi darà
inizio alla Compagnia dell'Immacolata, vivaio di giovani dedicati
a Maria da cui proveranno i primi salesiani: il 18 dicembre 1859,
giorno della fondazione della congregazione, dei 16 giovani che
s'impegnano con don Bosco 15 sono membri della Compagnia dell'Immacolata.
La congregazione
salesiana trova le sue fondamenta nei solchi dell'oratorio di
Valdocco, tra quei giovani a cui don Bosco si dedicava e con
la loro collaborazione. Questa presenza di Maria Immacolata nell'opera
di fondazione della congregazione salesiana è provvidenziale:
"la buona Pastora vuol far capire che l'opera di educazione
suppone una liberazione dal peccato per vivere e crescere nella
grazia di Dio, e che gli educatori stessi hanno bisogno di una
purezza vigorosa, che li renda educatori pienamente disponibili
e validi. In effetti l'Immacolata Concezione appare a don Bosco
come un mistero di vittoria permanente, che assegna naturalmente
a Maria un ruolo di lottatrice nel regno di Dio e di aiuto nell'opera
educativa: è Colei che non cessa di schiacciare la testa
al serpente" (J. AUBRY, Apostoli salesiani con Maria, in
A. PEDRINI, La Madonna dei tempi difficili, LAS, Roma, 1980 p.
140).
MARIA L'AUSILIATRICE
- Con
gli anni intorno al 1860 il volto della Buona Pastora-Immacolata
prende le fattezze di quello dell'Ausiliatrice: una devozione
che accompagnerà gli ultimi 25 anni della vita di don
Bosco e che sta all'origine dell'espansione mondiale della congregazione
e dell'opera salesiana. La Madonna va così acquistando
agli occhi di don Bosco i suoi tratti definitivi, quelli dell'Ausiliatrice
che diede inizio alla sua vocazione, ne fu la maestra e lao guida
per una grande missione ecclesiale. Nel decennio 1865-75 la congregazione
salesiana viene approvata, viene istituita l'Associazione dei
devoti di Maria Ausiliatrice e fondato l'istituto delle Figlie
di Maria Ausiliatrice. Poi verrà l'inizio dell'avventura
missionaria, l'ingresso delle congregazioni salesiane in altri
paesi d'Europa, l'organizzazione dei Cooperatori. Maria Ausiliatrice
presiede a questa espansione mondiale, facendone comprendere
il significato ecclesiale. Don Bosco era convinto che le sue
iniziative erano volute da Dio e che la Madonna, sua guida sin
dal primo suo sogno, gli interpretava questa volontà divina
nelle circostanze concrete che gli si imponevano, ispirandogli
il coraggio necessario per affrontare tutte le fatiche e i sacrifici
che si presentavano sul suo cammino.
"MARIA
SS. È LA FONDATRICE E SARÀ LA SOSTENITRICE DELLE
NOSTRE OPERE" (MB VII, 334), e questo soprattutto in merito alla
fondazione della congregazione salesiana. Una sera del 1864,
dopo aver ottenuto il Decretum Laudis, così si rivolse
ai primi salesiani introducendo il sogno del pergolato di rose
avuto nel 1847: "Vi ho già raccontato diverse cose
in forma di sogno, dalle quali possiamo argomentare quanto la
Madonna SS. ci ami e ci aiuti; ma giacché siamo qui noi
soli, perché ognuno di noi abbia la sicurezza essere Maria
Vergine che vuole la nostra Congregazione e affinché ci
animiamo sempre più a lavorare per la maggior gloria di
Dio, vi racconterò non già descrizione di un sogno,
ma quello che la stessa Beata Madre si compiacque di farmi vedere.
Essa vuole che riponiamo in lei tutta la nostra fiducia"
(MB III 32). Nel 1875 quando le Costituzioni furono approvate
definitivamente dalla Santa Sede, don Bosco raccontò a
don Barberis e a don Lemoyne il sogno del nastro che egli aveva
avuto nel 1845 allorché erano falliti i suoi primi tentativi
di radunare attorno a sé in modo stabile alcuni collaboratori.
