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Casa Madre Salesiani di Don Bosco Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia
Santuario - Basilica di Maria Ausiliatrice       


 10 maggio 2014 : S. Maria D. Mazzarello: Triduo di preparazione


1° Giorno: Casa, nell'esperienza di Maria Mazzarello

Introduzione

Noi Figlie di Maria Ausiliatrice ci stiamo preparando al prossimo Capitolo Generale che inizierà a settembre. Il tema che da tempo ha coinvolto le nostre comunità in tutto il mondo, nella preparazione è: "Essere oggi con i giovani, casa che evangelizza".
In questo triduo che ci porta alla celebrazione della festa di Madre Mazzarello, Confondatrice insieme a don Bosco del nostro Istituto, sollecitate da questo tema, vogliamo condividere con tutti voi, giovani, sdb, educatori ed educatrici, membri della FS, genitori, adulti…

Che cosa significa "casa" nell'esperienza di MM.

* In questa prima sera prenderemo come riferimento la casa natia e la Valponasca
* Domani sera la casa di Via Valgelata con l'esperienza della malattia e della sofferenza;
* La terza sera il Collegio con l'esperienza della prima comunità educativa.

Preciso che con la parola "Casa" in questo contesto, facciamo riferimento all'ambiente di famiglia, al clima umano e spirituale, ad un certo stile di relazioni, la presenza di più generazioni in dialogo.

Proviamo a spostarci mentalmente a Mornese e guardiamo cosa capita in questo piccolo paese... sconosciuto agli occhi del mondo
Maria Domenica, è la primogenita, nasce a Mornese nel 1837, nella borgata chiamata Mazzarelli, è attesa e accolta con amore in una famiglia di tipo patriarcale, contesto familiare che contribuisce alla sua formazione e crescita.

I genitori sono persone semplici, di vita cristiana, stimate e benvolute in paese.
Purtroppo la mortalità infantile è alta e la morte fa visita alla cascina per portare via i fratellini ancora piccoli e anche dei cuginetti.

Anche gli zii muoiono in occasione dell'epidemia di colera che si abbatte su Mornese nel 1836.
Il padre, Giuseppe, si preoccupa personalmente dell'educazione dei figli, è una personalità ricca, che influisce fortemente su Maria Domenica, soprattutto con la sua fede robusta e la sua condotta onesta e limpida. Alla scuola di suo padre, Maria impara a scoprire il senso delle cose e degli avvenimenti.
E' rimasto storico quel dialogo tra Main e suo padre "cosa faceva Dio prima di creare il mondo?" che rivela la profonda intuizione della bambina.
Durante le lunghe sere invernali, è il padre che insegna a Maria a leggere.
Egli, poi, la inizia gradualmente al lavoro, in particolare quello sacrificato dei campi, formandone lo spirito e il senso pratico.
La conduce con sé ai mercati e alle fiere dei paesi vicini e, con i suoi discreti richiami, ma senza privarla di un divertimento, la guida a un saggio discernimento perché possa poi con responsabilità decidere da sé. La stimola nella sua capacità di osservazione e di buon senso. Più tardi, da adolescente, Maria confiderà all'amica Petronilla: "Se in me vi è qualche cosa di buono lo devo alle sue cure paterne".

La madre Maddalena ha un carattere estroverso e simpatico. La capacità di relazione, caratteristica di Maria Domenica, provengono dalla mamma. Nelle confidenze fatte a Petronilla, leggiamo: "La mamma, con tante parole, non otteneva quasi niente; il babbo parlava pochissimo e tutti correvano a obbedirlo". I difetti di cui Maria si accusa, trovano correzione anche grazie all'intervento materno. La madre, inoltre, l'aiuta a vincere le difficoltà nel confessarsi, la prepara al sacramento seguendola con saggezza e amore.

Leggiamo nella Cronistoria: "Quello che costava di più alla bambina era il confessarsi. [...] la predica la urtava, [...] si turbava perché la festa straordinaria portava con sé la confessione e la predica". (Cron. I)
All'età di otto anni Maria deve lasciare la sua casa e andare ad abitare con i cugini Bodrato per circa otto mesi. Questa esperienza la porta ad affrontare l'incognito, ma per lei non è stato facile accettare quella scelta dei suoi genitori. Più tardi ella confesserà che la signora Bodrato " la stancava col farla alzare troppo presto e col tenerla lungamente in chiesa a dire molte preghiere.". E aggiunge: "A me piaceva essere buona, ma senza star tutte quelle ore in chiesa e senza farlo vedere troppo a tutti".
Da questo sappiamo che ella preferisce le espressioni semplici.

