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      ADMAonLine                   Messaggio Mensile :    24 aprile 2011         

Maria e il nostro "sì" gioioso a Dio

Quest'anno il 24 del mese coincide con la solennità della Pasqua, l'ora suprema di Gesù e della nostra salvezza. Il mistero pasquale che celebriamo nella liturgia è luce, grazia e forza per la nostra vita. L'immagine che ci accompagna è quella della risurrezione presente nella Cappella Pinardi, culla dell'opera salesiana, dove don Bosco iniziò l'oratorio proprio la domenica di risurrezione del 1846. L'eucaristia ci ricorda che nel sacramento celebriamo e viviamo il mistero pasquale e insieme impegna tutti i nostri gruppi a pregare davanti al Sacramento per chiedere in questo anno sante vocazioni.
La passione di Gesù e la sua morte in croce non sono un evento fortuito, una semplice decisone degli uomini, ma il compiersi di un disegno di salvezza. L'esempio di Gesù, Risorto, deve essere di luce per la nostra vita. Tutto quanto arriva, quanto succede, quello che ci circonda e anche tutto quanto ci fa soffrire dobbiamo saperlo leggere come volontà di Dio che ci ama o una permissione di lui che ancora ci ama. Allora tutto avrà senso nella vita, tutto sarà estremamente utile, anche quello che sul momento ci pare incomprensibile e assurdo, anche quello che, come per Gesù, può farci piombare in un'angoscia mortale.
Il nostro vivere quotidianamente nella luce e nella grazia della Pasqua si concretizza nel vivere ogni momento con lo Spirito di Gesù obbediente al Padre: Dio lo possiamo amare soltanto nel presente che ci è dato, pronunciando il nostro "sì" fortissimo, totalitario, attivissimo alla sua volontà. Amiamo dunque quel sorriso da donare, quel lavoro da svolgere, quella macchina da guidare, quel pasto da preparare, quell'attività da organizzare, chi soffre accanto a noi. Neppure la prova o il dolore deve farci paura se, con Gesù, sapremo riconoscervi la volontà Dio, ossia il suo amore per ognuno di noi. La nostra vita di ogni giorno è messa in pericolo dalla superbia e dall'amore disordinato di noi stessi: solo la croce e la risurrezione di Gesù la possono purificare con la forza dell'amore e la pratica del comandamento nuovo della carità, non solo nelle grandi occasioni, ma soprattutto nelle circostanze ordinarie della vita.
Per sperimentare tutto questo confidiamo in Maria: attraverso di Lei accogliamo giorno per giorno e ora per ora il Dono della Vita di Dio e offriamo la nostra vita, doniamola con gioia e per amore. Così si attuerà la conversione del cuore e della vita. La benedizione materna di Maria sia per noi fonte di pace, di amore e di unione nel suo cuore e nel cuore del suo Figlio Gesù. E' questo l'augurio pasquale, la pace che doniamo nelle nostre famiglie, nei nostri gruppi e comunità.
La gioia della Pasqua e la benedizione di Maria ci stanno accompagnando nel cammino in preparazione al Congresso di Czestochowa : anche in questo mese altre persone si sono aggiunte da diverse parti del mondo, tra cui l'Africa. Gli iscritti sono ormai oltre le 1000 persone! L'invito è che tutti viviamo questa esperienza valorizzando in particolare il cammino proposto con le schede mensili e sentendoci uniti nell'affidamento a Maria Ausiliatrice. La beatificazione del Papa Giovanni Paolo II il primo maggio è per noi dell'ADMA motivo di grande gioia e gratitudine al Signore: il papa tutto di Maria! Buona Pasqua!

