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      ADMAonLine                               Messaggio Mensile :    24 novembre 2011         

Maria ci dona la gioia del cuore

Maria è una mamma attenta a ciascuno dei suoi figli e vede che spesso il nostro cuore non è nella gioia e nella pace. Maria vuole che noi viviamo in grazia di Dio, che usciamo dalla tenebra del peccato e dalla palude del male. Maria ci guarda uno per uno. La gioia riflette la grazia del cuore, manifesta la presenza del Risorto nei nostri cuori.

La sola tristezza è quella di non essere santi. Se sulla terra non splendesse il sole sarebbe una morte totale, un inverno senza fine. Così quando nel nostro cuore non c'è Cristo Risorto la notte scende nel nostro cuore e la gioia scompare dal nostro volto. La conversione è apertura del cuore per sperimentare in noi l'amore di Gesù che ci abbraccia con la sua tenerezza. Maria ci ama e prega per la nostra conversione, per la guarigione delle nostre anime, perché possiamo sperimentare l'amore del suo Figlio.

Allora anche la nostra vita diventa come quella di Maria un inno alla gioia e la nostra preghiera si apre al ringraziamento e alla lode. "Nella nostra preghiera dovremmo guardare più spesso a come, nelle vicende della nostra vita, il Signore ci ha protetti, guidati, aiutati e lodarlo per quanto ha fatto e fa per noi. Dobbiamo essere più attenti alle cose buone che il Signore ci dà. Siamo sempre attenti ai problemi, alle difficoltà e quasi non vogliamo percepire che ci sono cose belle che vengono dal Signore. Questa attenzione, che diventa gratitudine, è molto importante per noi e ci crea una memoria del bene che ci aiuta anche nelle ore buie. Dio compie cose grandi, e chi ne fa esperienza - attento alla bontà del Signore con l'attenzione del cuore - è ricolmo di gioia… E' importante non perdere questo ricordo della presenza di Dio nella nostra vita, questa gioia profonda che Dio è entrato nella nostra vita, liberandoci: è la gratitudine per la scoperta di Gesù Cristo, che è venuto da noi. E questa gratitudine si trasforma in speranza, è stella della speranza che ci dà la fiducia, è la luce, perché proprio i dolori della seminagione sono l'inizio della nuova vita, della grande e definitiva gioia di Dio." (Benedetto XVI 12 ottobre 2011).

Maria Ausiliatrice guarda anche la sua Associazione e vede che talvolta non c'è la vera gioia, che ci sono freddezze e incomprensioni anche nei nostri gruppi e quindi ci invita alla conversione dei cuori perché il suo Figlio sia presente in mezzo a noi con il suo amore e il suo Spirito. La nostra adesione all'ADMA non deve essere smentita da una condotta incoerente di gelosie e disimpegno. Maria ci esorta ad essere segni vivi dell'amore e della tenerezza di Dio, a non deviare dalla retta via del vangelo e a non essere pietra d'inciampo per nessuno dei nostri fratelli.

Ci sono anche motivi di gioia che ci aprono al ringraziamento: l'impegno a concretizzare la dimensione apostolica dell'Associazione come è avvenuto in Colombia; la programmazione dei congressi ispettoriali o nazionali per il 2012: Centro America, Argentina, Cile, Nordest del Brasile, Filippine; la formazione per animatori spirituali programmata in Spagna. Inoltre in diverse occasioni il Rettor Maggiore ha parlato e presentato l'evento del VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, celebrato a Czestochowa (Polonia) dal 3 al 6 agosto 2011, evidenziandone tre aspetti: un evento di Famiglia Salesiana che vede nella devozione all'Ausiliatrice uno degli elementi costituivi del carisma salesiano e di comunione tra tutti i gruppi; un incontro che ha dimostrato il rinnovamento dell'ADMA come gruppo salesiano, attraverso il coinvolgimento delle coppie giovani e dei giovani stessi; il proposito di scrivere una lettera dedicata a Maria, sottolineando soprattutto come ella è Ausiliatrice dei giovani.
Maria Ausiliatrice benedica tutti i nostri gruppi, conforti chi è nella prova e nella malattia e ci renda testimoni della gioia del vangelo!

