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Casa Madre Salesiani di Don Bosco Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia
Santuario - Basilica di Maria Ausiliatrice       
      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  |  Archivio 2015

Da' senso a ciò che ti è chiesto


Cari Amici,
dopo la calda pausa estiva, riparte il nostro cammino rientrando nella normalità della vita, con le sue gioie, le sue fatiche, le sue speranza e i suoi timori, i suoi impegni e le sue esigenze. Spesso ci si lamenta della pesantezza per la ripetitività dei giorni, per le cose normali, quotidiane, sempre uguali, per la poca novità della vita che si snoda senza particolari variazioni. C'è un famoso detto, particolarmente riferito alla vita dei religiosi e delle religiose: "Mea maxima penitentia vita communis", interpretando quel "communis" come fatica del vivere insieme, cosa non sempre facilissima. Il card. Martini però , con la sua tipica capacità di lettura, dà un'altra interpretazione, più profonda e applicabile a tutti: "vita communis" viene tradotta da lui come "vita normale, comune, feriale, quotidiana", con le sue fatiche e le sue difficoltà, spesso priva di impennate. È vero: il ripetersi delle cose, sempre un po' uguali, rischia di creare pesantezza e noia, perdita di interesse, di serenità e gioia, ma forse il problema non è dato dalle cose in sé, ma dalla nostra incapacità di cogliere in questo scorrere del tempo e delle cose quel pizzico di novità, di luce che è in esse, diventando un po' lamentosi e spesso noiosi. Tante volte è il nostro occhio, probabilmente un po' miope, che non sa porre il "normale" alla luce di un orizzonte più vasto. Quando Domenico Savio chiese a don Bosco il segreto per farsi santo, la prima cosa che don Bosco gli disse è "compi bene il tuo dovere", cioè da' senso a ciò che fai, a ciò che ti è chiesto, scoprendo che in esso è nascosto un pizzico di eternità dato dall' amore di Dio per te e di te per Dio. In fondo non è che la traduzione di quanto s. Paolo dice nella lettera ai Colossesi (3, 23): "Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore". Possiamo dire che i trent'anni di vita di Gesù a Nazareth sono stati senza significato e non invece concreta e silenziosa partecipazione alla vita degli uomini, preparazione per quanto è avvenuto dopo? Che la vita di Maria sia stata vuota pur nella semplicità in un villaggio sperduto della Galilea? La novità di ogni giorno non sta nelle cose che si fanno, ma è data da un cuore generoso, aperto, che sa porre in ogni cosa quel tocco di amore che lo apre a Dio e ai fratelli: è la Liturgia della vita tanto richiamata come risposta generosa a Lui per i tanti doni del suo amore. Riprendiamo allora questo cammino nella speranza e con un occhio più attento, più profondo, più obiettivo, più capace di scorgere le scintille di bene presenti nel mondo e aiutare i nostri fratelli e sorelle a liberarsi dalla tristezza, dalla noia, scoprendo che la vita è sì fatica e impegno, ma è anche gioia,serenità, speranza.
Affidiamo sempre tutti voi alla protezione di Maria Ausiliatrice nel suo Santuario
Un cordiale e caro saluto

D. Franco LOTTO, Rettore | E-mail: fralotto@tiscali.it 


   RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 5
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