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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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FAMIGLIA SALESIANA: SDB | Don Gervasio Fornara: "Un missionario in canoa"
Se la Chiesa è missionaria, "in uscita" come dice Papa Francesco, o non è fedele alla volontà del Signore, la storia del salesiano Gervasio Fornara riempie il cuore. Quarantun anni tra le foreste equatoriali colombiane, a tu per tu con guerre civili, narcotrafficanti, epidemie, e migliaia di chilometri percorsi in canoa, sulle rapide dei fiumi che sfociano nel Pacifico. Quando nel 1961 il responsabile per le missioni di Torino don Albino Fedrigotti gli consegnò il Crocifisso Missionario nella Basilica di Maria Ausiliatrice, gli disse: "Ricorda: paese che vai usanza che trovi". Una vita che vale almeno una mezza dozzina di sceneggiature per film d'azione, la sua; intanto è diventata un libro, "Un missionario in canoa", scritto con Veronica Iannotti. La Colombia di don Gervasio è quella della caccia al platino e all'oro, con tutto il contorno di violenza che ne consegue. Per raggiungere le comunità nei villaggi il mezzo più rapido era proprio la canoa: ore e ore scivolando sulle acque contornate dalla miseria e dalla fame.

L'intuizione

Come arrivare fin nelle più sperdute lande di un paese dai confini infiniti? Durante la prima missione nella foresta di Condoto, dipartimento di Chocò, arriva l'intuizione: fondare un canale in modulazione di frequenza, Radio Don Bosco. Accorsero in suo aiuto gli ex allievi dell'Istituto tecnico industriale salesiano Pedroj Usto Berrio di Medellin i quali, recuperato del vecchio materiale, riuscirono a costruire un'antenna alta trenta metri, posizionandola in un punto strategico della vegetazione. Poi arrivò la televisione, Teleplatino. Tivù e radio si rivelarono un mezzo straordinario di divulgazione; "È grazie ai programmi di carattere sanitario che certe zone di foresta sono state risparmiate dall'epidemia di colera - racconta oggi don Gervasio -. Avevamo un medico dal forte impatto comunicativo che spiegava perfettamente come prevenire le epidemie insegnando via radio come evitare il rischio di infezioni".

I Salesiani in Colombia

Oggi don Gervasio è un'istituzione in Colombia, confermando il legame indissolubile tra la congregazione e il paese sudamericano. A fine '800 il governo e l'arcivescovo di Bogotà chiesero più volte la presenza dei salesiani a don Michele Rua, successore di don Bosco. L'opera iniziò nel 1890 sotto la guida di don Evasio Rabagliati con l'apertura di una scuola professionale. Nel 1893 nacque poi una casa di noviziato a Fontibòn. Ma l'opera più grande condotta dai salesiani in questo paese fu a favore dei lebbrosi e vide l'impegno di un autentico uomo di Dio, don Luigi Variara, allievo di don Bosco a Valdocco, missionario in Colombia e fondatore della congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Agua de Dios, Mosquera, Contrataciòn, Bogotà, Barranquilla furono i vari luoghi assegnatigli dall'obbedienza. La Chiesa ne esalterà il coraggio e la santità proclamandolo Beato nell'aprile 2002.

Il ritorno in Italia

Dopo l'esperienza nella foresta e la creazione di due centri missionari a Condoto e a Buenaventura, per don Fornara i superiori sceglieranno Medellin e il suo Santuario di Maria Ausiliatrice che sorge nella città sulla Cordigliera. Nel 2002, poi, il ritorno in Piemonte: nato a Borgomanero, noviziato a Pinerolo, poi lo Studentato Teologico e Filosofico Salesiano di Foglizzo, nel Canavese, gli viene affidata la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Casale Monferrato. "Oggi la mia canoa è la bicicletta - ci racconta nell'oratorio gremito di ragazzi -. Vado a trovare gli anziani ammalati, vivo la mia vita da salesiano in una nuova realtà. Anche qui c'è tanto da fare. Casale è la città dell'Eternit. L'amianto era anche nei muri delle case e delle scuole. Quanti morti tra i miei parrocchiani, anche giovani. Una tragedia che sembra non conoscere la parola fine". Fedele all'insegnamento di don Bosco questo missionario salesiano è davvero instancabile: ragione, religione, e amore sono le tre parole-chiave che lo hanno guidato nella vita. Il segreto di un metodo nato a Valdocco e che oggi costituisce un patrimonio in tutto il mondo. Dalla Colombia al Piemonte.

ANDREA CAGLIERIS
GIORNALISTA RAI E SEGRETARIO DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI DEL PIEMONTE
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 4 

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