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   ADMAonLine         Messaggio Mensile :    24 gennaio 2010         |    Versione  T

      Maria ci porta Gesù

All'inizio di un nuovo anno il desiderio e l'augurio di tutti è che sia un tempo di gioia, pace e amore. Ma noi sappiamo che tutto questo non è una utopia o peggio un'illusione, ma è la rivelazione dell'amore di Dio che si è manifestato nel volto di Gesù, principe della Pace.

A Natale è avvenuta la riconciliazione tra l'umanità e Dio, mediante il mistero dell'Incarnazione, il mistero della venuta al mondo del Re della Pace. Dio, facendosi uomo in questo mondo, ci ha portato la Pace di Dio e il suo perdono. Ci ha portato la riconciliazione di Dio, ci ha portato la Vita Eterna. Dio ci vuole di nuovo suoi figli, nell'ambito del suo Amore e della sua Luce. "Gesù è la Pace" ci dice S. Paolo perché in Gesù l'uomo e Dio sono una cosa sola, sono l'umanità riconciliata con Dio.

L'iniziativa è venuta da Dio, ma c'è anche la nostra risposta, perché il Re della Pace bussa al nostro cuore. La Pace potrà entrare nel nostro cuore se apriremo il cuore a Gesù. Aprendo il cuore a Gesù, abbiamo il perdono di Dio e ci sentiamo in pace con Lui, con noi stessi e con il prossimo. Maria ci guida nel cammino della fede vivendo con totale fiducia ed abbandono e vincendo ogni timore e paura.

La sua missione materna è di donarci Gesù, di farci conoscere e sperimentare il suo amore. Ma in questo tempo così difficile non solo ci dona Gesù, ma ci porta a Gesù, affinché possiamo esseri ricolmi della sua pace e della sua benedizione. In Gesù infatti il Padre ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale. L'amore di Dio vive in noi e in mezzo a noi se facciamo morire tutto ciò che in noi non è secondo il cuore di Dio e ci apriamo al suo amore.

Questo è possibile grazie alla forza del perdono e alla potenza della misericordia. L'amore di Dio accolto ci rende capaci di non restare prigionieri delle nostre miserie e delle nostre povertà e insieme ci comunica la forza per rigenerare i rapporti con i fratelli, in particolare con le radici della propria famiglia spesso segnate da ferite e da risentimenti. Soprattutto questo cammino fatto con Maria ci educa al sincero pentimento del cuore che scioglie ogni durezza e crea un cuore nuovo.

Tutto questo ci permette di condividere questa Pace con gli altri nell'amore. E lo possiamo fare con tutto il nostro essere: con i gesti, le parole, il sorriso, la compassione, la misericordia, con il perdono, incominciando dalla nostra famiglia per diffondersi poi in tutto il mondo. Nell'insegnamento di Gesù c'è la chiave per far sì che Dio abiti fra noi: "Amatevi l'un l'altro come io ho amato voi" (cf Gv 13,34). E' l'amore reciproco la chiave della presenza di Dio. "Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi" (1Gv 4,12) perché: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,20), dice Gesù.

Il comandamento nuovo così vissuto pone le premesse perché si attui la presenza di Gesù fra gli uomini. Nulla possiamo fare se questa presenza non è garantita, presenza che dà senso alla fraternità soprannaturale che Gesù ha portato sulla terra per tutta l'umanità. Tutto ciò segna l'inizio di qualcosa di nuovo, di bello, di vero e di autentico: una vita alla luce dalla presenza di Dio e del suo amore, attraverso il Cuore di Maria.

                                                                Don Pier Luigi Cameroni, Animatore spirituale


TESTIMONE



Michele Rua: una vocazione nel nome di Maria

Se l'uomo vale quanto l'educazione che riceve, bisogna dire che nel 1852 entrando stabilmente all'oratorio il quindicenne Michele Rua si tuffò in un'atmosfera di pietà cristiana e giovanile carica di fervore mariano. Lo stesso don Rua nel 1895, al Processo informativo di don Bosco, dichiarava: "La devozione che egli professava a Maria SS.ma si manifestava vivissima in ogni circostanza. Più volte lo vidi commuoversi di tenerezza nel parlare di questa buona Madre: e ne parlava con la maggior frequenza, eccitandoci ad amarla, venerarla ed avere in Lei una filiale confidenza.