                                                         Don Pier Luigi Cameroni SDB, Animatore spirituale

     PREGHIAMO MARIA AUSILIATRICE


Maria è la Mediatrice delle grazie

Maria ha a che fare con la grazia in tutti i sensi: ha trovato grazia, è piena di grazia, è madre della grazia, è mediatrice di ogni grazia! La sua mediazione di grazia assume molti nomi: è una "mediazione d'amore" (Sant'Alfonso), una "mediazione di intercessione" (Montfort) soprattutto, più concretamente, una "mediazione materna" (Giovanni Paolo II). Ed è una mediazione eccellente perché Maria è al tempo stesso la creatura più vicina agli uomini e la più vicina a Dio: nessuna più di lei sa portare la grazia alle anime e le anime alla grazia, nessuna è più sollecita nell'accogliere le richieste di grazia, più saggia nel presentarle al Signore, più autorevole nell'ottenerle! Fra le più antiche testimonianze che ci sono state tramandate vi è il famoso inno di sant'Efrem, di cui riportiamo qualche passaggio, che tesse le lodi della Madre con una mirabile profusione di titoli, tanto gloriosi quanto affettuosi: In te, patrona e mediatrice presso Dio da te generato, il genere umano, o Madre di Dio, ripone la sua felicità, e sempre dipende dal tuo patrocinio, ed ha te sola come rifugio e difesa, poiché tu godi la sua fiducia… Porta celeste, attraverso la quale corriamo dalla terra al cielo. Sposa di Dio, per mezzo della quale siamo stati riconciliati… Inespugnabile patrocinio, forte difesa, fonte vivifica, mare inesausto delle divine, segrete elargizioni e donazioni… Sorgente di tutti i beni, signora di tutti dopo la Trinità, altro consolatore dopo il Paraclito, mediatrice di tutto il mondo dopo il Mediatore… Ponte di tutto il mondo, che ci conduci all'altissimo cielo, splendore degli Angeli, tutela degli uomini, chiave che ci introduce nel cielo… Fulgore che illumina le anime dei fedeli, riconciliazione dei peccatori, sicurezza di coloro che sono saldi, richiamo di chi è caduto, eccitamento dei pigri, fortezza dei sani, concordia delle chiese, felicità degli eserciti, sorgente di tutti i beni, buon governo delle città, pace di tutto il mondo, pazienza dei monaci, fortezza dei difensori della fede, tesoro di vita intemerata, nube che effondi sulla terra la celeste rugiada, scala attraverso la quale gli angeli discendono fino a noi, porto per coloro che sono travolti dalle tempeste, gaudio degli afflitti, patrona di coloro che subiscono offese… protezione, forza, letizia, dolcezza, muro, aiuto, munizione, armatura, difesa, gloria, patrona, mediatrice, tranquillità, difesa, esultanza, pace, lode, gaudio, benedizione…
Nonostante le obiezioni o gli eccessi di prudenza che ricorrono nella storia, la Chiesa ha chiara coscienza di quanto sia reale ed efficace la mediazione materna di Maria all'interno dell'unica mediazione di Gesù: L'unica mediazione del Redentore non esclude, bensì suscita nelle creature una varia cooperazione partecipata… E questa funzione subordinata di Maria la Chiesa non dubita di riconoscerla apertamente; essa non cessa di farne l'esperienza e la raccomanda (LG 62). L'idea di fondo è che chi più riceve più sa donare, e chi più sa custodire più sa offrire. È una legge che vale nei cieli e discende sulla terra: Gesù ci rende partecipi della vita divina perché ha in sé tutta la vita divina, e nessuno più di Maria ci dona Gesù perché nessuno più di lei ha accolto in dono Gesù. Maria assume il ruolo di Mediatrice proprio perché Gesù le si è affidato come Figlio e ci ha affidati come figli. Tutti i più grandi maestri spirituali, di epoca in epoca, hanno raccomandato Maria come mediatrice delle grazie, assicurando che tale ruolo nulla toglie e nulla aggiunge alla mediazione di Gesù, ma le è interiore come garanzia di accoglienza e dispensazione. Ascoltiamo sant'Alfonso: Nessuno nega che Gesù Cristo sia l'unico mediatore di giustizia che con i suoi meriti ci ha ottenuto la riconciliazione con Dio. Ma al contrario è cosa empia il negare che Dio si compiaccia di fare le grazie per intercessione dei santi e specialmente di Maria sua Madre, che Gesù tanto desidera di vedere da noi amata e onorata… Ma chi mai può negare quanto sia ragionevole e conveniente affermare che Dio voglia che tutte le grazie concesse alle anime redente passino e si dispensino attraverso le mani di lei, per esaltare questa incomparabile creatura, che più di tutte le altre creature lo ha onorato e amato durante la sua vita e che egli ha eletto come Madre del Figlio suo, nostro comun Redentore?

