IV CONGRESSO INTERNAZIONALE di
MARIA
AUSILIATRICE
TORINO-VALDOCCO
/ 1-4 Agosto 2003
Maria Ausiliatrice
nella Carta di Comunione e nella Carta della Missione
Introduzione
La Carta dei Comunione e la
Carta della Missione sono i due documenti di riferimento della
Famiglia Salesiana. La Prima come fondamento spirituale e di
unione, la seconda come sinergia operativa sul territorio.
La Carta di Comunione è il progetto istituzionale della
Famiglia Salesiana, il testo base su cui sono chiamati a confrontarsi
e a progettare tutte le aggregazioni che si rifanno al carisma
di Don Bosco. La proposta che sta sulla base è di crescere
nella consapevolezza di una parentela spirituale e di una comune
responsabilità apostolica, per rilanciare il vivere insieme
come presenza significativa nella missione a cui siamo chiamati.
Nessun gruppo, infatti, è stato mai concepito da Don Bosco,
né mai esistito separatamente, ma sempre dentro una prospettiva
unitaria (Cf. Carta di Comunione, art.3).
La Carta della Missione è un testo ispirativo che sollecita
ciascun gruppo all'impegno missionario salesiano che si caratterizza
per la scelta dei destinatari, per la proposta di promozione
ed evangelizzazione, per le grandi intuizioni del Sistema Preventivo,
per il coinvolgimento laicale, per la traduzione nei vari contesti
culturali del carisma salesiano.
E' pertinente quindi che in questo Congresso di Maria Ausiliatrice
ci domandiamo che posto occupa la grande Ispiratrice e Madre
di questa Famiglia nell'insieme dei due documenti, che segnalano
i grandi criteri, orientano le scelte concrete e offrono i fondamenti
essenziali del vivere ed operare della Famiglia salesiana.
1. Carta di
Comunione
L'Ausiliatrice, la grande maestra
delle origini, è presente nel documento in due puntuali
articoli che appartengono al terzo capitolo sullo spirito salesiano.
Questo capitolo è il più ampio ed è diviso
in due grandi parti: la parte A: parole particolarmente significative
di don Bosco e la parte B: elementi portanti del comune spirito.
1.1 La parola
del Fondatore
Nella parte A di questo terzo
capitolo si trova l'articolo 17 che mette in evidenza le due
colonne su cui Don Bosco poggia tutta la sua opera: Gesù
presente efficacemente nell'Eucarestia; Maria madre sempre pronta
a donare il suo aiuto potente e sollecito. Le parole di Don Bosco
sono: l'unico mio appoggio è sempre stato il ricorso a
Gesù Sacramento e Maria Ausiliatrice.
Non è possibile separare Don Bosco da questi due riferimenti;
da essi trae origine la sua opera, in essi trova la forza di
compierla e il segreto della sua fecondità. Il Sistema
Preventivo presuppone questo fondamento primo e ultimo su cui
poggia e si alimenta la spiritualità apostolica salesiana:
Gesù e Maria. Senza di loro il carisma perde significatività
e capacità di radicamento nelle diverse culture con la
forza di una proposta per le/i giovani e gli adulti.
Don Bosco non è stato investigatore scientifico di mariologia,
ma un apostolo dei giovani; non ha sviluppato esegesi bibliche
o elaborazioni dottrinali, ma scrisse parecchie opere di divulgazione
mariana, facili e chiare, fondate su una dottrina teologicamente
robusta, appoggiata sulla S. Scrittura, sui Padri della Chiesa
e sulla Storia Ecclesiastica (Cfr.VIGANO' Egidio, Maria Aiuto
dei Cristiani, Elledici, Torino, 1964, 63).
Seppe cogliere l'esigenza fondamentale di amore presente nei
giovani, e per questo insegnò loro che l'amore totale
e compiuto è quello di Cristo, così grande da farsi
Eucaristia, pane per la vera fame, e quello di Maria, così
gratuito e generoso da regalare il suo bene più grande,
il Figlio.
La spiritualità salesiana ha questi riferimenti giornalieri.
Una giornata, non può non essere scandita da queste presenze.
