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ADMAonLine | Messaggio
Mensile : 24 dicembre 2011 |
Maria
ci dona la speranza
"Vegliate!".
Questo è l'appello di Gesù nel Vangelo di oggi.
Lo rivolge non solo ai suoi discepoli, ma a tutti: "Vegliate!"
(Mt 13,37). E' un richiamo salutare a ricordarci che la vita
non ha solo la dimensione terrena, ma è proiettata verso
un "oltre", come una pianticella che germoglia dalla
terra e si apre verso il cielo.
Una pianticella
pensante, l'uomo, dotata di libertà e responsabilità,
per cui ognuno di noi sarà chiamato a rendere conto di
come ha vissuto, di come ha utilizzato le proprie capacità:
se le ha tenute per sé o le ha fatte fruttare anche per
il bene dei fratelli.
Anche Isaia,
il profeta dell'Avvento, ci fa riflettere oggi con una preghiera
accorata, rivolta a Dio a nome del popolo. Egli riconosce le
mancanze della sua gente, e a un certo punto dice: "Nessuno
invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a
te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi
messo in balìa della nostra iniquità" (Is
64,6).
Come non rimanere
colpiti da questa descrizione? Sembra rispecchiare certi panorami
del mondo post-moderno: le città dove la vita diventa
anonima e orizzontale, dove Dio sembra assente e l'uomo l'unico
padrone, come se fosse lui l'artefice e il regista di tutto:
le costruzioni, il lavoro, l'economia, i trasporti, le scienze,
la tecnica, tutto sembra dipendere solo dall'uomo.
E a volte,
in questo mondo che appare quasi perfetto, accadono cose sconvolgenti,
o nella natura, o nella società, per cui noi pensiamo
che Dio si sia come ritirato, ci abbia, per così dire,
abbandonati a noi stessi. In realtà, il vero "padrone"
del mondo non è l'uomo, ma Dio.
Il Tempo di
Avvento viene ogni anno a ricordarci questo, perché la
nostra vita ritrovi il suo giusto orientamento, verso il volto
di Dio. Il volto non di un "padrone", ma di un Padre
e di un Amico. Con la Vergine Maria, che ci guida nel cammino
dell'Avvento, facciamo nostre le parole del profeta. "Signore,
tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,
tutti noi siamo opera delle tue mani" (Is 64,7) (Benedetto
XVI, Angelus 27 novembre 2011).
In un mondo
che è sempre più in crisi e in affanno perché
sperimenta la fugacità e la povertà delle cose
terrene, Maria ci dona la speranza per vivere questo tempo di
Avvento e la gioia del Natale del Signore come tempo di grazia
nel quale fare vera esperienza del suo Figlio Gesù. Solo
Gesù Cristo può soddisfare in verità il
cuore dell'uomo fatto per la vita eterna. In Gesù siamo
chiamati ad essere figli di Dio, a non essere lasciati a noi
stessi, ma a poter chiamare Dio con il nome di "Padre"
e a sentirci parte della sua famiglia.
Questo dono
tuttavia non è solo per noi, ma dobbiamo comunicarlo e
donarlo agli altri: solo così siamo veri seguaci di Gesù.
Il Natale è la grazia della luce che irradia sui nostri
volti, è essere portatori della luce di Gesù a
coloro che non hanno conosciuto il Padre, a tutti coloro che
vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore
e della solitudine. Natale è donare la nostra testimonianza
dell'amore di Dio a un mondo ferito dall'odio e dalla guerra.
Maria prega perché nel nostro cuore regni la pace del
suo Figlio, perché non abbiamo paura e non siamo prigionieri
dell'odio.
La nostra
Associazione di Maria Ausiliatrice è chiamata ad essere
segno di speranza e di gioia per tante persone: lo vogliamo essere
con la testimonianza della vita di gruppi e di consigli locali
caratterizzati da un forte senso di appartenenza e di intensa
comunione fraterna; con la nascita e la formazione di gruppi
di ADMA giovanili composti da giovani entusiasti di Gesù,
innamorati di Maria, testimoni del vangelo; con la presenza di
coppie e famiglie giovani dove si vive l'amore di Dio. Con questi
sentimenti porgiamo a tutti voi i nostri auguri natalizi e l'assicurazione
di una preghiera speciale per voi e per le vostre intenzioni.
