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     ADMAonLine        Messaggio Mensile:    24 Dicembre 2008         Versione  T

    Maria e il filo d'oro della volontà di Dio

Tutta la vita di Gesù e di Maria è stata un fare la volontà di Dio. "Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà" (Eb. 10, 5-7). Tutta la vita di Gesù è stata un adeguare la sua volontà a quella del Padre. Gesù è il Figlio obbediente, che ascolta il Padre e compie il suo volere.

Per questa obbedienza, che lo ha portato fino alla morte di croce, noi siamo redenti e resi capaci anche noi, come esorta l'Apostolo, di "offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto (Rm. 12,1-2).

Anche Maria ha vissuto il suo pellegrinaggio di fede nella luce di quelle parole dette al momento dell'Annunciazione: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). Queste parole segnano l'inizio della divina avventura di Maria. L'Angelo le ha appena svelato il progetto di Dio su di lei: essere la madre del Messia. Prima di dare il suo assenso Ella ha voluto sincerarsi che quella fosse veramente la volontà di Dio ed una volta compreso che questo era quanto Lui voleva non ha esitato un momento ad aderirvi pienamente.

Da allora Maria ha continuato ad abbandonarsi completamente al volere di Dio, anche nei momenti più dolorosi e tragici. Perché ha compiuto non la sua ma la volontà di Dio, perché si è fidata pienamente di quanto Dio le chiedeva, tutte le generazioni la dicono beata (cf. Lc 1,48) ed Ella si è realizzata pienamente fino a diventare la Donna per eccellenza.
Anche noi dicendo il nostro "sì" a Dio, facciamo sì che il suo Verbo nasca in noi: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre" (Mt. 12,48-50).

Il nostro sì alla volontà di Dio significa concretamente fare bene, per intero, ogni momento, quell'azione che la volontà di Dio ci chiede. Essere tutto lì in quell'opera, eliminando ogni altra cosa, perdendo pensieri, desideri, ricordi, azioni che riguardano altro. Di fronte ad ogni volontà di Dio dolorosa, gioiosa, indifferente, possiamo ripetere come Maria: "avvenga di me quello che hai detto", oppure, come ci ha insegnato Gesù nel "Padre nostro": "sia fatta la tua volontà".
La volontà di Dio è un filo d'oro, una divina trama che tesse tutta la nostra vita terrena e oltre; va dall'eternità all'eternità: nella mente di Dio dapprima, su questa terra dopo, ed infine in Paradiso. Ma, perché il disegno di Dio si compia in pienezza Dio chiede il nostro assenso, come lo ha chiesto a Maria. Solo così si realizza la parola che ha pronunciato su di noi.

Il frutto di questo cammino sarà la scoperta graduale e affascinate di vedere con gli occhi dell'anima un filo d'oro legare avvenimenti e cose e comporre un magnifico ricamo: il disegno, appunto, di Dio su di noi. La pace di Dio abiterà il nostro cuore e diventeremo testimoni di questa pace, di cui il mondo oggi ha tanto bisogno: un fiume di pace e di speranza che dilagherà dal nostro cuore a tutti coloro che incontreremo sul nostro cammino.

                                                 Don Pier Luigi Cameroni - Animatore Spirituale



Preghiamo Maria Ausiliatrice

ATTO DI VENERAZIONE DI BENEDETTO XVI
ALL'IMMACOLATA A PIAZZA DI SPAGNA (8.12.2008)

O Vergine Immacolata, in questo momento vorrei affidarti specialmente i "piccoli" di questa nostra Città: i bambini, anzitutto, e soprattutto quelli gravemente malati, i ragazzi disagiati e quanti subiscono le conseguenze di pesanti situazioni familiari. Veglia su di loro e fa' che possano sentire, nell'affetto e nell'aiuto di chi sta loro accanto, il calore dell'amore di Dio!

Ti affido, o Maria, gli anziani soli, gli ammalati, gli immigrati che fanno fatica ad ambientarsi, i nuclei familiari che stentano a far quadrare il bilancio e le persone che non trovano occupazione, o hanno perso un lavoro indispensabile per andare avanti.

Insegnaci, Maria, ad essere solidali con chi è in difficoltà, a colmare le sempre più vaste disparità sociali; aiutaci a coltivare un più vivo senso del bene comune, del rispetto di ciò che è pubblico, spronaci a sentire la città come patrimonio di tutti, ed a fare ciascuno, con coscienza ed impegno, la nostra parte per costruire una società più giusta e solidale.

O Madre Immacolata, che sei per tutti segno di sicura speranza e di consolazione, fa' che ci lasciamo attrarre dal tuo candore immacolato. La tua Bellezza - Tota Pulchra, cantiamo quest'oggi - ci assicura che è possibile la vittoria dell'amore; anzi, che è certa; ci assicura che la grazia è più forte del peccato, e dunque è possibile il riscatto da qualunque schiavitù.

Sì, o Maria, tu ci aiuti a credere con più fiducia nel bene, a scommettere sulla gratuità, sul servizio, sulla non violenza, sulla forza della verità; ci incoraggi a rimanere svegli, a non cedere alla tentazione di facili evasioni, ad affrontare la realtà, coi suoi problemi, con coraggio e responsabilità. Così hai fatto tu, giovane donna, chiamata a rischiare tutto sulla Parola del Signore.

Sii madre amorevole per i nostri giovani, perché abbiano il coraggio di essere "sentinelle del mattino", e dona questa virtù a tutti i cristiani, perché siano anima del mondo in questa non facile stagione della storia. Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, Salus Populi Romani, prega per noi!

