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   ADMAonLine               Messaggio Mensile :    24 gennaio 2011         

MARIA CI INVITA AD ESSERE BENEDIZIONE!



All'inizio del nuovo anno affidiamo tutto a Maria Ausiliatrice, Madre di Dio e Madre della Chiesa.
Per la nostra Associazione e per la Famiglia Salesiana sarà un anno speciale in cui celebreremo il Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice a Czestochowa presso il santuario della Madonna Nera (3-6 agosto). Il nostro cammino verso questo appuntamento ci impegna ad imitare Maria e a prenderla nella nostra vita di tutti i giorni.

La presenza e l'aiuto di Maria diventano per noi una benedizione, perché l'amore è la chiave per intendere la vita di Maria. Un amore vissuto sino in fondo, nella dimenticanza di sé, per compiere con diligenza appassionata la volontà di Dio. E' per questo che ogni gesto di Maria, anche il più piccolo, non è mai banale, ma pieno di significato. Comportandoci come Lei e guidati da Lei offriremo a quanti ci sono vicino la testimonianza di una vita semplice e gioiosa, che pur con i limiti e le fragilità della condizione umana, è coerente.

Accogliendo in noi l'amore e l'aiuto di Maria diventeremo per i nostri fratelli una benedizione e saremo portatori di pace e di gioia. Gioia e pace che il mondo non può dare: cioè la gioia di essere amati da Dio, di essere perdonati, la gioia del valore, della bellezza e della grandezza della vita. Ë la gioia dell'amore che Dio riversa nei nostri cuori; è anche la gioia dell'amore fraterno tra gli uomini, quell'amore che vediamo rilucere nella Santa Famiglia di Nazareth. Quindi Dio dà a noi la Sua pace e la Sua gioia per riempirci il cuore di queste, e noi dobbiamo emanare, diffondere, irradiare pace e gioia. Dove dobbiamo andare per irradiarle? Nei luoghi dove viviamo.

Innanzitutto nella famiglia, poi i luoghi di lavoro, di studio... La Madonna ha la sua strategia, Lei mette il diserbante là dove ci sono le erbacce. Noi siamo quel diserbante che la Madonna colloca nei punti strategici. Quindi non lamentiamoci, cari amici, se nella famiglia siamo soltanto noi; noi siamo quel diserbante, quel sale, quel lievito, quella luce in un mondo di tenebre, menzogne e morte. E poi dappertutto anche nella strada, al bar, nei luoghi di divertimento portiamo la santità di Dio, la sua Luce, la sua Bontà e Misericordia, la buona parola.

Questo è un bellissimo programma di vita, è la rivoluzione cristiana, questa è la trasformazione del mondo. Il mondo va avanti perché ci sono tantissime persone ignote, magari disprezzate, che sono, là dove si trovano, benedizione e pace. Sono quei diserbanti che impediscono alle male erbe di prendere il sopravvento, sono quelle luci che impediscono alle tenebre di prendere possesso del mondo.
Allora gli altri chiederanno: come si spiega la vostra gioia? Dove trovate la forza per vincere l'egoismo e le comodità? Chi vi insegna la comprensione, la dedizione e il servizio agli altri? E' allora il momento di svelare il segreto della nostra vita, di raccontare la nostra esperienza di Dio e di rivolgere l'invito. "Venite e vedrete".

Viviamo con gioia e impegno questo mese salesiano! La festa del nostro Padre don Bosco ci ottenga grazie speciali, soprattutto la sua passione apostolica ed educativa per la salvezza dei giovani, con l'aiuto potente e materno dell'Ausiliatrice.

