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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2013 :
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ESPERIENZE : FEDE E DISABILITA'; Il coraggio di andare oltre i limiti


L'Anno della fede è un percorso con cui la Chiesa ci invita a meditare sull'essenza del nostro Credo. Proseguiamo il nostro cammino di catechesi tramite un colloquio con don Ermis Segatti, teologo e docente universitario di Storia del cristianesimo, e Angelo Catanzaro, 30 anni, presidente A.I.P.S. (Associazione Italiana Paralisi Spastica).

Giornalista: "Angelo, presentaci la tua attività di presidente AIPS..."

Angelo: "Lo scopo della mia vita è quello di cercare di essere portavoce delle persone con disabilità: lo faccio ormai da 10 anni, da quando abbiamo fondato l'Aips. Noi intendiamo promuovere l'eccellenza delle persone con disabilità, superando il pietismo, l'assistenzialismo e le barriere mentali e culturali che impediscono ad un disabile di realizzarsi pienamente, nella vita e nel lavoro".

Giornalista: "Come si può fare? Non è certo semplice in questo periodo di crisi..."

Angelo: "L'associazione opera da anni per superare tutte le barriere culturali e le limitazioni che zavorrano i disabili. Ad esempio, con IO LAVORO H, una job fair dedicata alle persone con disabilità, mettiamo in contatto le aziende con le persone disabili che cercano di realizzarsi professionalmente, contribuendo alla crescita dell'impresa stessa e non aspettando eternamente e passivamente l'assistenza dei servizi sociali e dei Centri per l' Impiego".

Giornalista: "Ma l'AIPS è anche cultura..."

Angelo: "Certo. In questo decennio abbiamo promosso numerose mostre, esposizioni ed eventi culturali incentrati su artisti con disabilità. E poi c'è "Oltre i Limiti", rassegna di incontri che abbiamo realizzato in collaborazione con la Città di Torino (giunta alla sua seconda edizione), che ci dà la possibilità di riflettere sugli aspetti culturali, psicologici e personali della ricerca del superamento dei limiti di ogni genere e natura, non per forza legati alla disabilità".

Fede e disabilità

Giornalista: "Qual è il tuo rapporto con la fede?"

Angelo: "Il mio percorso di fede è iniziato a Valdocco, quindi la mia matrice cristiana è di "stampo" salesiano! Il binomio disabilità-fede è davvero particolare: ad esempio, nella mia associazione ho volontari che negano la fede per rabbia nei confronti della propria condizione, oppure altri che vi si attaccano proprio per reagire alla loro frustrazione. Sinceramente io vivo sulla mia pelle questo contrasto, non è semplice viverla serenamente!".

Giornalista: "Quali possono essere i santi da cui prendi esempio e a cui sei più devoto?"

Angelo: "Visti i miei trascorsi...certamente San Giovanni Bosco rappresenta per me un modello importante da seguire. Ma non solo. Poi S.Giuseppe Cafasso, per una sorta di gemellaggio poichè era affetto da disabilità, e S.Pio da Petralcina per devozione personale e per quanto ha saputo fare per malati e indigenti".

Don Ermis: "Hai scelto tre esempi meravigliosi caro Angelo. Personalmente ritengo di essere altamente empatico con chi vive la disabilità poichè spesso ne ammiro la forza e il coraggio. Anch'io come te non condivido l'approccio pietistico nei confronti della disabilità: penso non sia rispettoso, spesso viene confuso con la carità e la bontà".

Le battaglie civili

Giornalista: "Quindi la battaglia condotta dall'AIPS è essenzialmente culturale..."

Angelo: "Al centro di tutto c'è la cultura, perchè se non si danno gli strumenti alla gente per conoscere e sapere cosa vuol dire essere disabili risulta inutile ogni monito e appello alla sensibilità nei confronti di vive questa condizione".

Don Ermis: "Condivido questo approccio: la cultura è il fulcro su cui far leva per cambiare la mentalità comune".

Giornalista: "Come vivi il rapporto con la tua famiglia? Ti senti sostenuto, incoraggiato?"

Angelo: "Io adoro la mia famiglia: i miei famigliari mi hanno sempre sostenuto nelle mie battaglie, sono i miei angeli custodi. Ricordo però che la persona con disabilità a volte vive esperienze di sofferenza anche all'interno del proprio nucleo famigliare: spesso per troppo amore, il disabile viene "soffocato" dai famigliari, eccessivamente tutelato. Lasciateci vivere la nostra vita, senza sensi di colpa!".

Giornalista: "Angelo, ritieni sia facile andare oltre i propri limiti? Ci vuole molto coraggio..."

Angelo: "Sicuramente non è un qualcosa di immediato e semplice, bensì il frutto di un percorso condiviso con le persone care. Io ho intenzione di provarci, in ogni modo, con il mio impegno civile: la disabilità non è solo un ostacolo, ma può diventare un'opportunità. Prima di essere disabile io sono una persona, un ragazzo che non vuole fermarsi di fronte ai muri che la nostra società spesso spontaneamente erige".

                                          Alberto Castellaro - redazione.rivista@ausiliatrice.net


           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 6  
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