INTENZIONI APOSTOLATO DELLA PREGHIERA



GENNAIO 2009
Generale: Perché la famiglia sia sempre più luogo di formazione alla carità, di crescita personale e di trasmissione della fede.
Missionaria: Perché le diverse confessioni cristiane, consapevoli della necessità di una nuova evangelizzazione in quest'epoca di profonde trasformazioni, si impegnino ad annunciare la Buona Novella e a camminare verso la piena unità di tutti i cristiani, per offrire così una testimonianza più credibile del Vangelo.

SCINTILLE DI LUCE

Vogliamo presentare nei prossimi numeri dell'ADMAonline, in sintonia con la strenna del 2009, i diversi gruppi della Famiglia Salesiana, evidenziando la dimensione mariana del loro carisma.

Cominciamo con i Salesiani di Don Bosco con alcune domande rivolte al Rettor Maggiore, don Pascual Chávez.

1. Come Maria ci aiuta nel camino di rinnovamento della Congregazione voluto dal CG26?

Maria ci aiuta nel cammino di rinnovamento della Congregazione voluto dal CG26, in primo luogo perché Lei ne è la vera guida. Questa è stata sempre la convinzione di Don Bosco e dei suoi Successori. In secondo luogo, perché il CG26 è un invito pressante a ripartire di Don Bosco, e ciò è possibile nella misura che si fanno proprie l'ispirazione e le convinzioni del nostro Padre, di cui Maria è parte costitutiva. In terzo luogo, perché il CG26 deve dare come frutto la rinascita spirituale e lo slancio apostolico, alla cui base si trova anche la Madonna, come lo fu per la Chiesa primitiva e come lo è stato per la Congregazione.

2. Qual è il ruolo di Maria Ausiliatrice nella sua storia vocazionale?

Nella mia vita personale, Maria Ausiliatrice ha svolto un ruolo fondamentale soprattutto dal momento del mio ingresso nel collegio salesiano, e a maggior ragione dopo il mio arrivo nell'aspirantato. Da una parte nel Messico noi abbiamo una fortissima identità mariana, dovuta al fatto della grande devozione a Nuestra Señora de Guadalupe, e dall'altra sin dal mio contatto con i Salesiani la devozione a Maria, sotto il titolo di Ausiliatrice, si va sviluppando poco a poco sino a diventare un elemento essenziale della mia vita salesiana.

3. Come possiamo portare lo spirito mariano negli ambienti difficoltosi del posto di lavoro e della famiglia?

Un grande papa come Paolo VI, bresciano, diceva che una autentica devozione mariana deve essere fatta di conoscenza della persona di Maria e la si conosce attraverso la testimonianza che di lei hanno lasciato gli evangelisti: hanno parlato molto poco, ma molto bene. Era una donna credente, questa è stata la grandezza di Maria.

Secondo: non si deve solo conoscere, la si deve amare. Amare perché ci ha dato il frutto benedetto del suo ventre, il dono più prezioso, perché è Gesù che ci ha salvato e dunque è una donna che già partecipa della gloria del Risorto ed è viva, per cui non è soltanto come la mamma la cui foto portiamo nel portafoglio, come un ricordo specie dopo che è venuta a mancare. Questa è una mamma che è viva e continua a intervenire nella storia. Don Bosco diceva ai ragazzi: "la Madonna passeggia nel cortile".
Per don Bosco Maria era una esperienza viva. Noi dobbiamo amarla proprio per questo: ci ha donato il suo Figlio ed è viva. E continua a guidare la nostra vita.

In cosa ci aiuta? A diventare sempre più figli di Dio e fratelli degli altri, ad essere un "buon prossimo" per gli altri.

La terza cosa è che dobbiamo cercare di imitarla in questa qualità di servire gli altri. Mi avete chiesto, come possiamo testimoniare la nostra devozione a Maria sia nella famiglia che nel lavoro? Sottolineando prima di tutto l'essere uomini e donne di fede. Quando una donna sentendo l'eloquenza con cui Gesù parlava, disse "beato il ventre che ti portò e il seno che ti allattò" cosa disse Gesù? Rispose: "beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la conservano".

La grandezza di Maria non è stata la maternità fisica ma la sua fede e questo vuol dire che ciascuno deve manifestarsi ovunque come un uomo o una donna credente e poi un uomo o una donna che serve gli altri e specialmente i più bisognosi con una grande sensibilità. Non è questione di discorsi ma di atteggiamenti. Infatti Maria, appena le dicono che la cugina Elisabetta sta per dare alla luce un figlio si mette in cammino per farle da serva. Diventa Madre di Dio servendo.

Cosa fa Maria alle nozze di Cana invece di dire "ecco io sto qui per essere servita come una signora?". Era attenta a vedere quali erano i bisogni di quella coppia e dice loro che non può annacquarsi questa festa perché non c'è più il vino. Se noi impariamo ad essere uomini e donne credenti, uomini e donne servizievoli è la cosa migliore per stare in famiglia e nel posto di lavoro con questa caratteristica mariana. E' facile, è tutto.

STRENNA 2009


Impegniamoci a fare della Famiglia Salesiana un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani

"Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami" (Mt 13, 31-32)

150º anniversario di fondazione della Congregazione Salesiana La Famiglia Salesiana ieri ed oggi: il seme è diventato un albero e l'albero un bosco.


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Signora CHIOSSO GIUSEPPINA (incarico fino a 2010)
                                        
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