All'inizio
di un nuovo anno il desiderio e l'augurio di tutti è che
sia un tempo di gioia, pace e amore. Ma noi sappiamo che tutto
questo non è una utopia o peggio un'illusione, ma è
la rivelazione dell'amore di Dio che si è manifestato
nel volto di Gesù, principe della Pace.
A Natale è
avvenuta la riconciliazione tra l'umanità e Dio, mediante
il mistero dell'Incarnazione, il mistero della venuta al mondo
del Re della Pace. Dio, facendosi uomo in questo mondo, ci ha
portato la Pace di Dio e il suo perdono. Ci ha portato la riconciliazione
di Dio, ci ha portato la Vita Eterna. Dio ci vuole di nuovo suoi
figli, nell'ambito del suo Amore e della sua Luce. "Gesù
è la Pace" ci dice S. Paolo perché in Gesù
l'uomo e Dio sono una cosa sola, sono l'umanità riconciliata
con Dio.
L'iniziativa
è venuta da Dio, ma c'è anche la nostra risposta,
perché il Re della Pace bussa al nostro cuore. La Pace
potrà entrare nel nostro cuore se apriremo il cuore a
Gesù. Aprendo il cuore a Gesù, abbiamo il perdono
di Dio e ci sentiamo in pace con Lui, con noi stessi e con il
prossimo. Maria ci guida nel cammino della fede vivendo con totale
fiducia ed abbandono e vincendo ogni timore e paura.
La sua missione
materna è di donarci Gesù, di farci conoscere e
sperimentare il suo amore. Ma in questo tempo così difficile
non solo ci dona Gesù, ma ci porta a Gesù, affinché
possiamo esseri ricolmi della sua pace e della sua benedizione.
In Gesù infatti il Padre ci ha benedetti con ogni benedizione
spirituale. L'amore di Dio vive in noi e in mezzo a noi se facciamo
morire tutto ciò che in noi non è secondo il cuore
di Dio e ci apriamo al suo amore.
Questo è
possibile grazie alla forza del perdono e alla potenza della
misericordia. L'amore di Dio accolto ci rende capaci di non restare
prigionieri delle nostre miserie e delle nostre povertà
e insieme ci comunica la forza per rigenerare i rapporti con
i fratelli, in particolare con le radici della propria famiglia
spesso segnate da ferite e da risentimenti. Soprattutto questo
cammino fatto con Maria ci educa al sincero pentimento del cuore
che scioglie ogni durezza e crea un cuore nuovo.
Tutto questo
ci permette di condividere questa Pace con gli altri nell'amore.
E lo possiamo fare con tutto il nostro essere: con i gesti, le
parole, il sorriso, la compassione, la misericordia, con il perdono,
incominciando dalla nostra famiglia per diffondersi poi in tutto
il mondo. Nell'insegnamento di Gesù c'è la chiave
per far sì che Dio abiti fra noi: "Amatevi l'un l'altro
come io ho amato voi" (cf Gv 13,34). E' l'amore reciproco
la chiave della presenza di Dio. "Se ci amiamo gli uni gli
altri, Dio rimane in noi" (1Gv 4,12) perché: "Dove
due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro"
(Mt 18,20), dice Gesù.
Il comandamento
nuovo così vissuto pone le premesse perché si attui
la presenza di Gesù fra gli uomini. Nulla possiamo fare
se questa presenza non è garantita, presenza che dà
senso alla fraternità soprannaturale che Gesù ha
portato sulla terra per tutta l'umanità. Tutto ciò
segna l'inizio di qualcosa di nuovo, di bello, di vero e di autentico:
una vita alla luce dalla presenza di Dio e del suo amore, attraverso
il Cuore di Maria.
Don Pier Luigi Cameroni, Animatore spirituale
TESTIMONE
Michele
Rua: una vocazione nel nome di Maria
Se l'uomo vale
quanto l'educazione che riceve, bisogna dire che nel 1852 entrando
stabilmente all'oratorio il quindicenne Michele Rua si tuffò
in un'atmosfera di pietà cristiana e giovanile carica
di fervore mariano. Lo stesso don Rua nel 1895, al Processo informativo
di don Bosco, dichiarava: "La devozione che egli professava
a Maria SS.ma si manifestava vivissima in ogni circostanza. Più
volte lo vidi commuoversi di tenerezza nel parlare di questa
buona Madre: e ne parlava con la maggior frequenza, eccitandoci
ad amarla, venerarla ed avere in Lei una filiale confidenza.