In occasione di malattie epidemiche ci esortava ricorrere a Lei, assicurandoci che ne saremmo andati liberi con l'astenerci dal peccato e praticare esercizi di pietà in suo onore, come portare la sua medaglia e dire preghiere quotidiane in suo ossequio… Nelle novene e feste di Maria Ss.ma soleva darci ogni giorno qualche fioretto da praticare in suo onore, e nelle private conversazioni sovente ci raccontava grazie ottenute per sua intercessione, ci animava ad onorarla come mezzo efficacissimo per vincere le tentazioni e progredire nella virtù".

Don Bosco fissava date mariane agli avvenimenti che gli stavano a cuore e in qualche maniera delineavano il futuro delle sue opere. Il 3 ottobre 1852, durante la gita che i migliori giovani dell'Oratorio facevano ogni anno ai Becchi per la festa della Madonna del Rosario, Don Bosco gli fece indossare l'abito ecclesiastico. Michele aveva 15 anni. La sera, tornando a Torino, Michele vinse la timidezza e chiese a Don Bosco: "Si ricorda dei nostri primi incontri? Io le chiesi una medaglia, e lei fece un gesto strano, come se volesse tagliarsi la mano e darmela, e mi disse: 'Noi due faremo tutto a metà'.

Che cosa voleva dire?". E lui: "Ma caro Michele, non l'hai ancora capito? Eppure è chiarissimo. Più andrai avanti negli anni, e meglio comprenderai che io volevo dirti: Nella vita noi due faremo sempre a metà. Dolori, cure, responsabilità, gioie e tutto il resto saranno per noi in comune". Michele rimase in silenzio, pieno di silenziosa felicità: Don Bosco, con parole semplici, l'aveva fatto suo erede universale. Don Rua ebbe sempre fiducia in don Bosco e gli rimase fedelmente al fianco per condividerne la missione apostolica e il carisma spiccatamente mariano che la informava: davvero fu il primogenito di don Bosco e della Congregazione.

Don Bosco non aveva paura a chiamare i suoi giovani a imprese coraggiose e, umanamente parlando, temerarie come al tempo del colera scoppiato all'inizio dell'estate 1854. La paura provocava "il chiudersi delle botteghe, il fuggire che tosto moltissimi facevano dal luogo invaso. Che più. In certi luoghi, appena uno era assalito, i vicini e talora gli stessi parenti impaurivano siffattamente, che lo abbandonavano senza aiuto e senza assistenza". Un lazzaretto fu improvvisato a ovest di Valdocco. Ma pochi erano i coraggiosi che si prestavano a curare i malati. Don Bosco si rivolse ai più grandi tra i suoi giovani. Tra essi c'era il fior fiore dei suoi futuri Salesiani. A quattro di essi (tra cui Rua e Cagliero) il 26 gennaio di quel 1854 aveva avanzato la prima proposta di "fare coll'aiuto del Signore e di S. Francesco di Sales una prova di esercizio pratico della carità verso il prossimo, per venire poi ad una promessa; e quindi, se sarà possibile e conveniente, di farne un voto al Signore.

Da tale sera fu posto il nome di Salesiani a coloro che si proposero e si proporranno tale esercizio". Disse loro che il Sindaco faceva appello ai migliori della città perché si trasformassero in infermieri e assistenti dei colerosi. Se qualcuno voleva unirsi a lui in quell'opera di carità, lo ringraziava a nome di Dio. Si offrirono in quattordici, "e poi altri trenta, i quali si dedicarono con tanto zelo, abnegazione e coraggio, che riscossero la pubblica ammirazione".