Nelle Costituzioni delle FMA leggiamo: "Maria, Madre di
Dio e della Chiesa è attivamente presente nella nostra
vita" (FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE, Costituzioni, art.
44), e come Lei, la Vergine in ascolto, "ci lasceremo pervadere
dalla forza dello Spirito che guida gradualmente alla configurazione
a Cristo" (FMA, Costituzioni, art 39). Nel Regolamento ADMA
l'impegno personale dei soci si esprime nel riempire la vita
quotidiana con atteggiamenti evangelici, in particolare con il
ringraziamento a Dio per le meraviglie che continuamente compie,
e con la fedeltà a lui anche nell'ora delle difficoltà
e della croce, sull'esempio di Maria" (ADMA, Regolamento,
art. 4,6).
Maria, la pastorella del sogno profetico dei nove anni, viene
presentata a Giovannino come guida e maestra nel metodo adeguato
per convertire i lupi in agnelli. Don Bosco non si stancherà
mai di indicarla ai suoi giovani e a quanti lavorano con lui.
Domenico Savio, uno dei giovani- capolavoro del suo metodo, così
riassume il nocciolo del suo cammino: "I miei amici saranno
Gesù e Maria".
La "Carta di Comunione" ci afferma che il carisma di
cui è partecipe la Famiglia salesiana, dono dello Spirito,
non sussiste al di fuori di questa certezza- fiducia in Gesù
che opera cose grandi e in Maria che aiuta con la sua presenza
di madre e di maestra, di educatrice nell'arte di prendersi cura
dei giovani; da lei impariamo l'obbedienza della fede nella dedizione
alla missione comune di educare le giovani generazioni al valore
della vita, alla bellezza dell'amore vero, alla solidarietà
nella convivenza sociale.
E' difficile non far menzione a questo punto dell'ultima Lettera
Enciclica di Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucaristia dove sottolinea
con grande forza all'inizio del nuovo millennio la profonda relazione
che esiste tra l'Eucarestia e Maria. "Maria è donna
eucaristica con l'intera sua vita e la Chiesa, guardando a Maria
come a suo modello, è chiamata ad imitarla anche nel suo
rapporto con questo Mistero santissimo" (cf. Giovanni Paolo
II, Ecclesia de Eucharistia, Libreria Editrice Vaticana, Città
del Vaticano, 2003, n° 53). E' l'invito presente nella più
genuina tradizione salesiana di contemplare il volto di Cristo
in compagnia e alla scuola della sua Madre Santissima. "Se
Chiesa ed Eucaristia sono un binomio inscindibile, altrettanto
occorre dire del binomio Maria ed Eucaristia"(Idem, n°
56).
Alla luce di queste ultime indicazioni del Magistero di Giovanni
Polo II, possiamo comprendere meglio ancora la profonda intuizione
di Don Bosco educatore: nella vita delle giovani e dei giovani
che crescono nella fede, la dimensione cristologica, che è
quella centrale, deve essere intimamente unita alla dimensione
mariana, che è pure una dimensione fondamentale ed essenziale.
Soltanto con un dinamismo spirituale profondamente mariano potranno
i membri della Famiglia salesiana e quanti si sentono partecipi
del vasto movimento salesiano, rendere la testimonianza cristiana
che si attende da loro nel nuovo millennio. Ciò significa,
ad esempio, che la spiritualità della comunione- il grande
programma della Chiesa nel nuovo millennio- dovrà essere
vissuta in modo esplicito, anche come spiritualità della
comunione con Maria e in Maria, Madre di Cristo e dei cristiani.
1.2 L'affidamento
a Maria: elemento portante del comune spirito salesiano.
Nella parte B del Capitolo
III vengono riportati i tratti caratteristici del volto salesiano;
uno di questi elementi portanti è, secondo l'articolo
26, l'affidamento a Maria, logica conseguenza della centralità
di Cristo nella vita di ogni credente. Il titolo dell'articolo
26 è infatti: Il radicamento nel mistero di Cristo e l'affidamento
a Maria, volendo esprimere che il grande amore di Don Bosco per
i giovani è attraversato e attinge alla fonte da un più
grande amore, quello per Cristo. La missione salesiana, attraverso
obiettivi educativi nella logica cittadinanza attiva, è
finalizzata- in virtù della grazia di unità che
la contraddistingue- a quello che Don Bosco chiamava "la
salvezza dei giovani".
