ADMAonLne | Messaggio Mensile - Gennaio 2008
| Versione T
Maria,
luce di grazia che ci guida a Cristo Gesù
La nostra vita è un
cammino verso la vita eterna che Gesù ci ha meritato con
la sua Pasqua. Noi siamo fatti per Dio, siamo fatti per l'eternità.
Il compito e la sfida educativa più necessaria e più
urgente è risvegliare nel cuore dei bambini, dei ragazzi
e dei giovani il senso e il desidero di Dio, educarli ad aprirsi
alla luce e alla grazia di Cristo Signore. Siamo stati creati
ad immagine di Dio, come un "tu" di Dio, in grado di
essere in rapporto di comunione con Lui. Creati come un "tu"
di Dio, possiamo vivere in costante rapporto con Lui, col cuore
riempito di amore dallo Spirito Santo e con la confidenza che
si ha verso il proprio Padre, orientando a lui l'anima e la vita.
Per giungere a Gesù,
luce vera, sole che ha dissipato tutte le tenebre della storia,
abbiamo bisogno di luci vicine a noi, persone umane che riflettono
la luce di Cristo e illuminano così la strada da percorrere.
E quale persona è più luminosa di Maria? Chi può
essere per noi stella di speranza meglio di lei, aurora che ha
annunciato il giorno della salvezza? (cfr Enc. Spe salvi, 49)
Il
mistero della grazia di Dio che ha avvolto fin dal primo istante
della sua esistenza la creatura destinata a diventare la Madre
del Redentore, preservandola dal contagio del peccato originale.
Guardando Lei, noi riconosciamo l'altezza e la bellezza del progetto
di Dio per ogni uomo: diventare santi e immacolati nell'amore
(cfr Ef 1,4), ad immagine del nostro Creatore.
Che grande dono avere per madre
Maria Immacolata! Una madre splendente di bellezza, trasparente
all'amore di Dio. Penso ai giovani di oggi, cresciuti in un ambiente
saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità.
Questi ragazzi e ragazze rischiano di perdere la speranza perché
sembrano spesso orfani del vero amore, che riempie di significato
e di gioia la vita. È stato questo un tema caro al mio
venerato predecessore Giovanni Paolo II, che tante volte ha proposto
alla gioventù del nostro tempo Maria quale "Madre
del bell'amore".
Non poche esperienze ci dicono
purtroppo che gli adolescenti, i giovani e persino i bambini
sono facili vittime della corruzione dell'amore, ingannati da
adulti senza scrupoli i quali, mentendo a se stessi e a loro,
li attirano nei vicoli senza uscita del consumismo: anche le
realtà più sacre, come il corpo umano, tempio del
Dio dell'amore e della vita, diventano così oggetti di
consumo; e questo sempre più presto, già nella
preadolescenza. Che tristezza quando i ragazzi smarriscono lo
stupore, l'incanto dei sentimenti più belli, il valore
del rispetto del corpo, manifestazione della persona e del suo
insondabile mistero! A tutto questo ci richiama Maria, l'Immacolata,
che contempliamo in tutta la sua bellezza e santità. Dalla
croce Gesù l'ha affidata a Giovanni e a tutti i discepoli
(cfr Gv 19,27), e da allora è diventata per l'umanità
intera Madre, Madre della speranza
Maria Immacolata, "stella
del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!"
(Enc. Spe salvi, 50)Benedetto XVI 8.12.07).
In questo mese dedicato alla
memoria di don Bosco, preghiamo il santo dei giovani, perché
custodisca la nostra infanzia e gioventù così minacciate
e tradite e susciti genitori ed educatori animati dal suo stesso
ardore apostolico e dalla sua passione educativa: "Da mihi
animas coetera tolle".
Don Pier Luigi Cameroni
- Animatore Spirituale
PREGHIAMO
MARIA AUSILIATRICE
O
MARIA, AIUTO DEI CRISTIANI
O Maria, Vergine potente, tu,
grande e splendida difesa della Chiesa!
Tu, aiuto mirabile dei cristiani,
tu, "terribile come un esercito schierato a battaglia".