1. MEDIATRICE PERCHÉ DONNA
L'orientamento della donna a portare in sé un altro, a farlo maturare e a offrirlo al mondo, o, più brevemente, la disposizione del suo corpo e della sua anima ad esser fecondata e feconda, è la ragione elementare e profonda della mediazione materna della grazia. Per questo sant'Alfonso, citando grandi autori medioevali, richiama l'estrema convenienza e addirittura la necessità teologica della cooperazione di Maria all'opera di Gesù. C'è in gioco il riscatto e la valorizzazione di tutta la creazione, dell'uomo e della donna, del loro reciproco contributo: San Bernardo dice che come un uomo e una donna hanno cooperato alla nostra rovina, così fu conveniente che un altro uomo e un'altra donna cooperassero alla nostra riparazione: Gesù e Maria sua Madre. Senza dubbio, dice il santo, Gesù Cristo da solo sarebbe stato pienamente sufficiente per redimerci, ma "fu più conveniente che alla nostra redenzione collaborassero l'uno e l'altro sesso, non essendo stato estraneo alla nostra perdizione né l'uno né l'altro". Perciò il beato Alberto Magno chiama Maria la "cooperatrice della redenzione". La santa Vergine stessa rivelò a santa Brigida che, come Adamo ed Eva vendettero il mondo per una mela, così ella e il Figlio riscattarono il mondo con un solo cuore. Sant'Anselmo conferma: "Dio ha potuto creare il mondo dal nulla, ma essendosi perduto il mondo per il peccato, Dio non ha voluto ripararlo senza la cooperazione di Maria" .
La pagina evangelica più significativa, dove trova evidenza il ruolo di mediazione a cui Maria è stata eletta e a cui si è consacrata, è l'episodio delle nozze di Cana. Lì troviamo tutto. Ad un primo sguardo, vediamo che c'è Gesù e c'è Maria, c'è la creazione ("uno sposalizio"), l'antica alleanza (le giare di pietra "per la purificazione") e la nuova alleanza (il "vino buono", primo segno della gloria di Gesù, sorgente di fede per i discepoli). Ad un livello più profondo, Cana si presenta come il crocevia nuziale della storia salvifica: si compiono le profezie messianiche del banchetto nuziale (cf. Is 25,6), è prefigurato il banchetto eucaristico, dove non più l'acqua è trasformata in vino, ma il vino nel sangue di Cristo, e lo sguardo corre in avanti, verso il banchetto di nozze dell'Agnello (cf. Ap 19,7). Quanto al nostro interesse, si vede un uomo e una donna che si ascoltano, si obbediscono e si esaudiscono a vicenda; si vede un uomo maschilmente orientato al suo obiettivo universale ("non è ancora giunta la mia ora") e una donna femminilmente attenta al momento particolare ("non hanno più vino"); un uomo che manifesta un assoluto potere di salvare ("hai tenuto fino ad ora il vino buono"), e una donna che mostra un assoluto potere di intercedere ("fate quello che vi dirà").
Ascoltiamo il commento della Redemptoris Mater: Dalla descrizione dell'evento di Cana si delinea ciò che concretamente si manifesta come nuova maternità secondo lo spirito e non solo secondo la carne, ossia la sollecitudine di Maria per gli uomini, il suo andare incontro ad essi nella vasta gamma dei loro bisogni e necessità. A Cana di Galilea viene mostrato solo un aspetto concreto dell'indigenza umana, apparentemente piccolo e di poca importanza ("Non hanno più vino"). Ma esso ha un valore simbolico: quell'andare incontro ai bisogni dell'uomo significa, al tempo stesso, introdurli nel raggio della missione messianica e della potenza salvifica di Cristo. Si ha dunque una mediazione: Maria si pone tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Si pone "in mezzo", cioè fa da mediatrice non come un'estranea, ma nella sua posizione di Madre, consapevole che come tale può - anzi "ha il diritto" - di far presente al Figlio i bisogni degli uomini. La sua mediazione, dunque, ha un carattere di intercessione: Maria "intercede" per gli uomini… La Madre di Cristo si presenta davanti agli uomini come portavoce della volontà del Figlio, indicatrice di quelle esigenze che devono essere soddisfatte, affinché la potenza salvifica del Messia possa manifestarsi (RM 21).

