|  HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


Casa Madre Salesiani di Don Bosco Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia
Santuario - Basilica di Maria Ausiliatrice       


5 Dicembre 2013 : Memoria del Beato FILIPPO RINALDI


(Appunti dell'Omelia (con citazioni da scritti di d. Egidio Viganò)

Un confratello assai competente, don Bartolomeo Fascie che convisse con don Rinaldi per ben 15 anni come membro del Consiglio Generale, all'inizio assai critico nei suoi confronti scrisse:

"Non pochi pensavano che, a causa della vocazione dilazionata, don Rinaldi fosse un uomo di limitata cultura e di intelligenza comune. Evidentemente non lo conoscevano. Don Rinaldi fu una delle menti veramente grandi della nostra congregazione, un capo nato, che avrebbe potuto diventare un grande uomo di stato, se avesse scelto la carriera politica.. Ultimo dei successori di don Bosco a trattare intimamente con il Fondatore, era chiamato ad impersonare in sé stesso lo spirito di don Bosco, la paternità e santità, per poterle meglio instillare nei suoi figli spirituali" (ACG 332, pag 33)

Oggi la chiesa ce lo ha donato avvolto dalla certificazione della santità, dichiarandolo beato (29.4.1990). A noi invocarlo perché ci aiuti nel nostro compito di religiosi educatori e imitarlo nella sua paternità. Desideriamo guardare a lui per ispirarci nella costruzione della nostra vita.

Don Rinaldi conquistò i confratelli irradiando una santità che riproduceva gli elementi essenziali e caratteristici di quella di don Bosco: l'interiorità apostolica, l'intraprendenza pastorale, la bontà paterna. Fece rivivere veramente davanti a tutti la figura del Padre così da essere definito "immagine vivente" di Lui, o, come affermò don Giovanni Battista Francesia (un salesiano della prima ora): "gli mancava di don Bosco solo la voce, tutto il resto l'aveva".

"Era il grande custode e interprete del vero "spirito salesiano"; vedeva racchiusa in esso la vitalità del futuro; perciò si preoccupò di approfondirlo, di commentarlo, di farlo studiare e documentare, assicurando così la piattaforma per il grande salto verso la maggiore età di tutta la nostra famiglia". (sono espressioni di don Egidio Viganò-18)

In questo anno di avvicinamento al bicentenario della nascita di don Bosco (arricchito dalla Ostensione della Sindone e speriamo dalla visita di Papa Francesco), siamo invitati ad "attingere all'esperienza spirituale di don Bosco per camminare nella santità secondo la nostra specifica vocazione". - caldo invito del Rettor Maggiore

Desidero offrire qualche spunto di riflessione guardando al Beato Filippo Rinaldi.

Il punto vitale su cui insisteva (circolari lettere strenne conferenze prediche…) era quello della interiorità che deve caratterizzare lo spirito salesiano….

"Badate bene - diceva negli ultimi anni agli studenti di teologia della Crocetta - che la vera fisionomia del Padre (don Bosco) non ce la danno le opere … la vera grandezza e giusta fisionomia di don Bosco si potrà e si dovrà conoscere solamente dal suo intimo" (36)
…Dal legame profondo di lui - tralcio - con la vite che è Cristo. Come ci ha ricordato la pagina di vangelo appena proclamata. Senza immersione piena in Dio non si può essere suoi apostoli. "la vita interiore - diceva don Rinaldi - può sembrare in qualche modo estranea a noi, in quanto, come Salesiani, siamo sempre attivi ed occupati. Tuttavia è proprio la cosa, la sola cosa che fa di noi dei religiosi" (3)

Nella strenna speciale del 31 sulla vita interiore di don Bosco, per voi, care sorelle, FMA, e indirettamente per tutta la famiglia salesiana, mentre vi esortava a realizzare in sé - come diceva don Bosco - una sintesi vitale tra l'operosità di Marta e la contemplazione di Maria, affermava che si tratta di una "vita interiore semplice, evangelica, pratica, laboriosa". Don Bosco - si legge nella strenna - ha immedesimato alla massima perfezione la sua attività esterna, indefessa, assorbente, vastissima, piena di responsabilità, con una vita interiore che ebbe principio dal senso della presenza di Dio (il "Dio ti vede" di mamma Margherita) e che un po' per volta diviene attuale, persistente e viva così da essere perfetta unione con Dio… contemplazione operante, l'estasi dell'azione, nella quale s'é consumato fino all'ultimo, con serenità estatica, per la salvezza delle anime". (38)

* … il segreto del nostro spirito è l'unione con Dio a fondamento e al di sopra di tutto; l'impegno apostolico dinamico e creativo sgorga costantemente dall'ardore di carità verso Dio: di lì procede la famosa "grazia di unità" della nostra carità pastorale.