Tu, da sola, hai vinto tutte le eresie del mondo.
Nelle angosce, nelle lotte, nelle necessità difendici
dal nemico
e nell' ora della morte accoglici in Paradiso. Amen.
Commentiamo e attualizziamo
la preghiera di don Bosco all'Ausiliatrice con la forte e stimolante
omelia del Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione
per l'evangelizzazione dei popoli, tenuta in occasione dell'apertura
dell'anno Giubilare per il 150° anniversario delle apparizioni
di Lourdes (8.12.2007)
La Madonna è scesa
dal Cielo come una madre molto preoccupata per i suoi figli e
ragazze che vivevano nel peccato, lontano dal suo Figlio Gesù.
È apparsa alla Grotta di Massabielle che all'epoca era
una palude dove pascolavano i maiali, ed è precisamente
là che ha voluto fare alzare un santuario, per indicare
che la grazia e la misericordia di Dio devono superare sulla
miserabile palude i peccati umani. Nel luogo vicino alle apparizioni,
la Vergine ha fatto sgorgare una sorgente di acqua abbondante
e pura, che i pellegrini bevono e portano nel mondo intero con
tanta devozione, significando il desiderio di nostra Madre affettuosa
di fare spargere il suo amore e la salvezza di suo Figlio fino
all'estremità della terra. Infine, da questa Grotta benedetta
la Vergine Maria ha lanciato una chiamata pressante a tutti per
pregare e fare penitenza per ottenere la conversione dei poveri
peccatori.
Il messaggio della Vergine
oggi
Ci si può chiedere: quale significato può avere
il messaggio della Vergine di Lourdes per noi oggi? Io desidero
localizzare queste apparizioni nel più largo contesto
della lotta permanente e feroce esistente tra le forze del bene
e del male fin dal principio della storia dell'umanità,
nel Giardino del Paradiso, e che continuerà fino alla
fine dei tempi. Le apparizioni di Lourdes sono, difatti, tra
le prime della lunga catena di apparizioni della Madonna che
hanno avuto inizio 28 anni prima, nel 1830, a Rue du Bac, a Parigi,
annunciando l'entrata decisiva della Vergine Maria nel cuore
delle ostilità tra lei ed il demonio, come è descritto
nella Bibbia, nei libri della Genesi e dell'apocalisse. La Medaglia,
detta miracolosa, che la Vergine fece incidere in questa circostanza
la rappresentava con le braccia aperte da dove uscivano dei raggi
luminosi, significando le grazie che distribuiva al mondo intero.
I suoi piedi si posavano sul globo terrestre e schiacciavano
la testa del serpente, il diavolo, indicando la vittoria che
la Vergine portava sul mentitore e sulle forze del male. Intorno
all'immagine si leggeva l'invocazione: "Oh Maria, concepita
senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te". È
da notare che questa grande verità della concezione immacolata
di Maria sia stata affermata qui 24 anni prima che il Papa Pio
IX l'abbia definita come dogma di fede (1854): quattro anni più
tardi qui a Lourdes, Nostra Signora ha voluto lei stessa rivelare
a Bernadette che era l'immacolata Concezione. Dopo le apparizioni
di Lourdes, la Madonna non ha smesso di manifestare nel mondo
intero le sue vive preoccupazioni materne per la sorte dell'umanità
nelle sue diverse apparizioni. Dovunque, ha chiesto preghiere
e penitenza per la conversione dei peccatori, perché prevedeva
la rovina spirituale di certi paesi, le sofferenze che il Santo
Padre avrebbe subito, l'indebolimento generale della fede cristiana,
le difficoltà della chiesa, la venuta dell'anticristo
ed i suoi tentativi per sostituire Dio nella vita degli uomini:
tentativi che, malgrado i loro successi splendenti, sarebbero
destinate tuttavia all'insuccesso. Qui, a Lourdes, come dovunque
nel mondo, la Vergine Maria sta tessendo un'immensa rete nei
suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva
contro le forze del Maligno nel mondo intero, per chiuderlo e
preparare così la vittoria finale del suo divin Figlio,
Gesù Cristo.