2. MEDIATRICE PERCHÉ VERGINE
Anche sul piano personale, più un amore è verginale, più un dono d'amore è integrale. Analogamente, nei confronti di Dio, la purezza verginale, che sempre è trasparenza e splendore, rende pienamente disponibili e utilizzabili, affidabili e fecondi. Dio cerca cuori vergini per operare e irradiare le sue meraviglie, uomini e donne interamente consegnati a Lui e a servizio di Lui. Dio si è affidato a Maria per la sua vertiginosa purezza, e anche noi ci affidiamo a lei perché sicuri del suo amore. Il suo potere di mediazione non si spiega dunque con la sua generica femminilità, ma con il suo carattere verginale.
Sul fondamento della Scrittura (Sir 24,41), e ispirandosi a Bernardo, a Grignion e a molti altri Padri, don Bosco dipinge la mediazione mariana delle grazie con l'immagine dell'"acquedotto", che trasporta le acque pure della grazia a motivo della sua purezza: E per questo il demonio scoraggia o inquina la devozione mariana… Questo canale integerrimo per l'inviolata fiducia, mondissimo per la verginità, occulto per l'amor di solitudine, mirabile per vera umiltà, diffusivo per pietà, abbondante di acque per pienezza di grazia, difeso per la custodia dei sensi, non di piombo, ma piuttosto d'oro per nobiltà regale e carità eccelsa .
L'integrità verginale di Maria, in questo senso, non ha nulla di statico, ma è a servizio della mobilità dell'amore. La riservatezza verginale va cioè compresa e insegnata come la miglior condizione e la miglior preparazione di un dono d'amore, specialmente quando e quanto più è delicato, cioè quando lo scambio d'amore coinvolge la terra con il cielo e il cielo con la terra, quando ha a che fare con Dio. Quello tra la Madre e il Figlio è un circolo d'amore, in quanto come una volta la Madre ha pronunciato un sì nei riguardi del Figlio e di tutto ciò che lo riguarda, allo stesso modo è il Figlio che oggi pronuncia un grande sì verso la Madre. Questo sì è divino, smisurato e dona al sì della Madre tutta l'immensità celeste. Fintanto che la Madre è rimasta sulla terra è stata un essere umano limitato per natura e doveva rispettare questi limiti, anche se tentava di operare secondo gli intenti del Figlio. A partire dal momento dell'Assunzione al cielo ella ottiene la facoltà di poter compiere senza limitazione alcuna ciò che il Figlio desidera. Ella non conosce altre barriere se non quelle che noi sulla terra opponiamo alla sua azione. Solo il nostro no può ancora creare degli impedimenti al suo sì eterno .

