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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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ESPERIENZE : Giuseppe Perotti: Un sogno nel nome di Margherita

Incontro con Giuseppe Perotti, ex allievo salesiano che vorrebbe contribuire a dotare il Piemonte di un centro all'avanguardia per bambini con danni cerebrali.

Un centro che aiuti a formare le capacità che di norma si sviluppano spontaneamente e a limitare la disabilità causata da danni cerebrali infantili. Una struttura accogliente, dove i medici non indossano il camice ma interagiscono tra loro per individuare le terapie più idonee ai piccoli e alle loro famiglie. È il sogno che colora i giorni e le notti di Giuseppe Perotti e di sua moglie Sabrina, ex allievi salesiani e genitori della piccola Margherita, il cui nome è un devoto omaggio alla mamma di don Bosco. Lo abbiamo incontrato per conoscere la sua esperienza e saperne di più.

Eventi che cambiano la vita

Come è scoccata la scintilla che ha dato il via al sogno?

"Vivendo al fianco di mia figlia Margherita, che ha sei anni. Quando era ancora nel ventre materno è stata colpita da un'ischemia che le ha impedito di sviluppare parte del cervello. Da quando ha nove mesi ha la fortuna di frequentare il Centro di Neuropsichiatria infantile dell'Asl To1, in via Spalato 14. La struttura, diretta dalla dottoressa Miranda Basso, è un'eccellenza sanitaria unica nel suo genere in Piemonte. Medici, psicologi, fisioterapisti, logopedisti ed educatori lavorano in équipe per creare un progetto rieducativo globale, in grado di coinvolgere il bambino, la famiglia e gli insegnanti. Il fatto che, nonostante i risultati, il Centro sia considerato un progetto sperimentale e si avvalga di operatori con contratti precari, ci ha spinti a promuovere soluzioni alternative".

Con quale animo hai affrontato la situazione?

"All'inizio non è stato facile. Ho dovuto rendermi conto che Margherita non avrebbe mai percorso la stessa strada che ho percorso io: mi sono trovato catapultato su un pianeta sconosciuto senza punti di riferimento. Il supporto psicologico è stato ed è tutt'ora fondamentale, perché l'ansia e la paura del futuro sono tarli che logorano l'esistenza. Da quando ho cominciato a osservare i primi progressi di Margherita, però, sono più tranquillo, sono consapevole che possiede capacità e risorse notevoli, che nonostante i limiti è animata da un istinto di sopravvivenza che l'aiuta ad affrontare e a superare le difficoltà".

"Restituire" il bene ricevuto

La fede si è rivelata una risorsa in questa esperienza?

"In questi anni ho imparato innanzitutto che la fede è un dono di Dio e che, quando la vita cambia all'improvviso, molte certezze rischiano di andare in frantumi. La mia preghiera quotidiana, oggi, è seguire l'evoluzione di Margherita e starle accanto. Quando penso che è circondata di medici e di educatori straordinari, che le sue abilità sono in costante miglioramento e che frequenta la scuola, per me è come assistere a una sinfonia di miracoli e sento che Qualcuno mi ha preso e continua a prendermi per mano".

E il rapporto con Sabrina?

"Diciamo che siamo stati costretti a crescere in fretta. Da un giorno all'altro le nostre priorità sono mutate ed entrambi abbiamo intrapreso un percorso che ci aiuta ad affrontare la situazione e ad andare avanti. Non ci siamo appoggiarti l'uno all'altra per non rischiare di cadere insieme ma ci siamo impegnati a scavare in profondità in noi stessi e nelle nostre paure per diventare più solidi e unire le forze".

Forze che vi spingono, addirittura, a desiderare di dar vita a un centro di terapia integrata per curare i bambini…

"Margherita è la testimonianza vivente che la neuroabilitazione in età evolutiva è fondamentale per aiutare a costruire quelle funzionalità che per varie patologie possono non svilupparsi in tempi adeguati. Rispetto ad altre regioni, il Piemonte è meno ricco di strutture dedicate alla riabilitazione: io e Sabrina vorremmo contribuire a far sì che il Centro di via Spalato possa crescere in una struttura stabile, che agli operatori siano garantiti la sicurezza economica e il riconoscimento che meritano per l'amore e la passione di cui beneficiano Margherita e pochi altri fortunati. Per questo ci stiamo impegnando a creare le condizioni per dar vita a un'organizzazione senza fini di lucro che affianchi e supporti le loro fatiche".

Carlo Tagliani - redazione.rivista@ausiliatrice.net


Chi desidera mettersi in contatto con Giuseppe Perotti può scrivergli all'indirizzo e-mail pippoperotti@gmail.com o iscriversi alla pagina Facebook "Amici e genitori per nuovi progetti di NPI in Piemonte".


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 3  
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