                                                         Don Pier Luigi Cameroni SDB, Animatore spirituale

     CAMMINO VERSO CZESTOCHOWA 2011


5. Maria è Madre affidabile (don Roberto Carelli sdb)

L'amore materno è amore concreto. Dio è la vita, la sua origine, la sua pienezza universale, la madre è il grembo della vita, il suo inizio, il suo darsi nel particolare. Dio è l'Amore, la madre è il corpo dell'amore. In Maria, in modo del tutto singolare, la Parola di Dio ha preso un corpo e un'anima d'uomo. Maria è l'Arca dell'Alleanza, il suolo santo di Dio, il cuore della Chiesa. Affidarsi a Maria con amore di figli è affidarsi a un amore concreto e che educa alla concretezza. Come e più di ogni madre, l'amore della Madre non solo è instancabile, continuo, costante, affidabile, sollecito, premuroso nell'offrire ciò che fa bene ai figli, ma anche attento ad accogliere le loro richieste e percepire le variazioni del loro cuore, il loro benessere e il loro malessere, pronta a distinguere i loro veri bisogni da quelli che sono solo capricci.
Il Magistero della Chiesa parla della maternità di Maria nei nostri confronti mettendo in grande evidenza i tratti materni della cooperazione mariana alla nostra generazione soprannaturale, una generazione che richiede cure molto più delicate ed energiche di quanto ne chieda la maternità naturale. Si pensi come l'uomo, lasciato a se stesso, senza una vita di grazia o con una vita tiepida non desideri spontaneamente il cielo, ma la terra, non la risurrezione, ma la sopravvivenza; come le sue azioni non siano orientate al paradiso, ma siano prevalentemente mosse da obiettivi particolari e terreni; come rischi continuamente di sentire la terra vicina e il cielo lontano. Maria allora, che è Porta del Cielo, ma anche Regina del Cielo, e che è Assunta in cielo in anima e corpo, educa il cristiano a innalzare lo sguardo alle cose del Cielo e a distoglierlo dalle cose della terra. Ella compie un'altissima opera di liberazione dalla schiavitù del cibo che perisce, e di educazione alla ricerca del cibo di vita eterna, quello che sazia veramente la nostra fame di vita, di amore e di felicità. Nei più recenti documenti della Chiesa, la maternità di Maria si realizza in modo concreto, attraverso la sua preghiera incessante, il suo amore sollecito, il suo esempio sublime: l'azione materna di Maria "nell'economia della grazia perdura senza soste" e "con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna" (LG 62). Ella "continua adesso dal cielo a compiere la sua funzione materna di cooperatrice alla nascita e allo sviluppo della vita divina nelle singole anime degli uomini redenti", "coopera innanzitutto mediante la sua incessante preghiera, ispirata da una ardentissima carità", ed agisce sulle anime con il benefico e insostituibile influsso dell'esempio della sua vita, perché, come si dice proverbialmente, "le parole muovono, gli esempi trascinano" (SM I,1-3). La Chiesa ne fa continua esperienza attraverso le numerosissime forme di presenza con cui Maria esercita la sua sollecitudine materna in accordo con la divina provvidenza: attraverso semplici ispirazioni o mirabili apparizioni la Madonna suscita e accompagna conversioni e fondazioni, opere di culto e opere di carità.
Più di tutto, occorre ricordare che la concretezza cristiana porta il nome di "santità", vita divina in formato umano, itinerario di conversione e giustificazione, purificazione e santificazione, cammino di morte e risurrezione, di croce e di gioia. Per questo la maternità di Maria si esplicita soprattutto nel generare e accompagnare i santi e le sante. Con parole impareggiabili, Grignion, nel trattare dei rapporti fra Maria e lo Spirito, spiega che l'opera santificatrice di Dio si serve moltissimo del contributo materno di Maria: Lo Spirito vuol formarsi degli eletti in Maria e per mezzo di Maria e perciò le dice: "metti radici nei miei eletti" (Sir 24,13): mia prediletta e mia sposa, poni le radici di tutte le tue virtù nei miei eletti, perché crescano di virtù in virtù e di grazia in grazia. Io mi sono tanto compiaciuto in te, quando vivevi sulla terra, nell'esercizio delle più alte virtù, che desidero trovarti ancora sulla terra, senza che per questo tu abbia a lasciare il cielo… Quando Maria ha messo le sue radici in un'anima, vi produce meraviglie di grazia, quali lei sola può compiere, perché lei sola è la Vergine feconda che non ebbe, né avrà mai chi le somigli in purezza e fecondità… La formazione e l'educazione dei grandi santi, che vivranno verso la fine del mondo, sono riservate a lei… Quando lo Spirito Santo, suo sposo, trova Maria in un'anima, vola ed entra con pienezza in quest'anima, e le si comunica tanto più abbondantemente quanto maggior posto essa fa alla sua sposa… Maria ha ricevuto da Dio un grande dominio sulle anime degli eletti… Dio, avendole dato potere sopra il proprio Figlio unico e naturale, glielo ha dato altresì sopra i propri figli adottivi, non solo quanto al corpo, ma pure quanto all'anima .
L'obiettivo spirituale di questa meditazione è quello di affidarci a Maria per imparare da lei il gusto della santità e i passi concreti che la sviluppano e la trasmettono.

