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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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FAMIGLIA SALESIANA: vdb | IStoria di una vocazione consacrata nellIstituto secolare VDB


Quello che siamo viene dalle nostre radici. Fin da bambina ho potuto respirare, crescere e fortificarmi nei valori cristiani. Sia per quello che ho respirato in famiglia grazie ai miei genitori, sia per i vari ambienti che ho frequentato.
L'esperienza oratoriana mi ha dato l'opportunità di trovare ed imparare a conoscere più a fondo l'immensità di Dio. Crescendo, nonostante i periodi difficili e le esperienze che mi hanno segnato profondamente, mi sono resa conto che molte delle tempeste che ho attraversato mi hanno temprato e che le persone che mi hanno ferita mi hanno in realtà spinta ad una crescita sempre più matura e consapevole. Spirituale, psichica e umana. Spesso mi sono chiesta: "Dio ha un progetto per me?".
A volte di fronte ad alcune esperienze negative, che mi hanno facevano chiudere in me stessa, è stato davvero difficile lasciare spazio a Dio.
A un certo punto, in me è nata l'esigenza di capire, approfondire e arricchire la mia vita. Mi chiedevo in continuazione, dove fosse Dio, come sentire il Suo Infinito Amore e come amarlo a mia volta?

Quando meno te l'aspetti

A quindici anni, un'età difficile, la risposta di Dio mi ha raggiunto attraverso una suora, una FMA, eccezionale, che ha dato una svolta significativa e profonda nella mia vita. È stata lei a condurmi a Lui, facendomi percepire concretamente e totalmente, cosa significa sentirsi accolti e amati. Cosi come si è, in ogni aspetto. E cosi, Dio è entrato nella mia vita. Non era più un ideale astratto, ma un Padre da amare e dal quale abbeverare l'anima assetata di comprensione, compassione e amore incondizionato.
Nonostante questa consapevolezza non è stato facile capire, quale progetto Dio aveva in serbo per me. Al contrario, molte erano le prove da superare e gli ostacoli da sormontare. Ho vissuto molte e forti esperienze di vita, di preghiera e di silenzio sino a comprendere davvero gli avvenimenti come la Chiamata di Dio. Ho risposto prontamente e commossa. Tuttavia... che scossone esistenziale! Nulla si è modificato apparentemente, eppure, tutto è cambiato!

Occhi nuovi

Pur svolgendo le stesse attività, lo spirito con il quale le svolgevo ora era impregnato di insegnamenti, e ispirazioni di Dio. L'incontro con Lui è stato un Dono senza il quale era impensabile vivere, è diventato il centro dei miei pensieri, di ogni mia situazione e azione. Il confronto costante, in particolare con il confessore mi ha reso meno dura, più attenta verso altri, sorridente e gioiosa. L'Istituto secolare a cui appartengo mi ha offerto molti momenti di riflessione e d'approfondimento spirituale. Mi ha sollecitato a cercare ogni benedetto giorno di essere come il lievito nella pasta, come la terra nutriente per i semi. Nei momenti di particolare fatica e sconforto, in cerca di sostegno, mi affido alla guida delle parole del Signore. Oppure cerco l'ispirazione che deriva dai gesti di carità di altre persone che mi danno la forza per andare avanti.

Perfino un recital

In particolare l'esperienza di un recital ideato e realizzato alcuni anni fa, dal gruppo "giovani" VDB per presentare la vocazione secolare delle Volontarie di don Bosco, mi ha richiamato costantemente a cosa significhi "essere consacrata" e a come vivere il quotidiano, interpretando sempre e tutto con il cuore proteso verso il mio sposo: Gesù. Ho riscoperto il bisogno e la volontà di pregare chiedendo a Dio la forza. E contemporaneamente di aver la stoica forza di riuscire amare con gioia le persone "non amiche".

Sul luogo di lavoro

Molte ore della giornate, le trascorro in fabbrica. Il mio non è certo un luogo ideale di "carità", ma anzi, è un posto pesante, anche insensibile e crudele, e pieno di insidie spirituali. D'altronde il luogo ideale non esiste. L'esperienza della preghiera mi ha dato più volte la forza di accettare e agire in modo positivo proprio nell'ambiente lavorativo, dove spesso maleducazione, grettezza, arroganza ed esagerate pretese fanno da padroni. Ma una luce, per quanto flebile dissolve il buio. La preghiera è la fonte della luce di Dio affinché noi possiamo progredire nel cammino dell'umano, sui sentieri che la Provvidenza di Dio (il migliore dei Tom tom) ci indica ogni giorno.

Nel volontariato

Per me, ancora oggi, a distanza di vent'anni, allenare, guidare e ispirare le ragazze del gruppo sportivo è un onore. Ascoltare i loro problemi, discutere, uscire con loro, condividere alcune delle loro fatiche o gioie, mi dà la possibilità, come ci ha insegnato don Bosco, di testimoniare che si può essere felici rispettando e amando le persone così come sono, cercando nell'altro non una persona da sfruttare o da usare, ma da accettare così com'è. Insomma, da amare come Dio ama ciascuno di noi in modo incondizionato.
Parlare di Dio oggi è molto difficile. L'unico modo è testimoniarlo con lo stile cristiano di vivere, parlare e agire in prima persona. Solo così le persone possono comprendere l'immensità di una vita con Dio nel cuore e l'intensità che assume il quotidiano con la Sua presenza.
È questa la più perfetta dimostrazione di Dio:
Il bambino chiese alla mamma: "Secondo te, Dio esiste?". "Sì". "Com'è?". La donna attirò il figlio a sé. Lo abbracciò forte e disse: "Dio è così". "Ho capito".

Una Volontaria di Don Bosco
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 4 

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