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  ARCHIVIO RMA 2013 : ESPERIENZE - INTERVISTE - AVVENIMENTI - TESTIMONIANZE - FATTI - ....

     
A LOURDES ACCADE ANCORA

Lo scorso 11 ottobre, il Vescovo di Casale Monferrato ha annunciato che la guarigione della suora salesiana Luigina Traverso, avvenuta nel 1965, "è da attribuirsi esclusivamente ad uno straordinario intervento di Dio, ottenuto grazie all'intercessione della Beata Vergine Maria".


San Salvatore Monferrato (Alessandria). Dopo quarantasette anni, la Chiesa si è pronunciata. La guarigione inspiegabile della Figlia di Maria Ausiliatrice Luigina Traverso, avvenuta a Lourdes il 23 luglio 1965, è stata un miracolo. Arrivò al santuario dei Pirenei in barella, con la gamba sinistra atrofizzata e una diagnosi che non lasciava speranze: lombosciatica paralizzante in meningocele. Tornò a casa camminando.
Monsignor Alceste Catella, vescovo di Casale Monferrato (Alessandria), ha atteso lo scorso 11 ottobre, apertura dell'"Anno della fede" e cinquantesimo del Concilio Vaticano II, per dare l'annuncio pubblico: "È da attribuirsi esclusivamente ad uno straordinario intervento di Dio ottenuto grazie all'intercessione della Beata Vergine Maria". Analogo annuncio è stato dato da monsignor Martino Canessa, vescovo di Tortona, diocesi d'origine della miracolata,. È infatti di Novi Ligure (Alessandria), la settantottenne suora salesiana, da quasi quarant'anni economa alla casa di riposo per religiose "San Giuseppe" a San Salvatore Monferrato, dove quaranta anziane ospiti sono da accudire e sostenere con pazienza e dolcezza.

Ero in barella. Mi misi in ginocchio

"Da tempo non riuscivo più a camminare - racconta oggi suor Luigina, sessantottesima miracolata di Lourdes -. Così, nel luglio 1965, a 31 anni, decisi di partecipare a un pellegrinaggio con l'Oftal di Tortona. Ero in barella. Il giorno del miracolo, durante la processione eucaristica sull'"esplanade", al passaggio del Santissimo, sentii un forte calore entrarmi in corpo e il desiderio di "mettermi in piedi". Una cosa che non mi era mai capitata. Lì per lì mi sono detta: "Che cosa mi capita? Il Signore ha davvero ascoltato le mie preghiere?". Ho iniziato a muovere il piede: il dolore era scomparso. Chiesi subito alla volontaria che mi accompagnava di andare al "Bureau medical" per le pratiche del caso. Allora non la risonanza magnetica non esisteva, c'erano soltanto le prime, rudimentali Tac, e bisognava dimostrare che la paresi alla mia gamba non era dovuta a un fatto neurologico, ma a un nervo schiacciato".
Riportata nella camera d'albergo, alla presenza del medico responsabile del pellegrinaggio Danilo Cebrelli e del delegato vescovile mons. Lorenzo Ferrarazzo, suor Luigina si mise seduta sul letto. Chiese di ricevere la benedizione da parte di mons. Ferrarazzo, che replicò: "Se vuol ricevere la benedizione, si alzi e venga mettersi in ginocchio a pregare". Suor Luigina prontamente ubbidì, scese dal letto e si inginocchiò.
Al rientro in Italia, i medici che l'avevano in cura constatarono la guarigione. "Tornata da Lourdes inspiegabilmente guarita", scrisse a chiare lettere sulla cartella clinica il primario Claudio Rinaldi. Da allora, questa religiosa ricca di umiltà non ha più accusato alcuna manifestazione della invalidante pregressa patologia. "Per molti anni non successe nulla, io continuavo a fare la mia vita, tanto che nella mia Ispettoria in poche sapevano della mia storia. Intanto, da Tortona passai a fare l'economa a San Salvatore Monferrato, e nell'84 arrivò la chiamata del "Bureau Medical" per nuove visite. Poi, di nuovo nulla. Intanto, io ogni anno mi recavo, come faccio ancora oggi, a Lourdes: vado a rendere un po' di quello che ho ricevuto".

Il settimo miracolo a pellegrini italiani

Nel luglio 2010, dopo molti anni dall'apertura del dossier, in occasione di un nuovo pellegrinaggio dell'Oftal di Tortona, il caso di suor Luigina è nuovamente presentato e valutato. Soltanto il 10 febbraio 2011, vigilia dei 153 anni della prima apparizione a Bernadette Soubirous, il vescovo di Lourdes ha trasmesso al vescovo di Casale Monferrato la comunicazione relativa alla guarigione della suora salesiana, che un certificato del Comitato Medico Internazionale giudicava non spiegabile allo stato attuale delle conoscenze. Nel novembre dello stesso anno il dottor Franco Balzaretti ha relazionato circa la guarigione straordinaria di suor Luigina al Comitato Medico Internazionale di Lourdes, che ha sede a Parigi ed è composto da venti luminari della scienza, chiamati ad esaminare i casi di guarigione segnalati spontaneamente all'Ufficio del Santuario. A larghissima maggioranza, il Comitato ha votato a favore della straordinarietà dell'evento.
È il settimo miracolo riconosciuto a pellegrini italiani, dopo quelli accaduti a Maddalena Carini, Evasio Ganora, Vittorio Micheli, Elisa Aloi, Delizia Cirolli e Anna Santaniello. "Guarigione completa e permanente". Ma per fugare ogni dubbio, prima di pronunciarsi ufficialmente monsingor Catella ha atteso il termine dei lavori della commissione diocesana da lui stesso istituita per esaminare il caso e che era composta da quattro medici, due rappresentanti dell'Oftal e quattro sacerdoti. Dice ancora suor Luigina: "Tante volte, vedendo gente di ogni nazionalità recarsi a Lourdes in cerca di una grazia, mi sono chiesta: perché a me sì? L'unica risposta che mi sono data è: perché il Signore ha voluto così. Certe risposte sono segreti che solo Lui conosce".

Andrea Caglieris - redazione.rivista@ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 1  
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