Il 5 agosto, festa di Maria Vergine della Neve, Don Bosco parlando ai ricoverati disse loro: "Io voglio che ci mettiamo anima e corpo nelle mani di Maria (…) Se voi vi metterete tutti in grazia di Dio e non commetterete alcun peccato mortale, io vi assicuro che niuno di voi sarà toccato dal colera". Furono giornate di caldo torrido, fatica, pericoli, puzza nauseabonda. Con le piogge d'autunno la pestilenza finì. Tra i giovanissimi volontari di Don Bosco nessuno era stato toccato dal colera.

Don Giulio Barberis nel processo di beatificazione così fotografò la sua intima personalità: "Il suo impegno fu sempre di entrare nelle idee di Don Bosco, di rinunciare alle proprie vedute e ai propri pareri, per conformarsi alla visione di Don Bosco. Non appena seppe che egli aveva intenzione di fondare la Congregazione Salesiana, egli subito, per primo, gli fece voto di ubbidienza". Era il 25 marzo 1855, Michele aveva 18 anni. "Da allora in poi non pensò più ad altro che a mettere da parte la sua volontà, per fare la volontà del Signore espressa da Don Bosco".

Michele Rua divenne il primo Salesiano nel giorno dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria. Lo ricorda lui stesso nella deposizione al Processo di beatificazione di Don Bosco: "Nel 1855, il giorno dell'Annunciazione di Maria SS.ma, io per primo, percorrendo il secondo anno di filosofia, emisi i voti per un anno". Vivendo accanto a Don Bosco per 26 anni, egli assorbì il suo spirito, del quale una componente essenziale era la devozione a Maria Ausiliatrice. Il testimone Lorenzo Saluzzo afferma: "Ricordo in modo speciale aver udito dal Servo di Dio queste parole: 'Non si può essere buoni Salesiani se non si è divoti di Maria Ausiliatrice'".

L'8 dicembre 1859 nell'Oratorio di Don Bosco, a Valdocco, si celebrò con solennità e gioia la festa di Maria Immacolata. I 184 giovani che vivevano come interni nella Casa di Don Bosco furono l'anima dei mille giovani dell'oratorio festivo, che affollavano i cortili e i prati intorno. Avevano cantato, pregato, ricevuto la Comunione durante la Messa di Don Bosco. Poi, consumata l'abbondante colazione 'delle feste', erano sciamati in cento giochi, si erano radunati a gruppi per il catechismo. Molti erano riusciti a parlare con Don Bosco del loro lavoro, della famiglia, delle difficoltà, dell'avvenire.

Alla sera, dopo i sonori e sereni canti dell' 'arrivederci', Don Bosco stanco ma radioso, nella consueta 'buona notte' ringraziò la Madonna e tutti della splendida giornata. Poi diede ai giovani interni della casa e ai loro assistenti-animatori (che indossavano, come allora si usava, la veste talare dei chierici) un breve annuncio che fece battere più in fretta il cuore di una ventina di loro. "E Don Bosco in quella sera annunciava in pubblico come il domani, venerdì, avrebbe tenuta una conferenza speciale in sua camera, dopo che i giovani si fossero ritirati a riposare. Quelli che dovevano intervenire intesero l'invito. I preti, i chierici, i laici che cooperavano alle fatiche di Don Bosco nell'Oratorio e ammessi entro alle segrete cose, presentivano che quella radunanza doveva essere importante".

E la sera del 9, dopo una consueta laboriosa giornata di preghiera-studio-lavoro-allegria, diciannove giovani persone affollarono la cameretta di Don Bosco. Raccontano la cronaca di don Lemoyne e il verbale, trascritto dal biografo A. Amadei, che Don Bosco invocò anzitutto la luce dello Spirito Santo e l'assistenza di Maria SS., poi condensò quello che aveva esposto a tutti in precedenti conferenze. Quindi "con visibile commozione annunciò ch'era venuta l'ora di dar forma a quella Società, che da tanto tempo meditava di fondare e che era stata l'oggetto principale di tutte le sue cure, che Pio IX aveva incoraggiato e lodato, che esisteva già con la osservanza delle regole tradizionali ed alla quale la massima parte dei presenti apparteneva almeno in ispirito, ed alcuni eziandio per fatta una promessa temporanea.