1. Maternità e realtà
Don Bosco ha avuto un'esperienza privilegiata della presenza di Maria come Madre e Maestra, esperienza che ha comunicato e lasciato in eredità ai suoi figli e a tutta la sua famiglia spirituale. Egli si rendeva perfettamente conto di quanto l'Ausiliatrice lo avesse ispirato e guidato nella sua vocazione e nella sua missione, di come lo avesse protetto nei pericoli e nelle difficoltà, di come fosse stata non solo l'aiuto, ma anche la protagonista delle sue opere educative.
Don Bosco interpreta la regalità di Maria non in senso statico, ma dinamico, non solo come segno di dignità, ma come energia di carità: ""adstare", stare assisa, ma letteralmente stare vicino a uno per assisterlo… Maria ci aiuta in vita, in morte e dopo la morte!". Non a caso, il nostro santo farà dell'"assistenza" uno dei capisaldi irrinunciabili della presenza educativa fra i ragazzi. Maria, anche proprio contemplata come Regina, non smette dunque di essere Madre: è Madre come Regina, quindi con un potere di intercessione presso il Re e di intervento personale secondo la volontà del Re che è impareggiabile.
Il realismo della presenza materna di Maria si esprime in don Bosco come familiarità, incancellabile eredità spirituale e tratto distintivo della spiritualità salesiana. Familiarità significa che nelle case salesiane e nelle famiglie in cui si vive lo spirito di don Bosco le cose di Dio non sono estranee, ma familiari, non sono difficili, ma rese facili, non accentuano il tratto esigente, ma il tratto amabile, e questo grazie al potere materno di Maria: Con don Bosco non c'è bisogno di attraversare nessun ponte, perché nell'ambiente familiare salesiano Dio, Gesù, la Santissima Vergine, sono a portata di mano! L'ambiente familiare salesiano è quello che è, perché non si ferma all'umano, ma comprende il soprannaturale; perché ha "familiarizzato" tutta la religione cristiana, morale e sacramenti; perché tutta la realtà soprannaturale è maternizzata da Maria Santissima Ausiliatrice .
Occorre oggi riconoscere che la dimensione mariana del carisma salesiano va rilanciata con grande forza. In una cultura che ci ha insegnato a pensare e a operare come se Dio non ci fosse, a sopravvalutare la nostra iniziativa libera dimenticando il primato della grazia, a calcolare sulle nostre risorse piuttosto che confidare nella Provvidenza, a progettare le opere per Dio piuttosto che eseguire quelle progettate da Lui, l'affidamento a Maria e al suo cuore materno è l'antidoto più sicuro per rilanciare ogni opera spirituale, pastorale ed educativa, passando dal criterio dell'efficienza terrena a quello dell'efficacia evangelica. Don Viganò, riflettendo sulla dimensione mariana della vocazione salesiana, e richiamando l'esperienza di don Bosco, che grazie all'Ausiliatrice ha visto cosa sono i miracoli, afferma con chiarezza che occorre riapprofondire il realismo della maternità spirituale di Maria… Non ci sarà rifondazione e ripresa per noi senza l'Ausiliatrice; e invece, con il suo materno aiuto noi vedremo crescere gli effetti della rinascita anche "miracolosamente"!

2. Maternità e santità
La familiarità di don Bosco con Maria affonda le radici nella sua stessa vicenda personale, dall'educazione ricevuta in casa, alla vocazione ispiratagli in sogno, alla maturazione della sua santità. Prima di essersi affidato personalmente a Maria, egli fu affidato a lei da mamma Margherita. Un giorno lo chiamò e gli fece quel memorando discorso: "Giovanni mio, quando sei venuto al mondo ti ho consacrato alla beata Vergine; quando hai cominciato i tuoi studi ti ho raccomandato la divozione a questa nostra Madre; ora ti raccomando di essere tutto suo; ama i compagni divoti di Maria; e se diverrai sacerdote, raccomanda e propaga sempre la divozione di Maria".