3. MEDIATRICE PERCHÉ MADRE
La ricettività femminile e la trasparenza verginale di Maria trovano la loro più alta maturità nella maternità divina e nella maternità universale, ed è questa doppia maternità che la rende mediatrice e che qualifica la sua specifica mediazione rispetto a quella di Gesù, o a quella sacerdotale. Particolarmente sant'Alfonso spiega infatti che due sono le prerogative di Maria, quella di essere Madre di Dio e Mediatrice presso gli uomini: la prima è ordinata alla seconda, la seconda trova nella prima il suo fondamento.
C'è una considerazione che fa comprendere l'autorevolezza della Madre sul cuore del Figlio. Noi siamo portati a pensare la sfera dei diritti separata dalla sfera degli affetti: i diritti sembrerebbero precedere o seguire gli affetti, ed inoltre i diritti regolerebbero la vita pubblica, gli affetti la vita privata. Non ci è facile pensare che gli affetti stanno a fondamento dei diritti. Al contrario, gli autori spirituali, classici e moderni, parlano volentieri dei diritti materni di Maria. A noi sembra un linguaggio arcaico, irrimediabilmente lontano dalla nostra sensibilità, ma c'è in esso una profonda verità. L'intercessione di Maria è efficace perché fra Gesù e Maria si stabilisce una doppia corrente di conoscenza e amore: Ella lo conosce e lo ama in maniera unica, conosce e condivide la sua sensibilità, i suoi pensieri e i suoi desideri, sa come rivolgersi a Lui e come chiedergli le grazie; ed Egli la conosce e la ama più di tutte le altre creature, la riconosce come Madre, ha per lei una sconfinata riconoscenza, e a questo titolo è lieto di esaudirla in tutto.
I diritti materni di mediazione sono grandissimi anche per altri tre motivi. Il primo è che Maria, come madre, è stata mediatrice anche nei confronti del Figlio: grazie a lei ha ricevuto la vita, ha imparato ad amare e a pregare da uomo, ha preso contatto con la tradizione religiosa del suo popolo e con tutta la storia della salvezza. Il secondo è che il suo diritto materno si fonda in fin dei conti su un dovere, ossia il mandato ricevuto dal Figlio di esserci Madre, quasi che Egli, considerando l'eccellenza della Madre, non volesse farci mancare un dono così bello e un aiuto così sicuro. Il terzo è che il passaggio di Maria da Ancella a Regina realizza una piena partecipazione alla gloria del Figlio e un pieno riconoscimento della sua qualità di Madre, il che rende la sua intercessione irresistibile.

4. PER LA PREGHIERA E LA VITA
Riprendo l'episodio di Cana, e contemplo in Maria il lato materno della Grazia: Maria ottiene tutte le grazie perché nel suo Cuore immacolato Gesù è stato accolto e trova accoglienza ogni uomo; e Gesù concede ogni grazia, perché nel suo Cuore divino la Madre trova ascolto e in lei ogni uomo viene esaudito.
Preghiamo per le famiglie, dove gli affetti sono più intensi e i dolori più grandi. Chiediamo con piena fiducia a Maria di ottenere grazie di guarigione e di conforto per i familiari che più soffrono, grazie di conversione per quelli che vivono in situazioni di peccato, grazie di comprensione e perdono per i coniugi che vivono momenti di crisi, e per i genitori e i figli che stentano a capirsi.

 

VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
TOTUS TUUS
Czestochowa (Polonia) 3-6 agosto 2011
CONGRESSO DELLA FAMIGLIA SALESIANA PROMOSSO DALL'ADMA E DALLE ISPETTORIE FMA E SDB DELLA POLONIA

Per conoscere il programma,
per informazioni ed iscrizioni
http://www.kongresadma.pl./

CRONACA DI FAMIGLIA


CAPACI (PALERMO) 31 GENNAIO 2011 -


Nuove adesioni - "Sono le 17,30. Vedo arrivare o a piedi o scendere dalle macchine delle persone elegantemente vestite perché per ognuno di loro è un giorno molto importante, un giorno Unico da vivere. Noto sui loro visi, tanta gioia che traspare dallo sguardo, dalla stretta di mano, dal saluto affettuoso, da tutto l'insieme. Tra non molto verranno chiamate per nome all'Altare e ad alta voce il loro "ECCOMI" sarà udito da tutti i fedeli che gremiscono la Parrocchia. I fedeli seguono con attenzione e con devozione quanto si svolge in Chiesa e al momento tanto atteso, dopo l'assunzione dell'Impegno da parte dei 10 nuovi soci, si sente un forte applauso che commuove tutti. Indossano il foulard celeste, mettono il distintivo e tengono in mano il Regolamento. Dopo la Messa seguono foto, abbracci e un momento di festa con tutta la gente. Si condivide la gioia di essere tutti di Maria." (Sr Francesca Vicari - FMA - Animatrice spirituale) -
Testimonianza di Margherita Vitale "Se un giorno qualcuno mi avesse detto che avrei preso un IMPEGNO così importante davanti a Dio e al popolo di Dio e che avrei fatto parte dell'ADMA, ma soprattutto che avrei pregato Nostro Signore, non ci avrei creduto, perché non pregavo quasi mai e non andavo a Messa la domenica. Adesso lo faccio, per questo non riconosco più me stessa. C'è qualcosa dentro di me che da qualche mese è cambiato e mi aiuta ad affrontare la vita con più tranquillità e serenità. Nostro Signore Gesù Cristo mi ha dato un dono, quello della preghiera che sta crescendo dentro me. Mi ha fatto capire l'importanza della Chiesa e quindi il valore della S. Messa. Sento qualcosa dentro di me che dice: VAI! LASCIA TUTTO E VAI! Mi sento chiamare e non posso fare a meno di andare avanti, per cui vado lasciando quello che prima non avrei mai lasciato. Non si può spiegare ciò che sento, è un'illuminazione interiore che mi ha fatto svegliare da un sonno profondo. Tutto ciò lo devo all'ADMA, da quando sono diventata ufficialmente associata e precisamente il 31 gennaio 2011. Sono sicura che Gesù c'è, è tra noi. Dobbiamo semplicemente ascoltarLo. Io adesso Lo sento e non posso fare a meno di ascoltarLo, voglio coltivare il dono ricevuto".