La Vergine Maria oggi ci invita ancora una volta a fare parte
della sua legione di combattimento contro le forze del male.
Come segno della nostra partecipazione alla sua offensiva, Ella
chiede fra l'altro la conversione del cuore, una grande devozione
alla Santa Eucaristia, la recita quotidiana della corona, la
preghiera senza tregua e senza ipocrisia, l'accettazione delle
sofferenze per la salvezza del mondo. Queste potrebbero sembrare
delle piccole cose, ma sono potenti nelle mani di Dio al quale
niente è impossibile. Come il giovane Davide che, con
una piccola pietra ed una fronda, ha abbattuto il gigante Golia
venuto al suo incontro armato di una spada, di una lancia e di
un giavellotto, (cf. 1Sam 17, 4-51) anche noi, coi piccoli grani
della nostra corona, potremo affrontare eroicamente gli assalti
del nostro avversario temibile e vincerlo.
Come Bernadette e con lei
La lotta tra Dio ed il suo nemico è sempre rabbiosa, ancora
più oggi che al tempo di Bernadette, 150 anni fa. Perché
il mondo si trova inghiottito terribilmente nella palude di un
secolarismo che vuole creare un mondo senza Dio; di un relativismo
che soffoca i valori permanenti ed immutabili del vangelo; e
di un'indifferenza religiosa che resta imperturbabile di fronte
ai beni superiori e alle cose che riguardano Dio e la chiesa.
Questa battaglia fa delle innumerevoli vittime nelle nostre famiglie
e tra i nostri giovani. Alcuni mesi prima dell'elezione di Papa
Giovanni Paolo II, 9 novembre 1976, il Cardinale Karol Wojtyla
diceva: "Ci troviamo oggi di fronte al più grande
combattimento che l'umanità abbia mai visto. Non penso
che la comunità cristiana l'abbia compreso totalmente.
Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e le Anti-Chiesa,
tra il Vangelo e gli Anti-Vangelo". Una cosa è tuttavia
certa: la vittoria finale appartiene a Dio e ciò si verificherà
grazie a Maria, la Donna della Genesi e dell'Apocalisse che combatterà
alla testa dell'esercito dei suoi figli e figlie contro le forze
del nemico, di Satana, e schiaccerà la testa del serpente.
Alla Grotta di Massabielle la Vergine Maria ci ha insegnato che
la vera felicità si troverà unicamente al cielo.
"Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma
nell'altro," ha detto a Bernadette. E la vita di Bernadette
ce l'ha illustrato molto chiaramente: lei che aveva avuto il
privilegio singolare di vedere la Madonna, è stata segnata
profondamente dalla croce di Gesù, fu consumata interamente
dalla tubercolosi, ed è morta giovane, all'età
di 35 anni. In questo Anno Giubilare, ringraziamo il Signore
per tutte le molte grazie corporali e spirituali che ha voluto
concedere a tante centinaia di migliaia di pellegrini in questo
luogo santo, e per l'intercessione di Santa Bernadette, preghiamo
la Madonna perché ci fortificarci nel combattimento spirituale
di ogni giorno affinché possiamo vivere in pienezza la
nostra fede cristiana mettendo in pratica le virtù che
distinguevano la Vergine Maria, il fiat, il magnificat e lo stabat:
questo vuol dire una fede intrepida (fiat), una gioia senza misura,
magnificat, ed una fedeltà senza compromessi (stabat).
Oh Maria, Nostro Signora di Lourdes, sei benedetta tra tutte
le donne, e Gesù il frutto delle tue viscere è
benedetto. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi, poveri peccatori,
adesso ed all'ora della nostra morte. Amen."
INTENZIONI
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA - ..... 2008
...
Testimoni
"NENNOLINA"
Antonietta Meo, chiamata
familiarmente "Nennolina", nasce a Roma il 15 dicembre
1930, in una famiglia di solidi principi morali e religiosi,
dove si recita il Rosario ogni giorno. E' una bambina molto vispa,
sempre allegra, che ama cantare. Un giorno cade sbattendo il
ginocchio su un sasso. Ma il dolore sembra non voler passare.