Ciò che don Bosco fece puntualmente, capillarmente, con un affetto e una fiducia che andarono ben al di là di ogni previsione. Anche perché, nel mistero della sua vocazione e missione, Gesù lo affidò a Maria e lo esortò ad affidarsi a lei come Madre e Maestra. Nel sogno dei 9 anni, nelle sue riprese a 16 anni e poi in seminario, l'affidamento a Maria assume i tratti concreti dell'acquisizione della sapienza, della fortezza, del consiglio: Io ti darò la Maestra sotto la cui disciplina puoi diventare sapiente e senza cui ogni sapienza diventa stoltezza… ecco, Giovannino: tutto questo gregge lo affido alle tue cure… non temere: io ti assisterò… questa è mia Madre: consigliati con Lei!

Divenuto un sacerdote profondamente mariano, parlerà dell'aiuto materno di Maria in maniera affettuosa, vibrante, persuasiva: Maria vuole che riponiamo in lei tutta la nostra fiducia… Finora abbiamo camminato sul certo. Non possiamo errare; è Maria che ci guida… Maria fu sempre la mia guida! Quanto è mai buona la Madonna!... Maria Santissima mi ha sempre aiutato e continuerà sempre ad aiutarmi!... Come ci vuol bene la Madonna!... Maria ci vuole troppo bene!... Maria Santissima è la fondatrice e sarà la sostenitrice delle nostre opere… La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice; i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana .

Don Bosco cercherà sempre di trasmettere il suo cuore mariano ai suoi figli e a tutta la sua famiglia spirituale. Ascoltiamo, meditiamo, prepariamo e pronunciamo l'atto che don Bosco non chiama né "consacrazione" né "affidamento", ma più schiettamente e affettuosamente, "atto di figliazione". In esso c'è tutto, l'adorazione di Dio, il testamento del Golgota, il desiderio di immedesimarsi in Giovanni per essere accolti come figli; c'è il senso della nostra misera condizione di peccatori, il desiderio di imitare le virtù della Madre, l'effettiva consegna di sé in termini di abbandono filiale, la richiesta di protezione in vita e in morte, lo sguardo rivolto al Cielo: Mio Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, figliuolo unico di Dio e della santa Vergine, io vi riconosco, e vi adoro come mio primo principio ed ultimo fine. Vi supplico di rinnovare in favor mio quel misterioso amorevole testamento, che avete fatto sulla Croce, dando al prediletto apostolo San Giovanni la qualità ed il titolo di figliuolo della vostra Madre Maria. Ditele anche per me queste parole: Donna, ecco il tuo Figlio. Fatemi grazia di poter appartenere a Lei come figliuolo, e di averla per Madre in tutto il tempo della mia vita mortale su questa terra. Beatissima Vergine Maria, mia principale Avvocata e Mediatrice, io NN, peccatore miserabile, il più indegno e l'infimo de' vostri servi, umilmente prostrato dinanzi a Voi, affidato alla vostra bontà e misericordia, ed animato da un vivo desiderio di imitare le vostre belle virtù, vi eleggo quest'oggi per mia Madre, supplicandovi che mi riceviate nel numero fortunato de' vostri cari figliuoli. Vi faccio una donazione intiera ed irrevocabile di tutto me stesso. Ricevete di grazia la mia protesta; gradite la confidenza, con cui mi abbandono nelle vostre braccia. Accordatemi la vostra materna protezione in tutto il corso della mia vita, e particolarmente nell'ora della morte, onde l'anima mia sciolta dai lacci del corpo, passi da questa valle di pianto a godere con Voi l'eterna gloria nel Regno de' Cieli. Così sia!

3. Maternità e fecondità
La maternità di Maria sta all'origine della fecondità ecclesiale. Come Madre della grazia e causa della nostra gioia, ella ha un rapporto speciale con il Vangelo e l'evangelizzazione. Don Bosco, promuovendo la devozione all'Ausiliatrice, aveva ben chiara la sua funzione ecclesiale, e non semplicemente individuale: Maria è Ausiliatrice non solo perché soccorre i cristiani nelle loro molteplici necessità personali e familiari, ma anche e soprattutto perché protegge e assiste la Chiesa fra i pericoli del mondo, soprattutto quando la fede stessa è minacciata. Per questo, osserva opportunamente don Viganò, Don Bosco unì il titolo di "Ausiliatrice" a quello di "Madre della Chiesa"… Così il mistero della Chiesa si incontra attraverso il volto di Maria. Guardando a Lei, si vede vivere la Chiesa: sono i suoi occhi che spiegano i misteri .