Sig. Lucca Tullio, Presidente
Don Pierluigi Cameroni SDB, Animatore Spirituale


       
CAMMINO FORMATIVO 2011-2012


3. Don Bosco e la Basilica di Maria Ausiliatrice (don Pierluigi Cameroni)

Storia della costruzione - Agli inizi del 1860 Don Bosco vagheggiava la costruzione di una chiesa di dimensioni più ragguardevoli di quella di San Francesco di Sales. I motivi erano dei più diversi, non ultimo l'angustia di quest'ultima chiesa. Così si esprimeva con don Paolo Albera una sera del dicembre del 1862: "Io ho confessato tanto e, per verità, quasi non so che cosa abbia detto o fatto, tanto mi preoccupa un'idea, che distraendomi mi traeva irresistibilmente fuori di me. Io pensavo: la nostra chiesa è troppo piccola: non contiene tutti i giovani oppure vi stanno addossati l'uno all'altro. Quindi ne fabbricheremo un'altra più bella, più grande, che sia magnifica. Le daremo il titolo: 'Chiesa di Maria Ausiliatrice'. Io non ho un soldo, non so dove prenderò il danaro, ma ciò non importa. Se Dio la vuole si farà" (MB VII, 333-334).

Con quel plurale "fabbricheremo", detto a uno che sarà il suo secondo successore, egli parve andare oltre all'opera propria, impegnandovi anche coloro che sarebbero venuti dopo di lui. Se infatti i due primi aggettivi stavano bene applicati alla forma primitiva del sacro edificio, il terzo doveva avere la sua piena attuazione più tardi. Qualche tempo dopo, toccando lo stesso argomento con il chierico Anfossi, uscì nelle seguenti espressioni: "La chiesa sarà molto ampia. Qui verranno molti a invocare la potenza di Maria Vergine". Parole che sanno di profezia. Vedeva inoltre la convenienza di dare un luogo di culto alla gente dei dintorni perché Valdocco, da periferia quasi rurale, era diventata un quartiere urbano.

I cinque progetti per la nuova chiesa, firmati da don Bosco e dall'ingegnere Spezia, furono presentati all'ufficio comunale competente datati 14 maggio 1864: si trattava della "Pianta di una Chiesa dedicata a Maria Auxilium Christianorum da erigersi in Valdocco di Torino con obblazioni di divoti". Il prospetto della chiesa di Maria Ausiliatrice fa riferimento alla basilica veneziana di San Giorgio Maggiore (1506) dell'architetto veneto Andrea Palladio (1508-1580). Gli obiettivi di don Bosco nell'affrontare l'impresa dell'edificazione erano chiari: voleva una chiesa grandiosa che fosse un monumento alla Vergine Maria, il segno chiaro della sua presenza a sostegno della Chiesa, come al tempo di Lepanto o durante la prigionia di Pio VII. Incaricando lo Spezia del progetto don Bosco voleva che "fosse in tali proporzioni che potesse accogliere un gran numero di devoti, e render l'onore dovuto all'Augusta Regina del Cielo" (G. B. LEMOYNE, Torino 1909, p. 466). La fabbrica, dopo la posa della pietra angolare (27 aprile 1865), tra alterne vicende, fu portata finalmente a termine nel 1868 e fu consacrata il 9 giugno di quello stesso anno.

Decorazione - Don Bosco aveva in mente un preciso piano iconografico: voleva, attraverso i dipinti posti sugli altari, comunicare dei contenuti, presentare al fedele non solo dei santi cui indirizzare le proprie preghiere, ma degli esempi da seguire. Nel giugno del 1868 era già al suo posto il quadro maggiore del pittore Tommaso Lorenzone; mancavano all'appello gli altri quattro dipinti che dovevano decorare altrettanti altari minori, ma nel giro di sette anni, entro il 1875, l'impresa era portata a compimento. L'altare nel transetto sinistro era (ed è tuttora) dedicato a San Giuseppe, "Sposo della Madre di Dio". Il transetto destro aveva un altare dedicato a San Pietro (oggi l'altare è dedicato allo stesso don Bosco); il soggetto era la consegna delle chiavi simboliche al santo da parte di Gesù. Successivamente, procedendo verso il fondo, si incontrava l'altare dedicato a Sant'Anna. Il soggetto raffigurava Sant'Anna che insegna alla piccola Maria a leggere. A sinistra della porta principale vi era un altare dedicato ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Gli affreschi che decoravano la volta e le pareti erano stati approntati dal pittore Giuseppe Rollini con scene allegoriche. Ultimo lavoro, compiuto dopo la morte di don Bosco, fu la decorazione della cupola con la Gloria dell'Ausiliatrice.

