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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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GIOVANI| ANCHE L'UNIVERSITà CONTRO L'AZZARDO


Anche l'Università contro l'azzardo

Uno sportello aperto tutti i mercoledì pomeriggio per supportare chi affronta il problema del gioco d'azzardo patologico. Dall'11 febbraio scorso l'Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo (Iusto) ha aperto presso la propria biblioteca un servizio gratuito nel cuore del quartiere torinese Barriera di Milano, periferia Nord della città. "Su.Per.A il G.a.p (Supporto alle Persone che Affrontano il Gioco d'Azzardo Patologico), questo il nome dello sportello - spiega Alessio Rocchi, direttore generale del Iusto - non è solo un punto di ascolto, ma anche il tassello di un vero e proprio progetto di ricerca pluriennale della nostra università sul problema dell'azzardo. È il segno di un'università a servizio del territorio e specialmente delle situazioni di svantaggio sociale". Ecco dunque che l'idea dell'apertura dello sportello è andata di pari passo con una prima ricerca avviata sul quartiere che ha censito tutti i locali che permettono di giocare d'azzardo evidenziando un'elevata concentrazione di slot machines, presenti in particolare nei bar.

Uno sportello per l'ascolto

Lo sportello è all'interno della biblioteca dell'Università anche per favorire l'accesso a chi si trova a disagio a varcare le porte di Sert o di altri centri dove più esplicitamente si rivolgono persone in difficoltà, è offerto da volontari laureati in Psicologia allo Iusto ed è gestito e supervisionato da psicologi clinici dell'Università salesiana. Principalmente chi si rivolge a "Supera il Gap" potrà ottenere indicazioni sulle risorse presenti sul territorio: le strutture specializzate del servizio sanitario, i centri di assistenza legale... "Mettiamo a disposizione - prosegue Rocchi - i nostri esperti per le persone che vivono il problema dell'azzardo, ma al tempo stesso vogliamo avviare una campagna di sensibilizzazione e prevenzione. Per questo abbiamo anzitutto mappato il quartiere in cui ci troviamo: un territorio che già soffre di fragilità sociali e quindi è più esposto al fenomeno del gioco d'azzardo. Ora abbiamo censito i locali, poi avvieremo la campagna con gli esercenti, le scuole, le famiglie, e fra tre anni rifaremo il conteggio così da poter valutare gli effetti della sensibilizzazione, delle informazioni fornite allo sportello, e conseguentemente perfezionare, nello spirito di don Bosco, il lavoro preventivo".

La prevenzione si fa anche a scuola

"All'inizio tutti sono esaltati, si sentono in competizione con i compagni, ascoltano il regolamento di Win for life con attenzione desiderosi di provare l'ebbrezza del gioco, ma quando realizzano che quasi nessuno di loro ha vinto e quei pochi fortunati se avessero anche giocato davvero si sarebbero al massimo ripresi i soldi spesi, la delusione è grande".
Così Paolo Canova, matematico della società torinese Taxi1729 specializzata in comunicazione scientifica che con la Regione Piemonte ha dato il via nel febbraio scorso alla campagna "Fate il nostro gioco" rivolta agli studenti delle scuole superiori del Piemonte spiega il significato dell'iniziativa. Una ventina di incontri che si concludono con la fine dell'anno scolastico presso le scuole per far capire ai giovani come la matematica smascheri le illusioni di vincita che giochi, lotterie e slot alimentano..
"Con i giovani - spiega il matematico Paolo Canova - è importante presentare il più possibile in modo neutro i meccanismi che regolano il gioco d'azzardo. Se un adulto dice a un ragazzo 'non devi giocare' probabilmente genera un effetto opposto. Se invece si presentano i meccanismi del gioco in modo neutro, cioè da un punto di vista puramente matematico, senza esprimere giudizi, ecco che l'evidenza dei numeri diventa l'antidoto migliore".
In Piemonte dal 2005 al 2014 i pazienti con sindrome da gioco d'azzardo patologico (Gap) presi in carico dal Sistema Sanitario regionale sono passati da 166 a 1.277. Tra questi 7 sono ragazzi tra i 15 e i 19 anni, 38 tra i 20 e i 24 anni e 70 tra i 25 e 29 anni.

Federica Bello
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 3 

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