In occasione
di malattie epidemiche ci esortava ricorrere a Lei, assicurandoci
che ne saremmo andati liberi con l'astenerci dal peccato e praticare
esercizi di pietà in suo onore, come portare la sua medaglia
e dire preghiere quotidiane in suo ossequio
Nelle novene
e feste di Maria Ss.ma soleva darci ogni giorno qualche fioretto
da praticare in suo onore, e nelle private conversazioni sovente
ci raccontava grazie ottenute per sua intercessione, ci animava
ad onorarla come mezzo efficacissimo per vincere le tentazioni
e progredire nella virtù".
Don Bosco fissava
date mariane agli avvenimenti che gli stavano a cuore e in qualche
maniera delineavano il futuro delle sue opere. Il 3 ottobre 1852,
durante la gita che i migliori giovani dell'Oratorio facevano
ogni anno ai Becchi per la festa della Madonna del Rosario, Don
Bosco gli fece indossare l'abito ecclesiastico. Michele aveva
15 anni. La sera, tornando a Torino, Michele vinse la timidezza
e chiese a Don Bosco: "Si ricorda dei nostri primi incontri?
Io le chiesi una medaglia, e lei fece un gesto strano, come se
volesse tagliarsi la mano e darmela, e mi disse: 'Noi due faremo
tutto a metà'.
Che cosa voleva
dire?". E lui: "Ma caro Michele, non l'hai ancora capito?
Eppure è chiarissimo. Più andrai avanti negli anni,
e meglio comprenderai che io volevo dirti: Nella vita noi due
faremo sempre a metà. Dolori, cure, responsabilità,
gioie e tutto il resto saranno per noi in comune". Michele
rimase in silenzio, pieno di silenziosa felicità: Don
Bosco, con parole semplici, l'aveva fatto suo erede universale.
Don Rua ebbe sempre fiducia in don Bosco e gli rimase fedelmente
al fianco per condividerne la missione apostolica e il carisma
spiccatamente mariano che la informava: davvero fu il primogenito
di don Bosco e della Congregazione.
Don Bosco non
aveva paura a chiamare i suoi giovani a imprese coraggiose e,
umanamente parlando, temerarie come al tempo del colera scoppiato
all'inizio dell'estate 1854. La paura provocava "il chiudersi
delle botteghe, il fuggire che tosto moltissimi facevano dal
luogo invaso. Che più. In certi luoghi, appena uno era
assalito, i vicini e talora gli stessi parenti impaurivano siffattamente,
che lo abbandonavano senza aiuto e senza assistenza". Un
lazzaretto fu improvvisato a ovest di Valdocco. Ma pochi erano
i coraggiosi che si prestavano a curare i malati. Don Bosco si
rivolse ai più grandi tra i suoi giovani. Tra essi c'era
il fior fiore dei suoi futuri Salesiani. A quattro di essi (tra
cui Rua e Cagliero) il 26 gennaio di quel 1854 aveva avanzato
la prima proposta di "fare coll'aiuto del Signore e di S.
Francesco di Sales una prova di esercizio pratico della carità
verso il prossimo, per venire poi ad una promessa; e quindi,
se sarà possibile e conveniente, di farne un voto al Signore.
Da tale sera
fu posto il nome di Salesiani a coloro che si proposero e si
proporranno tale esercizio". Disse loro che il Sindaco faceva
appello ai migliori della città perché si trasformassero
in infermieri e assistenti dei colerosi. Se qualcuno voleva unirsi
a lui in quell'opera di carità, lo ringraziava a nome
di Dio. Si offrirono in quattordici, "e poi altri trenta,
i quali si dedicarono con tanto zelo, abnegazione e coraggio,
che riscossero la pubblica ammirazione".