A ben vedere, vi è dunque un legame profondo fra la maternità di Maria e l'opera di evangelizzazione. Il dinamismo è identico: contemplata aliis tradere, comunicare ciò che si è contemplato! Come la Madre vive la più profonda unità con il Figlio per poi offrirlo al mondo, così l'opera della Chiesa consiste essenzialmente nell'accogliere il Vangelo e trasmetterlo, nell'essere evangelizzati e nell'evangelizzare. La Chiesa è Madre e si comporta come la Madre: è al tempo stesso ricettiva e oblativa, custodisce in sé per consegnare a noi. La gioia del Vangelo è infatti integra se illumina il cuore e si irradia su tutti i cuori, se viene infusa e diffusa, se è celebrata con devozione e annunciata con coraggio. Proprio come faceva don Bosco, il cui zelo per il Vangelo e la salvezza delle anime era pari alla cura delle celebrazioni liturgiche e all'impegno nell'educazione morale dei ragazzi.

Don Bosco fu ad ogni modo il primo a meravigliarsi di quanto fosse potente l'intervento soprannaturale di Maria nella sua opera. A proposito della costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice egli ripeteva sempre, senza esagerare, che "ha fatto tutto lei", e che ad ogni mattone corrispondeva una grazia da lei ottenuta! Merita davvero leggere o rileggere la narrazione di don Bosco stesso circa l'origine mariana di quel tempio che l'Ausiliatrice ritiene casa propria e centro di irradiazione della sua gloria. L'idea che don Bosco fa emergere dalla sua stessa esperienza è la logica del Magnificat, cioè della gioia e della fecondità della fede: la Basilica di Maria Ausiliatrice non è stata edificata trovando appoggio sull'iniziativa e le risorse degli uomini, specie i più ricchi e potenti, ma solo sulla piena confidenza nella provvidenza di Dio e nell'intervento di Maria. Insomma, un tempio fatto tutto di grazia e di gratitudine.

Quelli che hanno parlato o udito a parlare di questo sacro edifizio avranno desiderio di sapere donde si siano ricavati i mezzi che in complesso superano già il mezzo milione. Io mi trovo in grave difficoltà di rispondere a me stesso, perciò meno in grado di soddisfare agli altri. Dirò dunque che i corpi legali diedero da principio belle speranza; ma in pratica giudicarono di non concorrere. Alcuni agiati cittadini scorgendo la necessità di questo edifizio, fecero promessa di vistose largizioni, ma per lo più cangiarono divisamento e giudicarono meglio di impiegare altrove la loro beneficienza. È vero che alcuni benestanti divoti avevano promesso oblazioni, ma a tempo opportuno, cioè avrebbero fatte oblazioni quando avessero avuto certezza dell'opera ed avessero veduti i lavori inoltrati. Coll'offerta del Santo Padre e di qualche altra pia persona si potè far acquisto del terreno e non altro; sicché quando si trattò di cominciare i lavori io non aveva un soldo da spendere a questo scopo.

Qui da una parte vi era certezza che quell'edifizio era di maggior gloria di Dio, dall'altra contrastava l'assoluta mancanza di mezzi. Allora si conobbe chiaro che la Regina del Cielo voleva non i corpi morali, ma i corpi reali, cioè i veri divoti di Maria dovessero concorrere alla santa impresa, e Maria volle essa medesima porvi la mano e far conoscere che essendo opera sua Ella stessa voleva edificarla: aedificavit sibi domum Maria… Non mi consta che alcuno sia ricorso invano. Un favore spirituale o temporale più o meno segnalato fu sempre il frutto della dimanda e del ricorso fatto alla pietosa madre, al potente aiuto dei cristiani… Non si sa che alcuno abbia in questo modo ricorso a Maria senza essere stato esaudito. Avverandosi così il detto di San Bernardo, che non si è mai udito al mondo che alcuno sia con fiducia ricorso invano a Maria .

