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         ARCHIVIO RMA 2013 : ESPERIENZE - INTERVISTE - AVVENIMENTI - FATTI -.... ecc.

      
LA FEDE, PUNTO PRATICO DI PARTENZA

Proseguiamo il cammino di catechesi intrapreso nel numero scorso per confrontarci, ora, con Alice Corsi, insegnante, scrittrice e mamma di 3 figli.


Un libro...autobiografico

Giornalista: "Alice, sei arrivata seconda al premio nazionale "La Giara"...un traguardo importante..."

Alice: "Attualmente lavoro come insegnante ma fin da piccola mi sono divertita a scrivere racconti e storie: recentemente, ho rielaborato un romanzo che custodivo in un cassetto e mi sono iscritta al Concorso nazionale per giovani scrittori "La Giara", promosso dalla Rai. Il mio romanzo "La memoria degli alberi" è piaciuto molto, mi sono classificata seconda e avrò così la gioia di vederlo uscire prossimamente edito da Rai-Eri!".

Giornalista: "Di cosa parla il tuo libro?"

Alice: "La protagonista della mia storia è una ragazza che si sveglia, in una clinica di malati affetti da disturbi psichiatrici, con segni di lividi e varie cicatrici di cui non ricorda l'origine e la causa. Scrivendo, ripercorre a tappe la sua vita: in questo percorso lei identifica la sua fede, e decide così di dare una svolta alla sua vita. Questo "fil rouge" ritengo sia autobiografico, in quanto per me la fede è un punto di partenza, non certo di arrivo. Anche io ho vissuto, alcuni anni fa, una svolta epocale nella mia vita: un profondo cambiamento che posso tranquillamente definire conversione".

Don Ermis: "Anche io adoro la scrittura: in questo periodo ho in gestazione un libro sul tema del cristianesimo e delle altre fedi! In quest'opera cercherò di parlare dei cristiani così come vengono visti dalle altre religioni: saranno numerosi punti di vista da cui osservare il nostro modo di essere cristiani".

Giornalista: "Un bel segno di apertura...a volte i cristiani tendono purtroppo a chiudersi a riccio nella loro cultura, nella loro "forma mentis""

Don Ermis: "Sì, perché viviamo in una sorta di strozzamento storico, per cui la difesa della propria identità diviene a volte un motivo per non comprendere quella degli altri. E poi si pronuncia la propria identità come se dovesse servire anche per gli altri, tirando in ballo Dio come timbro finale".

La scrittura come impegno sociale

Giornalista: "Quindi per te Alice la scrittura è vitale!"

Alice: "La scrittura è anche una forma di impegno sociale: "La memoria degli alberi" vuole catalizzare l'attenzione ricordando come gli alberi in inverno sembrano morire. Poi, in primavera, ritornano invece alla vita, rinascono, più belli che mai! Anche noi possiamo rinascere a vita nuova in modo naturale e spontaneo, senza averne però memoria: come gli alberi, appunto. La mia opera, inoltre, vuole sottolineare la necessità dell'assenza di giudizio: il messaggio di Gesù è infatti un bel messaggio di riscatto e rinascita, non certo di giudizio sulle nostre povertà!".

Don Ermis: "Concordo. Una persona va accolta senza giudicarla, riconoscendola nella sua identità profonda. Il perdono ad esempio, non è oblìo, bensì la capacità di accogliere pienamente una persona, riscoprendola nella sua essenza. Una delle cose più tristi è notare che una persona non viene riconosciuta, non viene accolta, viene bollata per il suo passato e flagellata con questa memoria".

Tre provocazioni

Giornalista: "Alice, tu sei arrivata seconda in un concorso televisivo-editoriale senza alcun tipo di "spinta"..."

Alice: "Evidentemente, esistono ancora percorsi selettivi meritocratici e svincolati da logiche di sponsorizzazione: io non ho sponsors o mecenati dietro di me, semplicemente la mia passione di scrittrice che, evidentemente, è piaciuta alla commissione e alla giuria del concorso".

Giornalista: "Ti definisci una "convertita": pensi di avere una marcia in più rispetto a chi non ha mai avuto, o voluto avere, "scossoni" nel vivere la propria fede?"

Alice: "In tutta sincerità che non mi sento di avere una marcia in più. Io vivo la mia fede con grande umiltà, conscia dell'amore di Dio per me, riconoscente perchè riconosciuta da Lui. Infatti, anche nei momenti più bui, il Signore non mi ha mai abbandonato".

Giornalista: "Hai una famiglia bella e numerosa...come riesci a conciliare la fede con tutto ciò che hai da fare nel quotidiano?"

Alice: "Cerchiamo di vivere la nostra fede nella quotidianità: una svolta nella nostra vita è giunta con l'esperienza vissuta ad Assisi, grazie ad un corso di preparazione al matrimonio curato dai frati francescani. Quel corso ha dato un senso profondo alle nostre vite e al nostro essere famiglia".

Giornalista: "Se dovessi sintetizzare il tuo percorso di fede, come lo riassumeresti?"

Alice: "Per me non ha senso credere e non praticare. Io cerco di essere praticante non solo andando a messa alla domenica, bensì attualizzando gli insegnamenti evangelici nella mia vita quotidiana".

Don Ermis: "Concordo con questa analisi. Infatti la pratica a volte può essere intesa come aggregazione passiva: invece bisogna andare in chiesa e nelle nostre comunità ecclesiali non solo per prendere ma anche per dare sè stessi ai fratelli".

                                  Alberto CASTELLARO - redazione.rivista@ausiliatrice.net


         RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 02  
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