Sig.
Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale
CAMMINO FORMATIVO 2011-2012
4. La pala di
Maria Ausiliatrice (don Pierluigi Cameroni)
L'Ausiliatrice
a Palazzo Madama - Quando Don Bosco tenne la prima
seduta col pittore Lorenzone, a cui commissionò la pala
per la nuova chiesa di Maria Ausiliatrice, fece meravigliare
coloro che erano presenti per la grandiosità delle sue
idee. Espresse il suo pensiero così: "In alto, Maria
Santissima tra i Cori degli Angeli; intorno a lei, più
vicini gli Apostoli, poi i cori dei Martiri, dei Profeti, delle
Vergini, dei Confessori. In terra, gli emblemi delle grandi vittorie
di Maria e i popoli delle varie parti del mondo in atto di alzar
le mani verso di lei chiedendo aiuto". Parlava come d'uno
spettacolo che avesse già visto. Lorenzone lo ascoltava
senza trar fiato e come Don Bosco ebbe finito: "E questo
quadro dove metterlo?". "Nella nuova chiesa!".
"E crede lei che ci starà?". "E perché
no?". "E dove troverà la sala per dipingerlo?".
"Ciò sarà pensiero del pittore!". "E
dove vuole che io trovi uno spazio adatto a questo suo quadro?
Ci vorrebbe piazza Castello. A meno che non voglia una miniatura
da guardarsi col microscopio". Tutti risero. Il pittore
colle misure della mano, colle regole della proporzione, dimostrò
il suo assunto. Don Bosco fu un po' spiacente, ma dovette convenire
che il pittore aveva ragione. Quindi fu deciso che il dipinto
avrebbe compreso solo la Madonna, gli Apostoli, gli Evangelisti
e qualche angelo. A piedi del quadro, sotto la gloria della Madonna,
si porrebbe la casa dell'Oratorio. Preso in affitto un altissimo
salone del Palazzo Madama, il pittore si mise all'opera: il lavoro
doveva durare circa tre anni. "Un giorno, racconta un prete
dell'Oratorio, io entravo nel suo studio per vedere il quadro.
Era la prima volta che m'incontravo con Lorenzone. Egli stava
sulla scaletta dando le ultime pennellate al volto della sacra
immagine. Non si volse al rumore che io feci entrando, continuò
il suo lavoro, di lì a poco scese e si mise ad osservare
come fossero riusciti quei suoi ultimi tocchi. Ad un tratto si
accorse della mia presenza, mi afferrò per un braccio
e mi condusse in un punto della luce del quadro e: - Osservi,
mi disse, com'è bella! Non è opera mia, no; non
sono io che dipingo; c'è un'altra mano che guida la mia.
Ella a quel che mi pare appartiene all'Oratorio. Dica dunque
a Don Bosco che il quadro riuscirà come desidera. Era
entusiasmato oltre ogni dire. Quindi si rimise al lavoro".
Quando il quadro fu portato in chiesa e sollevato al suo posto,
Lorenzone cadde in ginocchio, prorompendo in un dirotto pianto
(Memorie Biografiche, IV, 4-5).