La Signora, la stessa dei primi sogni, gli aveva mostrato una
grande pianura piena di giovani, lo sviluppo della casa di Valdocco,
la grande chiesa posta sul luogo del martirio dei martiri della
legione Tebea e continuò così: "- Vuoi tu
sapere come fare affinché non ti scappino più?
Prendi questo nastro e lega loro la fronte. Prendo riverente
il nastrino bianco dalla sua mano e vedo che sopra era scritta
questa parola: Obbedienza.
Provai subito
a fare quanto mi disse quella Signora e cominciai a legar il
capo di qualcuno dei miei volontari coadiutori col nastro, e
vidi subito grande e mirabile effetto: e questo effetto sempre
cresceva mentre io continuavo nella missione conferitami, poiché
da costoro si lasciava il pensiero d'andarsene altrove e si fermarono
ad aiutarmi. Così venne costituita la Congregazione"
(MB II 299-300). In una predica dell'anno 1868 disse ai confratelli:
"La nostra pia Società è una delle ultime
Congregazioni religiose, ma come le altre fu suscitata dalla
bontà di Maria SS. che di tutte si può dire la
fondatrice e la Madre, dal Cenacolo fino ai giorni nostri"
(MB IX 347). Don Bosco era profondamente convinto che come Maria
era presente all'inizio della Chiesa e della sua missione nel
cenacolo, così fosse presente all'inizio della congregazione
salesiana, come ispiratrice e sostenitrice. Anche in un discorso
fatto in occasione della festa dell'Immacolata del 1884 don Bosco
parlando ai suoi figli affermò: "essere la nostra
Congregazione destinata a cose grandissime ed a spargersi per
tutto il mondo, se i Salesiani saranno sempre fedeli alle Regole
date loro da Maria Santissima". Infine verso la fine della
vita, nella notte dal 9 al 10 aprile 1885, a Barcellona, di nuovo
Maria apparve a don Bosco nelle sembianze di una pastorella,
che gli presentò il futuro sviluppo della congregazione
sparsa in tutto il mondo, con centri in Cile, Cina, India, Madagascar
e Africa: "- E dove trovare tanta gente, e come inviare
Missionari in quei luoghi? Là ci sono i selvaggi che si
nutrono delle carni umane; là ci sono gli eretici, là
i persecutori e come fare? - Guarda, rispose la pastorella, mettiti
di buona volontà. Vi è una cosa sola da fare: raccomandare
che i miei figli coltivino costantemente la virtù di Maria.
- Ebbene, sì, mi pare d'aver inteso. Predicherò
a tutti le tue parole... Il Santo, quand'ebbe finito, disse:
- Quanto ci ama Maria! (MB XVII 73-74).
Alcuni mesi
prima di morire, quando celebrò la sua prima ed unica
messa nella basilica del S. Cuore in Roma, il 16 maggio 1887,
con gli occhi fissi sul quadro dell'Ausiliatrice, don Bosco si
commosse fino alle lacrime ricordando il primo sogno: "Avevo
dinanzi agli occhi viva la scena quando sui dieci anni sognai
della Congregazione. Vedevo proprio e udivo la mamma e i fratelli
questionare sul sogno... - Allora la Madonna gli aveva detto:
- A suo tempo tutto comprenderai" (MB XVIII 341). Se è
vero che Maria ha ispirato e sostenuto don Bosco nella fondazione
della congregazione e della Famiglia Salesiana è altrettanto
vero che don Bosco ha saputo venerare e rendere culto alla Madonna
per questo suo intervento speciale. Anche noi se vogliamo essere
veri figli di don Bosco dobbiamo sperimentare il materno aiuto
di Maria Ausiliatrice e coltivarne la devozione.
