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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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SALESIANI DB| Don Timoteo MUNARI: 'Niente al caso. tutto all'amore'.


Don Timoteo Munari, salesiano, classe di ferro 1922: vive nella Casa Madre SDB di Torino-Valdocco, e "lavora" ancora come confessore e direttore spirituale. È stato segretario di un superiore maggiore, vice parroco a Torino-Monterosa, prezioso collaboratore della Rivista Maria Ausiliatrice. Volete conoscerlo?
Don Timoteo, 1922, anno da libro di storia, principalmente a causa di uno che fece la Marcia su Roma. Lei invece cominciava la sua lunga marcia della vita.

Sono nato il 18 marzo 1922 a Grantorto (Padova) da Emilio ed Elvira, settimo figlio. Due ottimi genitori; la mamma era una vera e grande credente. Purtroppo è morta molto giovane, quando io avevo pochi mesi. Alla suora che l'assisteva in punto di morte e che le aveva chiesto se le dispiaceva di lasciare il marito ed i figli ancora piccoli, rispose: "No. Perché io li ho già consegnati al Cuore di Gesù. Sono sicura che Lui ci penserà".

Nel 1934 lei è arrivato a Valdocco, la Casa Madre dove si respirava l'onda lunga della santità di Don Bosco e dei successori.

Sono arrivato nel mese di ottobre, e vi sono rimasto solo poco tempo. Però ho potuto visitare la Basilica di Maria Ausiliatrice proprio come don Bosco l'aveva costruita. Quindi ho "conosciuto" anch'io don Bosco attraverso la sua bella opera. Ho fatto gli studi a Castelnuovo d'Asti (oggi Castelnuovo don Bosco) e a Ivrea, dove era molto forte l'entusiasmo per le Missioni. Desideravo anch'io partire missionario. Ma tutto si è bloccato a causa della guerra, e perciò continuai gli studi di filosofia e teologia in Italia.

Diventato sacerdote nel 1948, è stato scelto come segretario di un superiore maggiore. Per quanti anni? C'è qualche ricordo particolarmente importante?

Sono stato chiamato alla Casa Madre di Valdocco, come segretario di don Modesto Bellido: un vero salesiano e bravo superiore che ispirava e dava fiducia a tutti. Oltre il lavoro da segretario, ho lavorato molto per aiutare i missionari: con mostre, conferenze, banchi di beneficenza.

Nel 1978 è stato nominato vice parroco nella parrocchia salesiana di Torino-Monterosa. Che cosa ci racconta di quegli anni?

Sono stati anni bellissimi. Ricordo specialmente le gite pellegrinaggio con un numeroso gruppo di anziani, in splendidi posti della nostra Italia, in Liguria, nelle Marche, nelle Isole Tremiti, nella foresta Umbra e nel Gargano.

Nel 1992 è tornato a Torino-Valdocco, a lavorare nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Con quale incarico?
Come prefetto di sacrestia della Basilica e come confessore sempre a disposizione dei fedeli e dei pellegrini. Il lavoro non mi mancava certamente.

Lei è anche stato (1999-2010) un costante collaboratore della Rivista Maria Ausiliatrice, fatta all'ombra della Basilica. I suoi articoli, disponibili su internet dall'anno 2000, secondo un'informazione sicura, sono ancora oggi molto cliccati, e quindi continuano a fare del bene. È contento don Timoteo?

Sono stato molto contento di questa collaborazione. Gli argomenti che ho trattato nella Rivista sono stati: il Padre Nostro, le Opere di Misericordia sia Corporali sia Spirituali, le Virtù teologali, le Virtù cardinali, i doni e i peccati contro lo Spirito Santo, i Novissimi ecc.

Dalla fine del 2014 sono stati messi on line sul Sito della Casa Madre i suoi scritti più personali, alcune riflessioni, preghiere, poesie… C'è un filo conduttore che lega tutto? E perché il titolo: Niente è dato al caso. Tutto all'Amore?

Sì, il filo conduttore di tutto è dato dal titolo: Alla ricerca di Dio che gioca a nascondino in questa meravigliosa creazione. Sono stato sempre affascinato e appassionato dalla bellezza della natura: dai fiori, dai colori, dai profumi, dal canto degli uccelli, dalle stelle, dal mare, degli splendidi tramonti, specialmente quelli di Roma. Tutto mi parlava di Dio, tutto mi portava a questo Dio che è vivo, vero, bello e così splendidamente presente e parlante nella creazione.

Ultima domanda: quando va in pensione? Vedo che continua a "lavorare" qui nel suo ufficio-confessionale a fianco dell'altare di Don Bosco nella Basilica. Non lo trova "pesante"?

Per niente, lo trova esaltante. Continuo ad incontrare quelli che credono, quelli che non credono (pochi), quelli che si convertono, quelli ancora in ricerca, quelli che lottano per la propria fede e lo fanno con coraggio, quelli che piangono per la testimonianza della propria fede, quelli che già vivono di Dio e per Dio, e lo testimoniano in famiglia, sul lavoro, giorno dopo giorno. Di tutte le età.

Don Timoteo, grazie a nome di tutti i lettori e collaboratori della Rivista. Le chiediamo una benedizione ed un augurio.
La mia benedizione e l'augurio che tutti possiate vivere nell'amore Dio e nella certezza di vederlo un giorno quando ci accoglierà nella sua Casa. Amen.

La sera.
La sera ha la sua luce
e le sue ombre:
queste non mi spaventano
perché quella
non mi abbandona mai.

La sera ha la sua vita
e la sua morte:
non temo il silenzio di questa,
perché al mattino risorgerò.
(Timoteo MUNARI SDB)

Mario Scudu
archivio.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 3 

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