Nel clima sereno che si respira in famiglia, Maria viene iniziata alla preghiera e alla vita della Parrocchia. Tutti conosciamo i problemi di quel tempo legati all'orientamento pastorale rigorista e al giansenismo. Il giovane prete don Pestarino, dopo gli studi a Genova, arriva in aiuto al Parroco: si guadagna la benevolenza e la confidenza di tutto il paese e riesce col tempo a sgretolare i pregiudizi e ad avvicinare le persone ai sacramenti della Confessione e dell'Eucarestia. Fu direttore spirituale di MM per 27 anni.
Per mancanza di adeguato spazio vitale, Giuseppe decide di trasferirsi con la sua famiglia alla cascina Valponasca, che dista circa un'ora di strada dall'abitato, in mezzo a colline cosparse di vigneti.
Alla Valponasca i Mazzarello rimangono dal 1849 circa fino al 1858. Un tempo sufficiente per formare alla vita l'adolescente e giovane Maria.

Preghiera e lavoro scandiscono il tempo vissuto da Maria alla Valponasca. In famiglia impara dai genitori a valutare gli eventi della vita alla luce della misericordia di Dio e della sua presenza di Padre.
Don Pestarino si affretta ad ammetterla alla Prima Comunione anche se non ha ancora l'età prevista. Maria, si prepara a questo incontro con il Signore con un forte desiderio e slancio dell'anima. L'Eucarestia diventa presto un appuntamento quotidiano e l'incontro con Gesù si prolunga per tutta la giornata e l'accompagna nel faticoso lavoro dei campi.

Alla sera, dopo il duro lavoro, si accosta alla finestrella della sua casa da cui si può vedere la parrocchia, per continuare il suo dialogo con Gesù.
Al mattino poi si alza prima dell'aurora, svolge i suoi compiti in casa per non essere di peso a nessuno e poi imbocca il sentiero della parrocchia. Va in cerca dell'Eucaristia, di Gesù che dalla finestra aveva salutato prima del riposo.
E la notte non è stata molto lieve per lei; per vincere il sonno e non perdere l'ora della messa si è abituata a cercare un modo scomodo di dormire: "Così si svegliava spesso nella notte,[...] quando le pareva che l'alba non fosse lontana, giù di corsa, per la strada deserta".
Neanche il duro inverno le impedisce di partecipare all'Eucarestia.

Questo periodo alla Valponasca è segnato dall'appartenenza all'Unione delle Figlie dell'Immacolata. Per lei è occasione di formazione, riceve una saggia direzione spirituale, è impegnata in un programma spirituale serio ed esigente, in un'intensa vita sacramentale, attività apostolica, in famiglia e in paese con le ragazze.
A Maria piace farsi vedere, essere riconosciuta ed apprezzata: grazie all'azione formativa di don Pestarino, impara la rettitudine d'intenzione.
Sostiene una lotta continua contro il peccato, senza scoraggiarsi dei propri limiti. Accetta con coraggio la lotta per vincere se stessa, per dare nuova forma ai valori in cui crede e, con costanza e tenacia, acquista gradualmente il dominio su se stessa.
Questo faticoso lavorio interiore è vissuto da Maria non senza difficoltà, ma ella è pronta a ricominciare, mettendosi davanti a Dio con umiltà e realismo.

Per concludere:

nell'esperienza della giovane MM, possiamo dire che CASA significa:

1. la presenza di adulti che sanno essere educatori accanto a lei, sanno guidarla e stimolare in lei domande importanti; Maria non è stata risparmiata dalle fatiche della vita, del lavoro e delle scelte: chi le era accanto ha saputo aiutarla a cogliere il senso delle cose, a rileggere le situazioni con realismo e alla luce della fede.
2. le esperienze che vive: in famiglia, lontana da casa, in gruppo, in parrocchia, la portano ad uscire da se stessa e a maturare nel dono agli altri con un forte impegno di vita.
3. La cornice naturale entro cui vive non è secondaria, la educa a collocarsi su orizzonti più ampi che vanno oltre la sua casa; le vigne feconde, la terra talora ingrata, l'alternarsi delle stagioni: tutto attorno a lei parla di cammino e di movimento.
4. Ma non meno importante
Maria è stata docile, determinata, si è fidata, è stata capace di accogliere gli insegnamenti e di abbracciare per sé un cammino impegnativo ed esigente sulla strada dell'amore.
Si è lasciata "evangelizzare il cuore", si è lasciata abitare da Gesù.

Forse noi oggi possiamo lasciarci interpellare dall'esperienza di Maria Mazzarello e chiederci:

* quale esperienza di "casa" abbiamo fatto e stiamo facendo oggi
* Com'è la "casa" del nostro cuore?

Lasciamoci illuminare nella preghiera che stiamo vivendo insieme.

                                                                                   
Sr. Marisa FASANO FMA  


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