Il 5 agosto,
festa di Maria Vergine della Neve, Don Bosco parlando ai ricoverati
disse loro: "Io voglio che ci mettiamo anima e corpo nelle
mani di Maria (
) Se voi vi metterete tutti in grazia di
Dio e non commetterete alcun peccato mortale, io vi assicuro
che niuno di voi sarà toccato dal colera". Furono
giornate di caldo torrido, fatica, pericoli, puzza nauseabonda.
Con le piogge d'autunno la pestilenza finì. Tra i giovanissimi
volontari di Don Bosco nessuno era stato toccato dal colera.
Don Giulio
Barberis nel processo di beatificazione così fotografò
la sua intima personalità: "Il suo impegno fu sempre
di entrare nelle idee di Don Bosco, di rinunciare alle proprie
vedute e ai propri pareri, per conformarsi alla visione di Don
Bosco. Non appena seppe che egli aveva intenzione di fondare
la Congregazione Salesiana, egli subito, per primo, gli fece
voto di ubbidienza". Era il 25 marzo 1855, Michele aveva
18 anni. "Da allora in poi non pensò più ad
altro che a mettere da parte la sua volontà, per fare
la volontà del Signore espressa da Don Bosco".
Michele Rua
divenne il primo Salesiano nel giorno dell'Annunciazione dell'Angelo
a Maria. Lo ricorda lui stesso nella deposizione al Processo
di beatificazione di Don Bosco: "Nel 1855, il giorno dell'Annunciazione
di Maria SS.ma, io per primo, percorrendo il secondo anno di
filosofia, emisi i voti per un anno". Vivendo accanto a
Don Bosco per 26 anni, egli assorbì il suo spirito, del
quale una componente essenziale era la devozione a Maria Ausiliatrice.
Il testimone Lorenzo Saluzzo afferma: "Ricordo in modo speciale
aver udito dal Servo di Dio queste parole: 'Non si può
essere buoni Salesiani se non si è divoti di Maria Ausiliatrice'".
L'8 dicembre
1859 nell'Oratorio di Don Bosco, a Valdocco, si celebrò
con solennità e gioia la festa di Maria Immacolata. I
184 giovani che vivevano come interni nella Casa di Don Bosco
furono l'anima dei mille giovani dell'oratorio festivo, che affollavano
i cortili e i prati intorno. Avevano cantato, pregato, ricevuto
la Comunione durante la Messa di Don Bosco. Poi, consumata l'abbondante
colazione 'delle feste', erano sciamati in cento giochi, si erano
radunati a gruppi per il catechismo. Molti erano riusciti a parlare
con Don Bosco del loro lavoro, della famiglia, delle difficoltà,
dell'avvenire.
Alla sera,
dopo i sonori e sereni canti dell' 'arrivederci', Don Bosco stanco
ma radioso, nella consueta 'buona notte' ringraziò la
Madonna e tutti della splendida giornata. Poi diede ai giovani
interni della casa e ai loro assistenti-animatori (che indossavano,
come allora si usava, la veste talare dei chierici) un breve
annuncio che fece battere più in fretta il cuore di una
ventina di loro. "E Don Bosco in quella sera annunciava
in pubblico come il domani, venerdì, avrebbe tenuta una
conferenza speciale in sua camera, dopo che i giovani si fossero
ritirati a riposare. Quelli che dovevano intervenire intesero
l'invito. I preti, i chierici, i laici che cooperavano alle fatiche
di Don Bosco nell'Oratorio e ammessi entro alle segrete cose,
presentivano che quella radunanza doveva essere importante".
E la sera del
9, dopo una consueta laboriosa giornata di preghiera-studio-lavoro-allegria,
diciannove giovani persone affollarono la cameretta di Don Bosco.
Raccontano la cronaca di don Lemoyne e il verbale, trascritto
dal biografo A. Amadei, che Don Bosco invocò anzitutto
la luce dello Spirito Santo e l'assistenza di Maria SS., poi
condensò quello che aveva esposto a tutti in precedenti
conferenze. Quindi "con visibile commozione annunciò
ch'era venuta l'ora di dar forma a quella Società, che
da tanto tempo meditava di fondare e che era stata l'oggetto
principale di tutte le sue cure, che Pio IX aveva incoraggiato
e lodato, che esisteva già con la osservanza delle regole
tradizionali ed alla quale la massima parte dei presenti apparteneva
almeno in ispirito, ed alcuni eziandio per fatta una promessa
temporanea.