"Radicarsi in Cristo, dice l'articolo, è la gioia
più profonda per un figlio di Don Bosco" (Carta di
Comunione, 26). In questo mistero di Cristo "è presente
in modo significativo ed irrinunciabile la persona di Maria"
(C.d.C., 26). Perciò ci affidiamo a Lei.
Giovanni Paolo II ha invitato la Chiesa del terzo millennio a
"ripartire da Cristo" (G.P.II, Novo Millenio Ineunte,
Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2000,
n°1). Ogni persona che accetta pienamente che il Verbo si
è incarnato con la collaborazione singolare e determinante
della Vergine Maria, si rende conto che questo programma "ripartire
da Cristo" deve essere inteso e attuato esplicitando questo
aspetto essenziale: "con Maria".
Nella sua Lettera Rosarium Virginis Mariae, il Papa ricorda,
infatti, che ogni cristiano deve contemplare il volto di Cristo
"in compagnia e alla scuola della sua Madre Santissima"(
G.P.II, Rosarium Virginis Mariae, L.E.V, Città del Vaticano,
2003, n° 3).
E' con la forza di un tale dinamismo mariano, cioè con
l'energia spirituale ricavata dalla profonda comunione con Maria,
che ogni uomo e ogni donna credenti possono e devono "ripartire
da Cristo" all'inizio del nuovo millennio.
Nella prospettiva salesiana l'affidamento a Maria non viene mai
considerato come un semplice atto devozionale, staccato dalla
centralità di Cristo, ma un'illuminata e attiva adesione
al mistero cristiano, un consapevole impegno di cooperare, come
Lei, alla missione evangelizzatrice della Chiesa, assicurando
nella propria vita l'azione salvifica compiuta da Maria, in unione
con Cristo Salvatore in dipendenza a Lui (Cf. BERTETTO Domenico,
Consacrazione e affidamento, in AA. VV., L'affidamento a Maria,
LAS, Roma, 1984, 79).
Diceva Don Viganò che affidandoci all'Ausiliatrice, ci
sentiamo invitati insistentemente da Lei, Madre della Chiesa
pellegrina, all'operosità apostolica per l'edificazione
del Regno di Cristo e di Dio (Cf. VIGANO' Egidio, Atto della
Congregazione Salesiana a Maria Ausiliatrice, in AA. VV, o.c.,
16); a "rispondere con generosità- leggiamo nella
CC- a una missione da compiere; a corrispondere con la pienezza
dei carismi, di cui siamo stati tutti arricchiti, a impegnarsi
di persona in un cammino rinnovato" (C.d.C., 26). L'operosità
dell'Ausiliatrice a favore del Popolo di Dio, pellegrino nella
storia, impegna coraggiosamente tutti i membri della Famiglia
salesiana nella lotta per una cultura della vita, in contrapposizione
alla cultura della morte e della violenza che impera nei diversi
contesti socioculturali. L'affidamento a Maria, Aiuto dei Cristiani
e Madre della Chiesa "esige da noi il coraggio e la costanza
dei profeti e dei lottatori pacifici, così come lo fu
Don Bosco in congiunture tanto insicure e complesse". Per
lui l'Ausiliatrice "era un vero, concreto, esigente e anche
rischioso impegno storico" (VIGANO' E., o.c., 17). L'articolo
26 si conclude appunto con questa affermazione: "Maria
è suscitatrice di impegno personale e di slancio apostolico"
(C.d.C., 26)
La Famiglia Salesiana ha bisogno di radicarsi sempre più
in queste solide fondamenta: i laici, le persone consacrate ,
i religiosi e le religiose, lasciandosi configurare dal Padre
con la forza dello Spirito, diventano in questo modo conformi
a Cristo e a Maria, e possono offrire a tutti, soprattutto ai
giovani, nel nuovo millennio, una limpida e gioiosa testimonianza
della loro specifica accoglienza del mistero di Cristo e della
peculiare spiritualità cristologica e mariana del carisma
di Don Bosco.
