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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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SFIDE EDUCATIVE | Il dramma del dominate moralismo ineducante moderno
La cronaca dei quotidiani è il riflesso della realtà sociale della moderna società 2.0. La stampa è sempre attenta a cogliere e riportare tutto quanto succede nel variopinto mondo giovanile. È vero che l'educazione non la si racconta ma la si costruisce giorno dopo giorno in un estenuante sforzo personale radicato nella capacità di intuire, nella sfibrante testimonianza della coerenza radicale, nel perenne aggiornamento, nella capacità di creare nuove sfide e di aprire nuovi orizzonti di vita, nell'intelligenza del desossidare le incrostazioni che la storia apporta a valori e metodi educativi, nel coraggio dell'aggiornamento tecnologico. Pur tenendo conto che fa più rumore un albero che cade che non una foresta che cresce, ultimamente l'educazione dei giovani è balzata quotidianamente all'onore delle prime pagine dei media scritti sollevando inquietudine e seri interrogativi. Gli episodi narrati riguardano svariati aspetti della vita moderna. Mi atterrò a quelli che toccano i settori che, da sempre, sono considerati i principali agenti di educazione.

La scuola educa ancora?

La scena si svolge nei dintorni dell'Expo milanese. Un'Expo dominata dallo sfarzo della moderna tecnologia non può non attirare l'attenzione dei giovani. E così, giustamente, la 5.a sez. E del liceo scientifico Nievo di Padova decide di orientare la gita scolastica nella sua direzione. La visita è un successo. Si sa che la tecnica riempie gli occhi e scatena la fantasia. Gli obiettivi culturali vengono tutti centrati brillantemente. I guai cominciano fuori dell'Expo dove la buona educazione, la maturità, il senso di responsabilità, la capacità di gestire con intelligenza i momenti di libertà e di svago dovrebbero caratterizzare il comportamento di ragazzi tutti maggiorenni. Invece ci scappa un morto tra la generale indifferenza condita da un clima di pesante ed incomprensibile omertà. È una tragedia che dovrebbe avere effetti dirompenti in termini educativi. Invece nulla. Agghiacciante. Ma ancora più shoccante è la relazione depositata da uno dei professori accompagnatori: "La classe, con sincera partecipazione ed entusiasmo, ha contribuito al buon esito della visita all'Expo". Nessun accenno al defunto Domenico, al comportamento omertoso dei compagni, all'indifferenza della scuola al momento delle esequie, alla disperazione dei genitori, all'incapacità di creare relazioni di amicizia e di sostegno anche tra ragazzi appesantiti da un benessere che rende disumani in un dilagante egotismo. Se questa è l'eccellenza educativa fornita dalla scuola più prestigiosa di Padova, cosa succede in scuole meno blasonate e titolate?

Il mondo dello sport è ancora mens sana in corpore sano?

Lo sport è sempre stato presentato come luogo privilegiato di educazione e di formazione. La cronaca quotidiana dimostra che, oggi, sostenere questa verità, diventa sempre più un azzardo improponibile. Anche in questo campo la corruzione ha toccato i sommi responsabili delle attività sportive. La notizia che Joseph Benjamin Sepp Blatter, presidente della FIFA, ha rassegnato le dimissioni pochi giorni dopo la sua quinta rielezione ha fatto il giro del mondo in pochi secondi. Alla base di questa decisione ci stanno diversi milioni non di buoni motivi ma di euro intascati. Lo sport non si pratica più in nome di mens sana in corpore sano, ma per un robusto conto in banca alla faccia dell'onestà. Sempre più frequentemente si fa sport solo per interessi economici. La vittoria pulita, frutto di una grande dedizione e capacità di sacrificio, sembra un lontano ricordo. Ora il messaggio che passa è: la fama, miniera inesauribile di ricchezza, si deve ottenere con ogni mezzo dal doping alla corruzione, dalla compravendita alla subornazione. È penoso, nei fine settimana, frequentare i campi da calcio animati da ragazzini. In loro si possono cogliere atteggiamenti da grandi infarciti di simulazioni, violenze verbali, atteggiamenti da bulli sostenuti in maniera becera dal tifo spettrale di genitori irresponsabili.

L'affettività è finalizzata all'educazione?

Uno slogan che va per la maggiore è life is short, have an affair (la vita è breve, fatti un'avventura). Nella vita moderna i tempi di reazione diventano sempre più brevi. Avere una storia seria richiede troppo tempo e consuma troppe energie. È meglio ottimizzare il tempo per vivere l'istante che fugge. I media ci raccontano che abbiamo sdoganato tutto. È arrivato il momento di sdoganare anche la famiglia, la fedeltà coniugale, l'indissolubilità matrimoniale, la monogamia, la poliandria… Anche in questo i giornali si mostrano informati. Il signor Noel Biderman ha deciso, visto il notevole successo ottenuto, di quotare alla London Stock Exchange la sua agenzia web che promuove gli incontri extra coniugali nell'anonimato più assoluto. Accanto ad essa, come funghi, sono sbocciate altre agenzie, in diverse nazioni del mondo occidentale, gratuite per le donne e a pagamento per gli uomini, che hanno come target chi, sposato o no, è in cerca di dolce compagnia senza impegno. Le statistiche dicono che un italiano su quattro apprezza tale servizio. Nel bicentenario della nascita di don Bosco sarebbe bello sapere quale sarebbe la reazione sua di fronte a questa modernità. In che cosa farebbe consistere l'educazione finalizzata a formare "buoni cristiani ed onesti cittadini"? È una riflessione che forse dovrebbe essere elaborata ed approfondita durante le celebrazioni in corso.

ERMETE TESSORE
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 4 

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