Visitata allora dai medici, che inizialmente non capiscono la
natura del suo male, alla fine le viene diagnosticato un "osteosarcoma",
un tumore alle ossa. Le viene quindi amputata la gamba. Nennolina,
che ha poco più di cinque anni, mette allora una pesante
protesi ortopedica, ma la vivacità è quella di
sempre. Anzi, si moltiplicano le preghiere e ogni sera prende
l'abitudine di riporre ai piedi del crocefisso una letterina,
che dapprima detta alla madre e poi scrive di proprio pugno.
In questo modo ha lasciato, insieme a un diario, più di
cento letterine rivolte a Gesù, Maria, a Dio Padre e allo
Spirito Santo, che svelano una vita intrisa di forte misticismo
ma anche un "pensiero" teologico stupefacente, che
si cela dietro le frasi molto semplici.
Nennolina, nonostante i pochi anni, capisce che sul Calvario
Maria ha sofferto con Gesù e per Gesù e scrive:
"Caro Gesù Tu che hai sofferto tanto sulla croce,
io voglio fare tanti fioretti e voglio restare sempre sul Calvario
vicino vicino a Te e alla Tua Mammina" (28 gennaio 1937).
"Caro Gesù - scrive in un'altra occasione -, io ti
amo tanto, io mi voglio abbandonare nelle tue mani [
] io
mi voglio abbandonare nelle tue braccia e fa' di me di quello
che tu vuoi"; "tu aiutami con la tua grazia, aiutami
tu, che senza la tua grazia nulla posso fare".
Le letterine alla Madonna sono piene di affetto: "Cara Madonnina,
tu sei tanto buona, prendi il mio cuore e portalo a Gesù.
Oh Madonnina Tu sei la stessa del nostro cuore" (18 settembre
1936). A Lei si rivolge con il proposito di essere sempre obbediente
come Gesù: "Voglio ricevere Gesù dalla tue
mani per essere più degna". Durante i frequenti ricoveri
in ospedale si fa condurre in carrozzella tutti i giorni davanti
all'edicola della Madonna per recitare delle preghiere e deporre
ai suoi piedi dei fiori campestri raccolti dalla madre. Nel giorno
dell'Immacolta del 1936, mentre si avvicina il suo ultimo Natale,
Nennolina scrive: "Io sono contenta che oggi è la
festa Tua, cara Madonnina! [...] Io quest'altra volta che verrà
la Tua festa e quella di Gesù farò dei piccoli
sacrifici, e di' a Gesù che mi faccia morire prima di
commettere un peccato mortale!".
Consumata dal tumore, dopo lunghe sofferenze, Nennolina si spegne
il 3 luglio 1937, a sette anni non ancora compiuti, di sabato,
in una clinica romana a due passi dal Celio. Il corpo di Nennolina
riposa ora in una piccola cappella adiacente a quella che conserva
le reliquie della passione di Gesù, all'interno della
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. La Basilica dove era
stata battezzata e che si trova nel quartiere di Roma dove ha
vissuto la sua breve vita. Il papa Benedetto XVI il 17 dicembre
2007 l'ha dichiarata venerabile
Esperienze
di vita - Scintille di luce
CARLO ACUTIS,
QUINDICENNE MILANESE, UNA FONTANA D'ACQUA FRESCA
Il 12 ottobre del 2006 muore
a 15 anni, in seguito a una leucemia fulminante, Carlo Acutis,
un ragazzo milanese. Qualche giorno prima della sua morte aveva
offerto la sua vita per il Papa e per la Chiesa e già
si sta lavorando per introdurne la causa di beatificazione.
Ma chi era Carlo? Ce lo racconta la mamma, Antonia Acutis: La
figura di Carlo è possibile riassumerla in questa sua
frase: L'Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo.