Descrizione
fatta da don Bosco - "Ma il più glorioso
monumento di questa chiesa è l'ancona ossia il gran dipinto
che sovrasta all'altare maggiore in coro. Esso è parimenti
lavoro del Lorenzone. La sua altezza è di oltre a sette
metri per quattro. Si presenta allo sguardo come una comparsa
di Maria Ausiliatrice nel modo seguente: La Vergine campeggia
in un mare di luce e di maestà, assisa sopra di un trono
di nubi. La copre un manto che è sostenuto da una schiera
di Angeli, i quali facendole corona le porgono ossequio come
loro Regina. Colla destra tiene lo scettro che è simbolo
della sua potenza, quasi alludendo alle parole da Lei proferite
nel santo Vangelo: Fecit mihi magna qui potens est. Colui, Dio,
che è potente, fece a me cose grandi. Colla sinistra tiene
il Bambino che ha le braccia aperte offerendo così le
sue grazie e la sua misericordia a chi fa ricorso all'Augusta
sua Genitrice. In capo ha il diadema ossia corona con cui è
proclamata Regina del cielo e della terra. Da una parte superiore
discende un raggio di luce celeste che dall'occhio di Dio va
a posarsi sul capo di Maria. In esso sono scritte le parole:
virtus altissimi obumbrabit tibi: la virtù dell' Altissimo
Iddio ti adombrerà cioè ti coprirà e ti
fortificherà. Dall'opposta parte superiore calano altri
raggi dalla colomba, Spirito Santo, che vanno eziandio a posarsi
sul capo di Maria con in mezzo le parole: Ave, gratia plena:
Dio ti salvi, o Maria, tu sei plena di grazia. Questo fu il saluto
fatto a Maria dall'Arcangelo Gabriele quando a nome di Dio le
annunziò che doveva diventar Madre del Salvatore. Più
in basso sono i santi Apostoli e gli Evangelisti s. Luca, s.
Marco in figura alquanto maggiore del naturale. Essi trasportati
da dolce estasi quasi esclamando: Regina Apostolorum, ora pro
nobis, rimirano attoniti la Santa Vergine che loro appare maestosa
sopra le nubi. Finalmente in fondo del dipinto avvi la città
di Torino con altri divoti che ringraziano la S. Vergine dei
benefizi ricevuti e la supplicano a continuare a mostrarsi madre
di misericordia nei gravi pericoli della presente vita. In generale
il lavoro è ben espresso, proporzionato, naturale; ma
il pregio che non mai perderà è l'idea religiosa
che genera una divota impressione nel cuore di chiunque la rimiri"
(G. BOSCO, Maraviglie della Madre di Dio, invocata sotto il titolo
di Maria Ausiliatrice, Torino 1868, pp. 127-128).
Lettura della
pala - La fama di Tommaso Andrea Lorenzone (1824-1902)
è legata soprattutto al quadro dell'Ausiliatrice, dominato
dalla figura della Madonna che tiene in braccio il bambino. Maria
è mostrata in piedi e non seduta, come sovente la si vede
rappresentata nei quadri quale Madre-Regina che porge il Bambino
all'adorazione. Il Lorenzone, infatti, fa un'altra scelta: Maria
è in piedi, in posizione verticale. Questa "dominante
della verticalità", è un simbolo mariano relativo
agli elementi messianici e celesti, riferibili all'Immacolata
e alla Madre di Dio: luna, stella, aurora, trono, luogo alto
e santo, torre di Davide. La verticalità esprime così
l'ascensione verso la sfera divina, in cui la creatura è
consacrata a Dio. Non per nulla, il capo di Maria viene esaltato
con la corona. Solo che nel nostro quadro abbiamo una doppia
incoronazione: la corona di stelle e il diadema regale.
Le stelle
indicano la vicinanza alla divinità, ed erano già
usate nelle civiltà antiche, in Egitto e in Mesopotamia,
proprio per il fascino misterioso che scaturisce da esse e per
la grandiosa testimonianza che danno al loro Creatore, per la
bellezza e per l'insondabile armonia dell'universo, inoltre,
stanno anche ad indicare la saggezza e la perfezione (Dn 12,3).
Ma il riferimento più celebre alle stelle poste sopra
il capo di una donna, lo troviamo nel libro dell'Apocalisse.
"Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita
di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona
di dodici stelle" (Ap 12,1). Queste dodici stelle hanno
alcune possibili interpretazioni. Possono indicare le dodici
tribù d'Israele o anche i dodici Apostoli, col significato
della totalità dei redenti che fanno corona alla donna;
oppure i dodici segni dello zodiaco, simbolo della perfezione
del cosmo che ruota attorno alla donna. Nel nostro quadro le
stelle hanno sei punte. Questo è un attributo mariano,
tratto dai sarcofagi dei primi secoli cristiani. La stella a
sei punte, già simbolo della casa di Davide da cui discende
il Messia, ci riporta al mistero dell'Incarnazione anche perché
costruita con due triangoli intersecati l'uno nell'altro: nell'antichità
fu attribuita come simbolo a Maria, luogo d'incontro tra il Cielo
e la Terra. Anche se poco visibili, nell'immagine voluta da Don
Bosco, le dodici stelle sono un particolare da non dimenticare,
perché è quanto vi rimane dell'iconografia dell'Immacolata;
in questo simbolo, il santo volle raccogliere probabilmente la
spiritualità legata al dogma appena emanato che, oltre
ad essere tipica del tempo, gli apparteneva profondamente. Egli
propose sempre sia la spiritualità dell'Ausiliatrice che
quella dell'Immacolata, anche sovrapponendole.
Altri segni
presenti nel quadro sono la corona d'oro e lo scettro che indicano
la sovranità. La corona ha acquisito nei secoli un potenziale
simbolico intenso, diventando, come attributo del sovrano, immagine
del popolo intero e quindi tesoro per eccellenza. C'erano diversi
tipi di corone, tutte segno di dignità e prestigio. Per
quanto riguarda il gesto di incoronare Maria, pur trovando un
suo archetipo biblico nell'incoronazione della regina Ester (Est
2,16-18), è soprattutto una tradizione cristiana dei primi
secoli, legata al dogma di Maria Madre di Dio, dichiarato dal
Concilio di Efeso del 431. Corona e scettro appartenevano al
tipo mariano della "Basilissa", l'imperatrice d'Oriente,
che fu rappresentata, però, dagli occidentali. Maria è
indicata come una regina adorna dei simboli del potere: è
vestita sontuosamente, incoronata, scettrata, del tutto simile
nell'abbigliamento e nei gioielli ad una sovrana del mondo. A
Roma, in Santa Maria Antiqua, nel 550, troviamo già un
affresco dove gli arcangeli Michele e Gabriele porgono scettro
e corona alla Madonna. Non fu quindi nuova l'idea espressa dalle
statue dei pinnacoli della Basilica di Valdocco, dove Gabriele,
dalla guglia destra, porge alla Madonna della cupola una corona
di alloro, mentre Michele, a sinistra, innalza verso di lei l'asta
di cui sventola la bandiera della vittoria. Sia la corona di
Maria che quella del Bambino sono sormontate al centro da una
stella. Maria è la Stella Maris, la stella del mare che
orienta i naviganti, in tal senso Maria è colei che guida
al porto sicuro. Riferita a Cristo, la stella significa divinità
e compimento della salvezza perché Gesù è
la "stella del mattino", l'astro che sorge da oriente
portando la speranza di un giorno nuovo (Ap 22,16; 2 Pt 1,19).
Anche il bastone prezioso, lo scettro, è insegna regale
di potere e di governo. La simbologia del bastone legata al giudizio
e all'investitura dei sovrani è vastissima e trasversale
a diverse epoche e culture, ma si riferisce sempre ad un agire
effettivo. È lo strumento attraverso il quale ciò
che viene deciso diventa operativo (Es 4,17-20). Questo senso
attivo del segno, simbolo di chi compie un'opera, ha particolare
significato nell'iconografia dell'Ausiliatrice, la quale si manifesta
regina che opera concretamente per il suo popolo. Nel quadro,
dunque, non compare una Madonna estatica e fissa, ma piena di
potenza, come Colei che sta per agire, e questo rientra perfettamente
nella spiritualità di Don Bosco e nella sua percezione
della Vergine come di madre che guida, protegge, addirittura
combatte per i figli, accanto ai quali è presente in modo
costante (PAOLA FARIOLI, dalla rivista "Maria Ausiliatrice",
maggio 2003).
La collocazione di un riferimento topografico, in basso nella
composizione, (in questo caso dell'edificio dell'oratorio) è
un espediente caro al Lorenzone che lo userà pure nella
pala di San Giuseppe. Don Bosco circa la sua opera a Valdocco
era "convinto di una investitura particolare di Dio a favore
della redenzione della gioventù" (P. BRAIDO, Don
Bosco prete dei giovani nel secolo delle libertà, Roma
2003, p. 13). Non più dunque gli "emblemi delle grandi
vittorie di Maria e i popoli (
) in atto di alzar le mani",
ma l'Oratorio e con essa la moltitudine dei giovani assistiti,
quasi a porre l'accento sul fatto che l'opera da lui iniziata
era una vittoria di Maria e i giovani assistiti surrogavano "i
popoli delle varie parti del mondo".