Quindi era
giunto il momento di dichiarare se volevano ascriversi alla Pia
Società, che avrebbe preso, anzi conservato, il nome di
San Francesco di Sales".[6] In tale congregazione, che sarebbe
stata il sostegno principale dell'Oratorio, sarebbero stati ascritti
solamente coloro che, dopo matura riflessione, avessero intenzione
di consacrarsi a Dio, emettendo a suo tempo i voti di castità,
povertà e obbedienza, per dedicare la vita alla gioventù
abbandonata e pericolante. "Perciò alla prossima
conferenza intervenissero solo quelli che intendevano farne parte".[7]
Michele Rua (22 anni) non aveva dubbi. Don Bosco aveva espresso
un invito. Per lui, come sempre, era un comando. Tanto che il
giorno dopo si recò alla Casa della Missione per iniziare
gli Esercizi Spirituali, ricevendo gli ordini minori (11 dicembre)
e il suddiaconato (17 dicembre).
Giornate di
Spiritualità della Famiglia Salesiana - Roma 21-24 gennaio
2010
Buona Notte
di sabato 23 gennaio 2010 -
Annuncio del VI Congresso
Internazionale di Maria Ausiliatrice
Ringraziamo
di cuore per la possibilità che ci è stata offerta
di rivolgerci a voi come membri dell'Associazione di Maria Ausiliatrice
in questa significativa occasione delle Giornate di Spiritualità
della Famiglia Salesiana.
Per attuare
la sua vocazione e missione di salvezza dei giovani e del popolo,
don Bosco, sotto l'azione dello Spirito, ha creato attorno a
sé un'ampia unione di forze apostoliche, nella forma di
un movimento articolato, nell'unità di una Famiglia. "Dobbiamo
unirci - scriveva nel 1878 - tra noi e tutti con la Congregazione
Uniamoci (dunque) col mirare allo stesso fine e con l'usare gli
stessi mezzi per conseguirlo
Uniamoci come in una sola
famiglia coi vincoli della carità fraterna che ci sproni
ad aiutarci e sostenerci vicendevolmente a favore del nostro
prossimo". L'appartenenza e la partecipazione alla Famiglia
Salesiana si esprimono e si rafforzano tramite la cura della
comunione fraterna e la collaborazione con i diversi gruppi,
mediante la conoscenza reciproca, la comunione spirituale e la
condivisione apostolica.
L'Associazione
di Maria Ausiliatrice (ADMA), fondata da San Giovanni Bosco nel
1869, fa parte della Famiglia Salesiana "per la devozione
salesiana all'Ausiliatrice nella forma istituita dallo stesso
Don Bosco. Quest'appartenenza impegna ad onorare Maria, aiuto
e madre della Chiesa, partecipando alla missione giovanile e
popolare di Don Bosco, soprattutto nel suo aspetto di incremento
e di difesa della fede cristiana tra la gente" . Nella Famiglia
Salesiana l'Associazione sottolinea e diffonde la devozione popolare
mariana, come strumento di evangelizzazione e di promozione dei
ceti popolari e della gioventù bisognosa.
"Oggi, quando la fede viene messa a dura prova, e diversi
figli e figlie del Popolo di Dio sono esposti a tribolazioni
a causa della loro fedeltà al Signore Gesù, quando
l'umanità
mostra una grave crisi di valori spirituali,
la Chiesa sente il bisogno dell'intervento materno di Maria:
per ritemprare la propria adesione all'unico Signore e Salvatore,
per portare avanti con la freschezza e il coraggio delle origini
cristiane l'evangelizzazione del mondo, per illuminare e guidare
la fede delle comunità e dei singoli, in particolare per
educare al senso cristiano della vita i giovani, ai quali don
Bosco diede tutto se stesso come padre e maestro" (Giovanni
Paolo II Angelus del 31 gennaio 1988).