Mio figlio sin da piccolo, e soprattutto dopo la sua Prima Comunione,
non ha mai mancato all'appuntamento pressoché quotidiano
con la Santa Messa e il Rosario, e con un momento di adorazione
eucaristica. Nonostante questa intensa vita spirituale, Carlo
ha vissuto pienamente e gioiosamente i suoi quindici anni, lasciando
in coloro che lo hanno conosciuto una profonda traccia. Era un
ragazzo esperto con i computer tanto che si leggeva i testi di
ingegneria informatica lasciando tutti stupefatti, ma questa
sua dote la poneva al servizio del volontariato e la utilizzava
anche per aiutare i suoi amici. La sua grande generosità
lo portava ad interessarsi di tutti, dagli extracomunitari ai
disabili, ai bambini, ai mendicanti. Stare vicino a Carlo era
come stare vicino ad una fontana d'acqua fresca. Certamente l'eroicità
con cui ha affrontato la sua malattia e la sua morte hanno convinto
molti che veramente in lui c'era qualcosa di speciale. Quando
il dottore che lo seguiva gli ha chiesto se soffriva molto Carlo
gli ha risposto: "C'è gente che soffre molto più
di me!".
La figura del giovane Carlo Acutis si presenta interessante per
diversi aspetti. La sua solarità e serenità: era
un ragazzo che viveva con gioia il suo essere "giovane",
la sua età, senza drammi, senza tensioni, senza paure;
era felice di essere giovane e, giorno per giorno, coglieva il
bello, il buono, l'imprevisto della sua vita di giovane. La sua
fede, singolare in una persona così giovane, era così
limpida e sicura che lo portava ad essere sempre sincero con
se stesso e con gli altri. Una straordinaria attenzione verso
il prossimo: era sensibile ai problemi e alle situazioni degli
amici, dei compagni, delle persone che gli vivevano vicino e
anche verso quanti incontrava giorno per giorno. Aveva capito
il vero valore della vita come dono di Dio, come impegno, come
risposta da dare al Signore Gesù giorno per giorno in
semplicità. Era un ragazzo normale, allegro, sereno, sincero,
volitivo, che amava la compagnia, che gustava l'amicizia. Aveva
capito il valore dell'incontro quotidiano con Gesù nell'Eucaristia,
ma non aveva un atteggiamento "bigotto" o convenzionale,
era anzi molto amato e cercato dai compagni e dagli amici per
la sua simpatia e vivacità.
Leggendo la storia di Carlo, pare di incontrare un ragazzo che
già si conosce e colpisce come nella sua breve esistenza
traspaia la bellezza di una santità giovanile con i tratti
tipici dello spirito salesiano: l'allegria, i doveri dello studio
e della vita di preghiera, l'impegno per gli altri. In particolare
Carlo aveva conosciuto le vicende prodigiose della Beata Alexandrina
Maria da Costa, mistica dell'Eucaristia, Cooperatrice Salesiana
che visse a Balasar in Portogallo. Per molto tempo paralizzata
a letto si era cibata per oltre tredici anni soltanto con l'ostia
consacrata. Carlo riflette a lungo e medita sui messaggi che
Gesù aveva dato ad Alexandrina. Soprattutto lo aveva colpito
molto quello in cui il Signore Gesù aveva detto ad Alexandrina:
"Ti ho messa al mondo, ti faccio vivere solo di me per provare
agli uomini ciò che vale l'Eucaristia e ciò che
è la mia vita nelle anime: è luce e salvezza per
l'umanità. Sono tanto dimenticato! Anzi, sono tanto offeso!
Voglio essere amato nella Santissima Eucaristia: là è
la fonte di tutte le grazie!". Anche don Bosco lascia una
traccia profonda nella vita di Carlo: l'episodio della risurrezione
di un ragazzo che si chiamava anche lui Carlo e che anche lui
era morto a quindici anni per sottolineare il valore della confessione
e del morire in grazia di Dio; l'insistenza di don Bosco affinché
i giovani si accostassero alla Comunione sin da piccoli, conoscendo
bene i rischi che si corrono conducendo una vita lontana dall'Eucaristia
e dalla preghiera; la recita della liturgia delle ore che don
Bosco spesso faceva davanti alle "case di appuntamento"
ottenendo la conversione di molte giovani donne. Dopo la cresima,
ricevuta il 24 maggio 2003, festa di Maria Ausiliatrice, la sua
vita ha una forte accelerazione come ricorda una monaca di clausura
che l'aveva conosciuto: "Carlo, dopo aver ricevuto il sacramento
della S. Cresima appariva ancora più spiritualizzato;
traspariva dai suoi occhi puri un'anima limpida: sembrava un
altro 'Domenico Savio'!".