Cuore dell'oratorio - A don Bosco premeva che "la chiesa di Maria Ausiliatrice divenisse veramente il cuore dell'Oratorio. Vagheggiava già con la mente svariate forme di attività che all'ombra della sua cupola avrebbero preso svolgimento fra un mondo di persone; pregustava la gioia che avrebbe provato vedendo tutti riuniti sotto le sue volte fare un sol coro, cantando le lodi del Signore e della Madonna, e dissetare le loro anime alle fonti della grazia; si rappresentava la gara generale per celebrarvi con solennità le feste maggiori, nelle magnificenze del culto.

Il concerto delle sue campane avrebbe ricreato e sollevato gli spiriti come armonie scese dal cielo. Per le sue porte sempre aperte sarebbero passati grandi e piccoli durante il giorno per andar a pregare dinanzi al tabernacolo di Gesù Sacramentato e al quadro della Beata Vergine. Magnifici pontificali; funzioni quotidiane fatte non solo con gravità sacerdotale, ma anche con divota partecipazione di folte schiere giovanili; abbondanza della divina parola. Insomma, eretta che fosse la bella casa di Dio, egli scorgeva nel suo interno pietà, all'esterno festevole ammirazione, in ogni dove serenità di pensieri e giocondità di vita, e sul vertice la Madonna benedicente e dicente: "Io sono quassù per vedere e ascoltare tutti i miei figli dell'oratorio"" (EUGENIO CERIA, Annali della società salesiana, I pp. 88-89).

Chiesa-madre dei Salesiani - Una chiesa di tali dimensioni veniva a operare un'evoluzione nel luogo dove sorgeva. I giovani salesiani che ne vedevano crescere i muri, non poterono fare a meno di pensare che l'Oratorio si avviava a diventare qualche cosa di più e di meglio che un semplice ospizio per ragazzi poveri. Don Bosco di tanto in tanto sollevava un lembo del velo che ricopriva il futuro e i suoi salesiani nutrivano un vago presentimento di essere i pionieri chiamati ad aver parte agli inizi di un'opera straordinaria.

Egli mirava ad accendere un mistico focolare a cui si sarebbero accese e tornate a ritemprarsi generazioni di operai evangelici, mandati a lavorare nella vigna del Signore. ""Sai un'altra ragione per fare una nuova chiesa?". Domanda a un altro dei suoi chierici, Don Cagliero. "Penso, rispose il Cagliero, che sarà la chiesa madre della nostra futura congregazione, ed il centro dal quale emaneranno tutte le opere nostre a favore della gioventù". "Hai indovinato, confermò don Bosco: Maria SS. è la fondatrice e sarà la sostenitrice delle nostre opere"" (MB VII, 334).

Centro carismatico e taumaturgico - "La costruzione del tempio è più che un lavoro tecnico, che una preoccupazione per i piani, i materiali e i finanziamenti. Rappresenta per Don Bosco un'esperienza spirituale e una maturazione della sua mentalità pastorale. Don Bosco si trova attorno ai 45-50 anni, gli anni della sua maturità sacerdotale e della sua assodata proiezione sociale, con alcune opere già organizzate e altre appena iniziate. Alla fine della costruzione qualche cosa si è trasformato in Lui. Per quali ragioni? In primo luogo perché la realizzazione supera l'idea iniziale: da una chiesa per la sua casa, il suo quartiere e la sua congregazione, si sta profilando l'idea di un santuario, meta di pellegrinaggi, centro di culto e punto di riferimento per una famiglia spirituale. La realtà gli è cresciuta tra le mani. I problemi economici poi si sono risolti con grazie e miracoli che stimolarono una generosità non calcolata del popolo. Tutto ciò radicò in Don Bosco la convinzione che "Maria si era edificata la sua casa", "che ogni mattone corrispondesse a una grazia".