Quindi era giunto il momento di dichiarare se volevano ascriversi alla Pia Società, che avrebbe preso, anzi conservato, il nome di San Francesco di Sales".[6] In tale congregazione, che sarebbe stata il sostegno principale dell'Oratorio, sarebbero stati ascritti solamente coloro che, dopo matura riflessione, avessero intenzione di consacrarsi a Dio, emettendo a suo tempo i voti di castità, povertà e obbedienza, per dedicare la vita alla gioventù abbandonata e pericolante. "Perciò alla prossima conferenza intervenissero solo quelli che intendevano farne parte".[7] Michele Rua (22 anni) non aveva dubbi. Don Bosco aveva espresso un invito. Per lui, come sempre, era un comando. Tanto che il giorno dopo si recò alla Casa della Missione per iniziare gli Esercizi Spirituali, ricevendo gli ordini minori (11 dicembre) e il suddiaconato (17 dicembre).


Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana - Roma 21-24 gennaio 2010

Buona Notte di sabato 23 gennaio 2010 -
Annuncio del VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice

Ringraziamo di cuore per la possibilità che ci è stata offerta di rivolgerci a voi come membri dell'Associazione di Maria Ausiliatrice in questa significativa occasione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana.

Per attuare la sua vocazione e missione di salvezza dei giovani e del popolo, don Bosco, sotto l'azione dello Spirito, ha creato attorno a sé un'ampia unione di forze apostoliche, nella forma di un movimento articolato, nell'unità di una Famiglia. "Dobbiamo unirci - scriveva nel 1878 - tra noi e tutti con la Congregazione… Uniamoci (dunque) col mirare allo stesso fine e con l'usare gli stessi mezzi per conseguirlo… Uniamoci come in una sola famiglia coi vincoli della carità fraterna che ci sproni ad aiutarci e sostenerci vicendevolmente a favore del nostro prossimo". L'appartenenza e la partecipazione alla Famiglia Salesiana si esprimono e si rafforzano tramite la cura della comunione fraterna e la collaborazione con i diversi gruppi, mediante la conoscenza reciproca, la comunione spirituale e la condivisione apostolica.

L'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), fondata da San Giovanni Bosco nel 1869, fa parte della Famiglia Salesiana "per la devozione salesiana all'Ausiliatrice nella forma istituita dallo stesso Don Bosco. Quest'appartenenza impegna ad onorare Maria, aiuto e madre della Chiesa, partecipando alla missione giovanile e popolare di Don Bosco, soprattutto nel suo aspetto di incremento e di difesa della fede cristiana tra la gente" . Nella Famiglia Salesiana l'Associazione sottolinea e diffonde la devozione popolare mariana, come strumento di evangelizzazione e di promozione dei ceti popolari e della gioventù bisognosa.
"Oggi, quando la fede viene messa a dura prova, e diversi figli e figlie del Popolo di Dio sono esposti a tribolazioni a causa della loro fedeltà al Signore Gesù, quando l'umanità… mostra una grave crisi di valori spirituali, la Chiesa sente il bisogno dell'intervento materno di Maria: per ritemprare la propria adesione all'unico Signore e Salvatore, per portare avanti con la freschezza e il coraggio delle origini cristiane l'evangelizzazione del mondo, per illuminare e guidare la fede delle comunità e dei singoli, in particolare per educare al senso cristiano della vita i giovani, ai quali don Bosco diede tutto se stesso come padre e maestro" (Giovanni Paolo II Angelus del 31 gennaio 1988).
Una delle forme particolari per vivere e diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice secondo lo spirito di Don Bosco, in particolare nella Famiglia Salesiana è la promozione dei Congressi Internazionali di Maria Ausiliatrice aperti a tutti i gruppi della Famiglia Salesiana, che riconoscono nella devozione all'Ausiliatrice uno degli aspetti carismatici dello spirito comune. Per l'Associazione tali incontri visibilizzano e consolidano il senso di appartenenza e sono occasione propizia di rinnovamento. Dal 1988 si sono celebrati cinque Congressi Internazionali di Maria Ausiliatrice: Torino-Valdocco nel 1988 in occasione del centenario della morte di don Bosco); Cochabamba (Bolivia) nel 1995; Siviglia (Spagna) nel 1999; Torino-Valdocco nel 2003 (in occasione del centenario dell'incoronazione di Maria Ausiliatrice); Città del Messico nel 2007. In continuità e con rinnovata consapevolezza e impegno, è con grande gioia che annunciamo la celebrazione del

VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
che si svolgerà a Czestochowa (Polonia) -
presso il Santuario della Madonna Nera - dal 3 al 6 agosto 2011

La grazia di celebrare il congresso in un luogo santo, ricco di fede, storia e spiritualità e segnato dalla testimonianza di santità di tanti uomini e donne di Dio vuole essere motivo di grande stimolo per rinnovare, alla scuola di Maria, il nostro impegno ad essere discepoli autentici ed apostoli appassionati nel portare il vangelo ai giovani.

Il motto del Congresso "Totus tuus", mentre ci propone la santità e la grande devozione mariana del servo di Dio Giovanni Paolo II, figlio della terra polacca, vuole esprime il nostro filale affidamento a Maria Ausiliatrice per camminare con Lei sulla via della fede, difendendo i grandi valori della vita, della famiglia, dell'educazione.

Il nostro desiderio, in comunione con i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice e i Salesiani Cooperatori della Polonia che hanno accolto con gioia l'invito a coordinare ed animare l'evento, è che sia un incontro di Famiglia Salesiana, che nel nome di Maria Ausiliatrice cresce nella fraterna comunione e nella collaborazione apostolica.

Maria, che per prima ha accolto e portato l'annuncio di salvezza, ci insegna e ci guida nel realizzare la nostra comune vocazione di persone e gruppi che hanno incontrato il Crocifisso-Risorto e lo annunciano con gioia e fedeltà. Da lei impariamo che la profondità dell'esperienza di Dio è la radice della missione e che la prima e principale via di evangelizzazione è la testimonianza di fede. Tale testimonianza diventa più convincente quando noi ci avviciniamo agli uomini e donne del nostro tempo, in particolare ai giovani come fratelli ed amici e li accompagniamo, irradiando gioia e speranza. In questo modo trasmettiamo quello in cui crediamo e mostriamo con la vita quello che annunciamo.

Il Rettor Maggiore don Pascual Chávez ci ha sempre incoraggiati in questa animazione dei Congressi come occasione privilegiata per rilanciare la devozione a Maria Ausiliatrice e ci ricorda l'importanza della devozione alla Madre di Dio proprio come è stata promossa da don Bosco. "Miei cari fratelli e sorelle, - disse don Chávez nel corso del V Congresso a Città del Messico nel 2007 - oggi, come ai tempi di Don Bosco, i profondi cambiamenti sociali e culturali stanno annientando la famiglia come tessuto sociale. La Chiesa e la Famiglia Salesiana sono chiamate a proporre Gesù e il suo Vangelo proprio come ha fatto Maria. Come Don Bosco, noi membri della Famiglia Salesiana rinnoviamo la nostra vocazione di pastori dei giovani con la missione di condurli a Cristo, l'unico che non delude le aspirazioni più profonde ed è capace di saziare la loro fame e sete di vita, di felicità e di amore. Nello svolgimento di questa missione non siamo soli, Maria ci è stata data come Aiuto potente contro il male nella lotta per la salvezza dei giovani; Ausiliatrice che si prende cura con amore materno di coloro che attraversano questo mondo buio raffigurato ai suoi piedi nella grande pala della Basilica di Torino".

Per prepararci a questo Congresso segnaliamo due strumenti di formazione e di cammino:

" Il terzo volumetto della collana "Quaderni di Maria Ausiliatrice" dedicato all'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) è destinato alla formazione dei soci, in particolare di coloro che desiderano far parte dell'Associazione, e per quanti che vogliono conoscere la storia e lo spirito dell'ADMA.
" Un itinerario spirituale, curato da don Roberto Carelli, docente presso la nostra facoltà di teologia di Torino-Crocetta, verrà diffuso per il mese di settembre 2010, come cammino di preparazione al Congresso.

