| HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-GIOVANI-Educazione Problemi giovanili-Ex Allievi/e

DON BOSCO 2015 | Ci racconti una storia?


In uscita per quest'anno Bicentenario della nascita di don Bosco un nuovo libro sulla vita del santo. Ne parliamo con l'autore.
Perché un altro libro su don Bosco?

Nonostante la vastità di produzione libraria sulla vita di don Bosco, mi pare utile in questo anno in cui ricorre il Bicentenario della nascita offrire un prodotto agevole di facile comprensione e diffusione che possa dare l'opportunità di incontrare, attraverso la lettura, la strabiliante persona di don Bosco. Scrivo nell' introduzione: "Lo scopo di queste pagine vorrebbe essere questo: far nascere un incontro in chi legge partendo dalla narrazione di questi incontri nati dall'intreccio delle due storie. Un incontro che possa creare un legame e suscitare una risposta personale".

Biografia o racconto per bambini… Cosa ti sei prefisso quando hai deciso di scrivere questo libro?

Ho scritto ai più piccoli per poter parlare agli adulti. I racconti, le fiabe piacciono a tutti, piccoli e grandi. Così, con un linguaggio semplice, si trasmettono significati comprensibili ai più piccoli e i grandi diventano portatori del messaggio che la narrazione ha in sé.

RACCONTO E PROTAGONISTI

La figura centrale del tuo libro è senza dubbio san Giovanni Bosco. C'è, però, un personaggio di tutto rilievo: nonno Antonio. Perché hai scelto questa figura per parlare a due bambini?

Forse oggi i bambini trascorrono più tempo con i nonni che con i genitori. Da sempre la figura dell'anziano è sinonimo di saggezza. Il personaggio di nonno Antonio riveste il ruolo della figura anziana che trasmette alle nuove generazioni il "sapere" di famiglia. Intenzionalmente ho fatto del nonno il portavoce del messaggio del santo piemontese, proprio per accentuare il tono familiare del racconto. E a dire il vero anche quando si diventa grandi i nonni, quando ci sono, rimangono forti punti di riferimento per tutta la famiglia.

E il ruolo di mamma Margherita?

Nella vita di ognuno la presenza della mamma è sempre determinante. In particolare in questo racconto lo è perché mamma Margherita, donna illetterata, ha saputo trasmettere con fine tratto pedagogico, quella conoscenza umana ricca di virtù e fede, che si rivelerà fondamentale nella vita di don Bosco nell'affrontare l'educazione dei giovani. Nell'azione educativa di don Bosco molto è "farina del sacco" di mamma Margherita.

Una gita per campi e boschi ti permette di intrecciare un dialogo tra un nonno e due nipotini e di descrivere, anche se a grandi pennellate, la meravigliosa figura di don Bosco. Secondo te, perché nonno Antonio è rimasto così affascinato da questo santo?

Perché la storia di quel prete, di quel santo gli è arrivata "dentro" e "dentro" è rimasta. In fondo, quando una realtà ci prende, non riusciamo a tenerla per noi e subito dobbiamo trovare qualcuno con cui condividerla; così è stato per nonno Antonio. L'incontro con la vita di don Bosco l'ha segnato, ed ora la sua gratitudine, anche di ex-allievo, si esprime in quella forma quasi doverosa che lo spinge a condividere questo incontro incominciando dai cari più vicini.

ATTUALITA' DEL RACCONTO

Nel libro parli anche della nascita della Congregazione Salesiana. Chi sono e cosa fanno oggi i Salesiani?
Anche loro si sono lasciati coinvolgere dalla proposta di don Bosco, come lo è avvenuto per il gruppetto dei primi ragazzi. Persone appassionate alla vita e all'educazione che nel seguire le orme del fondatore, don Bosco, hanno trovato la loro ragione di vita. Nonostante i limiti dell'agire umano, i Salesiani vogliono essere un "don Bosco vivo oggi per i giovani d'oggi" continuando così la sua missione nel mondo.

Cosa ci può dire di attuale un santo vissuto duecento anni fa?
Ci ricorda che la vita è un grande dono e come tale non dobbiamo sprecarlo. Vivere nel tempo felici per esserlo anche nell'eternità. Cioè guardare sempre avanti senza paura, nonostante le difficoltà, lavorare nel presente ma non perdere mai di vista la meta, che per lui non era altro che la piena realizzazione di ognuno che in altri termini si chiama paradiso. "I santi non invecchiano mai" è stato detto. Don Bosco non è "out": il suo metodo educativo, la sua carica di empatia verso il "pianeta giovani", la serena fiducia in un Dio provvidente, la gioia contagiante, l'amore per la vita lo rendono più che mai attuale e presente nel nostro tempo.

Pasquale Lamazza
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 2 

 | HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


Visita Nr.