| HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
Salesianità-Don Bosco-Famiglia Salesiana-Giovani-Educazione Problemi giovanili-Ex Allievi/e

FMA | In ricordo di suor Maria Ermetici FMA


Durante un momento di preghiera in Basilica Maria Ausiliatrice ha deciso di consacrarsi al Signore

Fino all'ultimo ha ascoltato le omelie registrate del "sua" Messa domenicale nella basilica di Maria Ausiliatrice, un'amica ogni settimana gliele faceva avere al suo capezzale, nell'infermeria delle Suore del Cottolengo che l'hanno amorevolmente accudita fino al giorno della sua morte avvenuta martedì 10 febbraio scorso all'età di 77 anni. Suor Maria Ermetici, Murialdina di San Giuseppe, aveva tre punti fermi nella sua vita di religiosa: il Vangelo della carità di Matteo al capitolo 25, la devozione a Maria Ausiliatrice e a san Leonardo Murialdo "amico di don Bosco a cui il santo dei giovani chiese di dirigere l'oratorio San Luigi nel quartiere San Salvario" come era solita raccontare ai ragazzini del catechismo. Proprio nella basilica di Maria Ausiliatrice, dove la si incontrava spesso assorta in preghiera, suor Maria, dopo aver incontrato la spiritualità murialdina, si decise per la vita consacrata. Per questo, quando la malattia non le ha più permesso di andare a pregare a Valdocco, suor Ermetici si è fatta portare in camera una riproduzione della statua di Maria Ausiliatrice e ai tanti amici che l'andavano a trovare diceva che il suo dolore più grande era di non aver più la forza di raggiungere la Basilica.

Disponibile e generosa

"Straordinario nell'ordinario" così Paolo VI definì san Leonardo Murialdo nel giorno della canonizzazione del 1970. E questo è stato lo stile di suor Maria Ermetici, religiosa che ha speso molti anni della sua vita, nel silenzio, a servizio di tre comunità parrocchiali delle diocesi di Torino: a Santa Maria della Stella a Rivoli, a San Paolo Apostolo, in Barriera di Lanzo e Nostra Signora della Salute in Borgo Vittoria a Torino. La sua morte, ha lasciato un grande vuoto nelle comunità che ha servito finché le forze gliel'hanno concesso. "A San Paolo dove dal 1993 la comunità delle Murialdine si è trasferita dalla comunità di Rivoli - come ricorda suor Orsola Bortolotto, Madre Generale della Congregazione - per cinque anni, suor Maria si è dedicata completamente al lavoro di pastorale parrocchiale e poi, abitando nella comunità murialdina della parrocchia della Salute, dove ha continuato a spendere tutte le sue energie nella pastorale parrocchiale nella catechesi dell'iniziazione cristiana e con un attenzione specialissima verso gli ammalati, soprattutto quelli più soli a cui portava conforto e a chi lo desiderava la Comunione ogni domenica".
Cuoca, guardarobiera, coordinatrice della catechesi, infermiera - sono tanti i padri giuseppini del Murialdo anziani e malati che suor Maria ha servito, tra cui il fondatore delle Murialdine di San Giuseppe, padre Luigi Casaril, che assistette fino alla morte. E poi, come ha ricordato il parroco di Nostra Signora della Salute - durante la veglia di preghiera in suffragio di suor Maria - la sua venerazione per il Murialdo che si esprimeva anche nella cura dell'urna: "Suor Maria - ha raccontato don Agostino Cornale - in prossimità della festa liturgica del nostro santo provvedeva a lavare e ripulire i paramenti indossati dalla statua del Murialdo e lo faceva con una devozione particolare".

"Tu sei Padre buono, al di là di ogni nostra apettativa"

Nata a Rovigo nel 1937, prima di cinque figli, suor Ermetici iniziò presto a lavorare per aiutare la famiglia che, in seguito alla drammatica alluvione del Polesine, fu costretta a emigrare a Torino. Maria lavorò in fabbrica adattandosi anche a lavori pesanti come era solita ricordare agli amici. Di qui la sua particolare attenzione per la sofferenza, le famiglie in difficoltà. Attiva nell'Azione Cattolica della sua parrocchia, legata fin da giovane alla famiglia salesiana, incontrò la spiritualità giuseppina da adulta e si consacrò murialdina a 27 anni. Era solita sottolineare come fosse un privilegio abitare e servire la diocesi di Torino, una Chiesa resa famosa nel mondo per "i suoi figli santi come il Cafasso, don Bosco, Cottolengo, Murialdo e tanti altri".
Leggiamo nel suo testamento spirituale che ci ha lasciato: "Grazie Signore per le persone che hai posto sulla mia strada nel campo apostolico: attraverso di loro mi hai fatto sperimentare che tu sei Padre buono e arrivi dove noi non possiamo arrivare, al di là di ogni nostra aspettativa".

Marina Lomunno
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 3 

 | HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


Visita Nr.