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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2013 :
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ESPERIENZE : Nuovo Patto Sociale....


Un nuovo patto sociale: scenari e sinergie fra impresa e stakeholder per il welfare.

Un gruppo di esperti economici e sociali, invitati da UCID Torino, Università e Forum delle Associazioni Familiari Piemonte, si sono trovati per prepararsi alla 47ma settimana sociale dei cattolici che si terrà dal 12 al 15 settembre.


UCID, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Torino, il Dipartimento di Sociologia dell'Università degli Studi di Torino e il Forum delle Associazioni Familiari Piemonte, hanno presentato lo scorso 29 giugno nell'Aula Magna del Rettorato i risultati di un'indagine svolta su un campione di aziende del territorio e della provincia su quanto sia importante il ruolo della società nel lavoro dipendente.
In apertura dei lavori il vescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, ha rilanciato l'idea di "un'agorà sociale per mettere in rete idee, progetti e risorse. Per trovare nuove strade è necessario un patto tra società, impresa e famiglie".
Torino quindi si conferma una città-laboratorio capace di pensare progetti di innovazione sociale: di fronte alla più grande crisi economica e di valori dal dopoguerra, il convegno ha voluto stimolare una presa di coscienza delle istituzioni, della società civile e della Chiesa sulle cause che hanno messo in ginocchio il "sistema Italia" e in particolare il nostro welfare, per riuscire a lavorare insieme alla ricerca di una soluzione comune, nell'interesse di tutti. Soprattutto delle famiglie e dei giovani.

Alzare lo sguardo oltre il buio

Parlare di welfare aziendale in tempo di crisi quando è tutto uno stillicidio di imprese che chiudono, delocalizzano o scelgono la carta della cassa integrazione, richiede sensibilità sul presente e molta fiducia nel futuro. Due requisiti che non mancano a UCID Torino, il cui Presidente Riccardo Ghidella, fatta una lucida analisi dei dati ricavati dagli studi Ocse e di Confindustria su recessione e disoccupazione, ha proposto di provare "ad alzare lo sguardo oltre il buio" per uscire dal tunnel, partendo dalla conoscenza e valorizzazione di quanto già esiste nel nostro territorio.
Di qui la decisione di chiedere la collaborazione ai professori Guido Lazzarini e Anna Cugno, del Dipartimento di Sociologia dell'Università, per preparare insieme alla loro équipe un questionario da sottoporre alle aziende manifatturiere facenti capo all'Unione Industriale e all'API, Associazione Piccole Imprese. L'indagine ha coinvolto un campione di aziende manifatturiere con una popolazione dipendente pari al 20% del totale.
"Lo studio - sostengono i Professori Cugno e Lazzarini - mette in evidenza che il Welfare è il motore in grado di generare fiducia e mettere in contatto le prerogative aziendali e quelle umane dei lavoratori. È il mezzo col quale creare una rete di relazioni virtuose tra tutti i soggetti sociali, aziende, stakeholders interni ed esterni, territorio. Il benessere individuale è il risultato di un ambiente sociale favorevole contemporaneamente allo sviluppo umano e aziendale. Si riscontra nel management, in particolare delle medie/grandi aziende, la consapevolezza che esiste una correlazione diretta tra necessità di interventi di Welfare mirati a conciliare le regole del lavoro e la vita quotidiana/familiare del lavoratore/lavoratrice, con i suoi problemi e la realizzazione di un clima di cooperazione, collaborazione, creatività."
Ha sottolineato Ghidella: "La disoccupazione, il calo di reddito, la pressione fiscale, l'aumento del peso assistenziale e sanitario finiscono per colpire il primo anello della catena sociale: la famiglia. Non solo impoverendola, ma impedendole di svolgere quel ruolo naturale sussidiario, che ha sempre erogato come primo welfare sociale, che deve quindi essere integrato da un welfare di secondo livello (enti locali, aziende, assicurazioni, fondazioni, volontariato) con una strategia sociale economica e fiscale concreta e con un'attenzione particolare: la tutela del ruolo strategico centrale e sussidiario della famiglia. È da lì che può rinascere la società e l'economia di un Paese".

Cosa significa famiglia oggi?

Anche Mons. Vincenzo Paglia , presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, si è detto convinto che la "buona salute della famiglia è uguale a una buona salute del Paese, ma dobbiamo intenderci su cosa significa famiglia oggi. Se da una parte si insiste che la famiglia è il cuore della società dall'altra però si allarga il ventaglio delle famiglie, includendo anche quelle omosessuali".
Mons Paglia ha provocato la platea chiedendo se "la crisi del Paese è per caso legata alla crisi della famiglia, alla caduta verticale delle nascite, all'aumento delle famiglie single. La crisi del matrimonio è forse sganciata dalla crisi del patrimonio? La caduta a picco delle imprese va di pari passo con la caduta della famiglia e della natalità?" Un ragionamento che porta a una sola conclusione: se la società non riscopre il valore del NOI, al posto di idolatrare l'IO, è destinata a disintegrarsi.

Il "patto per lo sviluppo"

Mauro Ceccon, Unindustria Treviso, ha infine illustrato il "patto per lo sviluppo" che nel 2011 è stato siglato tra le rappresentanze sindacali e le piccole imprese; partendo da una comune volontà di spostare le relazioni industriali da un mero piano di contrapposizione di posizioni e interessi, ad un piano di condivisione costruttiva fra imprese e lavoratori, è stato definito uno schema di accordo aziendale, un'opportunità non un obbligo, per poter definire obiettivi di maggiore competitività ai quali collegare quote di retribuzione variabile da tradursi in integrazioni al welfare, erogabili solo se vengono raggiunti gli obiettivi. Liliana Ocmin, segretario confederale CISL, ha sottolineato che "il sindacato ha deciso di investire sulla contrattazione di secondo livello e la bilateralità, due strumenti forti che consentono di entrare nel merito delle dinamiche aziendali e territoriali e di trovare soluzioni adeguate alle specifiche situazioni e contesti".

                            Mary Brayda-Bruno - redazione.rivista@ausiliatrice.net
                           


           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013-5  
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