SOLENNE
ATTO DI AFFIDAMENTO DELLA CONGREGAZIONE SALESIANA A MARIA AUSILIATRICE (14 gennaio 1984)
Noi salesiani,
adunati nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo,
adoriamo e rendiamo grazie, col cuore di Don Bosco,
a quell'Amore infinito che ha tanto amato il mondo da donare
il suo unico Figlio
e da inviare il suo Spirito per la redenzione e la santificazione
dell'uomo.
Gloria a te, Padre di misericordia, a te, Figlio redentore, a
te, Spirito santificatore,
uno e trino Amore che salva!
Ti lodiamo, divina Trinità, per aver ineffabilmente associata
Maria all'Opera della salvezza,
innalzandola a Madre di Dio e Madre nostra.
E tu, Signore Gesù, Figlio di Maria e primizia del mondo
nuovo,
donaci il tuo spirito che susciti nei nostri cuori gli stessi
sentimenti del tuo amore.
Ti supplichiamo di rinnovare in noi l'ineffabile Testamento fatto
sulla Croce,
quando hai lasciato all'apostolo Giovanni la qualità e
il titolo di figlio della tua Madre Maria.
Ripeti anche per ognuno di noi quelle parole: "DONNA, ECCO
IL TUO FIGLIO!",
perché sappiamo vivere sempre con "Maria in casa!".
Ella rimanga maternamente con noi; ci prenda per mano
e sia la nostra Ispiratrice nell'evangelizzazione dei "piccoli
e dei poveri".
Ci aiuti a essere pietre vive della Chiesa, in comunione di vita
e di azione con il Papa e i Vescovi.
Ci ottenga intensità di ascolto e zelo apostolico
per divenire validi profeti di speranza nel terzo millennio della
Fede cristiana.
Ci educhi all'inventiva pastorale e a quell'attraente bontà,
nutrita di ascesi,
che ci rendono esperti nel dialogo e nell'amicizia, specialmente
tra i giovani più poveri.
O Ausiliatrice Madre della Chiesa, noi salesiani di Don Bosco
oggi CI AFFIDIAMO,
personalmente e comunitariamente, alla tua bontà e intercessione.
Affidiamo a te il prezioso tesoro delle nostre Costituzioni,
l'impegno di fedeltà e di unità nella Congregazione,
la santificazione dei suoi membri,
il lavoro di tutti animato da un atteggiamento di culto in spirito
e vita,
la fecondità vocazionale, l'ardua responsabilità
della formazione,
l'audacia e la generosità missionaria, l'animazione della
Famiglia Salesiana
e soprattutto, l'operoso ministero di predilezione verso la gioventù.
Ti proclamiamo, con gioia, "Maestra e Guida" della
nostra Congregazione.
Accogli, ti preghiamo, questo filiale Atto di Affidamento
e fa che partecipiamo sempre più vivamente al Testamento
del tuo Gesù sul Calvario:
per Lui, con Lui e in Lui ci proponiamo di vivere e di lavorare
instancabilmente
nell'edificazione del Regno del Padre.
Maria, Aiuto dei cristiani, prega per noi! Amen.
(Don Egidio Viganò)
CRONACA
DI FAMIGLIA
SICILIA-
NUOVO CONSIGLIO REGIONALE ADMA.
Eletto il 18
settembre 2011, in data 15 ottobre sono stati assegnati i diversi
ruoli: Luigina Ciaramella, Presidente; Rosario Russo, Vice presidente
e incaricato per la pastorale familiare; Nerina Petitto, Segretaria;
Giuseppe Auteri, Tesoriere; coordinatori di zona che si occuperanno
dei vari centri locali della Sicilia: Nicola Burrascano, Maria
Grazia Fichera; Rosario Russo; Maria Canale.
GELA (CALTANISETTA
- ITALIA) -
Atto di affidamento
dei bimbi a Maria Ausiliatrice. Ogni anno,in occasione della
festa dell'Immacolata Concezione e in prossimità al santo
Natale, siamo soliti dedicare una serata ai nostri fanciulli
chiedendo alla Madonna la sua particolare protezione. La celebrazione
inizia con un accenno a mamma Margherita che consacrò
il figlioletto Giovannino a Maria e gli insegnò ad esserLe
devoto. Segue l'appello dei bimbi presenti (circa 60), la preghiera
di affidamento da parte di una mamma, infine la benedizione.
