| HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
                           Salesianità-Don Bosco-Famiglia Salesiana-Giovani-Educazione Problemi giovanili-Ex Allievi/e
SFIDE EDUCATIVE | Papa Francesco interpella i giovani
I nuovi problemi sociali

Durante i mesi estivi, mentre la gran parte degli italiani si godeva le agognate vacanze, l'opinione pubblica europea è stata colpita e scioccata dall'esodo di profughi che si è abbattuto sul nostro continente risvegliando paura, egoismi nazionali e tenebrosi atteggiamenti razzisti. La politica europea si è subito dimostrata non all'altezza di poter gestire questo enorme problema sociale. Si sono riaccese le braci del nazionalismo. Le frontiere abolite dal trattato di Schengen sono ritornate di moda. La libera circolazione sbandierata come un segno di civiltà è stata rimessa in discussione. La cosa più vergognosa è che alcuni partiti hanno cominciato a soffiare sulle inevitabili inquietudini e perplessità della gente. La rete ha cominciato a pullulare di insulti, parolacce e provocazioni contro i fuggiaschi e profughi.

Un episodio che tocca le coscienze

L'indignazione montante contro i nuovi flussi immigratori il 2 settembre scorso si è arrestata, momentaneamente, davanti ad un episodio terribile. In quel giorno i media hanno inondato le nostre case con l'agghiacciante foto di un soldato turco che esce dal mare portando il corpo di un bambino siriano, originario della città di Kobane, affogato con la madre ed un fratello al largo delle spiagge della località turistica di Bodrum. L'immagine, nella sua drammatica essenzialità, tocca la coscienza di molti. L'opinione pubblica, che solo alcuni giorni prima aveva metabolizzato senza battere ciglio le fotografie di diversi altri ragazzi siriani morti affogati distesi sulle sabbie libiche di Zuwara, sembra intenerirsi. Ma è questione di poco tempo. L'avanzata travolgente dei fuggiaschi spazza via la pietà per lasciare il posto al cinismo bieco dei moderni politici tutti protesi a salvaguardare solo i propri interessi nazionali.

Alcune reazioni

In Italia ci sono state alcune reazioni che non possono essere passate sotto silenzio. Mi limito accennarne due: una di un politico e l'altra di un prete. Il politico è l'attuale leader di uno dei partiti politici italiani di opposizione. Non ha esitato un istante a saltare sul carro del razzismo grondante pregiudizi e gravido di torbide paure. Con un linguaggio da carrettiere di infima qualità si è fatto paladino di una campagna politica finalizzata ad irridere l'invito all'accoglienza rivolto da papa Francesco a tutti. Il prete è un parroco di un paese alle porte di Pisa che dalla pagina web, da cui comunica con i parrocchiani, invita una madre di famiglia, che manifesta la sua paura nei confronti dei rom, a munirsi di fiammiferi e di benzina. Penso che sia il politico sia il prete non rendano un buon servizio alla causa dell'educazione dei giovani.

La spinta profetica di papa Francesco

Da Capitol Hill, sede del Congresso americano, per fortuna, ai giovani giunge per l'ennesima volta forte e chiaro l'invito all'accoglienza, alla speranza, al rispetto di ogni vita, alla tutela di ogni persona che deve godere di diritti inalienabili. A chiare e pacate parole il papa ricorda ai politici americani che tutte le volte che cantano il loro inno definiscono gli USA "terra dei liberi e casa dei valori". Con parole appassionate ricorda a tutti l'obbligo di educare alla responsabilità personale e sociale da realizzare nel rispetto della legge e della dignità trascendente di ogni essere umano. Rammenta che libertà significa lavoro e sacrificio per costruire un futuro migliore per tutti. Come modelli da imitare propone quattro grandi americani: il presidente Abramo Lincoln, il pastore Martin Luther King, la beata Dorothy Day ed infine il monaco trappista Thomas Merton. Tutti e quattro sono depositari di un sogno da realizzare con impegno e costanza. Abramo Lincoln ha fatto suo l'ideale della libertà radicata nella ricerca per il bene comune che richiede capacità di amare e di collaborare con spirito di sussidiarietà e solidarietà in un clima di non ideologia, di non violenza, di assenza di fanatismo religioso e di non sudditanza economica. Martin Luther King, con la sua famosa marcia da Selma a Montgomery, ha profetizzato una società che riconosca pienezza di diritti civili e politici per ogni uomo, in cui a tutti è dato di vivere nobilmente e giustamente senza distinzione di razza o di religione. Dorothy Day ha incarnato il sogno della possibilità di dedicarsi completamente all'impegno sociale a cui si è dedicata con passione e con inesauribile dedizione. Il trappista Thomas Merton viene presentato da papa Francesco come uomo del dialogo con tutti. Per lui libertà vuole soprattutto dire essere liberi dalla propria violenza, dai propri egoismi, dai propri disperati e contrastanti desideri. In sintesi da Washington Francesco presenta ai giovani un progetto educativo che li abiliti a voler crescere liberi, collaborativi, solidali, lontani da ideologie e religioni alienanti, testimoni di speranza, capaci di guarire i cuori pietrificati, testimoni di giustizia, paladini della carità, rispettosi dei diritti, capaci di moderare i propri desideri ed aspettative individuali. È un progetto che anche noi dobbiamo avere il coraggio di proporre alla nostra gioventù.

Ermete TESSORE sdb
redazione.rivista@ausiliatrice.ne


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 6 

 | HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


Visita Nr.