Restiamo in attesa di suggerimenti e proposte che possano arricchire questa esperienza di spirituale e di comunione nel segno di Maria. Il nostro auspicio e il nostro impegno è che tutti i gruppi della Famiglia Salesiana possano partecipare a questo evento con una rappresentanza significativa e che questo Congresso sia, attraverso Maria Ausiliatrice, uno straordinario dono di grazia per tutta la Famiglia Salesiana.
                                                                     Buona notte e buona festa!
                                                                 
Sig. Lucca Tullio, Presidente ADMA
                                                            Don Pierluigi Cameroni, Animatore spirituale

CRONACA DI FAMIGLIA


TORINO-VALDOCCO NUOVO CONSIGLIO ADMA PRIMARIA (2010-2014)



In seguito alle elezioni svoltesi nel mese di dicembre si è proceduto alla costituzione del Nuovo Consiglio dell'ADMA Primaria: Presidente LUCCA Tullio; Vicepresidente e Coordinatore ADMA Giovanile FANTINO Enrico; Tesoriere SAVIGNANO ved. Faiella Tina; Segretario MARCHISIO Rosanna; Consigliere e Rappresentante per la Famiglia Salesiana CHIOSSO Giuseppina; Consigliere PRIANTE Claudio; Animatore Spirituale CAMERONI don Pier Luigi.
E' risultato un Consiglio che mentre garantisce una continuità con la tradizione nello stesso tempo si apre alle nuove generazioni che stanno arricchendo la nostra Associazione di Torino. Ringraziamo tutti i membri del precedente consiglio CHIOSSO Giuseppina, PRIANTE Claudio, DOGLIO Ettore, SAVIGNANO ved.Faiella Tina, RICCIARDI Francesco, BELTRAMO Lucia, BELVISOTTI VIGNA Teresa per la generosa dedizione e disponibilità manifestata nel governo e nell'animazione dell'Associazione. Ricordando l'importanza e il compito dell'ADMA Primaria in rapporto all'animazione di tutta l'Associazione, affidiamo a Maria Ausiliatrice e a don Bosco il nuovo Consiglio affinché possa svolgere il proprio mandato nello spirito dell'Associazione.

ADMA PRIMARIA - RITIRO DI NATALE Il 13 dicembre a Valdocco -


Chiesa di Maria Ausiliatrice - l'ADMA Primaria ha vissuto il tradizionale ritiro di avvento. Quest'anno si respirava un clima di vera gioia per l'attesa del Natale, ma anche per la presenza di tante giovani coppie che, con i loro figli, hanno allietato in modo insolito l'atmosfera. La giornata è stata estremamente ricca: al mattino, dopo la preghiera delle Lodi, Don Pierluigi (animatore dell'ADMA Primaria) ha presentato la bellissima Icona della beata Alexandrina da Costa, sottolineandone soprattutto il simbolismo che sottende all'esperienza di vita della Beata. Alexandrina, infatti, è stata una grandissima mistica che ha vissuto a letto per la stragrande maggioranza della vita a seguito di un incidente subito per difendere la sua purezza. Di lei restano più di 5.000 pagine di testi mistici dove si alternano dialoghi con Gesù ad esperienze mistiche soprattutto di condivisione dei dolori della passione. Proprio tramite questa grande beata Gesù ha chiesto la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria! La mattina si è conclusa con la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Francesco di Sales dove, attorniato dai bambini, Don Pierluigi ha ricordato la centralità dell'attesa come atteggiamento dell'Avvento ed ha invitato tutte le famiglie a vivere insieme la novena di Natale attorno al presepe di casa. Al pomeriggio, dopo aver recitato il Rosario, abbiamo vissuto un intenso momento di preghiera proprio davanti all'Icona della Beata Alexandrina, ripercorrendo l'itinerario spirituale di questa grande innamorata di Gesù Eucarestia e del Rosario, proprio le colonne portanti dell'ADMA. Particolare curioso, la beata Alexandrina, oltre ad essere salesiana cooperatrice, fu anche membro dell'ADMA! Durante la stessa giornata, l'ADMA Primaria ha anche vissuto un importante momento comunitario con le votazioni per il rinnovo del Consiglio (Lucca Tullio e Simonetta).