La costruzione viene portata a termine in soli tre anni e le spese si accumulano su quelle necessarie a mantenere tanti ragazzi. All'origine del santuario di Valdocco non c'è, come in altri luoghi mariani, un'apparizione o un miracolo. Ma il tempio stesso finisce per essere un luogo e un complesso "taumaturgico". Affermò un sacerdote di quel tempo, un certo teologo Margotti: "Dicono che Don Bosco fa miracoli. Io non ci credo. Ma qui ne ebbe luogo uno che non posso negare: è questo sontuoso tempio che costa un milione ed è stato costruito in soli tre anni con le offerte dei fedeli!"". Durante la costruzione nasce e cresce la fama di Don Bosco operatore di miracoli e il suo nome comincia a diffondersi oltre il Piemonte: da un sacerdote conosciuto soltanto nella sua terra, passa ad essere un personaggio simbolo della novità pastorale nella Chiesa. Egli sente la responsabilità di questa fama di "operatore di miracoli" e consulta un teologo, Mons. Bertagna, se deve continuare a dare la benedizione di Maria Ausiliatrice! La risposta è affermativa.

La costruzione coincide ed è seguita dalla fondazione dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Esse rappresentano l'allargamento del carisma al mondo femminile, col conseguente arricchimento; così come un'altra fondazione, l'arciconfraternita di Maria Ausiliatrice è, insieme ai Cooperatori, l'estensione verso il mondo laico. Comincia allora l'espansione delle congregazioni. Avrà la sua manifestazione vistosa nelle spedizioni missionarie, che partirono tutte dal santuario. Ne venne come conseguenza l'apertura apostolica: dall'istituto educativo ad una pastorale popolare con elementi tipici: la predicazione, i sacramenti, la pratica della carità attraverso offerte materiali e partecipazione alle attività caritative.

Seguì anche lo sforzo sistematico per le vocazioni adulte chiamato "Opera di Maria Ausiliatrice". Senza assolutizzare l'affermazione, si può dire che Don Bosco incominciò la costruzione come direttore di un'opera e la finì come capo carismatico di un grande movimento ancora in germe, ma già definito nelle finalità e tratti distintivi; la cominciò come sacerdote originale di Torino e la finì come apostolo della Chiesa, passò dalla città al mondo. Se l'esperienza dell'oratorio aveva dato come risultato positivo la prassi pedagogica, l'opera del santuario fece emergere nel lavoro salesiano una visione di Chiesa, come popolo di Dio sparso su tutta la terra, in lotta con le potenze del male: una prospettiva che presenterà in un'altra forma nel sogno delle due colonne (1862), rappresentato oggi in una pittura sulla parete di fondo del santuario.

Forgiò uno stile pastorale fatto di audacia e fiducia: saper cominciare con poco, osare molto quando si tratta del bene, andare avanti affidandosi al Signore. Scolpì una convinzione nel cuore della congregazione: "Propagate la devozione a Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli"... in tutti i campi, economici, sociali, pastorali, educativi" (JUAN VECCHI, Spiritualità Salesiana. Temi fondamentali, Elledici, Torino 2001, pp. 228-230).
Chiesa miracolosa questa di Maria Ausiliatrice: miracolosa, per essere stata mostrata molto tempo prima al Santo nel suo luogo e nella sua forma; miracolosa nell'erezione, perché a Don Bosco, povero e padre di poveri, solo i mezzi venuti dalla Provvidenza permisero di innalzarla; miracolosa per il fiume di grazie che non ha cessato mai di scaturire da lei come da fonte inesauribile; miracolosa infine per i restauri che i successori di don Bosco hanno sempre intrapreso e condotti a termine in modo quasi incredibile.