Una delle forme particolari per vivere e diffondere la devozione
a Maria Ausiliatrice secondo lo spirito di Don Bosco, in particolare
nella Famiglia Salesiana è la promozione dei Congressi
Internazionali di Maria Ausiliatrice aperti a tutti i gruppi
della Famiglia Salesiana, che riconoscono nella devozione all'Ausiliatrice
uno degli aspetti carismatici dello spirito comune. Per l'Associazione
tali incontri visibilizzano e consolidano il senso di appartenenza
e sono occasione propizia di rinnovamento. Dal 1988 si sono celebrati
cinque Congressi Internazionali di Maria Ausiliatrice: Torino-Valdocco
nel 1988 in occasione del centenario della morte di don Bosco);
Cochabamba (Bolivia) nel 1995; Siviglia (Spagna) nel 1999; Torino-Valdocco
nel 2003 (in occasione del centenario dell'incoronazione di Maria
Ausiliatrice); Città del Messico nel 2007. In continuità
e con rinnovata consapevolezza e impegno, è con grande
gioia che annunciamo la celebrazione del
VI
Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice
che si svolgerà a Czestochowa (Polonia) -
presso
il Santuario della Madonna Nera - dal 3 al 6 agosto 2011
La grazia di
celebrare il congresso in un luogo santo, ricco di fede, storia
e spiritualità e segnato dalla testimonianza di santità
di tanti uomini e donne di Dio vuole essere motivo di grande
stimolo per rinnovare, alla scuola di Maria, il nostro impegno
ad essere discepoli autentici ed apostoli appassionati nel portare
il vangelo ai giovani.
Il motto del
Congresso "Totus tuus", mentre ci propone la santità
e la grande devozione mariana del servo di Dio Giovanni Paolo
II, figlio della terra polacca, vuole esprime il nostro filale
affidamento a Maria Ausiliatrice per camminare con Lei sulla
via della fede, difendendo i grandi valori della vita, della
famiglia, dell'educazione.
Il nostro desiderio,
in comunione con i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice
e i Salesiani Cooperatori della Polonia che hanno accolto con
gioia l'invito a coordinare ed animare l'evento, è che
sia un incontro di Famiglia Salesiana, che nel nome di Maria
Ausiliatrice cresce nella fraterna comunione e nella collaborazione
apostolica.
Maria, che
per prima ha accolto e portato l'annuncio di salvezza, ci insegna
e ci guida nel realizzare la nostra comune vocazione di persone
e gruppi che hanno incontrato il Crocifisso-Risorto e lo annunciano
con gioia e fedeltà. Da lei impariamo che la profondità
dell'esperienza di Dio è la radice della missione e che
la prima e principale via di evangelizzazione è la testimonianza
di fede. Tale testimonianza diventa più convincente quando
noi ci avviciniamo agli uomini e donne del nostro tempo, in particolare
ai giovani come fratelli ed amici e li accompagniamo, irradiando
gioia e speranza. In questo modo trasmettiamo quello in cui crediamo
e mostriamo con la vita quello che annunciamo.
Il Rettor Maggiore
don Pascual Chávez ci ha sempre incoraggiati in questa
animazione dei Congressi come occasione privilegiata per rilanciare
la devozione a Maria Ausiliatrice e ci ricorda l'importanza della
devozione alla Madre di Dio proprio come è stata promossa
da don Bosco. "Miei cari fratelli e sorelle, - disse don
Chávez nel corso del V Congresso a Città del Messico
nel 2007 - oggi, come ai tempi di Don Bosco, i profondi cambiamenti
sociali e culturali stanno annientando la famiglia come tessuto
sociale. La Chiesa e la Famiglia Salesiana sono chiamate a proporre
Gesù e il suo Vangelo proprio come ha fatto Maria. Come
Don Bosco, noi membri della Famiglia Salesiana rinnoviamo la
nostra vocazione di pastori dei giovani con la missione di condurli
a Cristo, l'unico che non delude le aspirazioni più profonde
ed è capace di saziare la loro fame e sete di vita, di
felicità e di amore. Nello svolgimento di questa missione
non siamo soli, Maria ci è stata data come Aiuto potente
contro il male nella lotta per la salvezza dei giovani; Ausiliatrice
che si prende cura con amore materno di coloro che attraversano
questo mondo buio raffigurato ai suoi piedi nella grande pala
della Basilica di Torino".