[Chiunque volesse ricevere notizie o riportare testimonianze
circa la vita di Carlo Acutis può scrivere a info@carloacutis.com,
www.carloacutis.com]
Cronaca
di Famiglia
Domenica 16 dicembre : ADMA
Primaria - Ritiro di Natale
Un presepio molto originale: una natività in un comignolo
ci ha accolto in occasione del ritiro in preparazione al santo
Natale (è opera del vicepresidente Claudio Priante)..
Una giornata vissuta in un clima di fede e di gioia proprio come
la liturgia della terza domenica di Avvento invitava a celebrare.
Bene oltre 120 persone (35 uomini, 68 donne, 15 bambini, 4 FMA)
hanno preso parte a questo appuntamento così significativo:
oltre la significativa presenza degli associati dei vari gruppi
di Torino e dintorni è stato un dono di speranza la presenza
di alcune famiglie giovani che con i bambini e i ragazzi hanno
condiviso tutta la giornata in spirito di comunione di fraternità
nel nome di Maria Ausiliatrice.
Dopo il saluto iniziale da parte della Presidente Sig.ra Giuseppina
Chiosso e la celebrazione delle lodi, don Pier Luigi Cameroni
ha animato la giornata presentando la storia e il messaggio della
Madonna di Guadalupe, canale di luce, segno di speranza e di
consolazione e motore di evangelizzazione per tutta l'America.
Con l'aiuto di un power point e le parole stesse dell'apparizione
giunte a noi attraverso documenti originali, abbiamo gustato
e vissuto la storia di amore con cui Maria si prende cura dei
suoi figli e nell'ora della prova li salva e li guida sulla via
della salvezza e della pace. Questo messaggio è stato
accolto come un vero dono natalizio che ha aperto i cuori alla
speranza, ha attirato la curiosità e lo stupore dei piccoli
presenti (bastava vedere Francesca, Filippo e Leonardo, in prima
fila, con gli occhi sgranati e attentissimi) ha invitato celebrare
le meraviglie dell'amore salvifico del Padre che attraverso Maria
ci dona il suo figlio Gesù. La celebrazione dell'eucaristia
nella Basilica di Maria Ausiliatrice è stato il centro
della giornata. Il pranzo comunitario si è svolto in un
clima di condivisione e di gioiosa fraternità nella reciproca
gioia e nello scambio degli auguri. Alle ore 15.00 ci siamo ritrovati
in Basilica per la recita del santo rosario guidato dai gruppi
di giovani famiglie presenti: che bello vedere mamme e papà
pregare con i loro figli! Abbiamo poi iniziato la novena del
santo Natale ispirandoci proprio al messaggio di Guadalupe così
come proposto nel numero natalizio dell'ADMA online. Al termine
don Sergio Pellini, Rettore del santuario, ha portato il suo
saluto e il suo augurio. Dopo la tradizionale foto di gruppo
si è conclusa la giornata con un momento di festa insieme,
di brindisi e di auguri. Davvero attraverso il cuore materno
e amoroso di Maria Gesù, l'Emmanuele, era già con
noi.
Notizie
dal mondo ADMA
La Delegata nazionale ADMA
di Panama , la Sig.ra Xiomara, ci scrive informandoci che "dal
1° dicembre iniziamo i nostri Cenacoli mariani, in stile
salesiano, con l'esposizione del Santissimo, Rosario dell'Avvento
e una conferenza mariana, di un'ora, proposta dal nostro Rettore
e Animatore spirituale dell'ADMA, dell'Istituto Tecnico Don Bosco,
Padre Carlos Vilanova. L'idea è di onorare Maria tutti
i primi sabati del mese. Continueremo poi con le Lectio divine
tutti i martedì".