1.3 La Preghiera
a Maria Ausiliatrice, Madre della Famiglia Salesiana.
La Carta di Comunione presenta,
come appendice, una Preghiera a Maria Ausiliatrice che mentre
riconosce il posto singolare che Lei occupa nella storia della
salvezza, sottolinea pure che è per noi la maestra e la
guida, come lo fu per Don Bosco fin dall'inizio.
Contemplando la sua fede, la sua disponibilità, il suo
Magnificat, la sua carità apostolica e la sua fedeltà
nell'ora della Croce, si afferma implicitamente che Lei è
il modello di tutti i gruppi della F.S. nell'itinerario di vita
cristiana assunto come Lei e insieme a Lei.
Con questa preghiera tutta la Famiglia salesiana si affida a
Maria, Immacolata che educa e Ausiliatrice che infonde coraggio
e fiducia, un affidamento che va visto, come si è detto
prima, per vivere meglio l'unico affidamento e l'unica appartenenza
a Cristo.
Invochiamo infine la sua protezione sui gruppi nati dal carisma
di Don Bosco e sui giovani che Lei stessa affida alla missione
salesiana.
2. Carta
della Missione
La scelta della Carta della
Missione è di collocare un articolo su Maria, Madre e
Maestra (art.28) dentro il Capitolo IV che riguarda la Spiritualità
Apostolica. Questo articolo chiude l'intero Capitolo e intende
presentare Maria come esempio di disponibilità incondizionata
al disegno del Padre, quale discepola e apostola del Figlio durante
tutta la sua esistenza, come missionaria del Verbo di Dio, come
Stella dell'Evangelizzazione.
2.1. Iter
di maturazione della presenza di Maria nel Fondatore della Famiglia
Salesiana
L'articolo ha intenzione di
aiutare a cogliere l'importante collegamento che esiste tra,
la figura di Maria e l'esperienza apostolica di Don Bosco. In
effetti la Vergine Consolata all'inizio dell'opera salesiana
è la Madre Consolatrice dei giovani "poveri e pericolanti".
L'Immacolata è l'icona che lui propone ai giovani raccolti
stabilmente a Valdocco con un progetto integrale di educazione
e di evangelizzazione. E' Lei "l'educatrice più efficace
per giovani che dovevano superare le difficoltà nella
loro crescita umana e cristiana" (Carta della Missione,
28). Aiuto dei Cristiani infine è il titolo che matura
nella tappa fondamentale della sua vita.
L'articolo 28 ci ricorda, dunque, che la devozione mariana di
Don Bosco fu sempre d'ampio respiro e non ristretta ad un solo
titolo o ad un'immagine. Conviene ricordare tuttavia, che egli
cominciò a manifestare l'opzione particolare per l'Ausiliatrice
verso il 1860, un anno politicamente impegnativo, che diede inizio
alle ostilità armate del nuovo Regno d'Italia contro lo
Stato Pontificio. In quest'anno, per la prima volta don Bosco
fece inserire nel calendario de Il Galantuomo la segnalazione
della festa di Maria Ausiliatrice, il 24 maggio e un anno dopo
fece aggiungere questo messaggio: "SS. Vergine col titolo
ben meritato di Ausiliatrice dei Cristiani, Auxilium Christianorum".
La maturazione di questo titolo è andata di pari passo
con quello dell'Immacolata, come appare chiaramente nel sogno
delle due colonne: L'Eucaristia e l'Immacolata, con l'iscrizione
"Auxilium Christianorum". Interessante e molto ricca
al riguardo diventa la ricerca fatta da Sr. Paolo Farioli, FMA
pubblicata recentemente sotto il titolo La Madonna di Don Bosco,
che segue i passi di questo itinerario mariano di Don Bosco attraverso
lo studio delle immagini sacre usate o create dal Fondatore.
Emerge tutta una ricchezza di significati che andarono progressivamente
concentrandosi attorno al titolo mariano che da lì a pochi
anni Don Bosco avrebbe scelto, escludendone altri da lui ugualmente
amati.
