100 anni fa,
proprio a Valdocco, il mio predecessore, il Beato Michele Rua,
primo successore di don Bosco, decise di far incoronare il grande
dipinto di Maria Ausiliatrice, qui davanti a voi. Il Papa Leone
XIII accordò tale privilegio a questa sacra Immagine della
Madre di Dio, il cui culto aveva passato i confini dell'Italia
e dell'Europa e si era mirabilmente diffuso in quasi tutte le
nazioni del mondo cristiano (Cfr. Breve pontificio del 17 febbraio
1903).
Era il 17 maggio
1903 quando il Card. Richelmy di Torino salì ad incoronare
la Madonna e suo Figlio Gesù. Notevole fu la partecipazione
di Cardinali e Vescovi: oltre l'Arcivescovo di Torino, c'erano
l'Arcivescovo di Milano, il Beato Cardinale Ferrari, e l'Arcivescovo
di Bologna, il Cardinale Svampa; erano presenti 29 Vescovi guidati
da Mons. Cagliero. Ma soprattutto grande fu la partecipazione
del popolo cristiano. In quell'anno ricorreva il XXV del Pontificato
del Papa Leone XIII.
Ora noi siamo
qui, giunti da ogni parte del mondo, per ricordare questo avvenimento
dopo 100 anni, con il Congresso di Maria Ausiliatrice. Questo
ricordo avviene nel XXV anno del Pontificato di Giovanni Paolo
II e nell'anno tutto speciale dedicato al Rosario, preghiera
arricchita dai misteri della luce.
Do il benvenuto,
anche a nome di Maria Ausiliatrice, la nostra Madre, a tutti
voi che siete convenuti nella sua casa: "Hic domus mea,
inde gloria mea". Questi giorni possano rendere visibile
la gloria di Maria. Vi ringrazio per l'entusiasmo e la gioia
che avete portato qui e che ci fanno sentire una grande famiglia,
come voleva Don Bosco!
Da questo
momento dichiaro ufficialmente aperto il IV Congresso Internazionale
di Maria Ausiliatrice!