Lettura attualizzante
- La tela dell'abside, con la bellissima immagine
della Vergine, rappresenta tanto l'ecclesiologia come la mariologia
di don Bosco: Maria è figura delle chiesa, madre e modello
di essa, dove il volto della madre è uguale al volto del
Figlio, e dove appare sostenuta da Pietro e Paolo, e circondata
dagli apostoli ed evangelisti. In una parola: una Chiesa apostolica
e missionaria. La Vergine di don Bosco è una Regina, sì,
coronata di dodici stelle e vestita di sole, come la Donna-segno
dell'Apocalisse, benché non schierata per abbattere i
suoi nemici, bensì amorosa, provvidente, con le braccia
aperte per donare e offrire suo Figlio. Il Figlio, da parte sua,
secondo le parole di don Bosco: "tiene le braccia aperte,
offrendo così le sue grazie e la sua misericordia a chi
ricorre alla sua Augusta Madre". La Vergine di don Bosco
"è vestita di sole", piena di potere, perché
immersa in quel mare di luce che è Dio, immersa nel mistero
della Trinità, che illumina la sua persona e la sua missione.
Così è come la voleva don Bosco e così riuscì
a rappresentarla nella tela del Lorenzone, che colmo di emozione
esclamò: "Non sono io che dipingo. E' un'altra mano
che guida la mia".
La Vergine
di don Bosco è immagine della Chiesa, quella celeste che
già celebra le nozze dell'Agnello, e quella terrestre
che cammina in questo mondo, immersa pertanto nel mistero di
Dio e avvolta nella sua luce, però presente nelle nostre
vicissitudini storiche, attenta alle nostre necessità,
presente e viva nelle nostre famiglie, come in tutte le case
salesiane, idealmente rappresentate nella Chiesa di Valdocco,
che appare nella parte inferiore del quadro. E' qui la grande
intuizione di don Bosco, che ha unito il titolo di Maria Ausiliatrice
e Madre della Chiesa, collocando il ruolo proprio della Vergine
nel cuore della missione della Chiesa, che protegge sotto il
suo manto tutti i suoi fedeli, li nutre e li fa maturare fino
alla pienezza della vita in Cristo. Questo era ciò che
don Bosco voleva offrire ai suoi ragazzi in un momento di profondi
cambiamenti d'epoca, caratterizzati dalla nuova situazione sociale
e politica, per il passaggio da una società agricola di
tipo patriarcale a una nuova società, lanciata in un processo
di industrializzazione, che trasformò gradualmente l'ordine
sociale: la struttura familiare, il modo di procurarsi i mezzi
per la vita, e nella quale, come sempre, i giovani erano quelli
che maggiormente ne pagavano le conseguenze, rimanendo nella
povertà ed esposti alla perdizione. Oggi come ieri, oggi
come ai tempi di don Bosco, i profondi cambiamenti sociali e
culturali in corso stanno avendo un enorme impatto sulla struttura
famigliare, sul tessuto sociale, sulla concezione della vita.
La Chiesa, e la Famiglia Salesiana in essa, è chiamata
a proporre e ad offrire Gesù e il suo vangelo, come lo
fa Maria.
Come don Bosco,
noi membri della Famiglia Salesiana, rinnoviamo la nostra vocazione
nella chiesa di "pastori dei giovani" con la missione
di condurli a Cristo, l'unico che non delude le loro aspirazioni
più profonde e appaga la loro fame e sete di vita, di
felicità e di amore. Nella realizzazione di questa missione
non siamo soli. Maria ci è stata data come Aiuto potente
contro il male nella lotta per la salvezza dei giovani. Ausiliatrice
che cura con amore di madre tutti quelli che si incontrano attraversando
questo mondo oscuro rappresentato ai suoi piedi (Pascual Chávez
V., Città del Messico, 17 agosto 2007, V Congresso Internazionale
di Maria Ausiliatrice).
