| HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | ARCHIVIO 2015 :
SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-GIOVANI-Educazione Problemi giovanili-Ex Allievi/e

GIOVANI | VITA OLTRE LA DROGA


La storia di una ragazza di 16 anni, cocainomane e spacciatrice. Il coraggio di chi ha avuto la forza di riprendersi la dignità.
Valentina ha gli occhi azzurri, sospesi a metà. Occhi che guardano avanti, a un futuro normale da costruire e da vivere. Occhi che non cancellano il male di ieri, un passato senza senso da cocainomane e spacciatrice. Una discesa verso l'abisso iniziata ad appena 16 anni. Valentina è una ragazza di Torino, volto acqua e sapone, famiglia benestante, gli anni della scuola, gli amici, la routine di una vita come tante. Poi, la voglia di trasgredire, la curiosità. La cocaina inizia a fare il suo lavoro: divora tutto quello che incontra, comincia a mangiarsi la vita di questa ragazza che oggi sta cercando di mettersi tutto alle spalle. "È da sei mesi che non mi faccio più; - racconta - non è facile, ma ho capito che la mia vita non aveva più senso. Avevo perso tutto: gli affetti, il lavoro, la dignità. E per che cosa? Per la droga".

Si può cominciare da "poco"

Valentina inizia con le canne, poi passa alle pasticche e, infine, alla cocaina. Nessun disagio particolare. "I miei genitori si sono sempre voluti bene e non mi hanno mai fatto mancare nulla. Ho cominciato solo per curiosità. Ricordo bene la prima volta. Ero in discoteca con il mio gruppo degli amici. Sembra incredibile, ma nel mio giro, la persona strana non era quella che si faceva. Eri tu che magari, non volevi fumare. Per un po' ho rifiutato, poi ho deciso di provare".
La droga è ovunque, a scuola, in discoteca, nelle strade. Basta volerla. "La prima volta l'ho fumata, la seconda l'ho tirata, la terza mi facevo già in vena. All'epoca stavo con un ragazzo che aveva già iniziato. Ricordo che una sera in macchina, vedendolo in condizioni penose, cominciai a piangere e a chiedergli: "Perché ti fai del male? Perché?". Io non mi sentivo ancora una tossicodipendente, semplicemente perché non mi ero ancora bucata e non avevo neppure intenzione di farlo. Fu quel ragazzo a chiedermi di provare. Ma la colpa fu solo mia. Sono convinta che ogni persona nella sua vita sia sempre nella condizione di scegliere. Quella sera io avrei potuto dire sì oppure no. Decisi di dire sì". E con quel sì, la droga cominciò a prendersi tutto.

La droga rende schiavi

"All'inizio, - dice Valentina - la cocaina ti fa sentire un figo. Ti senti onnipotente, in grado di fare tutto. Ma questo effetto dura un quarto d'ora. Dopo ti svuota dentro e fuori. All'inizio ti droghi per colmare un vuoto, ma quella voragine si allarga sempre di più. È una sensazione tremenda. Passi le tue giornate su un letto. Un'apatia totale. Eppure, non ne puoi più fare a meno. La droga diventa il tuo chiodo fisso, l'unico pensiero. Credi di poter smettere quando vuoi, ma in realtà sei già schiavo".
Sei schiavo perché cominci a perdere tutto. Sei schiavo perché non hai altre ragioni di vita. Valentina lo ricorda molto bene. "I ragazzi della mia età il sabato sera uscivano insieme: il divertimento era la chiacchiera, una birretta in compagnia, magari la discoteca. Per me e le persone del mio giro, invece, il massimo era prendere la macchina, fare cento chilometri ad andare e cento a tornare, comprare la droga, chiuderci in casa intorno ad un tavolo e farci di roba tutta la sera. Non ti frega più niente della legge, di quello che possono pensare gli altri. Niente".
Una fame da 200 euro al giorno, soldi che devi trovare assolutamente, anche a costo di rinnegare dignità, affetti, amor proprio. "Ho fatto cose terribili, - ammette Valentina - ho cominciato a rubare in casa dei miei genitori. Quando lavoravo, buttavo tutto il mio stipendio nella cocaina. So di amici che addirittura hanno venduto il loro corpo per una dose. E poi, ho cominciato a spacciare. Se penso che ho venduto droga anche a ragazzi di 15-16 anni mi viene male, perché ho spacciato morte. Però, io avevo bisogno di soldi per la mia dose. È terribile, lo so, ma è così. Il nostro mondo era quello".

Ritornare a vivere è sempre possibile. Grazie alla famiglia

Nulla però è perso per chi vuole cambiare. Nel caso di Valentina, è successo con la morte per overdose di due cari amici, un dolore che è diventato domanda: "Valentina, ne vale la pena? Vale la pena perdere affetti, lavoro, una vita normale? E tutto per la droga?". Così lo sguardo di suo padre. "I miei avevano capito tutto, ma in queste situazioni molte volte i genitori sono impotenti. Una sera, quando tornai a casa dopo il mio solito sballo, trovai mio padre ad aspettarmi. Con le lacrime agli occhi, usò parole durissime. "È finito tutto, non vedo più luce per te, ho perso la speranza. Ho solo il terrore che qualcuno prima o poi chiami a casa per dirci che ti hanno trovato morta in una strada o nel cesso di una stazione"".
Parole durissime che però hanno aperto un varco, sono state la molla per chiedere aiuto, per far capire a due occhi azzurri che fuori "c'è un mondo bellissimo che ci aspetta, tutto da scoprire, da vivere. Senza droga". Valentina è entrata così in comunità, sa che la strada è lunga, ma la speranza non la lascia. "Sono seguita da persone competenti che mi stanno aiutando. Oggi, come si dice, sono pulita, ma so che dovrò dire il mio no alla droga ogni giorno. Persone come me possono ricadere nel problema in ogni momento. Ma non sono sola. Qualche giorno fa, ho rivisto mio padre. Aveva uno sguardo diverso. Gli ho chiesto: "Papà, pensi ancora che non ci sia luce davanti a me?". La sua risposta: "Adesso sì. La vedo"". Quando ne parla, Valentina si illumina, la bellezza che è in tutti ha ritrovato il suo posto, ha acceso nuove attese, sogni, desideri. Nulla di eclatante, eppure qualcosa di meraviglioso per chi aveva tutto da perdere. "Oggi non desidero chissà cosa. Dal momento che la mia vita fino ad ora è stata anormale, vorrei solo una vita semplice e normale".

Matteo Spicuglia
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 2 

 | HOME | Archivio Rivista MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO |


Visita Nr.