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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014

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ESPERIENZE | Il lago di Tiberiade

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Nel Vangelo che è proclamato nella 12ª domenica del Tempo Ordinario degli anni "B", si legge che "verso sera, disse Gesù ai suoi discepoli: "Passiamo all'altra riva"" e subito dopo è ricordato l'episodio della tempesta sedata (Mc 4,35-41).
Il "mare" sul quale avviene il miracolo è quello di Tiberiade, noto anche come mare di Galilea o lago di Genésaret o di Kinneret. In particolare, il nome Tiberiade fa riferimento alla principale città sul lago, fondata dal tetrarca Erode Antipa attorno al 20 d.C. e così chiamata in onore dell'imperatore Tiberio (questo nome è citato tre volte nella Bibbia: Gv 6,1; 6,23 e 21,1); Galilea fa riferimento al nome della regione in cui il lago si trova; Genésaret o Gennesaret dal nome della piccola pianura sulla costa occidentale (nove citazioni); Kinneret o Kinarot, infine, richiama la forma di arpa del lago stesso, detta in ebraico Kinnor e a sua volta menzionata una sessantina di volte nella Bibbia. Il lago, alimentato dal fiume Giordano, è situato tra le colline di Galilea e le alture del Golan (occupate da Israele nel 1967, e tuttora rivendicate dalla Siria), a 212 metri sotto il livello del Mediterraneo (il mar Morto, invece, è a meno 408 m).
È lungo 21 km e largo circa 12; ha profondità massima attorno ai 50 m ed occupa una superficie di oltre 165 kmq. È la più grande riserva d'acqua dolce di Israele e quindi, ha importanza strategica per il Paese e favorisce vari insediamenti, anche turistici. Un tempo il lago era molto pescoso, e quattro apostoli - Andrea, Giovanni, Giacomo e Pietro - erano pescatori. Nel 2010, però, a seguito dell'impoverimento ittico, il Governo israeliano ha sospeso la pesca per due anni.
Tra le specie ittiche del lago, la più conosciuta è il Sarotherodon galilaeus galilaeus, più noto come "pesce di San Pietro". Ha molte spine, ma è ottimo alla griglia e deve il nome a un fatto narrato nel Vangelo di Matteo (17, 27), quando Gesù disse all'apostolo: "Và al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro (al Tempio) per me e per te". Il Sarotherodon, infatti, inghiotte sassolini per rafforzare i muscoli della bocca, dove tiene i piccoli. Tutt'intorno alle sponde del lago è un susseguirsi di richiami evangelici. Basta ricordare la chiamata dei primi apostoli (Mt 4,18), la pesca miracolosa (Lc 5,1), Gesù che cammina sulle acque (Mt 14,25 o Gv 6, 16-21) e che affida a Pietro la Chiesa nascente (Gv 21,1).

Lorenzo Bortolin - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 6  

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