Per prepararci
a questo Congresso segnaliamo due strumenti di formazione e di
cammino:
" Il terzo
volumetto della collana "Quaderni di Maria Ausiliatrice"
dedicato all'Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) è
destinato alla formazione dei soci, in particolare di coloro
che desiderano far parte dell'Associazione, e per quanti che
vogliono conoscere la storia e lo spirito dell'ADMA.
" Un itinerario spirituale, curato da don Roberto Carelli,
docente presso la nostra facoltà di teologia di Torino-Crocetta,
verrà diffuso per il mese di settembre 2010, come cammino
di preparazione al Congresso.
Restiamo in
attesa di suggerimenti e proposte che possano arricchire questa
esperienza di spirituale e di comunione nel segno di Maria. Il
nostro auspicio e il nostro impegno è che tutti i gruppi
della Famiglia Salesiana possano partecipare a questo evento
con una rappresentanza significativa e che questo Congresso sia,
attraverso Maria Ausiliatrice, uno straordinario dono di grazia
per tutta la Famiglia Salesiana.
Buona
notte e buona festa!
Sig. Lucca Tullio,
Presidente ADMA
Don
Pierluigi Cameroni, Animatore spirituale
CRONACA
DI FAMIGLIA
TORINO-VALDOCCO
NUOVO CONSIGLIO ADMA PRIMARIA (2010-2014)
In seguito alle elezioni svoltesi nel mese di dicembre si è
proceduto alla costituzione del Nuovo Consiglio dell'ADMA Primaria:
Presidente LUCCA Tullio; Vicepresidente e Coordinatore ADMA Giovanile
FANTINO Enrico; Tesoriere SAVIGNANO ved. Faiella Tina; Segretario
MARCHISIO Rosanna; Consigliere e Rappresentante per la Famiglia
Salesiana CHIOSSO Giuseppina; Consigliere PRIANTE Claudio; Animatore
Spirituale CAMERONI don Pier Luigi.
E' risultato un Consiglio che mentre garantisce una continuità
con la tradizione nello stesso tempo si apre alle nuove generazioni
che stanno arricchendo la nostra Associazione di Torino. Ringraziamo
tutti i membri del precedente consiglio CHIOSSO Giuseppina, PRIANTE
Claudio, DOGLIO Ettore, SAVIGNANO ved.Faiella Tina, RICCIARDI
Francesco, BELTRAMO Lucia, BELVISOTTI VIGNA Teresa per la generosa
dedizione e disponibilità manifestata nel governo e nell'animazione
dell'Associazione. Ricordando l'importanza e il compito dell'ADMA
Primaria in rapporto all'animazione di tutta l'Associazione,
affidiamo a Maria Ausiliatrice e a don Bosco il nuovo Consiglio
affinché possa svolgere il proprio mandato nello spirito
dell'Associazione.
ADMA PRIMARIA
- RITIRO DI NATALE Il 13 dicembre a Valdocco -
Chiesa
di Maria Ausiliatrice - l'ADMA Primaria ha vissuto il tradizionale
ritiro di avvento. Quest'anno si respirava un clima di vera gioia
per l'attesa del Natale, ma anche per la presenza di tante giovani
coppie che, con i loro figli, hanno allietato in modo insolito
l'atmosfera. La giornata è stata estremamente ricca: al
mattino, dopo la preghiera delle Lodi, Don Pierluigi (animatore
dell'ADMA Primaria) ha presentato la bellissima Icona della beata
Alexandrina da Costa, sottolineandone soprattutto il simbolismo
che sottende all'esperienza di vita della Beata. Alexandrina,
infatti, è stata una grandissima mistica che ha vissuto
a letto per la stragrande maggioranza della vita a seguito di
un incidente subito per difendere la sua purezza. Di lei restano
più di 5.000 pagine di testi mistici dove si alternano
dialoghi con Gesù ad esperienze mistiche soprattutto di
condivisione dei dolori della passione. Proprio tramite questa
grande beata Gesù ha chiesto la consacrazione del mondo
al Cuore Immacolato di Maria! La mattina si è conclusa
con la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Francesco
di Sales dove, attorniato dai bambini, Don Pierluigi ha ricordato
la centralità dell'attesa come atteggiamento dell'Avvento
ed ha invitato tutte le famiglie a vivere insieme la novena di
Natale attorno al presepe di casa. Al pomeriggio, dopo aver recitato
il Rosario, abbiamo vissuto un intenso momento di preghiera proprio
davanti all'Icona della Beata Alexandrina, ripercorrendo l'itinerario
spirituale di questa grande innamorata di Gesù Eucarestia
e del Rosario, proprio le colonne portanti dell'ADMA. Particolare
curioso, la beata Alexandrina, oltre ad essere salesiana cooperatrice,
fu anche membro dell'ADMA! Durante la stessa giornata, l'ADMA
Primaria ha anche vissuto un importante momento comunitario con
le votazioni per il rinnovo del Consiglio (Lucca Tullio e Simonetta).