BURUNDI -


Posa della prima pietra del Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice
Il 4 marzo alla "Cité des Jeunes de Buterere" a Bujumbura, in Burundi, don Guillermo Basañes, Regionale per l'Africa-Madagascar, ha presieduto la cerimonia di posa della prima pietra del Santuario "Maria Ausiliatrice" che sorgerà nel cuore del quartiere più povero della città. Numerosa la partecipazione dei fedeli. Don Gabriel Ngendakuriyo, Superiore della Visitatoria, ha ricordato che l'ispiratore del Santuario è stato don Paul Vicente da Silva, salesiano brasiliano, missionario in Burundi da oltre 35 anni. Numerose le personalità religiose e civili presenti. Sono intervenuti anche don Ferdinando Colombo, promotore dell'iniziativa, e don Franco Fontana, vicepresidente del VIS a cui l'Ispettore ha affidato il compito di seguire i lavori di costruzione. Nella prima pietra, oltre ad una pergamena commemorativa, sono stati inseriti diversi oggetti che evidenziano i legami carismatici e istituzionali di quest'opera. L'oggetto più significativo, giunto dalla Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino Valdocco, è un frammento dell'altare che era stato costruito da Don Bosco nel 1862 e, dopo l'ultimo restauro, gelosamente conservato. Era accompagnato da una reliquia del santo dei giovani, Don Bosco, e da una lettera di partecipazione del Rettore della Basilica, don Francesco Lotto che attestava la fratellanza della "chiesa madre" con la popolazione del Burundi. L'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), per mano del suo presidente, Tullio Lucca, e dell'animatore spirituale don Pierluigi Cameroni, ha inviato una lettera di augurio perché il nuovo Santuario possa diventare segno di speranza e di riconciliazione per questa terra così provata. Il Santuario che sorgerà a Bujumbura è stato progettato dall'architetto Vittorio Giacomin ispirandosi alla tipologia delle abitazioni originali burundesi che esprimono accoglienza e senso di famiglia; potrà ospitare più di duemila persone e sarà realizzato da una impresa locale.