La scelta, infatti, già definitiva per Don Bosco, di onorare
Maria sotto questo titolo prese concretezza cinque anni dopo
con l'inizio della costruzione della Basilica, scelta che divenne
irreversibile, non solo perché legata a questo monumento
duraturo, ma perché affidata a quella "corona vivente
di cuor per incrementare e diffondere il suo culto" (BORREGO
Jesùs, Maria Ausiliatrice nella missione di evangelizzazione
di Don Bosco e della Famiglia Salesiana, in "Atti del Primo
Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice", Torino-
Valdocco, 8- 11 luglio 1988, 24), cioè, la Pia Unione
dei Devoti di Maria Ausiliatrice (oggi ADMA), riconosciuta, durante
il primo Congresso Internazionale dell'Associazione come il segno
tangibile di un continuo protagonismo di Maria Ausiliatrice nella
missione Salesiana, espressione dinamica della dimensione popolare
del carisma del fondatore; e il suo monumento vivo del suo amore
a Maria: l'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice fondato
nel 1872.
Che cosa aveva voluto significare Don Bosco nel pensare l'Istituto
delle FMA quale Monumento vivo dell'Ausiliatrice, un monumento
che, nell'imitazione di Maria, canta la gratitudine al Padre?
Secondo l'espressione di Madre Antonia Colombo significa "diventare
ausiliatrice, continuarne la funzione materna di generare Gesù,
regalare ai giovani l'orientamento fondamentale per la loro esistenza,
rispondere alla domanda, talvolta inespressa, ma oggi spesso
formulata apertamente: "Dateci Gesù!" (COLOMBO
Antonia, Commento alla lettura breve dei Vespri di Maria Ausiliatrice,
Trasmissione di Radio Maria, Torino, 2000)
Dal pensiero, dalla parola ai fatti, la devozione di Maria Ausiliatrice
in Don Bosco "pare specificarsi in tre principali messaggi
teologici- spirituali: Maria Immacolata nella dimensione escatologica,
Maria Presidio della Chiesa nella dimensione storica, Maria Madre
Amorevole nella dimensione umana. Tutti e tre questi aspetti
sottintendono un concetto d'intervento salvifico di Maria reale
e diretto ausiliario a quello di Cristo" (FARIOLI Paola,
La Madonna di Don Bosco, Elledici, Torino, 2002, 101).
Questo cammino di Don Bosco ci parla di un'attenzione ai tempi,
alla sensibilità educativa del momento. "Molti gruppi
della Famiglia Salesiana hanno il riferimento a Maria nello stesso
titolo ufficialmente riconosciuto: Maria, Maria Immacolata, Maria
Ausiliatrice, Maria Regina, il Cuore di Maria" (C.d.M. 28).
Lei è presente in tutti i gruppi. Ogni gruppo è
invitato a delineare il genuino volto mariano della Famiglia
Salesiana.
2.2 Il quadro di Maria Ausiliatrice
L'articolo in studio si chiude con un richiamo al quadro della
Basilica in cui "Maria Ausiliatrice appare nel suo mistero
di maternità ecclesiale e nel suo ruolo di educatrice
e aiuto potente" (art.28).
Evochiamo brevemente il quadro che, come sappiamo, comprende
tre piani: nel piano superiore il Padre e lo Spirito (l'occhio
e la colomba) e il fascio di luce che si diffonde su Maria, il
coro degli angeli. Il tutto di questo piano superiore indica
anche l'origine della Chiesa e la sua relazione al mistero di
Dio Uno e Trino.
Il piano medio mostra la Chiesa nella storia: i dodici apostoli
rappresentano il fondamento della Chiesa; San Paolo il suo dinamismo
nell'evangelizzazione; Pietro con le chiavi indica la guida della
Chiesa e Maria ritratta come Madre di Gesù e della Chiesa;
il suo scettro e la sua corona, non sono segni di potere, ma
simboli di intercessione efficace e di vittoria sul male, prima
in se stessa e poi nella storia umana.
