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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE / ARCHIVIO 2015
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ESPERIENZE: Sul cammino di Santiago e... ritorno
A volte un fastidioso contrattempo può trasformarsi in un incontro del tutto inaspettato..
Da tempo l'idea mi ronzava per la mente. Il desiderio di percorrere a piedi i circa novecento chilometri che da Saint-Jean-Pied-de-Port conducono a Santiago de Compostela e poi alla spiaggia di Finisterre si faceva strada, di giorno in giorno, nella testa e nel cuore. Consapevole che stare quarantacinque giorni lontano da casa non è cosa da poco, affidai la decisione alla Provvidenza: "Se ha senso partire - mi ripetevo - si creeranno le condizioni favorevoli. Diversamente, mi accontenterò di una "vacanza" meno impegnativa".

Pronti… partenza… via!

Dopo aver riempito e svuotato mille volte lo zaino, lo carico nel portabagagli, deciso a percorrere i millecento chilometri che mi separano dal confine tra Francia e Spagna. Tutti mi sconsigliano di servirmi dell'auto, ma - desideroso di concludere il cammino là dove comincerà - non sento ragioni.
Giungo a Saint-Jean-Pied-de-Port in un pomeriggio piovoso di fine giugno, posteggio la macchina, mi guardo intorno e mi domando smarrito: "Che ci faccio io qui?". Ma non mi preoccupo: accade ogni volta che sono teso e sto per affrontare una nuova esperienza. Zaino in spalla, m'incammino verso la città vecchia. Al numero 39 di Rue de la Citadelle entro nell'ufficio che accoglie i pellegrini, prenoto un posto letto per la notte e - conquistato dall'affabilità dei volontari - ritrovo il senso del mio essere lì.
Divido il tavolo e la cena con un ragazzo francese e ci diamo appuntamento per il giorno seguente alle 6.30: attraverseremo i Pirenei per giungere a Roncisvalle.
Le giornate si susseguono tutte uguali e tutte diverse. Sveglia all'alba e a letto poco dopo il tramonto ma, in mezzo, tanta vita: l'incontro con persone di ogni parte del mondo alla ricerca di sé e la condivisione, in semplicità, della fatica, di un sorriso e di un po'di cibo. E poi l'eleganza di Puente la Reina, l'imponenza delle cattedrali di Burgos e di Leon, la solitudine delle mesetas, la Cattedrale di Santiago e la vista dell'Oceano Atlantico da Capo Fisterre…

Un dono inaspettato

Dopo trentaquattro tappe e circa novecento chilometri percorsi, a inizio agosto, in una manciata di ore, ritorno in treno a Saint-Jean-Pied-de-Port. Sono felice e riconoscente alla Vita per quanto ho visto, vissuto e imparato. Con la gioia nel cuore aziono il telecomando per sbloccare l'antifurto dell'auto e… non succede nulla. Non mi perdo d'animo, provo a mettere in moto, e… continua a non succedere nulla. È evidente: la batteria è scarica.
Pagati gli ultimi quaranta euro a un meccanico, riparto senza esitare verso l'Italia. Dopo un centinaio di chilometri sosto a un autogrill per far benzina. Mi reco alla cassa per pagare, ma il bancomat non ne vuol sapere. I gestori mi guardano sospettosi, pensano voglia imbrogliarli e - come se non bastasse - la batteria è nuovamente scarica.
Quando i gestori chiamano la Gendarmeria mi cade il mondo addosso. L'agente mi chiede carta d'identità e patente. Spiego l'accaduto in un mix d'inglese e d'italiano e un automobilista di passaggio, impietosito, mi dona qualche euro. Dopo aver discusso con i gestori il gendarme ottiene un compromesso: trascorrerò sabato e domenica in autogrill, potrò servirmi di cibo e di quanto mi sarà necessario e lunedì, chiamata la banca, salderò i debiti e potrò ripartire. Angosciato, penso alla reazione del direttore, che lunedì alle nove mi attende in ufficio.
Dopo il tramonto, mentre passeggio nei dintorni dell'autogrill, ricompare l'agente, in borghese, in compagnia della moglie, che per fortuna parla inglese.
"Non la conosciamo - mi sussurra con dolcezza - ma sappiamo che se ai nostri figli accadesse quanto è successo a lei ci spiacerebbe che nessuno si prendesse cura di loro. Abitiamo in una piccola casa qui vicino. Se vuole, sarà nostro ospite fino a lunedì".
Rimango senza parole. Accetto e… ringrazio la Vita anche per questa esperienza. Da quel giorno - lo confesso - faccio fatica a distogliere lo sguardo dagli occhi di chi è in difficoltà.

Carlo Tagliani
redazione.rivista@ausiliatrice.net



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