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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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ESPERIENZE : Essere persona omosessuale e amare la Chiesa e vivere felici

Incontro con Philippe Ariño, che testimonia il proprio amore per Gesù e per la Chiesa cattolica percorrendo il cammino della continenza.

Ha trentaquattro anni, origini spagnole e vive a Parigi. Appassionato di scrittura, comunicazione e professore di spagnolo, Philippe Ariño si dichiara cristiano e omosessuale. Dopo aver vissuto una serie di esperienze e relazioni, tre anni fa ha lasciato il compagno con cui stava dal 2009 per mettere in pratica quanto la Chiesa cattolica chiede a chi è attratto da persone dello stesso sesso e ha abbracciato il cammino della continenza. Per testimoniare e condividere la propria scelta ha pubblicato il volume Omosessualità controcorrente - Vivere secondo la Chiesa ed essere felici (edizioni Effatà). Lo abbiamo incontrato per saperne di più.

Una ferita difficile da rimarginare

Perché hai scelto di rendere pubblico il tuo essere omosessuale?

"A differenza di quanto tv, libri e giornali vogliono farci credere, il mondo non si divide tra "omosessuali" da un lato ed "eterosessuali" dall'altro ma tra "uomini" e "donne". L'omosessualità rappresenta il segno del non incontro tra l'uomo e la donna e la rottura degli uomini con Dio. È una ferita che ho scelto di denunciare per aiutare le persone omosessuali a uscire dalla sofferenza legata al praticare l'omosessualità e le persone non omosessuali a comprendere che l'omosessualità non è che il frutto dell'incapacità di amarsi nella differenza. Perché è il rigetto della differenza dei sessi nella coppia omosessuale, sia essa gay o lesbica, a essere in sé universalmente violento".

La tua decisione di vivere la continenza ha destato scalpore non solo nella comunità omosessuale…

"Se ho smesso di cercare l'anima gemella, di masturbarmi e di ricorrere alla pornografia non è per mancanza di meglio, per una delusione amorosa o per una sorta di malsano orgoglio nel confessare che ho provato piacere in gesti che la morale cattolica condanna, ma per qualcosa di assai più positivo. Ho smesso perché, nonostante mi piacessero, non mi bastavano. Ho avuto storie e vissuto le mie fantasie e posso assicurare con coscienza di causa che gli atti omosessuali non sono né buoni, né sufficienti, né appaganti. E che la continenza, invece, mi appaga completamente".

 

Camminare sulle orme di Gesù

Che senso ha, per te, vivere il celibato?
"Sentirmi chiamato a vivere in maniera radicale il dono totale della mia persona a Dio nella continenza è un onore e un dono incredibile perché è un cammino lungo il quale si può amare veramente. Non è, infatti, il numero di scelte amorose che ci sono proposte a determinare il nostro grado di libertà e di felicità, ma la scelta integrale per un'unica persona, sia essa del sesso detto "opposto" sia essa Gesù. Non possiamo però nasconderci che proporre il cammino della continenza a una persona omosessuale senza spiegargli l'esistenza di Gesù nella propria vita equivale a dargli la corda con la quale impiccarsi".

Quale pensi sia il tuo ruolo all'interno della Chiesa?

"La mia condizione mi permette di svolgere un ruolo che nessun prete o religioso potrebbe esercitare. Attraverso i dibattiti e le conferenze mi rendo conto che la mia testimonianza di continente omosessuale ha un forte impatto sui giovani, i meno giovani e i religiosi. Io, povero laico di nessun valore, constato che ricevo da Dio un carisma speciale di liberazione per certi preti nel seno della Chiesa cattolica, che di solito non hanno esempi concreti di continenza omosessuale da consigliare".

Una testimonianza, la tua, che sembra non escludere la santità…

"Senza dubbio! Perché Dio si serve di qualunque legno per accendere un fuoco. "Mirare" alla santità significa puntare alla perfezione ed essere santificati da Qualcuno infinitamente più grande delle nostre azioni e dei nostri meriti. Sono convinto che se apriamo il nostro cuore per accogliere senza rivolta lo "scandalo" della croce di Cristo e quello della verginità di Maria, siamo e saremo tutti - omosessuali e no - santi".

Carlo Tagliani - redazione.rivista@ausiliatrice.net

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Chi desidera mettersi in contatto con Philippe Ariño può farlo attraverso il suo sito Internet www.araigneedudesert.fr


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 4  

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