Per la preghiera e la vita



Contemplo Maria nella sua santità di Madre: la penso rivestita di grazia come l'ha vista l'Angelo, la guardo a Nazareth come la vedeva Gesù, la immagino tra gli Apostoli, la ricevo come Madre che mi genera e mi educa al gusto e alla concretezza della santità.
Sono credente o autosufficiente? Chi ha il primo posto nel mio cuore: il mio io o il mio Dio? Come affronto i problemi e le preoccupazioni della vita: confidando nelle mie risorse o affidandomi a Dio? Come cresce in me il senso della Provvidenza? So che Dio è presente e opera nella storia, che ascolta ed esaudisce le richieste che gli rivolgo con fede? Come tengo lontano dalla mia preghiera il dubbio e la paura? Mi rivolgo a Gesù e a Maria con obbedienza e confidenza filiale?
Preghiamo per la Famiglia Salesiana e tutti i suoi gruppi, perché attraverso una rinnovata e illimitata confidenza in Maria, possa sperimentare e irradiare, come don Bosco, le grandi opere che il Signore compie in chi si consegna e si affida a Lui, e attraverso una fede solida, industriosa e coraggiosa, possa contribuire alla grande impresa della nuova evangelizzazione.

PREGHIERA PER I FRATELLI PERSEGUITATI



Con Benedetto XVI, come Associazione di Maria Ausiliatrice, affermiamo che la libertà religiosa è condizione essenziale per la promozione della dignità di ogni persona, sostegno alla costruzione della pace e all'armonia tra i popoli. Nel Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata della Pace, dal tema "Libertà religiosa via della pace", si sottolinea che i cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede. Con tutti i cristiani del mondo e gli uomini di buona volontà ci sentiamo profondamente vicini ai cristiani uccisi, perseguitati, oggetto di violenze e attentati.
O Maria Ausiliatrice, Madre benedetta del Salvatore,
validissimo è il tuo aiuto in favore dei cristiani.
Per te le eresie furono sconfitte e la Chiesa uscì vittoriosa da ogni insidia.
Per te le famiglie e i singoli furono liberati ed anche preservati dalle più gravi disgrazie.
Fa', o Maria, che sia sempre viva la mia fiducia in te,
affinché in ogni difficoltà possa anch'io sperimentare che tu sei veramente
il soccorso dei poveri, la difesa dei perseguitati, la salute degli infermi,
la consolazione degli afflitti, il rifugio dei peccatori e la perseveranza dei giusti. (San Giovanni Bosco)

VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
TOTUS TUUS
Czestochowa (Polonia) 3-6 agosto 2011
CONGRESSO DELLA FAMIGLIA SALESIANA PROMOSSO DALL'ADMA E DALLE ISPETTORIE FMA E SDB DELLA POLONIA

Per conoscere il programma,
per informazioni ed iscrizioni
http://www.kongresadma.pl./

CRONACA DI FAMIGLIA


APERTE LE ISCRIZIONI AL VI CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MARIA AUSILIATRICE


(ANS - Torino) -
Nel prossimo mese di agosto, nei giorni dal 3 al 6 a Czestochowa, Polonia, avrà luogo il VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, promosso dall'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA). Le giornate, aperte a tutti i gruppi della Famiglia Salesiana, mirano a diffondere e promuovere i valori dell'affidamento a Maria, della vita, della famiglia e dell'educazione. Sono ufficialmente aperte le iscrizioni.

Il Congresso Internazionale dei membri dell'ADMA è un appuntamento ormai consolidato per le varie comunità dell'associazione di tutto il mondo. Dal 1988 si sono celebrati cinque Congressi Internazionali: Torino-Valdocco nel 1988, in occasione del centenario della morte di Don Bosco; Cochabamba (Bolivia) nel 1995; Siviglia (Spagna) nel 1999; Torino-Valdocco nel 2003 in occasione del centenario dell'incoronazione di Maria Ausiliatrice; e Città del Messico nel 2007. Il motto di questa sesta edizione, che si svolgerà presso il Santuario della Madonna Nera di Czestochowa, sarà "Totus tuus" e attraverso il riferimento alla grande devozione mariana del Papa polacco Giovanni Paolo II, si propone di rinnovare il senso di profonda appartenenza a Maria che ispira i membri dell'Associazione.