ADMA PRIMARIA - PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE
70
persone costituite per la maggior parte di famiglie giovani dell'ADMA
Primaria, con 23 tra bambini e ragazzi, hanno condiviso, dal
1 al 6 gennaio 2010, una forte esperienza di fede e di comunione
nel segno di Maria Regina della pace. Attraverso il cammino della
preghiera, la testimonianza di fede e di conversione di diverse
persone, l'incontro con varie comunità di preghiera e
di impegno caritativo per i giovani in difficoltà, per
i bambini vittime della guerra, hanno segnato queste giornate.
Un'esperienza in cui si è toccato con mano la materna
presenza di Maria nella nostra vita e come attraverso di Lei
incontriamo il Signore Gesù Salvatore del mondo. Elemento
tipico di questo pellegrinaggio la partecipazione di intere famiglie
giovani, segno di grande rinnovamento dell'Associazione di Maria
Ausiliatrice e di come il cammino educativo ed evangelizzatore
delle nuove generazioni passi attraverso il rinnovamento della
famiglia.
CATANIA - CIFALI
- CHIESA S. GIOVANNI BOSCO.
In data 8 dicembre
2009, solennità dell'Immacolata, la nostra Associazione
si è arricchita di 8 nuovi soci: Abate Alessandra, Benzi
Ines, Di Grazia Vittorio, Grimaldi Maria Daniela, Nicotra Sebastiana,
Salemi Claudia, Sanfilippo Roberta, Scapellato Cinzia. La celebrazione
iniziata con l'accoglienza fraterna dei nuovi soci, si è
conclusa con la foto ricordo. Al termine è stata espressa
la soddisfazione di aver potuto usufruire della indulgenza plenaria
annessa alla celebrazione. Un grande segno di speranza in questo
150° anniversario della fondazione di Famiglia Salesiana
(Don Concetto Pennisi - Animatore spirituale).
INTENZIONI
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA - FEBBRAIO 2010
Intenzione
generale: "Per tutti gli scienziati e gli uomini di cultura,
perché attraverso la sincera ricerca della verità
possano giungere alla conoscenza dell'unico vero Dio".
Intenzione missionaria: "Perché la Chiesa, consapevole
della propria identità missionaria, si sforzi di seguire
fedelmente Cristo e di proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli".
Intenzione dei vescovi: "Perché il dialogo tra lo
Stato e la Chiesa sostenga negli uomini di buona volontà
un'operosa convergenza di sforzi per il bene comune, la promozione
e la tutela dei diritti fondamentali, la lotta alla povertà
e alla ricerca della pace".
Intenzione mariana: "Perché come Maria rileggiamo
ogni avvenimento della nostra vita alla luce della provvidenza
di Dio".
Preghiamo Il
Signore per le vittime della catastrofe che ha colpito la popolazione
di Haiti e per coloro che ne piangono la scomparsa. Assicuriamo
la nostra vicinanza spirituale e materiale a chi ha perso la
propria casa e a tutte le persone provate in vario modo da questa
grave calamità, implorando da Dio consolazione e sollievo
nella loro sofferenza. Un ricordo speciale per tutti i salesiani
e i giovani morti in questa tragedia. Maria Ausiliatrice don
Bosco intercedano per i vivi e per i defunti.