GIORNATA DELLA FAMIGLIA - Livorno - 13 marzo 2011-


"Organizzata dall'ispettoria delle FMA di La Spezia, con la presenza dell'Ispettrice Sr. Celestina Corna e della delegata della pastorale Sr. Silvia Turrisi si è svolta la Giornata della famiglia, con la testimonianza di alcune famiglie dell'ADMA che hanno condiviso la loro esperienza di vita. Un centinaio di partecipanti arrivati alla casa delle FMA un po' alla spicciolata. Animatori di Livorno hanno accolto i bambini in giochi e danze mentre i genitori sono stati coinvolti in una riflessione frizzante e gioiosa con Don Pierluigi Cameroni, che ha saputo parlare della Famiglia con parole profonde e nuove, molto vicine alla quotidianità. E' stato significativo incontrarsi insieme, da regioni diverse (Toscana, Liguria, Emilia Romagna), riconoscere in tutti la stessa voglia di condivisione, l'urgenza di trovare momenti dedicati alle nostre Famiglie in un clima famigliare, dove risuonano le risate dei bambini e ancor più spesso le nostre. Famiglie che hanno parlato alle Famiglie. Esperienze che si sono sovrapposte, che molto spesso abbiamo riconosciuto sorprendentemente simili alle nostre anche nelle loro imperfezioni. Ci siamo regalati una bella giornata. Ed il mio bambino di otto anni, mi ha chiesto: quando ci sarà il prossimo incontro? Altro che casa e tv"... Un'aggiunta solo per la celebrazione della Messa che ho trovato davvero coinvolgente per i bimbi e con un messaggio forte tutto per noi grandi! Complimenti al Don e a chi si è speso per la riuscita della giornata!".
Una testimonianza: "L'incontro tenutosi a Livorno mi ha confortato e confermato in tante mie convinzioni, soprattutto alla luce della mia esperienza di vita personale e di fede. Innanzitutto la consapevolezza, solo a posteriori, che tutto ciò che accade durante la nostra vita sul momento può anche essere inspiegabile, non condivisibile e/o (vedi il mio caso personale in passato quando ebbi problemi di salute un po' più seri del solito...), duro da "digerire"!!!! Eppure, in quest'ultimo caso, ricordo di essermi completamente affidato "all'arma del rosario" e ne sono uscito più che dignitosamente con l'aggiunta di aver compiuto insieme alla mia famiglia un piccolo salto di qualità (per esempio con un settimanale rosario "familiare", ecc.)... La testimonianza di quelle tre famiglie numerose non mi ha tanto abbagliato per il loro numero di figli, ma per il "salto di qualità" fatto nella vita di fede. Io l'ho immediatamente accostato al mio ambiente familiare e di parrocchia. La conclusione mia personale è quella che tutti noi dovremmo "crederci maggiormente" nelle preghiere a Maria, soprattutto alla luce di quello che diceva Don Bosco quando ci si rivolge a Maria Ausiliatrice: "Volete vedere i miracoli? Pregatela molto!".

GELA 24 MARZO 2011 BENEDIZIONE DEL NUOVO STENDARDO ADMA.


A realizzare l'operato, due signore animate dalla devozione intensa a Maria: Di Dio Cafiso Concetta (associata Adma) e Cosca Giuseppa (simpatizzante); la prima lo ha dipinto a mano e la seconda lo ha rifinito cucendolo. Il lavoro è stato minuzioso e certosino ma alla fine abbiamo ottenuto quanto desideravamo. Abbiamo impreziosito l'immagine dell'Ausiliatrice incastonando nella corona di Gesù e Maria, come pure nell'uva e nelle spighe, delle pietre particolari. Tutti i presenti erano emozionati perché c'era la sensazione di avere Maria in mezzo a noi! Abbiamo scelto questo giorno perché coincidevano l'Adorazione al Santissimo (come tutti i giovedì) e la commemorazione di Maria Ausiliatrice. Don Calogero Di Gregorio (animatore spirituale ADMA locale SDB) ha presieduto la Celebrazione Eucaristica conclusasi con la lettura del messaggio mensile ADMA da parte di Luigina Ciaramella.

ESERCIZI SPIRITUALI ADMA DEL PIEMONTE -


Dal 25 al 27 marzo si sono svolti presso il santuario centro di spiritualità di Avigliana (Torino) gli Esercizi Spirituali dei gruppi ADMA del Piemonte, a cui hanno partecipato una trentina di associati. Un appuntamento che ha riconfermato il grande valore e l'importanza dell'esperienza per la maturazione e la crescita nell'identità dei soci dell'ADMA. Il tema tratto quello strenna: "Venite e vedrete" attraverso la Parola Dio, l'esperienza di don Bosco e il messaggio del papa per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni e la testimonianza del servo di Dio don Titus Zeman, salesiano slovacco, apostolo e martire delle vocazioni. I partecipanti hanno valorizzato i diversi contenuti proposti meditandoli e attualizzandoli sia nella propria storia personale che nel cammino dell'Associazione. In particolare è emerso come il terreno propizio per la maturazione e l'accompagnamento delle vocazioni è lo spirito di famiglia, costruito attraverso il cammino faticoso ed esigente della riconciliazione e del perdono, sia nelle famiglie che nelle comunità cristiane.