Preghiera in onore di Maria Ausiliatrice
venerata nella sua Basilica in Torino-Valdocco

O Dio Padre, che per la tua gloria
e per l'esaltazione della Vergine Maria,
ispirasti al tuo servo fedele San Giovanni Bosco
di edificare questo tempio in onore della Madre di Dio,
invocata "Ausiliatrice dei cristiani",
ascolta la nostra fiduciosa preghiera.
L'apostolo dell'Ausiliatrice era convinto
che la Madonna si era costruita la sua casa,
che questa fosse la sua casa e da qui la sua gloria,
che ogni pietra e ornamento fossero una grazia di Maria.
Anche noi proclamiamo con gioia
che Maria è la casa d'oro adornata dei doni dello Spirito,
l'aula regale illuminata dal Sole di giustizia,
la città santa allietata da fiumi di grazia,
l'arca dell'alleanza che porta l'autore della nuova legge,
Gesù Salvatore del mondo.
Ti supplichiamo affinché, custodendo integra la grazia del Battesimo,
diventiamo tuoi adoratori in spirito e verità,
per essere edificati in tempio vivo della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
                                                                        Amen!

                                                                              

      CRONACA DI FAMIGLIA


ALCAMO (TRAPANI - SICILIA) -

Il 2011 per l'Associazione ADMA di Alcamo è stato un anno caratterizzato da eventi importanti. Il primo è l'inaugurazione e la benedizione della cappella dedicata a Maria Ausiliatrice, situata nel cortile dell'oratorio salesiano; dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal Direttore-Parroco, Don Gianni Giummarra, si è proceduto alla benedizione, a cui è seguito un momento di fraternità. Secondo evento la visita di Don Pietro Mellano, economo ispettoriale della ICP, per la festività di Maria SS. Assunta svoltasi ad Alcamo Marina. Terzo evento la visita ad Alcamo dell'animatore spirituale mondiale Don Pierluigi Cameroni il 17 settembre. L'intera giornata si è svolta all'insegna di incontri: prima con il consiglio di presidenza, poi la celebrazione eucaristica con la comunità parrocchiale, l'incontro con gli associati ADMA, con la presentazione del nuovo video sull'ADMA e del Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice celebrato nel mese di agosto in Polonia; infine con un momento di fraternità, concluso con la benedizione di Maria Ausiliatrice come era solito fare Don Bosco (Nino Romano, Presidente).

MADRID - NUOVO CONSIGLIO ISPETTORIALE -

Nella casa salesiana di "Ciudad de los Muchachos", nel quartiere madrileno di Vallecas, si è svolta il 30 settembre 2011 la riunione del Consiglio Ispettoriale dell'ADMA di Madrid. Il nuovo consiglio è formato da 13 membri, oltre all'Animatore spirituale, D. Anselmo Velasco, che vi partecipa di diritto. Un consiglio numeroso per animare le oltre 20 associazioni locali, con la particolarità che nell'ispettoria diversi gruppi non sono inseriti direttamente in un'opera salesiana tradizionale, oltre a due coordinatori regionali per zone di La Mancha e Salamanca. Furono eletti: Gloria Blanco, dell'Associazione di La Elipa, Presidente; Ana María Guijarro, del gruppo di Fuenlabrada, Vicepresidente; Rosalía de la Torre, dell'Associazione del "Domingo Savio", Tesoriera; Luisa de Arriba, di Fuenlabrada, Segretaria; Juan Carlos Serrano, del gruppo di Paseo de Extremadura, consigliere per la comunicazione sociale. I restanti consiglieri svolgeranno funzioni e responsabilità relazionati agli altri campi del Progetto di Vita e Azione. Si insistette molto sul lavoro d'equipe e sulla collaborazione necessaria tra tutti, promuovendo collaborazioni per alcune responsabilità come la segreteria e la documentazione, la comunicazione e la formazione, la tesoreria o la stessa presidenza e vicepresidenza. Nel lavoro sopra il Progetto di Vita e di Azione, si evidenziò la necessità di rinnovare l'Associazione raggiungendo i giovani e le famiglie (promuovendo per questo una nuova pagine web www.auxiliadoramadrid.org) e insistendo nella formazione (mediante il foglio mensile di don Bosco e il bollettino dell'ADMAonline). A conclusione si richiamarono alcuni appuntamenti quali gli Esercizi Spirituali e la visita dell'urna di don Bosco. La riunione si è conclusa con la Benedizione di Maria Ausiliatrice (Juan Carlos Serrano Soria).

