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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE / ARCHIVIO 2015
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ESPERIENZE : STRAORDINARIA NELL'ORDINARIO
La storia di una donna semplice come la gente di montagna: madre tenera ma trafitta dalla morte del figlio accetta la prova e si mette alla sequela della Madre di Dio
Si dice che i modelli dei nostri genitori, che se spesso razionalmente rifiutiamo, ci condizionino tanto da riproporli senza rendercene conto. Non per tutti però…e certo non per Dina!
Il suo vivere la maternità fortunatamente non lo ha costruito sul modello di sua madre, una donna dura, fredda che le ha sempre rinfacciato, fin da quando era piccola, di non averla desiderata e di essere stata di troppo, perché bastava ed avanzava sfamare gli altri tre figli, nella loro famiglia povera e senza gioia.
Deve essere devastante per una bambina sentirsi dire queste cose dalla propria madre e non credo sia totalmente giustificabile attribuire questa totale assenza di sensibilità alla vita dura e ai sacrifici, fatti da gente di montagna, circa un decennio prima della seconda guerra mondiale. Tanto lavoro in casa, nei campi, poca scolarizzazione, nessuno svago, nessuna tenerezza, un'infanzia faticosa ed un' altrettanto pesante adolescenza hanno caratterizzato la vita di Dina. La natura le aveva dato però un fisico grazioso ed un bel sorriso che conquistarono il cuore di un giovane compaesano che la chiese in sposa ed al quale, a soli diciannove anni, diede un bambino, Franco.

Madre si diventa

Nel raccontarmi di quegli anni lontani, ormai già in tarda età, trasparivano ancora nelle parole di Dina l'ansia, la sensazione di inadeguatezza e la preoccupazione di fronte al suo bimbo. Cosa avrebbe saputo dargli una ragazza che non aveva ricevuto amore, che ne aveva tanto bisogno e che non sapeva manifestarlo, perché non era stata abituata né a dare e né a ricevere?
Forse il bimbo era arrivato troppo presto, forse avrebbe avuto bisogno di crescere ancora lei stessa, forse, ma i giochi erano fatti e non c'era più tempo per dei ripensamenti.
L'obiettivo di Dina fu quello di imparare ad essere madre per non far sentire suo figlio indesiderato come era capitato a lei e cercare un modello di riferimento da seguire passo dopo passo.
E quale esempio poteva essere il migliore di quello della Madonna , diventata madre giovanissima come lei, senza esperienza e disorientata per il grande compito che le era stato assegnato? Maria, Madre di Dio, la Vergine Assunta in cielo, patrona del suo paese, davanti alla cui statua fin da piccola Dina aveva pregato, incantata dal manto azzurro e dalla veste bianca, l'avrebbe presa per mano ed accompagnata per la strada della maternità. Con semplicità e purezza di cuore intraprese il suo ruolo di madre, si dedicò al suo bambino, crebbe con lui ed imparò a dare e ricevere amore.

Ancora una prova

Ci sono persone alle quali la vita pone molti ostacoli e difficoltà e Dina è stata una di quelle: non era bastata la sua giovinezza difficile, altre prove l'aspettavano ancora: l'incidente d'auto del figlio trentenne, padre di due bambini ancora piccoli, il lungo periodo in ospedale, le tante operazioni ed infine la morte.
Dina che un tempo aveva temuto di non saper far la mamma, durante la degenza ospedaliera si dedicò totalmente a suo figlio, con discrezione, senza lamenti, giorno dopo giorno, sino alla fine, sempre guidata dal modello di Maria, sino al Calvario, sino alla Crocifissione, semplicemente e grandiosamente Madre.
Lo accompagnò alla tomba di famiglia nel cimitero del suo paese di montagna, per ritornare da lui una volta alla settimana con i fiori che raccoglieva nel suo giardino, dietro casa, dove aveva giocato il suo bimbo da piccolo.

La mamma di Franco

Dina è morta lo scorso anno. Nel suo paese la ricordano come "la mamma di Franco", una donna discreta, molto introversa da giovane ma più estroversa col passare degli anni, cresciuta grazie all'amore per il figlio e per i suoi nipoti. È stata una donna semplice che non ha fatto cose apparentemente eccezionali ma che è stata coerente a se stessa ed è riuscita a raggiungere, seguendo la strada indicatagli da Maria, l'obiettivo che si era prefissa da ragazza: essere una buona madre.

Francesca Zanetti
redazione.rivista@ausiliatrcie.net



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