Preghiera
contemplando la pala di Maria Ausiliatrice
O Maria Ausiliatrice,
Tu, immersa nel mare di luce della Trinità ed assisa sopra
un trono di nubi,
Tu, coronata di stelle come Regina del cielo e della terra,
Tu, sostieni il Bambino, il Figlio di Dio,
che con le braccia aperte offre le sue grazie a chi viene a te.
Tu, circondata come da una corona umana
da Pietro, da Paolo, dagli Apostoli e dagli Evangelisti,
che ti proclamano loro Regina.
Tu, unisci il cielo e la terra,
Tu, Madre della Chiesa che sta già nella gloria celeste
e della Chiesa pellegrina nel mondo,
rendici costruttori instancabili del Regno,
riempici della passione del "Da mihi animas",
rendici segni dell'amore di Dio per i piccoli e i poveri,
proteggici dal nemico
e nell'ora della morte guidaci alla gloria eterna. Amen!
(D.
Pascual Chávez - Rettor Maggiore SDB)
CRONACA DI FAMIGLIA
ECHI DAL
VI CONGRESSO DI MARIA AUSILIATRICE
"Sono
immensamente felice per tutto ciò abbiamo vissuto al Congresso.
Ho trovato tutto molto bello, e soprattutto utile spiritualmente.
Credo che questa esperienza mi abbia segnato per tutta la vita.
Ci sarà un prima e un dopo. In tutta questa meravigliosa
settimana in Polonia mi sono reso conto di quanto Dio mi coccola
con amore! E con quanto amore e con delicatezza la Vergine mi
accompagna nel cammino! Come non ringraziare Dio e la Vergine
per i tanti doni e le grazie ricevute? Quanto amore risveglia
in me questa meravigliosa esperienza vissuta in Polonia! Quanto
amore e gratitudine sento verso la Vergine e Gesù! E'
una immensa grazia di Dio essere andato in Polonia. Mi sento
un eletto, penso che tutti coloro che sono stati lì non
possono smettere di ringraziare Dio"(Horacio Bidarra, Salesiano
Cooperatore dell'ispettoria di Leon - Spagna).
"Ringrazio
immensamente Dio per aver partecipato a questa indimenticabile
esperienza spirituale organizzata dall'Associazione di Maria
Ausiliatrice (ADMA). Se si volesse riassumere il Congresso in
una parola, potrei dire che fu fantastico, perfetto, come ogni
evento organizzato dai salesiani! Tutto super ben organizzato,
nei minimi dettagli: gli orari quasi perfetti, gli interventi
e le testimonianze molto profondi, i canti dei gruppi giovanili
italiani e quando suonava la piccola orchestra sinfonica e il
coro polacco era una delizia. Era tutto meravigliosamente animato.
Tutti i gruppi hanno cercato di portare uno o due giovani, come
richiesto dal Rettor Maggiore, che ha chiesto di animare i giovani
affinché aderiscano all'Associazione di Maria Ausiliatrice,
i cui membri attualmente sono quasi tutti adulti e anziani. Si
è vissuto un clima di festa, di unità.
Un incontro
atteso, con momenti per ascoltare, cantare, pregare, riflettere,
lavorare insieme, per divertirsi e rilassarsi. Ho piena convinzione
che tutti coloro che hanno partecipato al Congresso lo hanno
gustato quanto me e sono partiti pieni di energia e progetti
per il futuro. L'armonia e la gioia sperimentate furono un meraviglioso
simbolo di unità, di comunione e di fraternità.
Qui si è rivissuta pienamente la gioia di Don Bosco e
l'amore a Maria Ausiliatrice. I canti e le danze hanno animato
il Congresso in ogni momento e un grande tocco giovanile è
stato dato dai circa 80 giovani provenienti da Palazzolo (Italia),
membri della comunità Shalom, fondata da Suor Rosalina
Ravasio, che hanno dato commoventi testimonianze di vita. Loro
stanno realizzano e vivendo una meravigliosa esperienza apostolica,
con il ricupero di giovani con problemi di droga, alcol e altro.