Una simpatica e commovente
richiesta circa il valore di consacrare le famiglie e i figli
a Maria Ausiliatrice ci giunge da Zanica (BG): "Vorrei sapere
come posso iscrivere la mia famiglia e specialmente mio figlio
Alberto nato il 20 di questo mese alla PIA UNIONE DI MARIA AUSILIATRICE.
Mia nonna era gia' una Vostra iscritta".
Don Lobato Eleuterio, Animatore
Spirituale Nazionale dell'ADMA della Spagna ci ha aggiornati
circa l'Incontro dei Delegati/e ispettoriali dell'ADMA della
Spagna, svoltosi a Madrid lo scorso 10 novembre, dove hanno riflettuto
e accolto le indicazioni del Rettor Maggiore dopo il V Congresso
Internazionale di Città del Messico., soprattutto per
quanto riguarda la grande sfida di ridare Maria ai giovani e
i giovani a Maria. Inoltre ci comunicano che stanno già
preparando il prossimo VII Congresso Nazionale dell'ADMA di Spagna
che si terrà a Valenza nel 2009 dal 30 aprile al 3 maggio.
Dalla Bolivia il Padre Joaquín, già grande animatore
nazionale, ci comunica l'improvvisa scomparsa del P. Franco Palazzo
che molto ha fatto per l'ADMA, santo e fervoroso salesiano, Direttore
dell'Opera salesiana di Cochabamba Las Villas e che lascia un
esempio di vita generosa.
La Comunità salesiana
e tutti i parrocchiani di Sunyani /Odumase in Ghana hanno celebrato
un evento che rimarrà indelebile nella loro memoria. Infatti
il giorno 8 dicembre, solennità della Vergine Immacolata,
il Vescovo di Sunyani, Mons Matthew Kwasi Gyamfi, ha consacrato
la magnifica chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, al termine
dei lavori durati più di quattro anni. Tutti hanno apprezzato
la semplicità architettonica e la bellezza artistica dell'edificio
sacro a pianta ottagonale, i vetri azzurri delle finestre ad
arco a tutto sesto che creano un'atmosfera di sacro, la perfetta
acustica dell'edifico e la funzionalità dell'impianto
sonoro, a cui si aggiunge il riuscito sistema di ventilazione
naturale ottenuto tramite i due livelli di finestre. Il Vescovo
ci ha ricordato che noi siamo il tempio di pietre vive costruito
dal Signore sulla pietra angolare di Cristo e la santità
della vita è la migliore testimonianza del nostro essere
cristiani. La presentazione dell'evento sui giornali locali e
sulla televisione nazionale (notizia al telegiornale!) ha contribuito
a presentare al pubblico la Chiesa cattolica anche sotto questo
importante aspetto del culto reso a Dio con meravigliose opere
artistiche. E a gioirne più di tutti è la gente
semplice e buona, entusiasta ed orgogliosa di poter avere una
chiesa così bella!..Per molti sarà il luogo di
incontro con Dio nella preghiera, nei sacramenti e nella conversione
della vita, come lo è stata (e lo è) la Basilica
di Valdocco, a Torino. (Don Italo Spagnolo, sdb direttore e parroco)
Una bella notizia ci giunge
dall'ispettoria salesiana del Nord Est del Brasile - Recife dove
il responsabile dell'ADMA Mons. Edvaldo G. Amaral ha attivato
un fogli online. Un bel segno di vitalità e di comunione.
Domenica 13 gennaio l'Animatore
spirituale don Pier Luigi ha incontrato il gruppo ADMA di Mornese,
paese natale di Santa Maria Domenica Mazzarello, donna innamorata
dell'Ausiliatrice. Hanno partecipato oltre cinquanta persone
sia dell'ADMA, che conta 35 associate, che del gruppo delle Exallieve,
provenienti da Lerma, Casaleggio, Mornese e Mornese Mazzarelli.