La devozione mariana, e specificatamente a Maria Ausiliatrice, è viva nella Famiglia Salesiana per ispirazione dello stesso Don Bosco, che con la costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino e la diffusione della preghiera a lei dedicata ha espresso la consapevolezza che Maria è l'ispiratrice e il sostegno dell'opera salesiana e della Famiglia da lui nata. La promozione dei Congressi Internazionali di Maria Ausiliatrice, rivolti a tutti i gruppi della Famiglia Salesiana che riconoscono nella devozione all'Ausiliatrice uno degli aspetti carismatici del comune spirito salesiano, è perciò una forma per diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice secondo lo spirito di Don Bosco.

In preparazione al Congresso Internazionale don Roberto Carelli, scrivendo sul notiziario mensile dell'ADMA online, ha invitato tutti i membri della Famiglia Salesiana ad essere "modellati su Maria, generati in Maria ed educati da Maria". È possibile iscriversi al VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice scaricando l'apposito modello in italiano, inglese, spagnolo e polacco dal sito dedicato all'evento (cfr www.kongresadma.pl)
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ADMA - PANAMA


"Sabato 4 dicembre durante il pellegrinaggio che facciamo come ADMA alla Vergine della Speranza nel Santuario del Valle della Media Luna, in Colón, abbiamo iniziato il nostro cammino verso Czestochowa con gioia e disposti a non perder di vista la nostra meta finale: la vita eterna. Ci facciamo accompagnare dall'immagine della Vergine Pellegrina di Maria Ausiliatrice e uniti nella preghiera chiediamo la fraternità, l'unità e la conversione della nostra associazione. Non è facile il cammino perché "siamo un poco del mondo e un poco di Dio", però penso che nella misura che ti avvicini a Dio, vai vedendo a poco a poco il mondo a distanza, così come appare nel quadro di Torino, l'immagine del Santuario" (Xiomara).

LOMBARDIA (ITALIA) - ESERCIZI SPIRITUALI


"Tra il 3 e il 5 dicembre 2010 si sono tenuti, per la prima volta, gli esercizi spirituali dei gruppi lombardi dell'ADMA, predicati da don Pierluigi Cameroni. La sua presenza è stata per noi la prima grazia di quei giorni, per i sentimenti di riconoscenza, affetto e figliolanza spirituale che i gruppi convenuti, quelli di Nave (BS), di Chiari (BS) e di Arese (MI), nutrono nei confronti di don Pierluigi.

Alla nostra meditazione è stata offerta una riflessione sulla spiritualità mariana di San Giovanni Bosco, sorgente della nostra vocazione, e una riflessione, attraverso l'insegnamento del Santo Padre Benedetto XVI, su come vivere concretamente questa spiritualità nella Chiesa come "laici corresponsabili dell'essere e dell'agire" del Popolo di Dio. In conclusione abbiamo approfondito l'orientamento missionario e apostolico dell'ADMA attraverso il messaggio della Strenna 2011 del Rettor Maggiore. Gli esercizi sono stati veramente un'esperienza mariana. Non soltanto per i Santi Rosari pregati, ma in particolare perché ci hanno voluto modellare come Maria, rendendoci innanzitutto umili, come Lei, svuotandoci cioè da tutto quello che non serve alla nostra anima per lasciare spazio, con l'aiuto di un clima di preghiera, di raccoglimento e di fraternità, alla sola cosa necessaria, o meglio, alla sola Persona necessaria, Suo Figlio Gesù.

In quelle giornate, a imitazione di Maria, siamo stati inviati a diventare docili alla Santa Volontà di Dio, ad aprire tutte le nostre "porte chiuse", specialmente quella del nostro cuore. Le parole di don Pierluigi, anche se pronunciate in un clima gioioso e molto familiare, sono scese piano piano nell'animo, interrogando seriamente la nostra fede e la nostra vita, mettendo alla prova le nostre "certezze" e in crisi le nostre superficialità. E come abbiamo dato consolazione e pace ai nostri cuori? Invocando Maria, con semplicità e affetto, con cuore di figli, prendendo la mano che Lei ci tende sempre, sentendola presente, Madre e Maestra, così come fece il nostro amato padre San Giovanni Bosco" (Alessandro e Laura).