TORINO - VALDOCCO: XXI GIORNATA MARIANA -

Domenica 2 ottobre 2011, in un clima di comunione e di gioia, l'Associazione di Maria Ausiliatrice, con la partecipazione di quasi 400 persone, ha vissuto la XXI Giornata Mariana. Il tema della Giornata è stata la riconsegna dello spirito e degli impegni scaturiti dal grande evento del VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice celebrato a Czestochowa dal 3 al 6 agosto. Dopo una presentazione curata dal presidente della Primaria, Sig. Tullio Lucca, sono seguite alcune testimonianze di giovani e di famiglie: chi ha evidenziato la Provvidenza nel potervi partecipare; chi ha sottolineato come da questo evento è scaturito un deciso cammino di conversione; chi ha compreso con più chiarezza cosa significhi partecipare all'ADMA.

Nel secondo tempo è stato presentato il cammino dell'ADMA per il 2012, evidenziando la proposta per le famiglie giovani anche in vista della partecipazione al VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano 30 maggio-3 giugno 2012), sia il coinvolgimento di ragazzi e giovani attraverso la testimonianza e il passa-parola di altri giovani. Nel pomeriggio nel santuario di Maria Ausiliatrice, dopo la recita del Santo Rosario, si è svolta la solenne concelebrazione eucaristica presieduta don Stefano Martoglio, Superiore della Circoscrizione Piemonte-Valle d'Aosta, nel corso della quale 43 persone dell'ADMA Primaria, di San Benigno, di Nave (Brescia) e della comunità Shalom di Palazzolo S/O (Brescia), sono entrate a far parte dell'Associazione. Tutto questo è stato vissuto in un clima di raccoglimento, nella consapevolezza di un dono che impegna a portare frutti con lo spirito di Maria: essere umili servi nella vigna del Signore.

CUCUTA (COLOMBIA) -

Domenica 2 ottobre 2011nella città di Cucuta si è inaugurato il "Dispensario San Giovanni Bosco", un centro per le persone ammalate e l'ufficio parrocchiale della parrocchia Maria Ausiliatrice. Questo progetto è stato sostenuto dall'ADMA di questa città. Hanno presenziato all'inaugurazione María del Plilar Lucas, presidente ispettoriale e Bernardo de López, Vicepresidente. Davvero è un esempio della dimensione apostolica e sociale che può far crescere i gruppi ADMA di tutto il mondo (Don Luis Mur, animatore ispettoriale).

NAVE (BRESCIA) - ITALIA

L'8 ottobre 2011 è ripartito il cammino del gruppo di coppie e famiglie giovani, animato dall'ADMA locale. L'itinerario proposto è in sintonia con il tema scelto dal Santo Padre per il VII Incontro mondiale delle Famiglie che si terrà a Milano nel 2012: "La famiglia: il lavoro e la festa". Mentre i corridoi e il cortile risuonano dell'allegria dei bambini, le coppie iniziano la loro riflessione sulla Santa Famiglia di Nazareth, guidati da don Enrico Ponte (SDB), animatore spirituale dell''ADMA. Momento centrale dell'incontro è l'adorazione del Santissimo Sacramento e la preghiera del S. Rosario, oltre alla possibilità di celebrare il sacramento della riconciliazione. Si conclude con un momento di condivisione e di convivialità (Conti Alessandro, presidente).