ADMA PRIMARIA - PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE
70 persone costituite per la maggior parte di famiglie giovani dell'ADMA Primaria, con 23 tra bambini e ragazzi, hanno condiviso, dal 1 al 6 gennaio 2010, una forte esperienza di fede e di comunione nel segno di Maria Regina della pace. Attraverso il cammino della preghiera, la testimonianza di fede e di conversione di diverse persone, l'incontro con varie comunità di preghiera e di impegno caritativo per i giovani in difficoltà, per i bambini vittime della guerra, hanno segnato queste giornate. Un'esperienza in cui si è toccato con mano la materna presenza di Maria nella nostra vita e come attraverso di Lei incontriamo il Signore Gesù Salvatore del mondo. Elemento tipico di questo pellegrinaggio la partecipazione di intere famiglie giovani, segno di grande rinnovamento dell'Associazione di Maria Ausiliatrice e di come il cammino educativo ed evangelizzatore delle nuove generazioni passi attraverso il rinnovamento della famiglia.

CATANIA - CIFALI - CHIESA S. GIOVANNI BOSCO.


In data 8 dicembre 2009, solennità dell'Immacolata, la nostra Associazione si è arricchita di 8 nuovi soci: Abate Alessandra, Benzi Ines, Di Grazia Vittorio, Grimaldi Maria Daniela, Nicotra Sebastiana, Salemi Claudia, Sanfilippo Roberta, Scapellato Cinzia. La celebrazione iniziata con l'accoglienza fraterna dei nuovi soci, si è conclusa con la foto ricordo. Al termine è stata espressa la soddisfazione di aver potuto usufruire della indulgenza plenaria annessa alla celebrazione. Un grande segno di speranza in questo 150° anniversario della fondazione di Famiglia Salesiana (Don Concetto Pennisi - Animatore spirituale).

INTENZIONI APOSTOLATO DELLA PREGHIERA - FEBBRAIO 2010


Intenzione generale: "Per tutti gli scienziati e gli uomini di cultura, perché attraverso la sincera ricerca della verità possano giungere alla conoscenza dell'unico vero Dio".
Intenzione missionaria: "Perché la Chiesa, consapevole della propria identità missionaria, si sforzi di seguire fedelmente Cristo e di proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli".
Intenzione dei vescovi: "Perché il dialogo tra lo Stato e la Chiesa sostenga negli uomini di buona volontà un'operosa convergenza di sforzi per il bene comune, la promozione e la tutela dei diritti fondamentali, la lotta alla povertà e alla ricerca della pace".
Intenzione mariana: "Perché come Maria rileggiamo ogni avvenimento della nostra vita alla luce della provvidenza di Dio".

Preghiamo Il Signore per le vittime della catastrofe che ha colpito la popolazione di Haiti e per coloro che ne piangono la scomparsa. Assicuriamo la nostra vicinanza spirituale e materiale a chi ha perso la propria casa e a tutte le persone provate in vario modo da questa grave calamità, implorando da Dio consolazione e sollievo nella loro sofferenza. Un ricordo speciale per tutti i salesiani e i giovani morti in questa tragedia. Maria Ausiliatrice don Bosco intercedano per i vivi e per i defunti.

                                                                                             


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ADMA Primaria di Torino-Valdocco:

ADMA | Santuario di Maria Ausiliatrice | Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 TORINO-VALDOCCO | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213 |
E-mail: adma.torino@tiscali.it 
                                   
 Presidente ADMA:
                                    Signor LUCCA TULLIO (incarico fino a 2014) -
E-mail: lucca.tullio@alice.it
Animatore Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI |Istituto Salesiano | Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 | CELL. 3401452349 |
E-mail: pcameroni@salesiani.it
                                
Sito Internet:  www.donbosco-torino.it/ita/adma


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