| HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2013 :
                          Attualità Religiosa - Attualità sociale - Esperienze - Interviste - Avvenimenti - Fatti ...

ESPERIENZE : La famiglia è in crisi


Da isola felice a oscuro abisso. L'idea classica del matrimonio è caduta sotto la scure di modernità e crisi. Ma è davvero tutto perduto?

Alla Settimana Sociale di Torino, l'invito a cambiare rotta: la famiglia non è un soggetto passivo, ma un protagonista consapevole

L'80% dei genitori ha tagliato sulle cure mediche dei figli per la crisi. Occorre ripensare gli aiuti fiscali alla luce di un "fattore famiglia"

C'era una volta

Famiglia, isola felice? Se qualcuno fosse ancora così ingenuo dal pensarlo, potrà ricredersi alla luce dei dati: negli ultimi quindici anni il numero dei matrimoni è dimezzato (da 400.000 a 205.000), quello delle divisioni è raddoppiato (15,8% separazioni e 8% divorzi nel 1995; 30,7% separazioni e 18,2% divorzi nel 2010. Fonte ISTAT).
Per contro, le convivenze si attestano attorno al 6% del panorama totale delle coppie in Italia, soprattutto nel Nord Est. La pioggia di numeri potrebbe continuare, insieme alle nuove forme in cui si decide di affrontare insieme la vita: nuclei monoparentali, unioni di fatto, famiglie ricostituite o "allargate". È ancora l'ISTAT a calcolare che questa pluralità di soluzioni riguardi 12 milioni di persone, pari al 20% della popolazione italiana. In Francia e negli USA (per ultimo, con la sentenza della Corte federale dello scorso giugno) si affaccia il riconoscimento dei matrimoni tra omosessuali.
Dietro a tutte queste cifre e formule quale idea di famiglia si legge? Domanda difficile per una società sempre più refrattaria alle definizioni. L'aggiungersi dei problemi della crisi finanziaria (dai rilievi statistici emerge che oltre l'11% delle famiglie è più povero e il 5,2% vive sotto la soglia della sussistenza), rende la situazione desolante, per quanto riguarda il sostegno economico ma anche per quanto riguarda il suo significato.

Cos'è che non funziona?

"È in crisi un modo di intendere la famiglia come luogo privato degli affetti, un posto fatato che lascia le brutture del mondo fuori dalla porta", spiega Luigi Lombardi, del Forum delle associazioni familiari del Piemonte. Prosegue: "Non bisogna però pensare che sia una disgrazia. Può rappresentare una grande occasione per fare emergere la vera famiglia, che vive il suo essere come una mission e allarga il suo orizzonte agli altri in un'ottica di comunità".
Esiste o no, oggi, un modello di riferimento? "Quando la Costituzione riconosce all'articolo 29 la "famiglia come società naturale fondata sul matrimonio", accetta un dato di fatto: e cioè che a fare la differenza non è la capacità di amare, bensì la potenzialità di generare figli. È un fatto fisico e innegabile". Il confine è sottile, ma la posta in gioco è alta. "In ballo c'è la società che vogliamo prospettare ai nostri figli - dice Lombardi - Pensiamoci: se neanche il proprio corpo è più un dato oggettivo ma diventa un fattore culturale, allora ai bambini non si potrà più parlare di "maschile" e "femminile". Non ci saranno più "papà" e "mamma" ma "genitore A" e "genitore B". Se le differenze sono belle, allora perché si vuole conformare tutto? Ci dev'essere un'altra via da proporre tra la discriminazione e l'omologazione, almeno per le nuove generazioni".
La storia recente, insomma, non fa che confermare il fallimento del matrimonio tradizionale…
"Non proprio. A fallire è un modo vecchio di pensare. L'enciclica Gaudium et spes insegna che dove tutto crolla la famiglia resiste, perché ha radici profonde. Ciò che importa è avere una bella esperienza da raccontare: con le mille difficoltà da affrontare quotidianamente (per esempio, quando il bene di mio figlio non coincide con i suoi desideri…) ma anche con l'amore vissuto come un dono. È la testimonianza, soprattutto, che aiuta a capire meglio il ruolo della famiglia per la società", conclude Lombardi.

Dalla Settimana Sociale la famiglia possibile

Quanto sia importante la questione lo si capisce dal suo ruolo nella 47a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Torino, 12-15 settembre 2013), dedicata a "La famiglia, speranza e futuro per la società italiana".
La coppia aperta alla vita diventa così la chiave di volta per affrontare temi come il futuro possibile, lo studio, il lavoro, la fiscalità (con il famoso "fattore famiglia", che tiene conto della composizione), l'ambiente, la salute.
A proposito di sanità, una recente indagine statistica mostra che i quattro quinti dei genitori di bambini e adolescenti (più di otto milioni di persone) hanno ridotto le cure ai propri figli allo stretto indispensabile, per le crescenti difficoltà economiche. Un segnale che fa riflettere, considerato che finora è stata proprio la famiglia il maggior ammortizzatore sociale, in grado di assorbire gli shock di spending review, disoccupazione e super tasse. "Il problema - spiega il comitato scientifico-organizzatore della Settimana Sociale - non è tanto chiedere maggiori risorse per la famiglia (che pure sono assolutamente necessarie), quanto piuttosto pretendere una diversa prospettiva non assistenziale ma promozionale", in cui le risorse messe a disposizione dalle istituzioni "entrino in sinergia con le capacità e le potenzialità delle famiglie destinatarie degli interventi".
Da fruitore passivo a costruttore "in rete" del futuro. Così la famiglia può ritrovare la propria identità.

                            Luca Mazzardis - redazione.rivista@ausiliatrice.net
          


           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013-5  
        | HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


                                                                                                                            Visita Nr.