Le famiglie hanno partecipato a due incontri di formazione sull'importanza
della preghiera nella vita di coppia e la necessità di
dialogare e di relazionarsi nel rispetto reciproco per potere
crescere insieme. A presenziare i due momenti Don Calogero Di
Gregorio e Luigina Ciaramella. A conclusione della celebrazione
caramelle per tutti i piccolini (Luigina Ciaramella Presidente
regionale ADMA).
TORINO-VALDOCCO,
ADMA PRIMARIA -
Ritiro di Natale
- Domenica 11 dicembre 2011 si è svolto il ritiro in preparazione
al S. Natale con la partecipazione di circa 200 soci oltre a
una quarantina di bambini, ragazzi e giovani. La mattinata è
stata caratterizzata dalla presentazione del nuovo quaderno di
Maria Ausiliatrice "Le meraviglie della Madre di Dio",
fatta da don Roberto Carelli, che in modo molto coinvolgente
ha presentato Maria come "Acquedotto del paradiso",
sviluppando come la devozione all'Ausiliatrice, vissuta e promossa
da don Bosco, ci educa alla concretezza e alla difesa della fede,
oltre a sottolineare la bellezza e l'impegno di testimonianza
della fede. Nel pomeriggio don Pierluigi Cameroni ha commentato
nella Basilica di Maria Ausiliatrice la pala del Lorenzone, così
come è proposto anche nel numero dell'ADMAonline di dicembre.
Un vero momento di contemplazione che ha aiutato tutti a cogliere
la ricchezza spirituale e carismatica di questa tela commissionata
da don Bosco. Nella S. Messa 5 nuovi soci hanno espresso la loro
adesione all'ADMA.
ARGENTINA
- ANNUNCIO 1° CONGRESSO NAZIONALE DI MARIA AUSILIATRICE.
In data 12
dicembre 2011 gli ispettori salesiani dell'Argentina P. Angel
Fernandez Artime (ARS) e P. Manuel Cayo (ARN) hanno indirizzato
una lettera a tutti gruppi e i membri della Famiglia Salesiana,
annunciando la celebrazione del 1° Congresso Nazionale di
Maria Ausiliatrice dell'Argentina che avrà luogo presso
il santuario Luján nei giorni 21-23 settembre 2012. Hanno
ricordato come fin dagli inizi della vita e della vocazione del
santo fondatore, San Giovanni Bosco, la Vergine fu molto presente
e manifestò la sua materna sollecitudine in modo straordinario
e meraviglioso e come tale presenza sia continuata nell'opera
salesiana.
In sintonia
con la strenna del 2012, che invita a conoscere e imitare don
Bosco facendo dei giovani la missione della nostra vita, esortano
a dare rilievo alla devozione mariana che segnò la vita
e l'opera del santo dei giovani. Nel celebrare questo congresso,
presso il santuario mariano nazionale, gli ispettori sollecitano
a porsi nella condizione di pellegrini verso la casa del Padre,
per continuare, come Maria, ad essere discepoli e missionari
del Vangelo vivo che è Gesù il Redentore. Il motto
scelto per il congresso è: "La Vergine nella vita
di don Bosco: presenza, aiuto e devozione". La speranza
è che la grazia di incontrarsi nella casa della Vergine
e l'approfondire l'amore e la devozione mariana, caratteristica
essenziale della spiritualità e del carisma salesiani,
aiutino a crescere in forza apostolica e santità personale,
a somiglianza dello stesso don Bosco e dei primi salesiani, che
trapiantarono questa devozione e insegnarono che Maria è
Ausiliatrice, sempre e per tutta la Chiesa.