ARGENTINA NORD - INCONTRO ISPETTORIALE -


I giorni 1-3 aprile si è svolto presso la Casa di Ritiri delle Pie Discepole nella città di Cordoba, l'Incontro Ispettoriale dell'Associazione di Maria Ausiliatrice, presieduto dall'Animatore Ispettoriale P. Aldo Tobares (SDB) con la partecipazione delle seguenti comunità: Centro: Córdoba:Pio X, Alta Gracia, Río Tercero y San Vicente; Cuyo: San Juan y Mendoza: Ceferino, Eugenio Bustos y Rodeo del Medio; NEA: Corrientes, Chaco y Formosa; NOA: Tucumán y Salta; Litoral: Rosario y Santa Fé. Il Ritiro spirituale è stato predicato dal P. Rubén Romero (sdb). Abbiamo avuto anche la presenza del P. Carlos Bosio (sdb), Delegato ispettoriale della Famiglia Salesiana nella nostra ispettoria. Nella mattinata di sabato 2 aprile si è proceduto alla elezione del nuovo Consiglio Ispettoriale che ha come missione quella di animare e coordinare le attività dei Consigli locali. Furono elette per votazione diretta, costituendo il nuovo Consiglio: - Presidente: Sra. Stella Correa de Recio (San Juan); - Vicepresidente: Sra. Gladys Sanchez de Basile (Rodeo del Medio); -Tesorera: Sra: Elena Muñoz de Catelli (San Juan); - Secretaria: Sra. Beatriz Acosta de Sotti. Inoltre si sono aggregate al Consiglio le delegati di zone: NOA: Sra Raquel Calvo; NEA: Cristina Corradini; LITORAL: Maia Ines Piccoloti. Nella serata si lavorò sulla strenna del Rettor Maggiore, si guardò il video e poi si sono fatti lavori di gruppo. La domenica 3 aprile abbiamo riflettuto sul tema del Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice che si terrà in Polonia: "HACIA CZESTOCHOWA", valorizzando i sussidi inviati dal P. Pier Luigi Cameroni (sdb), Animatore mondiale dell'ADMA.- Inoltre si è data lettura del messaggio che don Cameroni ci regala mensilmente.- Questo mese il messaggio è: "Maria desidera che lavoriamo per convertici".- Ci esorta a viver il 24 del mese come una forte chiamata alla comunione con tutta l' Associazione, valorizzando in modo speciale i momenti di preghiera, per chiedere insieme l'aiuto di Maria, in tutte le necessità della Chiesa e del mondo, e in modo speciale per ottenere degne e sante vocazioni. Grazie per i bellissimi giorni condivisi!!! Ci aiutano e ci incoraggiano a seguire lavorando per diffondere tra i nostri bambini e i giovani l'amore filiale all'Ausiliatrice (Stella Maris Correa de Recio)

ISTANBUL (TURCHIA) -


mercoledì 6 aprile 2011 presso la chiesa di Nostra Signora di Lourdes di Istanbul, animata dalla comunità salesiana, don Pierluigi Cameroni ha incontrato il gruppo locale dell'ADMA, condividendo una giornata di fraternità e di comunione. La gioia dell'incontro è stata la caratteristica che ha accompagnato i vari momenti: i saluti, la celebrazione dell'eucaristia, l'accoglienza del nuovo consiglio locale, la consegna a tutti i soci della nuova tessera di appartenenza e il distintivo dell'ADMA, il momento di convivialità e di festa preparato con tanto amore da tutti i soci. Il gruppo di Istanbul, nato nel 2008 grazie all'impegno del compianto Don Benjamin Puthota, vede oggi la partecipazione di circa 15 membri ed è animato dal direttore della comunità salesiana don Andres Calleja.


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                                    Signor TULLIO LUCCA (incarico fino a 2014) -
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Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI |Istituto Salesiano | Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
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