GELA (CL) - ITALIA


"Due magnifici eventi ha vissuto l'ADMA della Parrocchia San Domenico Savio di Gela: Il 2 dicembre 2010 è stato compiuto l'atto di affidamento dei bimbi a Maria Ausiliatrice. Le giovani coppie la settimana precedente hanno partecipato alla catechesi tenuta da Don Calogero Di Gregorio. Durante la celebrazione eucaristica è stata particolarmente toccante la presentazione dei bimbi che Don Lillo amorevolmente ha accolto, dando loro e ai genitori la benedizione. La celebrazione si è conclusa con una preghiera corale da parte dei genitori rivolta a Maria e con un momento di comunione e fraternità. I bimbi presentati erano 47. Il giorno 9 dicembre 2010 12 aspiranti hanno espresso l'impegno di adesione all'ADMA. Commozione e gioia per quel "totus tuus" a Maria Ausiliatrice" (Luigina Ciaramella - Presidente).

SAN JUAN (ARGENTINA) - ECHI DI UNA FESTA DI FIN ANNO -


La scorsa notte si è svolta una vivace riunione per chiudere l'anno. Nel cumulo dei festeggiamenti passò inosservata la presenza di un folto gruppo di soci dell'ADMA che mostravano sui volti tracce di gioia e un pizzico di malinconia. Il gruppo era formato da donne più anziane (nonne), pochi uomini e giovani donne. Accompagnava il gruppo la presenza di un caro sacerdote salesiano, padre Celestino Gonzales, che cinque anni fa compì il suo giubileo sacerdotale d'oro, cioè ha già vissuto 55 anni al servizio di Dio e dei fratelli.

Non possiamo immaginarci quale possa essere l'emozione di un sacerdote consacrato che tiene uno zaino spirituale pieno di sacrifici spirituali e di offerte maturate attraverso una santa perseveranza. Tuttavia agli occhi del mondo lì appariva solo la sua umiltà salesiana. Questo ci fa pensare a una tremenda realtà che viviamo: la Congregazione Salesiana che si sostiene, almeno in Argentina, con molti sacerdoti anziani. Imperscrutabili disegni di Dio che dobbiamo condividere in questo momento della storia accompagnandoli con la nostra fervida preghiera. A quanto pare il ruolo che ci tocca e che ci riguarda è di vegliare per i nostri figli e nipoti attraverso la preghiera e aiutare quanto più possibile per mantenere la pace familiare e promuovere la Famiglia Salesiana con l'esempio e la missione di diffondere la devozione al Santissimo Sacramento e a Maria Ausiliatrice.

L'ADMA, nel tempo in cui la società sembra più divisa, predica la pace e l'unità. L'ADMA, nel tempo in cui la società sembra più violenta, cerca con ogni mezzo il modo per calmare le passioni. L'ADMA, in un tempo in cui la società è invasa dalla mollezza e da uno stile edonistico di vita, cerca il ritorno alla realtà di una vita sana, sobria, laboriosa. L'ADMA, in un tempo in cui la società si paganizza, prova a coltivare il senso religioso della vita. Seguendo i saggi consigli del Papa comprendiamo che molto spesso, anche in noi, la fede si è addormentata e abbiamo bisogno di svegliarci da questo sonno e di darci di nuovo a una fede che trasporta le montagne per dare il giusto ordine alle cose del mondo.

La stanchezza dei buoni è qualcosa che può capitare e che dobbiamo combattere con il nostro esempio e la preghiera fino all'ultimo momento della nostra vita. Alcuni di noi riescono solamente a trasmettere l'esempio che abbiamo ereditato dai nostri genitori, ma non abbiamo realizzato la predica nel mantenere sulla buona strada e nella fede i figli. Il mondo ostile e i cattivi costumi sono stati più forti e, ormai maturi, non vogliono ascoltare gli anziani. Questi "pacchetti", senza disprezzarli, dobbiamo darli al Signore nel Tabernacolo. Solo Lui muove i cuori e controlla i tempi. Se a questa preghiera aggiungiamo la penitenza staremo compiendo la richiesta fatta dalla Beata Vergine Maria.

E questo non solo possiamo farlo, ma dobbiamo farlo! Sentirsi protetti dal manto della Vergine Maria Ausiliatrice e membri della Famiglia Salesiana ha dato il giusto tono alla riunione. Dal presepe immaginario, la presidente ha distribuito doni a tutti i membri dell'ADMA presenti. (Eduardo Graf S. - San Juan Dicembre 31, 2010 - Virgin Radio - Don Bosco -327)


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