Un momento di comunione fraterna, di animazione e di preghiera
nel segno dell'Ausiliatrice. Un vivo grazia a tutti in particolare
alla Presidente la Sig.ra Corrado Maria Pia e all'Animatrice
Spirituale la Direttrice sr. Concetta Strada
Le Giornate di Spiritualità
della Famiglia Salesiana
(ROMA 17-20 gennaio 2008)
Giunte alla XXVI edizione le
Giornate della Famiglia Salesiana hanno visto la partecipazione
di 300 persone che, da varie parti del mondo, sono giunte ancora
a una volta a Roma, presso il Salesianum, per studiare e approfondire
il tema della Strenna del Rettor Maggiore.
La nostra Associazione era ben rappresentata sia a livello di
ADMA Primaria con la presidente Sig.ra Giuseppina Chiosso, don
Pier Luigi e alcuni membri del Consiglio di Presidenza, sia a
livello di Associazioni locali come quella della Sicilia con
la travolgente sr. Carmelina Cappello FMA, sia dal Portogallo
che dalla Spagna.
"Ciò che fa bello il nostro incontro non è
solo la ricchezza dei contenuti proposti, ma altresì la
condivisione che riusciamo ad attivare e, soprattutto lo spirito
di comunione che riusciamo a vivere tra di noi. - ha detto don
Adriano Bregolin, Vicario del rettor Maggiore e Consigliere per
la Famiglia Salesiana, nel suo saluto - Rappresentiamo colori
ed aspetti diversi di uno stesso carisma nato dal cuore di Don
Bosco. Tutti insieme vogliamo essere un grande movimento dello
Spirito, una grande forza di amore per il bene dei giovani del
nostro tempo".
"Essere persone che rendono testimonianza di Gesù
ai giovani, specialmente ai più poveri dal punto di vista
sociale ed economico, bisognosi dal punto di vista affettivo
ed emozionale, a rischio dal punto di vista di perdita di senso
della vita, di speranza e di futuro
Altra non è
infatti la missione salesiana se non quella di essere credenti
che fanno sentire l'alito dello Spirito Santo lì dove
ci sono semi di vita, di bene, di verità, di bellezza".
Questa può essere in sintesi lo spirito e l'impegno di
queste giornate, così come ci ha richiamato il Rettor
Maggiore, don Pascual Chavez che è sempre stato con noi
in questi giorni, animando e incoraggiando tutta la Famiglia
Salesiana nel suo impegno apostolico ed educativo e rivelandosi
vero padre e centro di comunione.
"L'educazione ai diritti non è un gesto di carità,
ma di giustizia!", ha esordito Don Chávez nel suo
discorso conclusivo e ha invitato i gruppi della Famiglia Salesiana
a intervenire per rispondere alla "emergenza educativa"
sorta nelle diverse società del mondo. Due gli elementi
indicati per affrontare tale emergenza: il rapporto del Sistema
Preventivo con i Diritti Umani e il bisogno di offrire una proposta
educativa in grado di incidere nella cultura.
Per la nostra Associazione è stata una particolare opportunità
per farci conoscere, per rinnovare l'impegno di comunione e di
azione con tutti i gruppi della Famiglia Salesiana, accogliendo
in particolare le sfide che la strenna di quest'anno ci propone
Rimandiamo per i testi integrali delle relazioni e ulteriori
materiali inerenti le Giornate di Spiritualità, compreso
l'intervento conclusivo del Rettor Maggiore, nella sezione del
sito sdb.org.
31 gennaio festa di Don Bosco:
ore 18,30 promesse Salesiani Cooperatori S. Messa concelebrata
ore 21 S. Messa della Famiglia Salesiana
Il ritiro in preparazione alla
Pasqua è anticipato a domenica 2 marzo (invece del 9)
ADMA Primaria di Torino-Valdocco:
ADMA | Santuario di
Maria Ausiliatrice
Via Maria Ausiliatrice 32
| 10152 TORINO-VALDOCCO | ITALIA
Tel.: 0039-011-5224216 | Fax.: 0039-011-52224213
E-mail: adma.torino@tiscali.it
Presidente dell'ADMA:
Signora CHIOSSO GIUSEPPINA (incarico
fino a 2010)
E-mail: giusy.chiosso@yahoo.it
Animatore
Spirituale ADMA:
Don Pier Luigi CAMERONI |Istituto Salesiano
- Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
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