CORDOBA
(ARGENTINA) -
Il 12 dicembre
2012 i soci dell'ADMA del Collegio Pio X di Cordoba, di cui è
animatore spirituale il P. José Cuesta, hanno eletto il
nuovo consiglio locale: Myriam Giuliano De Pinotti (Presidente);
Gloria Beatriz Acosta De Sotti (Vicepresidente); Silvia Beatriz
Garay (Segretaria); Delia Claria de Buteler (Tesoriera). Auguriamo
un buon lavoro di animazione con l'aiuto dell'Ausiliatrice!
VII CONGRESSO
MONDIALE DELLE FAMIGLIE (Milano 30 maggio - 3 giugno 2012)
"Non si
può portare avanti la pastorale giovanile se non è
unita e aperta alla pastorale familiare. La presenza di famiglie
e giovani coppie che, sotto la guida di Maria, condividono un
cammino di vita, fatto di formazione, condivisione e preghiera
è veramente un dono provvidenziale di Maria Ausiliatrice
che si prende cura delle nuove generazioni". In questo modo
il Rettor Maggiore, a conclusione del VII Congresso Internazionale
di Maria Ausiliatrice, consegnava alla nostra Associazione l'impegno
per le famiglie e per i giovani. Nelle linee guida del 2012 abbiamo
riconosciuto come la finalità dell'Associazione, ovvero
la difesa della fede della gente, sia oggi quanto mai attuale
e diventi proposta educativa indicare Maria Madre e Maestra di
educazione. Per la famiglia questo vuol dire accogliere Maria
nella propria casa.
La devozione
a Maria e la centralità dell'eucarestia diventano decisivi
nel cammino del discepolato e nell'impegno educativo sia per
essere sposi, sia per educare i figli, sia per fecondare la chiesa
e la società. In tale prospettiva abbiamo deciso di coinvolgerci
nell'evento ecclesiale del VII Incontro mondiale delle Famiglie
che si terrà a Milano nel 2012. Una prima possibilità
è quella di disporre di uno spazio alla Fiera Internazionale
della Famiglia. Ci pare opportuno far conoscere la nostra realtà
alle famiglie partecipanti al Congresso per offrire un aiuto
a vivere la dimensione cristiana nella vita feriale di ogni giorno.
Accanto a tale
impegno, intendiamo organizzare la nostra presenza con alcuni
rappresentanti alle giornate, mentre per la domenica 3 giugno
prevediamo una partecipazione più significativa, almeno
delle famiglie italiane dell'ADMA e anche dei gruppi della Famiglia
Salesiana che dedicano particolare attenzione alla pastorale
famigliare. Il papa Benedetto XVI ci ricorda: "La nuova
evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica.
Nel nostro tempo, come già in epoche passate, l'eclissi
di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e
il degrado dell'etica sessuale appaiono collegati tra loro. E
come sono in relazione l'eclissi di Dio e la crisi della famiglia,
così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla
famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della
Chiesa perché è "spazio umano" dell'incontro
con Cristo. I coniugi, "non solo ricevono l'amore di Cristo,
diventando comunità salvata, ma sono anche chiamati a
trasmettere ai fratelli il medesimo amore di Cristo, diventando
comunità salvante"
Vi sono degli ambiti in
cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie
cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida
dei Vescovi: l'educazione di bambini, adolescenti e giovani all'amore,
inteso come dono di sé e comunione; la preparazione dei
fidanzati alla vita matrimoniale con un itinerario di fede; la
formazione dei coniugi, specialmente delle coppie giovani; le
esperienze associative con finalità caritative, educative
e di impegno civile; la pastorale delle famiglie per le famiglie,
rivolta all'intero arco della vita, valorizzando il tempo del
lavoro e quello della festa" (Discorso alla Plenaria del
Pontificio Consiglio per la Famiglia, 1 dicembre 2011).
INFO ADMA
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ADMA Primaria di Torino-Valdocco: ADMA | Santuario di Maria
Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco
| ITALIA
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