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         ARCHIVIO RMA 2013 : - ATTUALITA' - ESPERIENZE - INTERVISTE - AVVENIMENTI - FATTI ...

      
LA TERRA, DONO DI DIO, E' L MIO UNICO PADRONE

Mattia Ercules, diciassette anni è il "Giovane Agricoltore 2013" per il Comune di Pino Torinese


Come premio ha ricevuto un buono per l'acquisto dei libri e una pergamena del Comune di Pino Torinese, un cappellino del Museo delle Contadinerie, un portachiavi dello Sportello Scuola Volontariato, ma la ricompensa più grande per Mattia Ercules è proprio la possibilità di coltivare un rapporto speciale con la sua terra. A nemmeno diciott'anni è lui il "Giovane Agricoltore 2013", titolo del premio che valorizza ogni anno un giovane di famiglia contadina o attivo nel settore agricolo di Pino Torinese, deciso ad esprimere la tradizione di vicinanza alla terra con saperi innovatori e ben impegnato in una scuola a indirizzo di settore. Mattia, che vive a Valle Ceppi di Chieri, infatti, frequenta il quarto anno all'Istituto professionale Vittone, ed è stato suo il desiderio di iscriversi proprio ad agraria. Un talento scoperto rivoltando le zolle della terra, "sinonimo di bellezza", per Mattia "il più grande dono di Dio all'umanità".

Mattia, quando è nata la tua passione per la terra e a quale età hai cominciato a occupartene?
"Quando ho imparato a camminare. Andavo nei solchi, seguivo i passi dei miei genitori. Poi, appena sono cresciuto un po', mi sono stati affidati i primi lavoretti e le prime responsabilità pratiche. Per esempio, tra queste, ricordo quando ancora bambino davo l'acqua nelle serre, custodivo il banco al mercato, oppure, raccoglievo e facevo scorte di verdura per l'agriturismo. Sono sempre stato contento di lavorare, di andare a scuola e vivere la vita normale che può avere un ragazzo della mia età".

Papa Francesco ha fatto appello affinché donne e uomini di buona volontà sappiano essere "custodi" dell'ambiente e della terra che è stata a noi affidata. Tu a buon titolo ti ritieni un custode? Come valuti il rapporto che i tuoi coetanei hanno con queste tematiche?
"Posso rispondere raccontando un fatto. Molti dei miei compagni pensavano che la scuola di agraria non contemplasse grandi fatiche lavorative, ma sono rimasti delusi. Avrebbero potuto capirlo dal fatto che è una scuola professionale, però spesso si ignora che l'agricoltura imponga ritmi e disciplina ben più di una fabbrica o di un impiego da operai. In quel caso si ha un padrone, un capo e una gerarchia professionale a cui rispondere del proprio lavoro e che impongono ritmi e tempi di produzione. Nel mio caso è la natura l'unico "padrone", il mio capo è la vita stessa con i suoi cicli e la propria regolarità. È a quella che io devo rispondere perché dia frutto".

La tua passione complica il rapporto con gli amici della tua età in questo senso? Il tuo lavoro e lo studio ti concedono del tempo libero?
"Certo, ho anche frequentato una scuola di ballo. Quando si vuole si trova il tempo per tutto".

Nel consegnarti il premio è stato sottolineato il tuo coraggio nello scegliere la tradizione. Che cosa ti ha spinto a dare questo indirizzo alla tua vita?
"La voglia di lavorare anche duramente per mantenere viva,anzi per dare un nuovo impulso all'azienda di famiglia. Non sono mai stato un perditempo; da piccolo ho respirato la voglia di darmi da fare di uno dei miei nonni. Tra l'altro, proprio quello che faceva un lavoro diverso e si occupava di tessitura. Poi c'è stata la spinta data dall'esempio dei miei genitori che hanno messo insieme quintali di sacrifici,di impegno,di passione per avviare l'azienda di famiglia. Oggi i tempi sono duri anche nel mondo dell'agricoltura: ma esiste lo sbocco della diversificazione e su quello bisogna puntare. Non basta produrre, bisogna anche proporre il prodotto lavorato dal campo all'agriturismo".

Come vedi l'ambiente al giorno d'oggi ?
"Messo male. La cementificazione sta divorando la terra, anche a Pino. L'edilizia è il nemico numero uno dell'agricoltore. Troppe case una ridosso all'altra e campi sempre più ridotti, si sta esagerando in una maniera davvero impressionante. La nostra produzione per essere redditizia e
soddisfacente ha bisogno di spazio e possibilità di ampliamento, il piccolo orto di famiglia non basta più. L'ambiente ha bisogno di cura, affetto e di attenzione. Non di intoppi burocratici o trucchi da furbetti come le cubature che si spostano di qua e di là su progetti di carta e piani regolatori. Anche nelle piccole cose bisogna ragionare in termini di sostenibilità e di innovazione. Tradizione sì, ma legata a filo doppio con le nuove conoscenze, con le nuove possibilità di aumento di resa. La tradizione deve andare a braccetto con la modernità".

Che valore ha la terra nella tua vita?
"È sinonimo di bellezza. La terra è la risorsa più preziosa e il più grande dono che Dio ha fatto all'umanità".

Flavia Vaudano
redazione.rivista@ausiliatrice.net


         RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 03  
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