* prima di tutto deve esserci la cura di vivere davvero il motto "da mihi animas", scelto da don Bosco per caratterizzare per tutti il nostro spirito. Il respiro per le anime è un'espressione di don Rinaldi per dire l'ardore pastorale che procede dall'unione con Dio.
Don Bosco diceva sovente ai suoi giovani: "Sapete perché Don Bosco vi vuole tanto bene? Perché avete un'anima che è tanto preziosa, e per salvare quest'anima io faccio già qualche cosa, ma il Signore ha fatto molto di più!" (39)

Dei 73 anni della vita di Don Bosco, afferma ancora don Rinaldi, più di 63 li ha impiegati nel salvar le anime, soprattutto della gioventù… (41)
Provatevi a sopprimere questo filo d'oro della sua vita ed essa non avrà più consistenza alcuna: analizzatela in tutti i suoi più minuti particolari e vi balzerà sempre fuori la sintesi radiosa del "da mihi animas" e del "cetera tolle" (42)

* in secondo luogo come aspetto inseparabile di questo "respiro per le anime" don Rinaldi ha insistito sul concetto salesiano di lavoro; …
* don Rinaldi aveva imparato da don Bosco l'importanza che ha per noi il lavoro apostolico; chi non è portato a sacrificarsi quotidianamente nel lavoro non è fatto per noi. ….grande gioia per le espressioni di Pio XI … cfr pag.43
* insisteva sulla "santificazione del momento presente" , del quotidiano; noi viviamo infatti solo nel presente e gran parte di esso è lavoro; nel terzo centenario della morte di san Francesco di Sales, lo presentava come "l'apostolo della santificazione del momento presente" 45
* "Il lavoro non può sostituire la preghiera ma può trasformarsi in preghiera, se si possiede la vita interiore di unione con Dio non ad intervalli, di tempo in tempo, quasi la vita interiore sia un vestito da usare solo nelle feste e durante gli esercizi di pietà, per metterlo poi accuratamente da parte prima di intraprendere le altre occupazioni"
L'unione con Dio è la vera causa creatrice del lavoro santificato. 45
* vi è un terzo aspetto che spiega il segreto dello spirito salesiano: è quello della preghiera, personale e comunitaria.
Un giorno a Valdocco, impressionato per l'agitarsi di certi confratelli, don Rinaldi esclamò: E' troppo! E' troppo ! Non possono poi pregare con calma e trarre tutto il frutto delle pratiche di pietà" 45

E al Capitolo generale XII (1922)dopo la trattazione del tema della preghiera disse

"Non dimentichiamo che lo spirito è superiore alle norme e alle regole e che i faccendieri battagliano molto, ma concludono poco. Con una soda pietà si fanno miracoli" (46)

Don Rinaldi appariva chiaramente per tutti uomo di preghiera: "era - assicura don Pietro Ricaldone - diligente e vorrei dire rigoroso con sé e con gli altri, quando si trattava di pratiche religiose… leggeva libri di pietà, li meditava e assimilava; e la sua conversazione dimostrava quanto fosse unito a Dio". 46

Per concludere alcune riflessioni dell'autore della prima biografia di don Rinaldi.
Don Ceria fu invitato da lui a scrivere "Don Bosco con Dio", scrive.

"Don Rinaldi ci si presenta con la caratteristica d'uomo dalla vita interiore. La praticò per sé, la predicò agli altri. Era suo convincimento che a voler vivere secondo lo spirito di don Bosco bisognasse non perdere di vista la sua vita interiore… la vita interiore è il senso spirituale che deve accompagnarci, è la presenza di Dio dentro idi noi, ricordato, invocato, amato… Badate bene che la vera fisionomia di don Bosco non ce la danno le opere… La vita religiosa è vita interiore, vita dello spirito; chi vuole salvare le anime, deve avere lo spirito di Dio… (48)

Ringraziamo Dio di averci dato nel beato Fil Rin un autentico interprete dello spirito di don Bosco; un santo che sotto un denso manto di umiltà aveva un insieme di ricchezze spirituali, di creatività apostolica, di audaci iniziative, di duttilità con i tempi, di preveggenza che lo fecero essere "una lampada dalle molte luce" come venne anche definito.

Siamo alle porte della festa dell'Immacolata. Era nota a tutti la devozione filiale e la fiducia di don Rinaldi nella Madonna. Con grande semplicità di cuore a lei affidava i suoi problemi, ponendo bigliettini con le sue richieste, sotto la sua statua.
Maria Ausiliatrice ed Immacolata aiuti tutti noi a vivere almeno un pochino come il Beato Filippo Rinaldi.

                     (D. Enzo BACCINI, direttore Comunità s. Francesco di Sales, Torino-Valdocco)


  BASILICA MARIA AUSILIATRICE  2013  
   
|  HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


                                                                                                                                               Visita Nr.