MOGOFORES - PORTOGALLO -

Da 25 anni in pellegrinaggio verso Maria Ausiliatrice Domenica 23 ottobre 2011 circa un migliaio di pellegrini e devoti di Maria Ausiliatrice si sono diretti a Mogofores, nel comune di Anadia, per celebrare la 25ª edizione del pellegrinaggio al santuario mariano. Le celebrazioni sono state presiedute dall'Ispettore dei Salesiani in Portogallo, don Artur Pereira, e coordinate dal Delegato nazionale per la Famiglia Salesiana, Jerónimo Monteiro da Rocha. Il programma ha avuto inizio alle 9.30 con il saluto alla Madonna nel Santuario, cui ha fatto seguito una breve processione fino alla palestra dell'Istituto salesiano. Lì don Miguel Luciano ha parlato ai presenti del VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice svoltosi nello scorso agosto in Polonia. Dopo un momento di preghiera davanti al Santissimo Sacramento, a mezzogiorno è stata celebrata la messa, trasmessa in diretta anche dalla Radio Salesiana.

Nel pomeriggio, sempre nella palestra dell'Istituto, sr María Fernanda Afonso, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha presentato una testimonianza su come ha vissuto il Congresso ADMA in Polonia e a seguire sono intervenuti vari pellegrini che hanno voluto onorare la Madonna. Si è fatto apprezzare in particolar modo il coro Santa Clara di Vila do Conde, responsabile anche dell'animazione musicale durante l'Eucaristia. Il Delegato Nazionale per la Pastorale Giovanile, don José Aníbal Mendonça, ha presentato il programma di animazione domenicale del santuario - nel quale sono impegnati diversi gruppi - anche in vista della peregrinazione in Portogallo delle reliquie di Don Bosco, prevista per il mese di agosto 2012.

L'Ispettore, infine, ha ringraziato tutti i presenti e sottolineato l'importanza della devozione crescente per la Vergine e dell'impegno a creare una cultura vocazionale. Le celebrazioni si sono concluse nel Santuario con un momento di preghiera, la benedizione di Maria Ausiliatrice e il saluto finale. Il motto prescelto per il 25° Pellegrinaggio annuale al Santuario di Maria Ausiliatrice era la frase di Don Bosco "È lei che ha fatto tutto".

FILIPPINE - 29° INCONTRO NAZIONALE

Il 23 ottobre 2011, con grande gioia e preghiera abbiamo festeggiato il nostro 29° Incontro Nazionale presso il Pre-noviziato "Don Bosco" di Canlubang, Laguna. Circa 300 soci ADMA provenienti dai diversi gruppi delle Filippine hanno partecipato alla convention nazionale. In sintonia con il VI Congresso Internazionale abbiamo scelto il tema: "Totus Tuus Maria, Man Saan Kailanman". I delegati ADMA hanno condiviso le loro esperienze attraverso le seguenti relazioni: a) "Presentazione storico-spirituale del Santuario di Czestochowa", a cura di Maria Junifer L. Maliglig (Presidente Nazionale); b) "L'affidamento a Maria: evento teologico, suo fondamento e profondità spirituale", a cura di Rheena May R. Lim (Vice Presidente); c) "Eco del VI Congresso Internazionale: eventi e attività", sintesi a cura di Suor Maria Asela B. Chavez, Animatrice FMA.

In questa giornata abbiamo anche avuto l'adesione di soci già impegnati e l'accettazione di nuovi membri. Più o meno 70 membri ADMA si sono associati alla nostra missione di diffondere l'amore alla Santissima Eucaristia e la devozione a Maria, nostra Madre e Aiuto dei cristiani. E' stata anche l'occasione per pregare per il riposo eterno dei nostri salesiani defunti, devoti di Maria Ausiliatrice. Siamo riconoscenti per la presenza del P. Edison Lotilla, parroco di Maria Ausiliatrice-Marinduque, che ha presieduto nel pomeriggio la celebrazione eucaristica, concelebrata dal P. Nestor Impelido, SDB (Animatore spirituale ADMA) e dal P. Roberto Mac Roxas, SDB, delegato per la Famiglia Salesiana (Maria Junifer L. Maliglig - Presidente nazionale).


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ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
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 Presidente ADMA:
                                    Signor TULLIO LUCCA (incarico fino a 2014) -
E-mail: Tullio.Lucca@gmail.com
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI |Istituto Salesiano | Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
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