Lì si è sviluppato un gruppo dell'ADMA Giovanile.
Tra i giovani presenti molti erano quelli che erano stati salvati
e e hanno offerto le testimonianze più forti (Lilian Via
San Martino, La Serena, Cile).
CATANIA
(ITALIA) -
"Il 4
novembre 2011 l'ADMA della Chiesa "S. Giovanni Bosco"
di Catania ha goduto della visita di Don Pier Luigi Cameroni,
animatore spirituale della nostra Associazione. Ha preso parte
anche l'ADMA della zona etnea. Dopo la recita del Santo Rosario
Don Pier Luigi ha celebrato la Santa Messa e nell'omelia ha ricordato
che appartenere all'ADMA è un grande dono della Madonna
ma, da parte nostra, occorre vivere con gioia gli impegni assunti
entrando a far parte della Famiglia Salesiana. Ha rievocato il
sogno delle "due colonne" fatto da Don Bosco in cui
chiaramente gli fu manifestato che la Chiesa, guidata dal Papa,
si salverà mediante la devozione a Gesù Sacramentato
e alla Madonna. Dopo la Santa Messa, Don Cameroni ci ha fatto
rivivere il VI Congresso mondiale dell'ADMA, svoltosi in agosto
presso il santuario della Madonna di Czestochowa e ci ha presentato
gli impegni da esso scaturiti. La visita si è conclusa
con un momento di fraternità" (don Pennisi Concetto,
Animatore).
CORDOBA
(ARGENTINA) -
Consiglio ispettoriale
Argentina Nord. Il 4 novembre 2011 si è riunito nel Collegio
Pio X di Cordoba il Consiglio ispettoriale dell'ADMA, presieduto
dal padre Aldo Tobares. Hanno partecipato: la Sig.ra Stella Maris
Correa de Recio (presidente), la Sig.ra Beatriz Acosta de Sotti
(segretaria), la Sig.ra. Elena Muñoz de Castelli (tesoriera),
Nicolás López Zamora, rappresentante dell'ADMA
Giovanile. Si è trattato di diverse cose relative alla
vita dell'associazione, in particolare le visite fatte dal Padre
Aldo ai gruppi di Chaco, Corrientes e Salta, oltre agli incontri
per le zone di Río Tercero, Córdoba e l'incontro
di Famiglia Salesiana di Cuyo, in San Juan. Si sono esaminati
le linee e il progetto riferiti all'Incontro Nazionale di Maria
Ausiliatrice programmato per i giorni 21-23 settembre 2012 presso
il santuario nazionale di Luján (Buenos Aires) (Stella
Maris Correa de Recio, Presidente Ispettoriale ARN).
LUBIANA
(SLOVENIA) -
Il 15 novembre
2011 don Pierluigi Cameroni ha avuto modo di incontrarsi con
il Consiglio ispettoriale dell'ADMA della Slovenia che comprende
5 gruppi attivi e alcuni in fase di formazione. Un incontro di
fraternità con la presenza di don Tone Ciglar e di Sr.
Bernarda Geric, in cui si è condiviso il cammino dell'associazione
e l'impegno del consiglio ispettoriale nell'animazione dei gruppi.
TORINO-VALDOCCO:
ADMA GIOVANILE.
Domenica 20
novembre 2011, festa di Cristo Re, oltre 30 giovani dell'ADMA
Giovanile della Primaria si sono ritrovati per una giornata di
ritiro, sotto la guida dei loro animatori Enrico e Michela Fantino.
Don Pierluigi ha presentato come tema di riflessione ciò
che don Bosco diceva ai ragazzi riproponendo alcuni testi del
famoso libro scritto da don Bosco "Il giovane provveduto".
Nella condivisone
è emersa la fatica a vivere oggi i contenuti della fede,
la sfida nell'andare controcorrente nel portare i valori cristiani,
ma anche la gioia di condividere un cammino di crescita umana
e cristiana nella gioia e sotto lo sguardo e la guida materna
di Maria Ausiliatrice.
INFO ADMA
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Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco
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