Il terzo piano si sviluppa in basso e sullo sfondo. Accenna al
mondo di oggi, alla Basilica e a quello che attorno ad essa è
avvenuto come centro di un movimento di evangelizzazione e di
un servizio alla Chiesa, che si ispira alla maternità
di Maria e si affida alla sua intercessione potente.
Possiamo dire che nel suo insieme il quadro di Maria Ausiliatrice
è icona di una visione di Chiesa come popolo di Dio sparso
su tutta la terra, in lotta con le potenze del male: è
la stessa prospettiva del famoso sogno delle due colonne che
troviamo rappresentato oggi in una pittura sulla parete in fondo
al Santuario.
Don Juan Vecchi in uno dei suoi ultimi studi ci ricorda l'insegnamento
di Don Bosco: "Maria plasma la Chiesa e la Chiesa plasma
Maria" cioè: man mano che la Chiesa assume la sua
fisionomia si fa più mariana e viceversa. Dal Santuario
di Maria Ausiliatrice infatti scaturisce non soltanto un'immagine,
un ritratto di Maria, l'Ausiliatrice Madre della Chiesa, ma uno
stile di servizio alla Chiesa fatto di audacia e fiducia, saper
cominciare da poco, andare avanti affidandosi al Signore. L'opera
del Santuario di Maria Ausiliatrice, col suo quadro ispiratore
al centro, scolpì una convinzione in tutti: "Propagate
le devozioni a Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli"
in tutti i campi, economici, sociali, pastorali, educativi (Cf.
VECCHI Juan, Spiritualità Salesiana, Elledici, Torino,
2001, 234).
Conclusione
I documenti esaminati contengono,
in forma semplice e profonda, una sintesi della particolare dimensione
mariana del carisma salesiano che chi può aiutare, prima
di tutto, a cogliere il posto di Maria accanto al suo Figlio,
secondo il progetto originale del Fondatore, sullo sfondo della
dottrina mariana del Concilio Vaticano II.
Don Bosco era più che
convinto della presenza di Maria nella storia della Chiesa. Ella
prepara e accompagna con amore materno l'azione dello Spirito
Santo, in modo particolare alle origini dei gruppi della Famiglia
Salesiana fondati da lui stesso. Questa sua esperienza, trasmessa
nel tempo attraverso una ricca devozione mariana, si inserisce
pienamente nella prospettiva mariologica aperta al Concilio.
I documenti si collocano in questo quadro, situando l'eredità
mariana salesiana dentro la Chiesa, Popolo di Dio in cammino.
In secondo luogo gli accenni
discreti e ben disposti nell'insieme di ambedue i documenti possono
contribuire a maturare in ogni membro della Famiglia Salesiana
un amore a Maria filiale, adulto, efficace, veramente apostolico,
come fu la devozione di Don Bosco. Maria fu data alla Chiesa
come modello, guida e precorritrice nella peregrinazione della
fede. In Don Bosco la Vergine Ausiliatrice, Madre della Chiesa
è la Maestra e Guida, l'ispiratrice della sua vocazione
e missione.
Rileggere quindi la Carta di
Comunione e la Carta della Missione da questa prospettiva mariana
è un invito a crescere in una più approfondita
conoscenza e consapevolezza di quanto sia presente nella nostra
Famiglia salesiana, nel tessuto intimo di ogni progetto nato
da Don Bosco, da Maria Mazzarello e dagli altri fondatori. Nel
cammino di maturazione vocazionale di ogni membro della Famiglia
salesiana Maria, è l'Immacolata, icona di un'umanità
pienamente realizzata secondo il disegno di Dio. E' l'Ausiliatrice
che accompagna e sostiene il cammino di maturazione nell'obbedienza
al progetto di Dio, è modello di quel pellegrinaggio nella
fede che ogni membro della Famiglia Salesiana è chiamato
a interpretare, per scoprire la sua vocazione e dare a Dio la
sua adesione (Cf. ISTITUTO FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE, Nei
solchi dell'Alleanza. Progetto Formativo, Elledici, Torino, 2000,
20; 94)
Sr. MARIA DE LOS ANGELES CONTRERAS, FMA
Visita Nr. 